Tanto e sempre di più
Tra i tanti problemi che tormentano l'italiano l'RcAuto è sicuramente uno dei più importanti e pesanti da digerire. Il costo è in assoluto tra i più elevati in Europa, con una continua crescita che sembra proprio senza fine.
Basti pensare che tra il 1990 e il 2010 è cresciuto del 150% e nel 2011 il trend in salita è continuato e sembra non volersi fermare. Il Governo Monti, con il Decreto liberalizzazioni, ha cercato di porre un freno al discorso con alcune misure smorzate però, nella loro efficacia, dalla potentissima lobby del settore.
Come abbattere i prezzi
Recentemente con il suo "Il libro nero della RcAuto" Vincenzo Borgomeo ha affrontato l'argomento sicurezza stradale e come si può abbattere il prezzo, analizzando tra l'altro le tante distorsioni del settore, e proponendo alcune soluzioni al problema.
Soluzioni che sono piaciute all'ACI, tanto da spingerla ad una proposta di legge che mira all'abbattimento del prezzo delle polizze e ad una maggiore sicurezza stradale.
La proposta di legge presentata dall'ACI è prevede 4 articoli e tutta una serie di misure mirate alla diminuzione dei prezzi.
Le anomalie del sistema nazionale
Secondo Borgomeo, ma non solo, il problema è determinato da tutta una serie di fattori. Senza dubbio le responsabilità degli italiani ci sono tutte. Sarebbe oggettivamente sbagliato addossare le colpe per intero alle aziende, visto l'altissimo numero di frodi, una vera e propria attività per alcuni "professionisti" del settore, e alla media molto più elevata rispetto ad altri paesi di persone che lamentano danni fisici, insomma, il classico colpo di frusta sport nazionale!
Basta dare un'occhiata ad alcuni dati che parlano da soli.
- 3,5 milioni di veicoli senza assicurazione
Ebbene si. Questa è una vera e propria anomalia rispetto al resto d'Europa. E' enorme il numero di veicoli che espongono un finto tagliando, tanto che il Governo, nel decreto liberalizzazioni, ha cercato di porre rimedio a questo problema con l'introduzione di un sistema telematico per la verifica. Esiste infatti un vero e proprio business del tagliando falso.
- L'altissima percentuale di danni alla persona
Pochi dati certificano il problema. Nel nostro paese su 100 incidenti con l'automobile si generano 21 problemi fisici alla persona, contro gli 11 del Regno Unito e i 10 di Germania e Francia. Praticamente il doppio. Ogni anno vengono presentate 700.000 denunce di colpo di frusta che costano alle assicurazioni 2 miliardi di euro all'anno.
- 2 anni per chiedere il risarcimento senza obbligo di denuncia
Quì rappresentiamo una vera e propria anomalia mondiale, non solo europea. In Italia ci sono 2 anni di tempo per chiedere il rimborso per un sinistro, senza nessun obbligo di effettuare una denuncia del danno subito con una perizia tecnica in cui si chiede il rimborso per la riparazione. Parleremo successivamente, nelle proposte di legge dell'ACI, di quest'aspetto.
La proposta di legge
Da questi dati parte Borgomeo per affermare che i prezzi possono essere abbattuti almeno del 30%. Servono leggi adeguate per stroncare il fenomeno delle frodi e un impegno importante per diminuire una serie di costi strutturali del sistema.
La proposta di legge si articola su più punti. Vediamoli.
- Articolo 1
Con il primo articolo si chiede l'introduzione di una norma che porta a 90 giorni, contro i 2 anni attuali, il limite di tempo entro il quale si può esercitare il diritto di rimborso per un danno subito dal proprio autoveicolo.
Attualmente il tempo a disposizione è di 2 anni, ma la cosa più assurda, e che favorisce le truffe, è che i 2 anni valgono anche se non si è mai denunciato il danno subito.
- Articolo 2
In questo caso si chiede la reintroduzione del "modulo di denuncia di cui all'art. 143 del codice" e la reintroduzione del termine di 5 giorni entro il quale bisogna mettere a disposizione il mezzo danneggiato per la perizia che andrà a valutare il danno.
- Articolo 3
Una misura che forse non piacerà a qualcuno ma necessaria. Questo articolo chiede che la compagnia abbia il diritto di non risarcire il danno fisico se la documentazione medica associata alla richiesta non lo certifica in modo assoluto, in pratica con analisi mediche incontrovertibili. Nella sostanza, secondo i relatori di questa proposta di legge, non può più bastare la sola affermazione "mi fa male il collo!".
- Articolo 4
In questo caso si chiede una misura che era stata introdotta nel dl liberalizzazioni dal Governo Monti, ma poi è stata abolita, a parere di chi scrive, a giusta ragione, anche se ci possono essere diverse valutazioni possibili. Nella sostanza si chiede che la compagnia abbia il diritto di proporre al proprio cliente un'officina convenzionata per la riparazione dei danni. Se non si accetta l'assicurazione potrà pagare quanto comunque avrebbe speso per la riparazione con l'officina convenzionata.
Bisogna dire che in questo caso la proposta prevede zero tempi di attesa e nessun anticipo di denaro, oltre ad una garanzia di 2 anni sulla riparazione stessa. Messa così potrebbe essere una soluzione valida.
Il tartassato
L'azione dell'Aci, con questa proposta di legge, non è mirata solo alla diminuzione dei costi, ma a venire incontro all'intero settore automobilistico, come precisato da Angelo Sticchi Damiani, il nuovo Presidente dell'ACI. L'automobilista infatti, tra assicurazione, bollo, costo sempre crescente della benzina e del diesel, pedaggi e quant'altro, è ormai un vero e proprio tartassato e questo, assieme alle problematiche economiche, sta causando un tracollo del mercato.
Ed è un tracollo pesante non solo per l'industria nazionale ma anche per lo Stato che, continuando così le cose, dovrà rinunciare a circa 8 miliardi di gettito Iva.
Le truffe le paghiamo noi
Insomma, la considerazione finale di Borgomeo e dell'Aci è che l'atteggiamento scorretto di una parte degli italiani finisce per ricadere su tutti quelli onesti, esattamente come per l'evasione fiscale. Ma mentre quest'ultima è condannata da tutti sembra che truffare le aziende del settore sia considerata una furberia accettabile, mentre ci deve essere la consapevolezza che alla fine paghiamo tutti noi, non loro!