Rinegoziazione del mutuo a tasso variabile per le famiglie in difficoltà

Ripercussioni negative

La decisione della Banca centrale Europea, la BCE, di aumentare il tasso di interesse non può che avere ripercussioni anche importanti, ancora di più in un momento molto difficile per l'economia nazionale, nella possibilità di sostenere i debiti contratti per comprare casa.

Ricontrattazione obbligatoria

Fa piacere, quindi, vedere una bella iniziativa, una volta tanto, contenuta nel Decreto Sviluppo appena convertito in legge. Le banche saranno obbligate per legge alla ricontrattazione dei mutui a tasso variabile per le famiglie che vivono un momento di difficoltà finanziaria.

Le condizioni

Ci sono ovviamente delle regole. L'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, non deve essere superiore ai 35.000 Euro e il prestito ottenuto non può superare il valore di 200.000 Euro. Inoltre l'interesse pagato e la rata devono essere variabili per tutta la durata del contratto. Vengono quindi esclusi dall'obbligo di legge per la ricontrattazione i prestiti a rata fissa e quelli misti.

Nessuna differenza tra acquisto e ristrutturazione

Un'altra buona notizia è che il provvedimento non fa differenze tra il credito ottenuto per l'acquisto di un immobile o quello per la sua ristrutturazione ed inoltre la rinegoziazione è possibile anche se il mutuo è stato nel frattempo cartolarizzato.
Nel momento in cui avviene la revisione delle condizioni la legge stabilisce un interesse fisso il cui calcolo è a dir la verità piuttosto complesso e macchinoso, ma non poteva essere altrimenti.

Si potrà anche allungare la durata

Sarà anche possibile allungare la durata e scegliere se applicare il nuovo tasso deciso dai parametri per legge per tutta la durata residua o solo per una parte. Vedremo in dettaglio come verranno messe in atto queste misure, urgenti in un momento così difficile per le finanze di milioni di famiglie.

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