Arriva il nuovo Isee anti evasione

Ancora lui

Uno degli argomenti più dibattuti negli ultimi anni è stato quello della certificazione del reddito di ogni cittadino, soprattutto in funzione di un'equa distribuzione degli sgravi e delle facilitazioni fiscali, oltre naturalmente all'annoso problema dell'evasione. Ancora una volta un Governo mette quindi mano all'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, decisivo, come abbiamo detto, in tante questioni legate alla vita delle famiglie, come ad esempio l'accesso agli asili nido comunali, il pagamento delle tasse per l'università e detrazioni varie sui tributi dovuti per i vari servizi pubblici. L'argomento, dato il notevole aumento del costo per i servizi pubblici in concomitanza con le crescenti difficoltà di milioni di famiglie, è delicato e problematico, come è facile comprendere, e naturalmente interessa milioni di cittadini.
Oggi vedremo quindi quali sono le novità, che entreranno in vigore dal 2015, relative al nuovo modello di dichiarazione necessario per ottenere l'Isee. Modello accompagnato tra l'altro dalle istruzioni necessarie all'inserimento corretto dei dati richiesti.

Obiettivo furbetti

Le parole del Ministro del Lavoro, che è quello competente in materia, vale a dire Giuliano Poletti, esprimono soddisfazione e parlano di una revisione importante di uno strumento utile ad individuare con maggior precisione la platea di coloro che possono essere oggetto di un welfare capace di supplire alle reali esigenze di quella fetta della popolazione, sempre più numerosa, che necessita di un aiuto da parte dello Stato.
Va detto che allo stato attuale le problematiche non sono poche, e non parliamo solo delle risorse disponibili, sempre molto limitate, ma soprattutto di una difficoltà ormai storica a scovare le tante situazioni di abusi delle risorse pubbliche destinate a chi ha davvero bisogno di un aiuto. Insomma, uno degli obiettivi principali del nuovo Isee, se non il principale, è quello di evitare le tante pratiche elusive ed evasive che portano ad uno spreco di risorse già di per sé limitate.
Non sono pochi i casi di cronaca di soggetti, piuttosto vergognosi bisogna dire, che dichiaravano di essere indigenti, e quindi ottenevano per esempio l'asilo gratis per i figli, e poi si sono invece dimostrati benestanti e in alcuni casi, addirittura, anche ricchi.

Le novità principali

E veniamo alle principali novità nel nuovo modello di dichiarazione sostitutiva unica, chiamato Dsu. In pratica consta di due parti. La prima è rappresentata da una dichiarazione semplificata della maggior parte delle situazioni ordinarie, mentre la seconda conterrà tutta una serie di moduli che andranno a rapprensentare, in modo specifico, le prestazioni a cui ha diritto il richiedente o la condizione del beneficiario.
Altra novità importante è la possibilità di aggiornare la propria situazione economica, a partire da una diminuzione del reddito del 25%, praticamente in tempo reale, senza dover aspettare la successiva dichiarazione fiscale. Questo punto è particolarmente importante e, diciamolo, benvenuto. In pratica, in caso di perdita del posto di lavoro, o come abbiamo detto di una significativa diminuzione del reddito, sarà possibile accedere al welfare con una semplice dichiarazione che permette di ottenere l'Isee corrente.
Altra innovazione importante riguarda l'accesso ai dati relativi al reddito, che non dovranno più essere dichiarati dal cittadino, ma verranno ottenuti con un accesso diretto agli archivi. Questa misura è naturalmente funzionale al contrasto di quelle che sono vere e proprie truffe allo Stato con false dichiarazioni che attestano uno stato difficile delle finanze che in effetti non esiste.

Caccia agli evasori

Le novità però non si limitano solo agli argomenti citati in precedenza. Nella nuova Dichiarazione sostitutiva per il calcolo del reddito equivalente è presente una casella la cui funzione principale è quella di individuare chi in passato ha omesso di dichiarare depositi o strumenti finanziari vari. In sostanza gli evasori.
E' sufficiente un dato per capire la portata del problema. Se si osservano le vecchie dichiarazioni ben il 90% dei richiedenti prestazioni agevolate non risultava in possesso di un conto bancario. Ma come è possibile? In Italia ci sono 40 milioni di conti bancari, i conti non tornano.
Adesso però non sarà più possibile l'omissione relativamente al possesso di strumenti finanziari come possono essere conti deposito, buoni fruttiferi o quant'altro. Nella sostanza lo Stato, questa è la vera innovazione, non si affiderà più alle "buone intenzioni" del cittadino, ma chiederà esplicitamente se lo stesso ha rapporti finanziari in corso con istituti bancari, fondi di investimento, società di gestione del risparmio e simili, e se la risposta sarà positiva bisognerà anche farne l'elenco. Naturalmente bisognerà dichiarare anche proprietà immobiliari all'estero, terreni, eredità e tutto quello che in genere può fare reddito.

Cambia tutto

Alla luce di quanto detto in precedenza è ovvio che cambia tutto. Chi infatto dichiarerà di non possedere rapporti con intermediari finanziari potrà essere facilmente controllato grazie alle numerose banche dati create negli ultimi anni. Chi invece ha omesso entrate di questo genere negli anni precedenti, facendo finta nella sostanza di avere diritto ad agevolazioni a carico del sistema pubblico, adesso si trova in una situazione difficile.
Se continua sulla sua strada rischia di essere facilmente identificato e di dover rispondere anche degli anni precedenti, mentre se evita di fare richiesta con il nuovo Isee può accendere una lampadina a quello che, ricordiamolo, è ormai un sistema informatico che esegue compiti prestabiliti.
Facciamo un esempio. Se io fossi un addetto al sistema con cui l'Agenzia delle Entrate individua gli evasori imposterei una condizione di questo tipo: Chi ha prodotto un Isee molto basso negli anni precedenti mentre adesso si astiene vammelo a controllare! Del resto non c'è nessuna ragione di pensare che in massa, soprattutto di questi tempi, milioni di persone possano aver migliorato la propria posizione finanziaria di colpo, tanto da non aver più bisogno di accedere al welfare nazionale.
Insomma, una situazione difficile per chi fino ad ora ha abusato delle risorse pubbliche, e in genere chi ha fatto queste cose ha poi evaso anche su altri fronti.

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