Il dimezzamento
Secondo lo studio effettuato da Censis-Unipol, la pensione dei dipendenti privati che lasceranno il lavoro nel 2040 sarà solo del 52,4% dell'ultimo stipendio, praticamente la metà!
Se oggi il primo assegno previdenziale rappresenta circa i 2/3 dell'ultimo stipendio ricevuto, per coloro che oggi sono giovani rappresenterà un vero e proprio tracollo della rendita mensile. Questo è il dato, piuttosto allarmante, che viene da uno studio comune effettuato dal Censis e da Unipol.
Gli autonomi stanno peggio
Ancora peggiore la situazione degli autonomi, che in aggiunta, grazie alla finestra mobile, devono lavorare sei mesi in più rispetto al lavoratore dipendente prima di raggiungere l'agognato traguardo.
Pensate, il dato è veramente drammatico, che nel 2040 l'assegno previdenziale di artigiani e commercianti corrisponderà a circa il 31,8% dell'ultimo guadagno! Un dato assurdo che fa ben comprendere, al di la delle tante parole che si ascoltano dai nostri politici, lo stato drammatico delle finanze pubbliche.
E non è finita
A questo si deve aggiungere l'aumento dell'età pensionabile, che tra finestre mobili e adeguamento alle prospettive di vita, è indubbiamente destinata a crescere in misura sensibile rispetto a quella attuale.
Allo stesso tempo, beffardamente, tra i principali paesi europei, siamo quello con la più alta spesa previdenziale, in proporzione alla spesa sociale. Nel 2008 era il 60,7%, contro il 39,7% del Regno Unito e il 43% della Germania.