Si soffre
La giornata di ieri è stata una giornata di sofferenza per le borse europee, con gli Spread di diversi paesi che volano sempre più in alto, compresi quelli di chi è considerato a bassissimo rischio, fino a pochi giorni fa, come la Francia e l'Austria.
Insomma, una giornata che ha visto i mercati finanziari in forte tensione per una situazione nell'eurozona che appare sempre più fuori controllo.
Situazione difficile per tutti
Giornata difficile, molto difficile per il nostro Spread, con la differenza tra i Btp decennali e i Bund della stessa durata che ha superato in misura importante i 500 punti, toccando addirittura la soglia dei 546 punti con rendimenti che hanno raggiunto la quota, durissima per noi, del 7,25%!
Ma non sono stati solo i nostri titoli a subire un'impennata nel differenziale con quelli tedeschi. Come abbiamo detto anche quelli di chi è considerato molto affidabili, come la Francia, l'Austria e l'Olanda hanno subito un'impennata di notevoli dimensioni toccando i loro massimi storici. Addirittura il differenziale tra Francia e Germania ha raggiunto il massimo storico di 191 punti. Male anche il differenziale spagnolo, che ha toccato quota 457 a una settimana dalle elezioni. Sempre altissimi lo Spread portoghese, 963, e lo stellare greco, 2669.
I dati
Ovviamente difficile anche la giornata delle borse, non solo europee. Milano ha chiuso con una flessione dell'indice Ftse Mib dell'1,08% dopo una giornata che ha visto una continua altalena dell'andamento degli indici, anche in conseguenza delle notizie che arrivavano dagli incontri di Monti con i partiti principali, vale a dire PDL e PD, e le parti sociali.
Molto male Parigi, che ha chiuso con un calo del'1,92%. Forse il presidente francese Sarkozy adesso ha meno tempo per ridere sugli altri. In calo anche Francoforte che perde lo 0,87%. Più contenuta la perdita di Londra, che chiude con -0,03%.
Nerissima la giornata di Finmeccanica, dopo i dati sul rosso di bilancio e le notizie di ristrutturazioni e cessioni. Il titolo ha subito un crollo del 20,33%. Anche Unicredit vede un forte calo con un -4,46% dopo l'annuncio di perdite nel trimestre di ben 10,6 miliardi. In calo l'Euro rispetto al dollaro, sceso sotto il valore di scambio di 1,35 rispetto alla moneta americana.
La UE sul Governo
Tornando ai problemi di casa nostra si deve registrare la cauta ma fiduciosa affermazione del portavoce del commissario agli Affari economici Olli Rehn, il quale ha affermato di aspettare notizie certe, riguardo alla formazione del Governo Monti, ormai certa, confermando la necessità di intraprendere misure sostanziose ed efficaci.
Anche il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy ha parlato della nostra situazione, sottolineando la necessità di un monitoraggio continuo, in quanto i problemi di una grande economia come la nostra non possono che diventare i problemi di tutti.
Allo stesso tempo si devono registrare le parole, decisamente preoccupate, del tedesco Peter Bofinger, uno dei più importanti consulenti di Angela Merkel. Bofinger ha parlato di una possibile crisi sistemica del nostro debito esprimendo molta preoccupazione sulla nostra situazione.