I metodi per evadere le tasse

Non sono tutti uguali

La lotta all'evasione fiscale non è fatta solo di banche dati e controlli a tappeto, per ora, nelle località più conosciute e rinomate. Nonostante una certa debolezza dello Stato nel contrastare il fenomeno, negli anni le Fiamme Gialle hanno costruito dei veri e propri identikit dei furbetti, suddividendoli in categorie a seconda della loro funzione specifica, perchè l'evasione è anche un'arte, e spesso un lavoro di gruppo, oppure a seconda della loro specializzazione.
Giusto per fare un esempio, ci sono quelli che trasportano valigie piene di soldi e beni preziosi oltreconfine, quelli che truccano i bilanci, quelli che sono completamente sconosciuti al fisco e i professionisti, i famosi consulenti super esperti di qualunque cosa sia società offshore e simili.

Il genio dell'aumento dei costi di esercizio

A prima vista il soggetto di cui parliamo è un perfetto cittadino contribuente. Rilascia scontrini o fatture, ha il suo bel commercialista, e tutto sembra regolare. Dov'è il trucco? E' molto semplice.
Il Nostro è un professionista dell'aumento artificioso dei costi di esercizio, in modo da abbattere i ricavi e quindi pagare meno tasse! Molto semplice. Alzare i costi della propria impresa o dell'attività commerciale è in effetti un giochino molto facile allo stato attuale. Basta far passare per costi "inerenti l'attività" i normali costi che tutti sosteniamo per vivere, in modo da poterli scaricare. Del resto per questo basta una semplice dichiarazione, magari con la complicità del proprio commercialista, o un po' di inventiva, un commerciante o un'azienda compiacente e così via. Per chi non si fa particolari problemi e vuole andare un po' più in la c'è anche l'acquisto di fatture false in società, ovviamente compiacenti, create proprio per questo. Le cosiddette cartiere.
Nella sostanza il grosso del problema è proprio in questo ambito, che poi è quello dei professionisti, dei commercianti e degli artigiani.

Le frodi carosello

Tutti, una volta almeno, abbiamo sentito parlare delle cosiddette "frodi carosello". Parliamo di un'attività di gran moda, basti pensare che solo nel 2011 le Fiamme Gialle hanno scoperto un'evasione dell'Iva per 2 miliardi di euro realizzata con questo sistema.
Il meccanismo ha la sua difficoltà di realizzazione e richiede una conoscenza approfondita dei sistemi tributari e dei meccanismi internazionali, oltre a una certa propensione all'illegalità, perchè la cosa è una vera e propria truffa. L'obiettivo è di non pagare l'Iva, realizzando quindi una plusvalenza. Cerchiamo di capire in cosa consiste il sistema dei "caroselli".
Tutto si basa su una norma comunitaria. In base a questa norma l'Iva non la deve pagare il soggetto che esporta verso l'Europa ma chi importa il bene o il servizio acquistato. Nel nostro caso l'acquirente italiano. Che cosa fa il nostro genietto della frode carosello?
Importa delle merci dall'estero attraverso una società da lui precostituita, ma prima di pagare l'Iva chiude la società che ha costituito all'estero e attraverso la quale ha importato la merce in Patria. E siamo alla prima parte della frode.
Successivamente la stessa merce verrà venduta ad un'altra società, sempre del "giro", Iva inclusa. Ma è un Iva che non è mai stata pagata perchè l'azienda che la doveva ricevere è stata chiusa. Quindi chi compra, cioè lo stesso soggetto che ha creato il giro, scaricherà un Iva che in effetti non ha mai pagato e il giochino è fatto.

I vip residenti a Londra

Forse i più fastidiosi di tutti, almeno per quanto riguarda chi scrive. Si tratta in genere di personaggi famosi con guadagni milionari, in euro ovviamente. Basta approfittare di una norma del Regno Unito che permette di ricevere la residenza pagando un forfait di 30.000 sterline all'anno.
A questo punto, secondo la legge inglese, si è sottoposti al prelievo tributario solo per guadagni realizzati o amministrati nel Regno Unito. Nella sostanza non si paga nulla in Inghilterra e nulla nel proprio paese.
Ovviamente gli altri non stanno a guardare e per poter fare una cosa del genere devi risiedere per un certo periodo all'estero e comunque sulle attività svolte in Patria devi comunque pagare le tasse.
Da quì i contenziosi con l'Erario di vari soggetti campioni dello sport, cantanti e simili.

Prestiti infragruppo

Passiamo al contesto più "professional", quello dei re delle società estere, dei giri senza fine tra le società Offshore e delle consulenze multimilionarie. Ci sono una marea di situazioni diverse, infatti la cosa è messa in atto da super professionisti del settore.
Il sistema più in voga però è quello dei prestiti infragruppo mediante il passaggio da un paradiso fiscale. Si tratta di costituire una "controllante", con sede in un paese europeo che si presta a questo giochino, per esempio il Lussemburgo o l'Olanda, dell'azienda che vuole evadere le tasse sugli interessi. La controllante emette un prestito a favore della controllata italiana che da un lato incassa e dall'altro comincia a ripagare i suoi debiti con tanto di interessi.
Su questo tipo di attività, secondo le regole europee, la ritenuta è veramente molto bassa, siamo nell'ordine dell'1,5% in media. Nella realtà, però, il prestito arriva da un paradiso fiscale, il passaggio europeo è solo fittizio, ma evita la ritenuta alla fonte del 27% che la Comunità Europea prevede per gli interessi pagati verso paesi extra Ue.

Quelli totalmente sconosciuti all'Erario

Solo nel 2011 la Guardia di Finanza ne ha individuati 7.500. Si tratta di non-contribuenti, praticamente persone che non hanno nessuna partita Iva, pur avendo un'azienda. Sono totalmente sconosciuti al sistema tributario nazionale. Parliamo di veri e propri banditi che comprano e vendono in nero, lavorano in nero e ovviamente non dichiarano nulla.
Solo l'anno scorso questi soggetti hanno evaso 21 miliardi di euro, se si fa un conto veloce, 2,8 milioni a testa, e questo fa capire molte cose. Infatti dalle indagini della Guardia di Finanza è emerso nella maggior parte delle volte che questi soggetti vivono da veri e propri nababbi, pur risultando nella sostanza disoccupati!

I lavoratori in nero, le piccole imprese e gli artigiani in difficoltà

Ovviamente tutti sappiamo che non esistono solo i geni dell'aumento dei costi di esercizio, quelli che non ne vogliono sapere di fatture e scontrini o i tanti colletti bianchi super professionals. La situazione è molto differenziata ed è fatta anche di tante realtà diverse, anche di situazioni di oggettiva difficoltà a campare che certo non vogliamo criminalizzare, ma che comunque rappresentano pur sempre una situazione di mancato rispetto delle regole.
Le situazioni sono le più disparate. Può essere il pensionato che non ce la fa solo con la pensione e svolge un lavoro in nero, oppure il cassintegrato o quello con il sussidio di disoccupazione, sempre che fa un lavoro in nero. E poi c'è l'immigrato irregolare, forse la comunità di lavoratori in nero più numerosa.
Ci sono poi le piccole aziende, i tanti artigiani e i commercianti che vivono una crisi pesante e a stento riescono a mantenere in vita l'attività.

Gli spalloni

Il termine ha diversi anni e si riferisce ad una persona che trasporta fisicamente valuta e beni preziosi oltre frontiera, ovviamente in particolare in Svizzera. Gli obiettivi sono 2: nascondere all'Erario il frutto di attività illecite o di evasione oppure investire direttamente all'estero senza pagare tasse in Patria.
Il fenomeno è ripreso in maniera importantissima, ancora di più in seguito ai controlli a Cortina e Milano, tanto che la Guardia di Finanza si sta attrezzando con speciali telecamere che registrano le targhe delle automobili e altri sistemi per identificare azioni e persone sospette.
Si stima che nel solo 2011 siano stati esportati illegalmente almeno 11 miliardi di euro, e parliamo solo della valuta. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Befera, nella sua audizione in Parlamento di ieri mattina, ha raccontato un fatto che fa capire molte cose: le richieste di cassette di sicurezza alle banche svizzere da parte di nostri connazionali è talmente esplosiva che le stesse stanno cominciando ad affittare le cassette di sicurezza degli alberghi di lusso!

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