I bonus famiglia 2020 da Stato e Comuni

Vediamo quali sono i bonus famiglia 2020, compresi quelli pensati per affrontare l'emergenza Coronavirus, una serie di aiuti economici di sostegno al reddito per chi vive una situazione di disagio, di povertà oppure se nel nucleo famigliare sono presenti 3, 4 o più figli, oltre naturalmente alle misure conseguenza della crisi economica causata dal Coronavirus. Naturalmente sono disponibili anche assegni per mamme e per le donne in generale e ovviamente per chi è disoccupato e quindi senza reddito disponibile. Sono disponibili, inoltre, vari contributi per coloro che hanno a carico una persona disabile portatore di handicap. Vedremo anche come e dove richiedere i bonus famiglia, a chi spettano e come funzionano.

Il requisito reddito ISEE

Tutti i bonus (tranne quelli legati al virus), le agevolazioni e gli aiuti alle famiglie, soprattutto quelle numerose, disagiate e povere, richiedono un limite del reddito Isee, oltre il quale non si può accedere a nessun contributo dello Stato. Vi segnaliamo quindi il nostro articolo sul nuovo reddito Isee, dove spieghiamo come funziona la Dsu, la Dichiarazione Sostitutiva Unica, come si calcola l'Isee, le problematiche legate all'evasione fiscale (tanti dichiarano un reddito basso ma non sono per niente poveri) e tanto altro. Per ognuno dei bonus famiglia elencati proporremo anche il link ad un articolo di approfondimento dove troverete tutte le informazioni dettagliate per ottenere gli aiuti economici dallo Stato e dai Comuni previsti per i nuclei che rispettano determinati requisiti. Ricordiamo che dal 2019 si ha diritto anche al reddito di cittadinanza, che in parte va ad incorporare altri aiuti economici alle famiglie in difficoltà, quindi annullandoli. È previsto anche un reddito di emergenza causa Coronavirus, ma trovate tutte le informazioni nell'articolo appena linkato.

Il Family Act

Prima di procedere con l'elenco di tutti i bonus per la famiglia disponibili nel 2020, avvisiamo il lettore che il Consiglio dei Ministri (CDM) di giugno, sempre 2020, ha avviato l'iter per la realizzazione del Family Act, di cui spieghiamo i dettagli nell'articolo appena linkato. Perché ve ne parliamo? Il Family Act vuole rappresentare, nelle intenzioni del Governo, una razionalizzazione di tutte le misure di sostegno alla gestione dei figli disponibili per le famiglie. Tutto va confermato in Parlamento e non ci sono indicazioni sulle risorse disponibili, ma si parla di nuovi assegni familiari per i figli fino a 18 anni, rimborsi per le spese di gestione di un nucleo familiare, detrazioni fiscali per la retta dell'asilo nido, nuove forme di congedo parentale e tanto altro. È prevista anche una nuova indennità integrativa per le neo madri e agevolazioni per le giovani coppie che vogliono acquistare la loro prima casa. Tante cose, molto costose per lo Stato, se si va a guardare, vedremo se verranno realizzate.

Carta famiglia

Inizialmente prevista dalla Legge di Bilancio 2016 e aggiornata alla gestione dell'emergenza Coronavirus, solo quest'anno è diventata effettiva ed è stata finanziata. La Carta per famiglie numerose 2020 prevede molti sconti, in negozi convenzionati, su varie tipologie di prodotti. Si tratta di una vera e propria agevolazione terzo figlio (al netto del decreto cura-Italia per l'emergenza Coronavirus, come vedremo fra un po') che permette di accedere a bonus e aiuti economici per le spese relative a trasporti pubblici e istruzione, ma anche nel pagamento di bollette per l'energia, il gas e l'acqua, così come per l'acquisto di prodotti per l'istruzione dei figli, la cura della casa e tanto altro (troverete nell'articolo linkato tutte le agevolazioni previste). Vediamo quali sono i principali vantaggi, i requisiti e le modalità di richiesta della nuova Carta Famiglia 2020.

  • Cos'è e come funziona
  • Attraverso una rete di negozi ed enti convenzionati aderenti all'iniziativa, una famiglia numerosa con almeno tre figli minori a carico può accedere ad una importante serie di aiuti economici sotto forma di sconti, bonus e agevolazioni. Il periodo di validità della Carta Famiglia 2020 è di due anni, ma le singole amministrazioni locali possono modificarne la durata. Il Ministero del Lavoro ha promesso di pubblicare l'elenco dei negozi e degli enti convenzionati dove si può utilizzare la carta, ma allo stato attuale non è ancora disponibile.

  • Requisiti e reddito Isee
  • La carta sconti per famiglie numerose può essere richiesta da tutti i cittadini, italiani e stranieri, ma per questi ultimi è necessario un periodo minimo di residenza stabilito dalle amministrazioni locali. Allo stato attuale, a causa del Coronavirus, è sufficiente che nel nucleo famigliare sia presente almeno un figlio con meno di 26 anni e non viene previsto un limite ISEE. Precedentemente, era necessario che fossero presenti almeno tre figli minori a carico, anche affidati, e con un reddito Isee che non poteva superare i 30.000 euro annui.

  • Come e dove richiederla
  • La richiesta per la Carta Famiglia 2020 va fatta, presso il Comune di residenza, da uno dei due genitori e non è cedibile. I documenti per fare la domanda sono pochi: la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ai fini Isee, di cui trovate il link alla pagina di approfondimento più avanti, il modulo domanda e un documento d'identità in corso di validità. La richiesta della Carta Famiglia prevede un costo che può variare a seconda del Comune.

  • Vantaggi e sconti
  • Grazie alla Carta Famiglia 2020 chi ha 3, 4 o più figli può accedere a sconti, agevolazioni, bonus e aiuti economici nei negozi e negli enti convenzionati, che a causa di Covid 19 stanno aumentando sempre di più. Si possono comprare prodotti scontati nel settore alimentare, per la cura della casa e della persona, per l'istruzione dei figli, quindi anche cancelleria e cartoleria, abbigliamento, calzature e prodotti farmaceutici. Sono disponibili anche bonus alle famiglie numerose per usufruire di vari servizi, come trasporti pubblici, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, pagamento delle bollette per i servizi essenziali e tanto altro. Per l'elenco completo dei vantaggi della Carta Famiglia 2020 vi rimandiamo all'articolo linkato precedentemente.

Bonus famiglia Covid-19

Le problematiche legate alla diffusione anche in Italia del Coronavirus hanno portato il Governo ad emettere il Decreto Cura-Italia, che introduce diverse misure a sostegno delle famiglie con figli. Si tratta di una serie di misure che non prevedono un'applicazione standard, ma verranno deliberate man mano che si presenteranno problemi, visto che tanti esperti concordano nella natura ciclica delle pandemie. Per varie categorie di lavoratori, al di là della questione nucleo familiare, è disponibile un bonus mensile. Trovate tutte le informazioni disponibili nella nostra guida alla Partita Iva, dove elenchiamo le varie categorie coinvolte, come autonomi, commercianti, artigiani, co.co.co, stagionali e così via, compresi naturalmente i requisiti necessari per fare la richiesta all'Inps di questo contributo per chi è stato danneggiato da Covid 19.

Buoni spesa Comune

Il Governo, preoccupato da eventuali e possibili rivolte sociali a causa del blocco del paese, ha deciso di stanziare 400 milioni per l'erogazione di buoni spesa da 300 euro una-tantum gestiti dai Comuni. Questo aiuto alle famiglie in difficoltà riguarda solo chi già non gode di altri contributi alla povertà. Per chi non può uscire da casa, per varie ragioni, sono previsti centri convenzionati che, mediante l'utilizzo di volontari, distribuiranno beni di prima necessità a chi ne ha bisogno. Lo stanziamento di 400 milioni si aggiunge ai 4 miliardi e 700 milioni che lo Stato eroga ogni anno ai Comuni, a causa del Coronavirus anticipato di un mese. Va detto che numerose catene di supermercati hanno aderito ad una ulteriore iniziativa, applicando uno sconto aggiuntivo alla cassa per chi paga con i voucher buoni spesa. Per esempio Conad, che ha deciso di applicare un 10% di sconto, sui beni di prima necessità, a chi paga con i voucher per sostenere le famiglie messe in ginocchio da Covid-19. Anche Lidl, il gruppo Selex ed altri partecipano a questa iniziativa. Secondo Antonio Decaro, presidente Anci, l'associazione dei Comuni, verrà utilizzato un algoritmo non meglio specificato per distribuire i buoni spesa dove ci sono più cittadini in difficoltà. Allo stato attuale non ci sono ancora regole chiare su come funzionano i buoni spesa del Comune, ma si ipotizza che questo bonus sociale, perché di questo si tratta, verrà distribuito dai banchi alimentari, per chi li ha ancora aperti, dai servizi sociali e sotto forma di buoni spesa da spendere in negozi di alimentari. Come abbiamo detto, ci saranno dei volontari che porteranno la spesa presso l'abitazione di chi non può uscire di casa, per esempio chi è in quarantena o gli anziani soli. Il Comune deve mettere a disposizione un numero da chiamare per richiedere i buoni spesa, che si potranno spendere anche presso supermercati convenzionati.

Riduzione canone di affitto

Nel caso in cui sia presente un'oggettiva difficoltà a pagare il canone di locazione, è prevista la possibilità di un accordo tra inquilino e proprietario per ridurre il costo dell'affitto di casa, che va registrato entro 30 giorni, così da non pagare le imposte sul valore precedente. Durante eventuali periodi di Lockdown, vale a dire di chiusura di tante attività a causa del Coronavirus, è possibile inviare l'atto che regola l'accordo tra le parti anche online, in questo caso senza la posta certificata che in genere viene richiesta per l'invio di documenti attraverso internet. Non sono previsti limiti a seconda della tipologia di locazione, quindi ci si può accordare tra affittuario e proprietario anche per una riduzione dell'affitto di locali commerciali. L'atto è esente da bollo e non sono previste spese di registrazione. Nel documento si deve fare riferimento al contratto già esistente, le cifre in gioco, vale a dire a quanto ammontava il canone di locazione e qual'è il nuovo valore, ed infine per quanti mesi varrà la riduzione concessa dal proprietario dell'immobile. Ovviamente, il documento deve riportare data e firme delle parti in causa. Per quanto riguarda la registrazione, è necessario compilare il Modello 69, presente sul sito dell'Agenzia delle Entrate, con i dati previsti. Più avanti troverete tutte le informazioni sul Contributo Affitto per chi non riesce a pagare il canone di locazione, una misura vigente già prima di Covid-19, quindi non legata all'emergenza Coronavirus.

Voucher babysitter e congedo parentale

Le misure legate al Coronavirus portano come conseguenza principale la chiusura delle scuole. Tutti gli esperti affermano che le pandemie hanno un andamento ciclico, nella sostanza arrivano, raggiungono un picco e diminuiscono di intensità con il passare del tempo, fino a scomparire. Purtroppo, però, poi ritornano, fino a quando la realizzazione di un vaccino le debella. A causa di queste prospettive il Governo ha deciso di realizzare un fondo che interviene nei confronti delle famiglie che si ritrovano i figli a casa in quanto le scuole di ogni grado sono chiuse. Per approfondimenti sui voucher babysitter Coronavirus e congedo parentale vi invitiamo a leggere l'articolo sui bonus per i figli, inizialmente pensato per i nuovi nati, ma successivamente aggiornato alle misure del Decreto Cura-Italia e successivi per l'emergenza Coronavirus. Sintetizzando, comunque, ci sono rimborsi per chi ha figli fino a 12 anni d'età, sia sotto forma di voucher per la babysitter che per il congedo parentale. Tutto vale durante il periodo di chiusura delle scuole e la domanda va fatta online sul portale Inps. Non sono previsti limiti al reddito ISEE per poter usufruire di questi bonus. Trovate tutte le informazioni dettagliate nell'articolo linkato.

Smart working

Il Decreto Rilancio di maggio introduce il diritto al lavoro a distanza, il cosiddetto "smart working", naturalmente solo per i periodi di emergenza a causa del Coronavirus, per chi ha almeno un figlio sotto i 14 anni. La misura vale per i lavoratori dipendenti del settore privato anche in assenza di accordi individuali, come viene specificato nel Decreto. Possono beneficiare di questa misura le famiglie in cui non ci sia uno almeno dei due genitori che è non lavoratore o che riceva già un'altra forma di sostegno al reddito. Viene specificata la possibilità di lavorare a distanza anche con strumenti informatici di proprietà del dipendente, nel caso in cui non siano forniti dal datore di lavoro. Il tutto, naturalmente, a condizione che la modalità di lavoro a distanza sia compatibile con la mansione svolta in azienda.

Bonus figli Coronavirus

Allo stato attuale si tratta solo di una proposta trapelata a mezzo stampa, quindi non prendetela per cosa certa, ma il Bonus Bebè 2020, di cui parliamo più avanti, potrebbe essere esteso a chi ha figli fino a 14 anni. In ogni caso, si tratta di un contributo legato solo ed esclusivamente al problema Covid, non un aiuto per chi ha figli aggiuntivo a quelli già esistenti. In attesa di notizie certe, che riporteremo immediatamente, diamo un'occhiata a quello che dovrebbe essere il valore del Bonus figli Coronavirus, legato naturalmente al reddito ISEE. Il contributo va inteso per ogni figlio.

  • 160 euro al mese con reddito Isee fino a 7.000 euro annui
  • 120 euro mensili con Isee tra i 7 e i 40.000 euro
  • 80 euro per tutti gli altri

Computer e didattica a distanza

Il Decreto Cura Italia ha stabilito la realizzazione di un fondo di 70 milioni di euro, relativamente al 2020, per permettere alle famiglie a basso reddito o comunque meno abbienti di dotare i propri figli di dispositivi informatici, computer e tablet, in comodato d'uso, funzionali alla fruizione del servizio di didattica a distanza. Nel momento in cui è in corso un'epidemia, come nel caso del Coronavirus, le scuole vengono chiuse, quindi è necessario potenziare la capacità di insegnanti e studenti di effettuare lezioni attraverso Internet. È stato deliberato anche un finanziamento aggiuntivo di 10 milioni di euro per permettere alle scuole di dotarsi di tutti gli strumenti più innovativi per la didattica a distanza, parliamo ovviamente di piattaforme informatiche, così come di potenziare quanto già esistente nel caso di istituti scolastici che si sono precedentemente attrezzati con strumenti di questo tipo. Ulteriori 5 milioni sono stati destinati alla formazione professionale del personale scolastico per l'utilizzo degli strumenti di didattica a distanza. Il fondo risulta quindi di 85 milioni di euro in totale.

Lavoro domestico

Passiamo ad uno dei punti caldi di questo periodo: la difficoltà di tanti collaboratori e collaboratrici domestiche costretti ad affrontare una situazione veramente difficile, spesso senza nessuna tutela legislativa, anche perché in molti lavorano in nero. Adesso è previsto un contributo mensile anche per loro, naturalmente legato esclusivamente al periodo Coronavirus e a determinate condizioni, vale a dire se esistono determinati requisiti.

Bonus Covid colf e badanti

Se si è in possesso di uno o più contratti per almeno 20 ore settimanali si riceverà un bonus di 600 euro per un bimestre, allo stato attuale, mentre chi è sotto le 20 ore settimanali riceverà un assegno di 400 euro. Esistono due requisiti per ottenere il bonus Coronavirus: non bisogna essere conviventi con il datore di lavoro ed è necessario dimostrare una riduzione dell'orario di lavoro almeno del 25%. Va precisato che il bonus covid colf e badanti non è cumulabile con il reddito di emergenza e l'indennità di disoccupazione. Se invece si percepisce già il reddito di cittadinanza, si potrà sommare i due contributi, ma sempre fino ad un massimo di 600 o 400 euro, a seconda delle ore settimanali di lavoro dimostrabili. La domanda bonus Covid colf e badanti va presentata al patronato e viene erogata dall'Inps, ovviamente in un'unica soluzione.

Contributi

Relativamente ai periodi di stop delle attività, proprio a causa del Coronavirus, il Decreto Cura-Italia stabilisce lo stop al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, così come dei premi per l'assicurazione, che lo ricordiamo è obbligatoria, a carico dei datori di lavoro domestico, quindi le famiglie. Le date di stop ai versamenti vengono decise di volta in volta. È bene chiarirlo, si tratta di una sospensione a causa delle problematiche causate dalla diffusione di Covid-19, non di una eliminazione. Contributi e premi assicurativi vanno quindi pagati comunque, ma posticipando la data di scadenza.

Detrazione centri estivi

Una nuova misura adottata nel decreto di aprile, varato in effetti a maggio, è quella che permette di attuare la detrazione fiscale delle spese per l'iscrizione dei figli ai centri estivi. Vale per minori fino a 16 anni, per massimo 300 euro e per tutte le spese sostenute nell'anno corrente, quindi il 2020. Ci sono, naturalmente, requisiti e condizioni indispensabili per poter usufruire di questo aiuto Covid alle famiglie con figli. Innanzitutto un ISEE attestante un reddito massimo di 36.000 euro all'anno. Inoltre, la quota di detrazione fiscale varrà solo per spese che già non usufruiscono di altri contributi economici, come ad esempio il bonus baby sitter. Insomma, come è ovvio, le due cose non sono cumulabili.

Famiglie con disabili

È previsto un aiuto anche per le famiglie con a carico uno o più soggetti disabili. Per chi deve accudire un familiare portatore di handicap vengono prorogati i giorni straordinari, con un aumento di 12 giorni di congedo nel bimestre successivo al decreto. Va detto che, rispetto al bimestre precedente, c'è in effetti una riduzione delle giornate di permesso retribuite. Precedentemente, infatti, i 12 giorni valevano per il singolo mese.

Estensione Cig

La cassa integrazione in deroga, sempre a causa del Covid-19, viene estesa, passando da 9 a 18 settimane, per periodi che vanno dal 23/02/2020 al 31/10/2020. Proroga anche per Naspi e Dis-Coll in scadenza tra febbraio e aprile. In questo caso la proroga è di 2 mesi. Per il pagamento delle indennità il Decreto maggio ha introdotto delle semplificazioni normative mirate a velocizzare i tempi di erogazione da parte dell'Inps, che deve versare il 40% del contributo entro 15 giorni dal momento della domanda. Viene anche sospeso il pagamento del contributo addizionale per i contratti a tempo determinato, ma vale per quelli rinnovati entro il 31 agosto.

Bonus vacanze

Il Covid-19 ha colpito duramente il settore del turismo, quindi il Governo, con il Decreto Rilancio di maggio, ha introdotto una tax credit, un bonus vacanze, fino a 500 euro a famiglia, 300 per i nuclei di due persone, 150 per i single. Il requisito essenziale per ricevere questo aiuto per le vacanze è quello del reddito Isee fino a 40.000 euro. È valido fino al 31 dicembre 2020 e può essere speso presso le strutture del settore, come agriturismi, alberghi e così via, all'80% sotto forma di sconto, mentre il 20% può essere inserito nella dichiarazione dei redditi come detrazione di imposta. Facciamo un esempio: nel caso di un nucleo familiare il bonus vacanze equivale a 500 euro. Di questi 400 si possono scontare immediatamente al momento del pagamento, gli altri 100 sono da considerarsi credito Irpef. È bene chiarire che questo contributo per il turismo va speso unicamente in Italia ed in un'unica soluzione. Inoltre, la ricevuta rilasciata dalla struttura turistica dovrà riportare il codice fiscale del richiedente il credito di imposta del bonus vacanze. Va registrata la protesta delle piattaforme digitali per l'affitto di appartamenti che, come vedremo a breve, sono esclusi dal voucher del bonus vacanze. Elenchiamo le caratteristiche più importanti del bonus vacanze, così da capire come si richiede e quali sono gli adempimenti burocratici da mettere in atto, che in Italia non mancano mai. Così come in quali casi è escluso questo aiuto per il turismo.

  • Requisiti
  • Un Isee sotto i 40.000 euro annui, Spid per l'accesso all'app IO e carta d'identità elettronica.

  • Come si ottiene il bonus vacanze
  • È necessario installare l'app "IO", che permette di accedere a vari servizi pubblici. Una volta effettuato l'accesso con Spid e carta d'identità elettronica, verrà fornito un codice univoco ed un QR-code da utilizzare per spendere il bonus vacanze. Sia il codice univoco che il QR-code vanno mostrati al momento del pagamento per ottenere lo sconto dell'80% di quanto dovuto.

  • Periodo di validità
  • Il bonus vacanze vale fino al 31 dicembre 2020.

  • Esclusioni
  • Un requisito essenziale per accedere al voucher del bonus vacanze è che il pagamento del soggiorno avvenga senza l'intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici. Ovviamente, questa condizione esclude i vari Booking.com e Airbnb, in pratica la possibilità di ricevere il contributo per il turismo per chi affitta appartamenti utilizzando piattaforme digitali online.

  • Chi lo può utilizzare
  • Una caratteristica del bonus vacanze che ci piace è che può essere utilizzato anche da un familiare diverso da quello che ha effettuato la domanda.

Bonus bici, monopattino e rottamazione

Il trasporto pubblico è un problema, dal punto di vista del Coronavirus, quindi il Decreto Rilancio di maggio mette a disposizione un bonus per l'acquisto di mezzi di mobilità sostenibile, vale a dire biciclette, comprese quelle a pedalata assistita, monopattini elettrici e monowheel, hoverboard, segway, mobilità condivisa e così via. La misura è valida fino a dicembre 2020, vale 500 euro ed ha come requisito quello di essere residenti maggiorenni in un comune con più di 50.000 abitanti. Viene stabilito anche un contributo alla rottamazione di autovetture fino alla classe Euro 3 e motocicli fino a classe Euro 2 o 3 per quelli a due tempi. Vale 1.500 euro per ogni autovettura e 500 per il motociclo rottamato. Il bonus rottamazione Covid è accessibile solo ai residenti nei comuni interessati dalla procedura di infrazione comunitaria a causa del livello di polveri sottili oltre il consentito e vale dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021. Per chi, in possesso di un abbonamento al trasporto ferroviario o locale, non ha potuto usufruirne durante il lockdown, viene prevista la possibilità di richiedere un rimborso corrispondente ai giorni non utilizzati, sotto forma di voucher da spendere entro un anno dall'emissione. Il tutto deve avvenire entro 15 giorni dal momento della domanda.

Reddito di ultima istanza

Nel Decreto Cura Italia è stato inserito anche un fondo per chi perde il lavoro a causa del Coronavirus (oppure lo ha sospeso o ridotto). Si rivolge a lavoratori dipendenti e autonomi e non prevede, a differenza di quanto era stato inserito nella bozza iniziale pre-decreto, una soglia massima del reddito per poter accedere al beneficio previsto. Un'altra differenza rispetto a quanto previsto inizialmente è che non possono accedere al reddito di ultima istanza Coronavirus i professionisti iscritti a elenchi o albi professionali con un reddito dell'anno precedente superiore ai 10.000 euro. Per questi ultimi, comunque, è prevista una misura eccezionale da valutare successivamente. Insomma, per i professionisti che perdono il lavoro a causa di Covid-19 forse si farà qualcosa. Nella sostanza è così. Il Decreto Cura-Italia prevede la sospensione dei licenziamenti collettivi per i 60 giorni successivi all'entrata in vigore di eventuali misure di emergenza a causa di un'epidemia, indipendentemente dal numero dei lavoratori presenti all'interno di un'azienda. L'entità del reddito di ultima istanza viene decisa di volta in volta con decreti successivi, quindi non prevede un bonus sempre e comunque dello stesso valore. Parliamoci chiaro: vista la scarsità delle risorse a disposizione, non bisogna aspettarsi chissà quale contributo o indennità economica che sia, ma è comunque un aiuto per chi si trova in difficoltà a causa del Coronavirus.

Assegno di maternità 2020

Viene sempre erogato dall'Inps, ma arriva dallo Stato o dal Comune di residenza a seconda che si sia una donna lavoratrice o disoccupata. È presente un limite del reddito Isee del nucleo famigliare, ovviamente, e l'importo dell'assegno di maternità viene deciso di anno in anno adeguando il valore iniziale stabilito dal legislatore all'indice Istat dei prezzi al consumo. Bene, vediamo come funziona questo bonus economico per i nuovi nati.

Erogato dallo Stato

  • A chi spetta
  • L'assegno di maternità Stato 2020 viene concesso a tutte le mamme lavoratrici che rispettino il limite massimo del reddito Isee deciso, come per l'importo del bonus economico, di anno in anno. È bene precisare che questo aiuto alle famiglie è possibile fin dal primo e secondo figlio, non dal terzo come molti credono.

  • Requisiti
  • Possono fare richiesta dell'assegno maternità 2020 Stato tutti i cittadini, italiani e stranieri, ma per quanto riguarda questi ultimi le regole possono cambiare a seconda dei Governi, come visto in tante occasioni. Il reddito Isee per ottenere questo bonus famiglia erogato dall'Inps varia ogni anno e trovate l'importo attuale nell'articolo linkato precedentemente.

  • Come e dove si richiede
  • L'organismo a cui si fa la richiesta per l'assegno di maternità 2020 erogato dallo Stato è l'Inps. Il modulo per la domanda va trasmesso per via telematica al CAF, o eventualmente ad altri intermediari. Le mamme in possesso del Pin dispositivo Inps possono fare la richiesta di questo bunus famiglia per i nuovi nati direttamente online.

  • Quanto dura e importo
  • La durata del contributo economico di sostegno alla famiglia per chi ha un Isee basso è di 5 mesi. Il valore del bonus per la nascita di un figlio viene modificato ogni anno. Trovate l'importo dell'assegno maternità 2020 concesso dallo Stato nell'articolo di approfondimento.

Assegno maternità comunale 2020

  • Chi ne ha diritto
  • Questo bonus mamma spetta a tutte le donne non lavoratrici, quindi disoccupate, casalinghe, ragazze madri e così via. Si tratta di un'agevolazione per donne senza reddito, oppure basso, che mettono al mondo un figlio, anche se separate, quindi è un incentivo alle nascite concesso dal comune alle donne che vivono in un nucleo famigliare numeroso o che hanno una situazione di disagio particolare.

  • Come si fa la domanda
  • La richiesta per ottenere il bonus famiglia 2020 dell'assegno di maternità va fatta presso il comune di residenza tramite Patronato.

  • Importo e durata
  • Anche l'assegno di maternità comunale viene erogato per 5 mesi e, come per il bonus mamma concesso dallo Stato, l'importo viene deciso ogni anno nella Legge di Bilancio adeguandolo all'indice Istat dei prezzi al consumo. Nell'articolo di approfondimento trovate il valore per il 2020 di questo aiuto alle famiglie in presenza di un nuovo nato.

  • Tempi di erogazione
  • Ogni amministrazione comunale decide indipendentemente quando arriva l'assegno di maternità, quindi non è possibile stabilire a priori e con certezza il tempo di erogazione del bonus nuovi nati per mamme disoccupate.

Bonus Bebè 2020

Tra le agevolazioni per le famiglie nel 2020 viene ripetuto anche l'assegno di natalità, come lo chiama ufficialmente l'Inps, ma con una novità non da poco: il contributo viene erogato solo per il primo anno di vita del nuovo nato (ma la norma non riguarda i nati prima del 31 dicembre 2017). Si tratta di un contributo economico a chi mette al mondo un figlio, ma la cosa riguarda anche chi adotta un minore o lo riceve in affido preadottivo. Il Bonus Bebè viene in aiuto alle famiglie con un assegno mensile di 80 o 160 euro, a seconda del proprio reddito Isee, come vedremo in seguito, erogato per 12 mensilità (36 per i nuovi nati prima del 31 dicembre 2017), quindi fino al compimento del primo anno di vita del figlio a carico.

Cos'è e come funziona

Il Bonus Bebè 2020 è un assegno pagato dall'Inps ogni mese per 1 anno. Questo aiuto economico per chi fa figli spetta a tutti i cittadini, italiani e stranieri, ma solo se residenti sul territorio nazionale. A differenza dell'assegno di maternità, quello di natalità è un vero bonus famiglia in quanto ad averne diritto sono i nuclei familiari, anche conviventi, non le donne separate, le ragazze madri e così via. Insomma, il vero Bonus Bebè 2020 per mamme disoccupate è l'assegno di maternità, ma il funzionamento, così come l'importo totale, sono molto diversi. Si tratta sempre di un'agevolazione per chi ha un Isee basso, ma in questo caso lo Stato eroga un assegno mensile che non prevede una spesa in determinati contesti, come per esempio la Carta Famiglia (nella sostanza un bonus spesa). È un incentivo alle nascite della durata di 12 mesi, un agevolazione bebè, un sostegno al reddito per chi mette al mondo un nuovo nato nel 2020, nella sostanza un aiuto economico per famiglie a basso reddito con nuovi figli a carico. In effetti l'assegno di natalità, tra i bonus famiglie a basso reddito, è uno degli aiuti economici più interessanti e generosi, anche se la Legge di Bilancio 2017 lo ha notevolmente ridotto da 36 a 12 mensilità, sempre considerando il poco impegno dello Stato italiano nei confronti di chi fa figli.

Quanti soldi spettano e reddito Isee

Il Bonus Bebè 2020 prevede due fasce di reddito che determinano il valore del contributo economico mensile che si riceve dall'Inps. Come abbiamo detto questo bonus famiglia viene erogato per 12 mensilità (36 per chi è nato prima del 31 dicembre 2017), ma solo se si rientra nel limite massimo del reddito previsto. Infatti la domanda per l'agevolazione economica per un nuovo nato si fa una volta sola, ma ogni anno bisogna rinnovare la richiesta presentando la nuova DSU (nell'articolo linkato spieghiamo come funziona la Dichiarazione Sostitutiva Unica e come va compilata a seconda della prestazione agevolata richiesta). Visto che ci siamo vi diamo anche il link alla pagina dove spieghiamo quali sono i documenti per l'ISEE 2020, con la lista completa a seconda dell'indicatore necessario a fare richiesta di prestazione agevolata, contributo, aiuto economico o quant'altro. Vediamo quali sono le due fasce di reddito Isee per richiedere il bonus famiglia assegno di natalità.

  • Isee fino a 7.000 euro l'anno
  • In questo caso l'assegno mensile consiste in un aiuto economico di 160 euro al mese.

  • Isee da 7.000 a 25.000 euro
  • Entro questi limiti di reddito il contributo da parte dell'Inps sarà di 80 euro al mese.

Come si richiede il Bonus Bebè 2020

Per ottenere il bonus famiglia per nuovi nati si può fare richiesta online direttamente sul sito dell'Inps, ma anche per telefono o attraverso Patronato. Se si è in possesso di PEC (Posta Elettronica Certificata), si può ricevere l'avviso dell'esito della richiesta direttamente presso la propria email. L'unico documento necessario è la DSU per la verifica del requisito reddito Isee che dà diritto a questo aiuto economico dallo Stato alle famiglie che fanno figli.

Contributo affitto

Tra gli aiuti alle famiglie 2020 troviamo anche un bonus per chi non riesce a pagare il canone di locazione. Naturalmente è necessario che siano presenti una serie di cause gravi e di requisiti necessari ad ottenere il diritto di richiedere questo bonus famiglia, che vedremo a breve. Il contributo affitto 2020 viene incontro agli inquilini morosi incolpevoli con due fondi erogati dallo Stato ma gestiti dalle amministrazioni locali. Il rimborso affitto dal Comune presenta delle piccole differenze sul metodo di calcolo del contributo e del reddito Isee massimo, deciso in autonomia dai Comuni stessi.

Cos'è

Il contributo affitto è uno dei vari aiuti economici per famiglie a basso reddito che interviene con un sostegno economico nel caso di morosità incolpevole. Sono previsti due fondi, entrambi finanziati dallo Stato, ma la gestione del bonus affitti è quasi interamente delegata ai Comuni, che sono tenuti ad indire dei veri e propri bandi per stabilire graduatorie di aventi diritto a questo aiuto per famiglie in difficoltà economica.

Requisiti

Hanno diritto al contributo affitto 2020 le famiglie che si trovano in una situazione di difficoltà economica dovuta alla perdita totale o parziale del posto di lavoro, a causa della messa in Cassa integrazione, nel caso in cui non venga rinnovato un contratto a tempo determinato e per infortunio o decesso di un componente del nucleo concorrente al reddito familiare. Il contributo affitto e il rimborso del canone di locazione da parte del Comune sono due bonus famiglia che spettano a chi ha un reddito Isee sotto i 26.000 euro all'anno, ma sono necessari altri requisiti per fare la domanda che elenchiamo nell'articolo di approfondimento. Si tratta nella sostanza di un aiuto economico alle famiglie in difficoltà per la perdita di una parte o dell'intero reddito e chi si trovano nella condizione di essere inquilini morosi.

Come funziona

Il contributo per pagare il canone di locazione arretrato prevede tre diverse modalità del calcolo di quanto spetta agli inquilini morosi incolpevoli. Fondamentalmente la normativa prevede tre situazioni. Nelle prime due il proprietario di casa rinuncia alla procedura di sfratto oppure decide di andare avanti con la pratica, mentre nella terza l'inquilino moroso stipula un nuovo contratto di locazione in un'abitazione diversa da quella per cui ha ricevuto lo sfratto. Nell'articolo di approfondimento spieghiamo in dettaglio come si calcola l'ammontare del contributo affitto a seconda di ognuna delle condizioni elencate in precedenza, ma in ogni caso l'ammontare massimo erogato dal fondo per la morosità incolpevole è sempre di 8.000 euro.

Bonus energia, gas e acqua

Per le famiglie numerose sono previsti nel 2020 una serie di contributi sociali che aiutano a pagare con maggior comodità le bollette, sia quelle energetiche, luce e gas praticamente, che quella idrica, vale a dire l'acqua. L'agevolazione riguarda sia chi ha più di 3 figli che le famiglie disagiate che vivono una situazione economica difficile a causa di un basso reddito oppure per la presenza di persone disabili. I Bonus energia, gas e acqua vengono erogati sotto forma di sconti in bolletta, la cui entità dipende da una serie di fattori che analizziamo nell'articolo di approfondimento.

A chi spetta e come funziona

Possono accedere ai bonus per famiglie numerose da 4 figli in poi e per chi vive una situazione di disagio economico tutti coloro che rispettano il requisito del reddito ISEE massimo di 8.107,5 euro all'anno (20.000 per chi ha più di 3 figli). Hanno diritto a questo aiuto a famiglie bisognose anche i nuclei in cui è presente un soggetto con disabilità fisica, che va naturalmente certificata con documentazione apposita. In ogni bolletta sarà presente una quota di consumo scontata con dei valori massimi stabiliti da una tabella. Nel caso del gas conta molto anche la cosiddetta "zona climatica" del Comune di residenza e ovviamente il numero di figli a carico. Trovate tutto nell'articolo linkato. Va considerato che questi aiuti economici per famiglie numerose o disagiate sono stati non solo prorogati a tutto il 2020 dall'ultima Legge di Bilancio, ma è stato anche incrementato il limite di reddito ISEE per poter accedere all'agevolazione, anche se sembra che non tutti sappiano che esiste un contributo per il pagamento delle bollette luce, gas e acqua, visto che tante famiglie, nonostante siano in possesso dei requisiti necessari, non accedono a questo aiuto economico per chi vive una situazione difficile. Tutti e tre i bonus sono cumulabili e possono essere richiesti contemporaneamente. Un bel risparmio per le famiglie numerose o che vivono uno stato di disagio economico.

Domanda, scadenza e rinnovo

I bonus 2020 energia elettrica, gas e acqua durano 12 mesi, al termine dei quali è necessario effettuare il rinnovo con una nuova domanda. La richiesta per ottenere questi bonus famiglia si può fare presso il Comune di residenza oppure recandosi al CAF di competenza. Sono necessari una serie di documenti, tra cui l'ultima attestazione ISEE, e vanno riempiti alcuni moduli, come spiegato nell'articolo di approfondimento. Nel caso di variazioni del reddito o del numero di componenti del nucleo familiare, è necessario aspettare il momento del rinnovo per dichiarare i nuovi dati. In caso di cambio di residenza durante il periodo di erogazione del contributo economico per il pagamento delle bollette luce, gas e acqua, bisogna recarsi nel nuovo Comune oppure al CAF e compilare il modulo apposito che traslerà il Bonus energia e quello idrico sulla nuova utenza.

Il reddito di inclusione (REI)

Introdotto nel 2019 in sostituzione degli assegni di disoccupazione, questo bonus economico viene erogato dall'Inps mensilmente su una apposita carta prepagata per un periodo di 18 mesi estendibile di altri 12. Spetta a chi vive una situazione di disagio o addirittura di povertà e prevede naturalmente dei requisiti essenziali, tra cui un reddito ISEE piuttosto basso ed altre caratteristiche di cui parliamo nell'articolo di approfondimento. Il reddito di inclusione non può essere cumulato con altri sussidi contro la povertà, che se presenti vanno inseriti come detrazioni nel calcolo del contributo che si ha diritto a ricevere. Comunque, vediamo una sintesi delle caratteristiche principali del reddito di inclusione 2020.

  • A chi spetta
  • Sostituendo l'assegno di disoccupazione, ha diritto al REI chi vive una situazione di povertà, di forte disagio economico. In questo caso si riceve un sussidio mensile, ma per un periodo di tempo piuttosto limitato e prorogabile solo per un altro anno.

  • Requisiti
  • Nell'articolo di approfondimento elenchiamo tutti i requisiti necessari per richiedere il reddito di inclusione 2020, tra cui il limite ISEE di 6.000 euro all'anno.

  • Come funziona
  • Nella sostanza questo aiuto alla povertà si compone di due contesti. Nel primo l'Inps versa un contributo mensile sulla Carta REI, una normale prepagata con cui si possono fare acquisti in negozi di alimentari, supermercati, farmacie e parafarmacie. Non si tratta però solo di un bonus economico di sostegno al reddito, ma anche di un progetto di inclusione sociale e lavorativa gestito dal Comune di residenza e che prevede un percorso per uscire dalla condizione di povertà e disagio.

  • Domanda
  • Benché sia erogato dall'Inps, la domanda per il reddito di inclusione va fatta al Comune, che poi invierà il tutto all'Istituto di previdenza sociale. Una volta fatti tutti i controlli su quanto dichiarato in fase di richiesta si riceverà l'avviso per il ritiro della Carta REI Inps 2020 presso Poste Italiane. Il tutto dura in genere 20/25 giorni.

Assegni familiari (ANF)

Destinato ai lavoratori dipendenti (compresi quelli part-time) ed ai pensionati, l'ANF, acronimo di Assegno Nucleo familiare, richiede la presenza di alcuni requisiti ed è a carico del datore di lavoro che paga per conto dell'Inps, anche se per alcune categorie di lavoratori è direttamente l'Istituto di previdenza a fare i versamenti (per esempio per chi è impiegato in lavori in ambito familiare, come colf e badanti). Gli assegni familiari 2020 spettano per ogni figlio minorenne oppure per i maggiorenni con disabilità o che risultano inabili all'attività lavorativa. La domanda va fatta direttamente al datore di lavoro o all'Inps nel caso in cui si rientri in una delle categorie di dipendenti che vanno pagate dall'Istituto di previdenza.

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