Il passo indietro
Si era parlato dell'eventualità di imporre una tariffa unica del costo dell'RC Auto per i guidatori più virtuosi, ma il Ministero dello Sviluppo Economico è tornato indietro sulle sue decisioni. Ancora una volta la fortissima lobby delle aziende del settore ha vinto la sua battaglia, ovviamente a danno di coloro che pur essendo attenti e corretti pagano lo scotto di vivere in aree a forte rischio. Naturalmente, quando parliamo di rischi ci riferiamo non solo ai furti, ma soprattutto, in questo caso, alle tante truffe a cui, va detto, sono sottoposte le compagnie assicuratrici. Spesso messe in atto da vere e proprie bande specializzate.
L'esempio più evidente di questa ingiustizia è il guidatore virtuoso che vive a Napoli. Il prezzo della sua polizza sarà notevolmente più elevato di uno nella sua stessa condizione ma che vive, per esempio, a Bolzano.
Era contenuta nel Decreto Liberalizzazioni
Con questa iniziativa si puntava a risolvere proprio il problema della differenza dei prezzi per l'assicurazione di auto e moto tra chi vive al sud e chi invece al nord, dove si stima un fattore rischio minore e quindi si tende ad applicare tariffe più basse a parità di condizioni. Purtroppo lo stesso Ministero ha ammesso che l'eliminazione del "parametro della territorialità" nella valutazione del rischio, e quindi del valore dell'RC Auto, è in contrasto con la normativa europea che stabilisce sulla libertà dei prezzi. Oggettivamente non sappiamo se credere a questa versione dei fatti o se, semplicemente, si è preso a pretesto il discorso per non innervosire le potentissime aziende del settore. Sempre pronte, come sappiamo, a far valere i propri interessi in Parlamento.
Le differenze
Se entriamo nel dettaglio delle varie statistiche rilasciate dalle associazioni dei consumatori possiamo notare un notevole divario di costi tra nord e sud, sempre, come abbiamo detto, a parità di classi di merito.
Per esempio, se consideriamo un soggetto tipo, quindi un guidatore in prima classe che possiede una Ford Mondeo, vedremo che a Padova e Milano pagherà 310 euro, a Bari 835 ed infine Napoli, dove si può arrivare a pagare la bellezza di 1.070 euro! Uno sproposito. E tutto questo a parità di condizioni.
Sempre la stessa storia
Un danno enorme per chi è corretto, e senza dubbio anche in questo caso le compagnie assicurative fanno la cresta, ma bisogna dire che il problema delle truffe alle aziende del settore esiste ed al sud è piuttosto radicato. Fondamentalmente è sempre lo stesso discorso. Il problema esiste, lo sappiamo, ed è pure generazionale, in un certo senso. Insomma, avviene da tantissimi anni. Ma le istituzioni, invece che affrontare la cosa con la stessa determinazione con cui si fa all'estero, permettono che le aziende del settore non solo facciano pagare il prezzo e il danno agli onesti, ma che ci facciano anche la cresta da sopra. Eppure, ancora di più in un'epoca di bassi consumi, sarebbe particolarmente utile e vantaggioso mettere più soldi in tasca ai cittadini.