Guida all'Iva

Entrata in funzione nel 1973 come sostituta dell'Ige, l'Imposta generale sull'entrata, l'Iva ha subito negli anni numerose modifiche, soprattutto a livello di aliquote applicate, seguendo di fatto pari pari le necessità finanziarie dello Stato italiano. Inizialmente infatti, nel 1973, l'aliquota applicata alla maggior parte di beni e servizi era del 12%, mentre per effetto della Legge di stabilità 2013 l'aliquota attuale corrisponde al 22% (ad oggi il 4% per i prodotti di prima necessità, alimentari e agricoli, il 10% per quelli turistici ed edili, ma vedremo più avanti le agevolazioni esistenti allo stato attuale). Prima di procedere oltre, per chi è interessato, vi proponiamo il nostro articolo sulla Partita Iva, dove spieghiamo, tra le altre cose, come funziona questo fondamentale adempimento fiscale, come si apre e quali sono i costi di apertura e gestione, oltre ai vari regimi possibili, a partire naturalmente da quello forfettario.

Cos'è e come funziona

Lo Stato italiano, alla ricerca continua di risorse, ha deciso a suo tempo di tassare quello da cui non si può sfuggire: la vita dei cittadini! L'Iva è un'imposta generale sui consumi che grava esclusivamente sul consumatore finale. Infatti, attraverso un sistema di detrazione e rivalsa, per il cosiddetto soggetto passivo d'imposta, quindi il titolare d'impresa, il professionista, il lavoratore autonomo e così via, risulta neutrale, in quanto quello che paga di Iva poi lo scarica. In generale quindi l'Iva, che significa Imposta sul valore aggiunto, presenta le seguenti caratteristiche distintive:

  • È generale
  • Viene applicata su tutti i beni e servizi, ad esclusione di quelli esonerati in seguito a normativa specifica.

  • È trasparente
  • Tra le tante tasse applicate dallo Stato italiano è certamente quella maggiormente identificabile in quanto risulta facilmente distinguibile in ogni operazione.

  • È un'imposta a pagamenti frazionati
  • Ad ogni passaggio della compravendita di beni e servizi lo Stato, attraverso il fisco, incassa una parte del valore dell'imposta complessiva dovuta.

Presupposti per il pagamento dell'Iva

Bene, dopo aver visto che cos'è l'Imposta sul valore aggiunto vediamo come funziona, cominciando da quelle che sono le caratteristiche principali che identificano gli ambiti in cui si è tenuti al pagamento di questo tributo. Fondamentalmente, affinché un'operazione sia passibile di pagamento Iva, devono sussistere tre presupposti:

  • Oggettivo
  • Deve esserci una cessione di beni o una prestazione di servizi.

  • Soggettivo
  • L'operazione soggetta ad Iva deve essere effettuata nell'ambito dell'esercizio di imprese, arti o professioni. Vengono esentate le vendite tra privati.

  • Territorialità
  • Le operazioni di compravendita di beni e servizi devono essere effettuate all'interno del territorio nazionale, quindi in Italia.

In quale momento viene applicata

Il calcolo dell'Iva viene eseguito in un momento ben preciso, vale a dire quando l'operazione si considera completamente eseguita e quindi diventa obbligatorio applicare l'imposta (il cosiddetto "momento impositivo"). Vediamo alcuni esempi che rappresentano le operazioni più comuni.

  • Immobili
  • In questo caso l'Iva si calcola nel momento in cui si stipula l'atto di vendita o comunque quando avviene di fatto il trasferimento di proprietà o del diritto reale.

  • Beni mobili
  • Viene applicata l'Imposta sul valore aggiunto quando c'è la consegna o la spedizione del bene, nella sostanza quando viene traslata la proprietà.

  • Servizi
  • L'Iva sui servizi si applica al momento del pagamento del servizio da parte del cliente.

  • Quando viene emessa fattura
  • Ogni qual volta viene emessa la fattura si considera l'operazione completata e quindi va effettuato il calcolo dell'Iva.

L'esigibilità immediata

Quando si materializza la condizione cosiddetta del momento impositivo, si verifica il debito dell'imposta nei confronti dello Stato (si suol dire in questo caso che l'imposta diventa esigibile). Il soggetto passivo, quindi l'imprenditore, il professionista o il lavoratore autonomo, deve provvedere al versamento dell'Iva all'erario, seguendo le regole relative alle scadenze previste per legge, che vedremo successivamente. Importantissimo considerare il fatto che a partire dal momento impositivo scattano gli obblighi contabili e devono essere emesse fattura oppure scontrino o ricevuta fiscale, a seconda delle regole stabilite dal fisco.

L'esigibilità differita

Va detto che ci sono alcune operazioni che vengono esentate dalla regola dell'esigibilità immediata, come ad esempio i lavori svolti in favore delle amministrazioni pubbliche. In questo caso, infatti, i pagamenti sono in genere caratterizzati da tempi lunghi e quindi l'obbligo di pagare l'Iva al momento della fattura comporterebbe un anticipo di spesa per imprese e professionisti destinato ad essere rimborsato solo dopo molto tempo. Nel caso dell'esigibilità differita il versamento Iva avviene al momento del pagamento.

Pagamento dell'Iva

Bene, abbiamo visto cos'è l'Imposta per il valore aggiunto, adesso vediamo quando e come si paga l'Iva e soprattutto chi e in quali casi la deve versare all'erario per quanto riguarda il 2019.

Quando si paga

Come abbiamo visto i soggetti passivi di imposta, vale a dire quelli che hanno diritto alla detrazione dell'Iva (imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi) devono versare all'erario la quota di Iva incassata dai propri clienti al netto di quella pagata ai propri fornitori o comunque per l'acquisto di beni e servizi. Questa operazione si deve svolgere ogni mese o ogni 3 mesi, a seconda del proprio volume d'affari e anche delle opzioni possibili esercitate. Inoltre va effettuato un conguaglio finale una volta all'anno.

Come si calcola l'Iva dovuta al fisco

La liquidazione dell'Imposta sul valore aggiunto è un'operazione molto semplice: si sottrae l'Iva pagata a quella che ci è stata versata dai clienti. A questo punto si realizzeranno due condizioni possibili che andiamo a vedere in dettaglio.

  • Debito
  • Se dal calcolo uscirà un valore positivo, allora avremo un debito verso l'erario e quindi saremo tenuti al pagamento dell'Iva, che verrà versata per mezzo del modello F24.

  • Credito
  • Se invece la differenza determina un valore negativo, allora vuol dire che abbiamo un credito verso il fisco. In questo caso possiamo o riportare il valore nella successiva liquidazione, scalandolo dal calcolo del mese o del trimestre di riferimento, oppure si può chiedere un rimborso, ma solo a determinate condizioni. Avremo quindi diritto a detrarre l'Iva pagata in eccesso da altri tributi.

Il ravvedimento operoso nel 2019

Nel caso in cui non si sia provveduto al pagamento dell'Iva entro le scadenze previste per legge, oppure la cifra versata non è quella esatta, si può esercitare l'opzione del ravvedimento operoso, aggiornata al 2019 con la nuova Legge di stabilità. In questo caso si ha diritto ad una riduzione delle sanzioni applicate normalmente, quindi la multa pagata sarà molto più bassa di quanto previsto dalla normativa sul mancato pagamento. Cliccate sul link proposto precedentemente se siete interessati a conoscere i dettagli di questa opzione.

Informazioni generali relative al 2019

Vediamo adesso una serie di variazioni al pagamento dell'Iva, sia nel valore dell'aliquota che nelle modalità di pagamento, che vanno naturalmente contestualizzate in relazione al periodo di riferimento, in questo caso il 2019.

Agevolazioni

Esistono una serie di beni e servizi che godono di Iva agevolata, vale a dire che pagano un'aliquota ridotta. Si tratta naturalmente di una serie di prodotti o di servizi di particolare utilità pubblica, oppure che hanno un peso rilevante nella spesa delle famiglie.

  • Prodotti agricoli e ittici
  • In questo caso è in vigore un regime speciale. Chi ha un volume d'affari inferiore ai 7.000 euro viene esonerato dal pagamento dell'Iva, mentre per tutti gli altri si applica un sistema forfettario per la determinazione dell'imposta pagata ai fornitori (si applicano delle percentuali di compensazione) e non analitico come avviene normalmente.

  • Prestazioni socio-sanitarie
  • Si applica un'Iva agevolata al 5% per tutte le prestazioni socio-sanitarie, oppure di carattere assistenziale ed educativo. Queste prestazioni devono essere erogata da cooperative sociali, compresi i loro consorzi, nei confronti di soggetti appartenenti a determinate categorie.

  • Generi alimentari
  • Tutto ciò che è alimentazione gode di un'aliquota Iva agevolata al 10%.

Regime forfettario

Il vecchio regime dei minimi è stato sostituito dal regime forfettario 2019, una speciale fiscalità agevolata per le partite Iva che rispondono a determinati requisiti. Oltre all'esenzione dall'Iva, i beneficiari pagano un'aliquota Irpef ridotta (se siete interessati potete leggere anche l'articolo su cos'è e come si calcola l'Irpef nel 2019) e godono di una importante semplificazione degli oneri contabili e fiscali, rispetto alla normale contabilità, compresa quella semplificata.

Iva esposta e fatturazione

Molto spesso leggendo gli annunci di vendita di auto usate possiamo notare la dicitura "Iva esposta". Ma cosa significa esattamente? Innanzitutto significa che il prezzo totale dell'auto usata comprende anche l'Iva, ma ancora di più che il venditore potrà emettere fattura con il costo reale dell'automobile scorporato dell'Imposta sul valore aggiunto. Quindi, se siamo possessori di Partita Iva, potremo scaricarci il valore di questo tributo anche per l'acquisto di un'auto usata.

Agevolazione prima casa

La legge stabilisce un'agevolazione Iva per l'acquisto della prima casa, con l'aliquota ridotta al 4%. Naturalmente per poter usufruire di questa riduzione bisogna essere in possesso di determinati requisiti, come per esempio la residenza nel luogo dove si ha intenzione di acquistare l'abitazione. Inoltre il bene acquisito non può essere di lusso.

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