Anche i Comuni contro l'evasione fiscale

Le nuove regole

In effetti la norma esisteva già, ma il nuovo accordo tra l'Agenzia delle Entrate, quella del Territorio, Inps e Comuni presenta delle sostanziali novità.
Innanzitutto le amministrazioni locali riceveranno dallo Stato il 50% delle somma recuperate, invece del 30% come nel precedente accordo, in più, per incentivare maggiormente la collaborazione, per i primi 3 anni, quindi dal 2012 al 2014, la cifra recuperata rimarrà per intero nelle casse locali.

Potranno segnalare solo fatti specifici e documentati

Il sistema parte immediatamente. In pratica è stato reso operativo dalla firma di ieri e già da domani le amministrazioni potranno cominciare a denunciare i casi sospetti. Bisogna dire che la denuncia non si potrà basare su un semplice sospetto o su un "sentito dire", ma dovrà essere accompagnata da una serie di dati che certificano il sospetto.
I dati dovranno essere inviati alla Guardia di Finanza e all'Agenzia del Territorio per via telematica e come abbiamo detto dovranno essere specifici e documentati.

Gli strumenti a disposizione

In effetti le amministrazioni locali hanno a disposizione tutta una serie di strumenti che permetteranno, attraverso l'incrocio dei dati, di far emergere incongruenze che dimostrano una sottrazione di risorse all'Erario oppure una falsa dichiarazione dei redditi.
Per esempio possono incrociare i dati relativi alle imposte sulla casa con la dichiarazione dei redditi, hanno a disposizione i dati sulle compravendite immobiliari, sui contratti d'affitto, sulle bollette e così via. Tutti dati che incrociati con la dichiarazione dei redditi possono scovare l'evasione fiscale e gli affitti in nero. E proprio per il problema degli affitti in nero i Comuni potrebbero dimostrarsi uno strumento di prevenzione straordinario.
Certo, non è detto che il nuovo accordo ottenga in tutto e per tutto l'effetto sperato, visto che i sindaci dovrebbero andare a denunciare i loro potenziali elettori, e questo pone un problema "politico", ma i numerosi tagli operati dal Governo Berlusconi verso gli enti locali hanno messo in ginocchio tante amministrazioni che da un'azione di questo tipo potrebbero trarre grande vantaggio in termini di risorse, e questo avrebbe un effetto boomerang positivo sul loro elettorato.

Immobiliare, commercio e lavoro nero

Secondo le prime indiscrezioni il settore immobiliare e il commercio saranno quelli maggiormente attenzionati dalle amministrazioni locali, proprio su invito dell'Agenzia delle Entrate.
Il primo problema è quello degli immobili fantasma, vale a dire gli immobili completamente sconosciuti al catasto, seguito a ruota dai tanti affitti in nero, le compravendite immobiliari, spesso sottostimate rispetto al loro reale valore proprio per pagare meno tasse, e le residenze fittizie nei paradisi fiscali.
Insomma finisce il giochino di dichiararsi residente in Svizzera mentre si vive in modo permanente in Italia. E poi ci sarà una particolare attenzione anche nei confronti di tutte le operazioni che hanno come soggetto centrale i terreni edificabili.
In ultima analisi, ma non per importanza, il contrasto al lavoro nero e quindi il mancato pagamento dei contributi, con particolare riferimento a due settori notoriamente interessati da questo problema: l'edilizia e il commercio ambulante.

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