I bonus famiglia 2020 da Stato e Comuni

Prima di procedere con l'articolo già scritto precedentemente, vi avvisiamo che lo stiamo aggiornando quotidianamente per l'emergenza Coronavirus. Man mano che ci saranno novità, l'ultima riguarda i buoni spesa del Comune, le inseriremo.
Vediamo quali sono i bonus famiglia 2020, una serie di aiuti economici di sostegno al reddito per chi vive una situazione di disagio, di povertà oppure se nel nucleo famigliare sono presenti 3, 4 o più figli, oltre naturalmente alle misure conseguenza della crisi economica causata dal Coronavirus. Naturalmente sono disponibili anche assegni per mamme e per le donne in generale e ovviamente per chi è disoccupato e quindi senza reddito disponibile. Sono disponibili, inoltre, vari contributi per coloro che hanno a carico una persona disabile portatore di handicap. Vedremo anche come e dove richiedere i bonus famiglia, a chi spettano e come funzionano.

Il requisito reddito ISEE

Tutti i bonus (tranne quelli legati al virus), le agevolazioni e gli aiuti alle famiglie, soprattutto quelle numerose, disagiate e povere, richiedono un limite del reddito Isee, oltre il quale non si può accedere a nessun contributo dello Stato. Vi segnaliamo quindi il nostro articolo sul nuovo reddito Isee, dove spieghiamo come funziona la Dsu, la Dichiarazione Sostitutiva Unica, come si calcola l'Isee, le problematiche legate all'evasione fiscale (tanti dichiarano un reddito basso ma non sono per niente poveri) e tanto altro. Per ognuno dei bonus famiglia elencati proporremo anche il link ad un articolo di approfondimento dove troverete tutte le informazioni dettagliate per ottenere gli aiuti economici dallo Stato e dai Comuni previsti per i nuclei che rispettano determinati requisiti. Ricordiamo che dal 2019 si ha diritto anche al reddito di cittadinanza, che in parte va ad incorporare altri aiuti economici alle famiglie in difficoltà, quindi annullandoli.

Carta famiglia

Inizialmente prevista dalla Legge di Bilancio 2016 e aggiornata alla gestione dell'emergenza Coronavirus, solo quest'anno è diventata effettiva ed è stata finanziata. La Carta per famiglie numerose 2020 prevede molti sconti, in negozi convenzionati, su varie tipologie di prodotti. Si tratta di una vera e propria agevolazione terzo figlio (al netto del decreto cura-Italia per l'emergenza Coronavirus, come vedremo fra un po') che permette di accedere a bonus e aiuti economici per le spese relative a trasporti pubblici e istruzione, ma anche nel pagamento di bollette per l'energia, il gas e l'acqua, così come per l'acquisto di prodotti per l'istruzione dei figli, la cura della casa e tanto altro (troverete nell'articolo linkato tutte le agevolazioni previste). Vediamo quali sono i principali vantaggi, i requisiti e le modalità di richiesta della nuova Carta Famiglia 2020.

  • Cos'è e come funziona
  • Attraverso una rete di negozi ed enti convenzionati aderenti all'iniziativa, una famiglia numerosa con almeno tre figli minori a carico può accedere ad una importante serie di aiuti economici sotto forma di sconti, bonus e agevolazioni. Il periodo di validità della Carta Famiglia 2020 è di due anni, ma le singole amministrazioni locali possono modificarne la durata. Il Ministero del Lavoro ha promesso di pubblicare l'elenco dei negozi e degli enti convenzionati dove si può utilizzare la carta, ma allo stato attuale non è ancora disponibile.

  • Requisiti e reddito Isee
  • La carta sconti per famiglie numerose può essere richiesta da tutti i cittadini, italiani e stranieri, ma per questi ultimi è necessario un periodo minimo di residenza stabilito dalle amministrazioni locali. Allo stato attuale, a causa del Coronavirus, è sufficiente che nel nucleo famigliare sia presente almeno un figlio con meno di 26 anni e non viene previsto un limite ISEE. Precedentemente, era necessario che fossero presenti almeno tre figli minori a carico, anche affidati, e con un reddito Isee che non poteva superare i 30.000 euro annui.

  • Come e dove richiederla
  • La richiesta per la Carta Famiglia 2020 va fatta, presso il Comune di residenza, da uno dei due genitori e non è cedibile. I documenti per fare la domanda sono pochi: la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) ai fini Isee, di cui trovate il link alla pagina di approfondimento più avanti, il modulo domanda e un documento d'identità in corso di validità. La richiesta della Carta Famiglia prevede un costo che può variare a seconda del Comune.

  • Vantaggi e sconti
  • Grazie alla Carta Famiglia 2020 chi ha 3, 4 o più figli può accedere a sconti, agevolazioni, bonus e aiuti economici nei negozi e negli enti convenzionati, che a causa di Covid 19 stanno aumentando sempre di più. Si possono comprare prodotti scontati nel settore alimentare, per la cura della casa e della persona, per l'istruzione dei figli, quindi anche cancelleria e cartoleria, abbigliamento, calzature e prodotti farmaceutici. Sono disponibili anche bonus alle famiglie numerose per usufruire di vari servizi, come trasporti pubblici, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, pagamento delle bollette per i servizi essenziali e tanto altro. Per l'elenco completo dei vantaggi della Carta Famiglia 2020 vi rimandiamo all'articolo linkato precedentemente.

Bonus famiglia causa Coronavirus

Le problematiche legate alla diffusione anche in Italia del virus Covid-19 hanno portato il Governo ad emettere il Decreto Cura-Italia, che introduce diverse misure a sostegno delle famiglie con figli. Si tratta di una serie di misure che non prevedono un'applicazione standard, ma verranno deliberate man mano che si presenteranno problemi, visto che tanti esperti concordano nella natura ciclica delle pandemie.

Buoni spesa Comune

Il Governo, preoccupato da eventuali e possibili rivolte sociali a causa del blocco del paese, ha deciso di stanziare 400 milioni per l'erogazione di buoni spesa da 300 euro una-tantum gestiti dai Comuni. Questo aiuto alle famiglie in difficoltà riguarda solo chi già non gode di altri contributi alla povertà. Per chi non può uscire da casa, per varie ragioni, sono previsti centri convenzionati che, mediante l'utilizzo di volontari, distribuiranno beni di prima necessità a chi ne ha bisogno. Lo stanziamento di 400 milioni si aggiunge ai 4 miliardi e 700 milioni che lo Stato eroga ogni anno ai Comuni, a causa del Coronavirus anticipato di un mese. Va detto che numerose catene di supermercati hanno aderito ad una ulteriore iniziativa, applicando uno sconto aggiuntivo alla cassa per chi paga con i voucher buoni spesa. Per esempio Conad, che ha deciso di applicare un 10% di sconto, sui beni di prima necessità, a chi paga con i voucher per sostenere le famiglie messe in ginocchio da Covid-19. Anche Lidl, il gruppo Selex ed altri partecipano a questa iniziativa. Secondo Antonio Decaro, presidente Anci, l'associazione dei Comuni, verrà utilizzato un algoritmo non meglio specificato per distribuire i buoni spesa dove ci sono più cittadini in difficoltà. Allo stato attuale non ci sono ancora regole chiare su come funzionano i buoni spesa del Comune, ma si ipotizza che questo bonus sociale, perché di questo si tratta, verrà distribuito dai banchi alimentari, per chi li ha ancora aperti, dai servizi sociali e sotto forma di buoni spesa da spendere in negozi di alimentari. Come abbiamo detto, ci saranno dei volontari che porteranno la spesa presso l'abitazione di chi non può uscire di casa, per esempio chi è in quarantena o gli anziani soli. Il Comune deve mettere a disposizione un numero da chiamare per richiedere i buoni spesa, che si potranno spendere anche presso supermercati convenzionati.

Voucher babysitter e congedo parentale

Le misure legate al Coronavirus portano come conseguenza principale la chiusura delle scuole. Tutti gli esperti affermano che le pandemie hanno un andamento ciclico, nella sostanza arrivano, raggiungono un picco e diminuiscono di intensità con il passare del tempo, fino a scomparire. Purtroppo, però, poi ritornano, fino a quando la realizzazione di un vaccino le debella. A causa di queste prospettive il Governo ha deciso di realizzare un fondo che interviene nei confronti delle famiglie che si ritrovano i figli a casa in quanto le scuole di ogni grado sono chiuse. Per approfondimenti sui voucher babysitter Coronavirus e congedo parentale vi invitiamo a leggere l'articolo sui bonus per i figli, inizialmente pensato per i nuovi nati, ma successivamente aggiornato alle misure del Decreto Cura-Italia per l'emergenza Coronavirus. Sintetizzando, comunque, ci sono rimborsi per chi ha figli fino a 12 anni d'età, sia sotto forma di voucher per la babysitter che per il congedo parentale. Tutto vale durante il periodo di chiusura delle scuole e la domanda va fatta online sul portale Inps. Non sono previsti limiti al reddito ISEE per poter usufruire di questi bonus. Trovate tutte le informazioni dettagliate nell'articolo linkato.

Computer e didattica a distanza

Il Decreto Cura Italia ha stabilito la realizzazione di un fondo di 70 milioni di euro, relativamente al 2020, per permettere alle famiglie a basso reddito o comunque meno abbienti di dotare i propri figli di dispositivi informatici, computer e tablet, in comodato d'uso, funzionali alla fruizione del servizio di didattica a distanza. Nel momento in cui è in corso un'epidemia, come nel caso del Coronavirus, le scuole vengono chiuse, quindi è necessario potenziare la capacità di insegnanti e studenti di effettuare lezioni attraverso Internet. È stato deliberato anche un finanziamento aggiuntivo di 10 milioni di euro per permettere alle scuole di dotarsi di tutti gli strumenti più innovativi per la didattica a distanza, parliamo ovviamente di piattaforme informatiche, così come di potenziare quanto già esistente nel caso di istituti scolastici che si sono precedentemente attrezzati con strumenti di questo tipo. Ulteriori 5 milioni sono stati destinati alla formazione professionale del personale scolastico per l'utilizzo degli strumenti di didattica a distanza. Il fondo risulta quindi di 85 milioni di euro in totale.

Lavoro domestico

Relativamente ai periodi di stop delle attività, proprio a causa del Coronavirus, il Decreto Cura-Italia stabilisce lo stop al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, così come dei premi per l'assicurazione, che lo ricordiamo è obbligatoria, a carico dei datori di lavoro domestico, quindi le famiglie. Le date di stop ai versamenti vengono decise di volta in volta. È bene chiarirlo, si tratta di una sospensione a causa delle problematiche causate dalla diffusione di Covid-19, non di una eliminazione. Contributi e premi assicurativi vanno quindi pagati comunque, ma posticipando la data di scadenza.

Reddito di ultima istanza

Nel Decreto Cura Italia è stato inserito anche un fondo per chi perde il lavoro a causa del Coronavirus (oppure lo ha sospeso o ridotto). Si rivolge a lavoratori dipendenti e autonomi e non prevede, a differenza di quanto era stato inserito nella bozza iniziale pre-decreto, una soglia massima del reddito per poter accedere al beneficio previsto. Un'altra differenza rispetto a quanto previsto inizialmente è che non possono accedere al reddito di ultima istanza Coronavirus i professionisti iscritti a elenchi o albi professionali con un reddito dell'anno precedente superiore ai 10.000 euro. Per questi ultimi, comunque, è prevista una misura eccezionale da valutare successivamente. Insomma, per i professionisti che perdono il lavoro a causa di Covid-19 forse si farà qualcosa. Nella sostanza è così. Il Decreto Cura-Italia prevede la sospensione dei licenziamenti collettivi per i 60 giorni successivi all'entrata in vigore di eventuali misure di emergenza a causa di un'epidemia, indipendentemente dal numero dei lavoratori presenti all'interno di un'azienda. L'entità del reddito di ultima istanza viene decisa di volta in volta con decreti successivi, quindi non prevede un bonus sempre e comunque dello stesso valore. Parliamoci chiaro: vista la scarsità delle risorse a disposizione, non bisogna aspettarsi chissà quale contributo o indennità economica che sia, ma è comunque un aiuto per chi si trova in difficoltà a causa del Coronavirus.

Assegno di maternità 2020

Viene sempre erogato dall'Inps, ma arriva dallo Stato o dal Comune di residenza a seconda che si sia una donna lavoratrice o disoccupata. È presente un limite del reddito Isee del nucleo famigliare, ovviamente, e l'importo dell'assegno di maternità viene deciso di anno in anno adeguando il valore iniziale stabilito dal legislatore all'indice Istat dei prezzi al consumo. Bene, vediamo come funziona questo bonus economico per i nuovi nati.

Erogato dallo Stato

  • A chi spetta
  • L'assegno di maternità Stato 2020 viene concesso a tutte le mamme lavoratrici che rispettino il limite massimo del reddito Isee deciso, come per l'importo del bonus economico, di anno in anno. È bene precisare che questo aiuto alle famiglie è possibile fin dal primo e secondo figlio, non dal terzo come molti credono.

  • Requisiti
  • Possono fare richiesta dell'assegno maternità 2020 Stato tutti i cittadini, italiani e stranieri, ma per quanto riguarda questi ultimi le regole possono cambiare a seconda dei Governi, come visto in tante occasioni. Il reddito Isee per ottenere questo bonus famiglia erogato dall'Inps varia ogni anno e trovate l'importo attuale nell'articolo linkato precedentemente.

  • Come e dove si richiede
  • L'organismo a cui si fa la richiesta per l'assegno di maternità 2020 erogato dallo Stato è l'Inps. Il modulo per la domanda va trasmesso per via telematica al CAF, o eventualmente ad altri intermediari. Le mamme in possesso del Pin dispositivo Inps possono fare la richiesta di questo bunus famiglia per i nuovi nati direttamente online.

  • Quanto dura e importo
  • La durata del contributo economico di sostegno alla famiglia per chi ha un Isee basso è di 5 mesi. Il valore del bonus per la nascita di un figlio viene modificato ogni anno. Trovate l'importo dell'assegno maternità 2020 concesso dallo Stato nell'articolo di approfondimento.

Assegno maternità comunale 2020

  • Chi ne ha diritto
  • Questo bonus mamma spetta a tutte le donne non lavoratrici, quindi disoccupate, casalinghe, ragazze madri e così via. Si tratta di un'agevolazione per donne senza reddito, oppure basso, che mettono al mondo un figlio, anche se separate, quindi è un incentivo alle nascite concesso dal comune alle donne che vivono in un nucleo famigliare numeroso o che hanno una situazione di disagio particolare.

  • Come si fa la domanda
  • La richiesta per ottenere il bonus famiglia 2020 dell'assegno di maternità va fatta presso il comune di residenza tramite Patronato.

  • Importo e durata
  • Anche l'assegno di maternità comunale viene erogato per 5 mesi e, come per il bonus mamma concesso dallo Stato, l'importo viene deciso ogni anno nella Legge di Bilancio adeguandolo all'indice Istat dei prezzi al consumo. Nell'articolo di approfondimento trovate il valore per il 2020 di questo aiuto alle famiglie in presenza di un nuovo nato.

  • Tempi di erogazione
  • Ogni amministrazione comunale decide indipendentemente quando arriva l'assegno di maternità, quindi non è possibile stabilire a priori e con certezza il tempo di erogazione del bonus nuovi nati per mamme disoccupate.

Bonus Bebè 2020

Tra le agevolazioni per le famiglie nel 2020 viene ripetuto anche l'assegno di natalità, come lo chiama ufficialmente l'Inps, ma con una novità non da poco: il contributo viene erogato solo per il primo anno di vita del nuovo nato (ma la norma non riguarda i nati prima del 31 dicembre 2017). Si tratta di un contributo economico a chi mette al mondo un figlio, ma la cosa riguarda anche chi adotta un minore o lo riceve in affido preadottivo. Il Bonus Bebè viene in aiuto alle famiglie con un assegno mensile di 80 o 160 euro, a seconda del proprio reddito Isee, come vedremo in seguito, erogato per 12 mensilità (36 per i nuovi nati prima del 31 dicembre 2017), quindi fino al compimento del primo anno di vita del figlio a carico.

Cos'è e come funziona

Il Bonus Bebè 2020 è un assegno pagato dall'Inps ogni mese per 1 anno. Questo aiuto economico per chi fa figli spetta a tutti i cittadini, italiani e stranieri, ma solo se residenti sul territorio nazionale. A differenza dell'assegno di maternità, quello di natalità è un vero bonus famiglia in quanto ad averne diritto sono i nuclei familiari, anche conviventi, non le donne separate, le ragazze madri e così via. Insomma, il vero Bonus Bebè 2020 per mamme disoccupate è l'assegno di maternità, ma il funzionamento, così come l'importo totale, sono molto diversi. Si tratta sempre di un'agevolazione per chi ha un Isee basso, ma in questo caso lo Stato eroga un assegno mensile che non prevede una spesa in determinati contesti, come per esempio la Carta Famiglia (nella sostanza un bonus spesa). È un incentivo alle nascite della durata di 12 mesi, un agevolazione bebè, un sostegno al reddito per chi mette al mondo un nuovo nato nel 2020, nella sostanza un aiuto economico per famiglie a basso reddito con nuovi figli a carico. In effetti l'assegno di natalità, tra i bonus famiglie a basso reddito, è uno degli aiuti economici più interessanti e generosi, anche se la Legge di Bilancio 2017 lo ha notevolmente ridotto da 36 a 12 mensilità, sempre considerando il poco impegno dello Stato italiano nei confronti di chi fa figli.

Quanti soldi spettano e reddito Isee

Il Bonus Bebè 2020 prevede due fasce di reddito che determinano il valore del contributo economico mensile che si riceve dall'Inps. Come abbiamo detto questo bonus famiglia viene erogato per 12 mensilità (36 per chi è nato prima del 31 dicembre 2017), ma solo se si rientra nel limite massimo del reddito previsto. Infatti la domanda per l'agevolazione economica per un nuovo nato si fa una volta sola, ma ogni anno bisogna rinnovare la richiesta presentando la nuova DSU (nell'articolo linkato spieghiamo come funziona la Dichiarazione Sostitutiva Unica e come va compilata a seconda della prestazione agevolata richiesta). Visto che ci siamo vi diamo anche il link alla pagina dove spieghiamo quali sono i documenti per l'ISEE 2020, con la lista completa a seconda dell'indicatore necessario a fare richiesta di prestazione agevolata, contributo, aiuto economico o quant'altro. Vediamo quali sono le due fasce di reddito Isee per richiedere il bonus famiglia assegno di natalità.

  • Isee fino a 7.000 euro l'anno
  • In questo caso l'assegno mensile consiste in un aiuto economico di 160 euro al mese.

  • Isee da 7.000 a 25.000 euro
  • Entro questi limiti di reddito il contributo da parte dell'Inps sarà di 80 euro al mese.

Come si richiede il Bonus Bebè 2020

Per ottenere il bonus famiglia per nuovi nati si può fare richiesta online direttamente sul sito dell'Inps, ma anche per telefono o attraverso Patronato. Se si è in possesso di PEC (Posta Elettronica Certificata), si può ricevere l'avviso dell'esito della richiesta direttamente presso la propria email. L'unico documento necessario è la DSU per la verifica del requisito reddito Isee che dà diritto a questo aiuto economico dallo Stato alle famiglie che fanno figli.

Contributo affitto

Tra gli aiuti alle famiglie 2020 troviamo anche un bonus per chi non riesce a pagare il canone di locazione. Naturalmente è necessario che siano presenti una serie di cause gravi e di requisiti necessari ad ottenere il diritto di richiedere questo bonus famiglia, che vedremo a breve. Il contributo affitto 2020 viene incontro agli inquilini morosi incolpevoli con due fondi erogati dallo Stato ma gestiti dalle amministrazioni locali. Il rimborso affitto dal Comune presenta delle piccole differenze sul metodo di calcolo del contributo e del reddito Isee massimo, deciso in autonomia dai Comuni stessi.

Cos'è

Il contributo affitto è uno dei vari aiuti economici per famiglie a basso reddito che interviene con un sostegno economico nel caso di morosità incolpevole. Sono previsti due fondi, entrambi finanziati dallo Stato, ma la gestione del bonus affitti è quasi interamente delegata ai Comuni, che sono tenuti ad indire dei veri e propri bandi per stabilire graduatorie di aventi diritto a questo aiuto per famiglie in difficoltà economica.

Requisiti

Hanno diritto al contributo affitto 2020 le famiglie che si trovano in una situazione di difficoltà economica dovuta alla perdita totale o parziale del posto di lavoro, a causa della messa in Cassa integrazione, nel caso in cui non venga rinnovato un contratto a tempo determinato e per infortunio o decesso di un componente del nucleo concorrente al reddito familiare. Il contributo affitto e il rimborso del canone di locazione da parte del Comune sono due bonus famiglia che spettano a chi ha un reddito Isee sotto i 26.000 euro all'anno, ma sono necessari altri requisiti per fare la domanda che elenchiamo nell'articolo di approfondimento. Si tratta nella sostanza di un aiuto economico alle famiglie in difficoltà per la perdita di una parte o dell'intero reddito e chi si trovano nella condizione di essere inquilini morosi.

Come funziona

Il contributo per pagare il canone di locazione arretrato prevede tre diverse modalità del calcolo di quanto spetta agli inquilini morosi incolpevoli. Fondamentalmente la normativa prevede tre situazioni. Nelle prime due il proprietario di casa rinuncia alla procedura di sfratto oppure decide di andare avanti con la pratica, mentre nella terza l'inquilino moroso stipula un nuovo contratto di locazione in un'abitazione diversa da quella per cui ha ricevuto lo sfratto. Nell'articolo di approfondimento spieghiamo in dettaglio come si calcola l'ammontare del contributo affitto a seconda di ognuna delle condizioni elencate in precedenza, ma in ogni caso l'ammontare massimo erogato dal fondo per la morosità incolpevole è sempre di 8.000 euro.

Bonus energia, gas e acqua

Per le famiglie numerose sono previsti nel 2020 una serie di contributi sociali che aiutano a pagare con maggior comodità le bollette, sia quelle energetiche, luce e gas praticamente, che quella idrica, vale a dire l'acqua. L'agevolazione riguarda sia chi ha più di 3 figli che le famiglie disagiate che vivono una situazione economica difficile a causa di un basso reddito oppure per la presenza di persone disabili. I Bonus energia, gas e acqua vengono erogati sotto forma di sconti in bolletta, la cui entità dipende da una serie di fattori che analizziamo nell'articolo di approfondimento.

A chi spetta e come funziona

Possono accedere ai bonus per famiglie numerose da 4 figli in poi e per chi vive una situazione di disagio economico tutti coloro che rispettano il requisito del reddito ISEE massimo di 8.107,5 euro all'anno (20.000 per chi ha più di 3 figli). Hanno diritto a questo aiuto a famiglie bisognose anche i nuclei in cui è presente un soggetto con disabilità fisica, che va naturalmente certificata con documentazione apposita. In ogni bolletta sarà presente una quota di consumo scontata con dei valori massimi stabiliti da una tabella. Nel caso del gas conta molto anche la cosiddetta "zona climatica" del Comune di residenza e ovviamente il numero di figli a carico. Trovate tutto nell'articolo linkato. Va considerato che questi aiuti economici per famiglie numerose o disagiate sono stati non solo prorogati a tutto il 2020 dall'ultima Legge di Bilancio, ma è stato anche incrementato il limite di reddito ISEE per poter accedere all'agevolazione, anche se sembra che non tutti sappiano che esiste un contributo per il pagamento delle bollette luce, gas e acqua, visto che tante famiglie, nonostante siano in possesso dei requisiti necessari, non accedono a questo aiuto economico per chi vive una situazione difficile. Tutti e tre i bonus sono cumulabili e possono essere richiesti contemporaneamente. Un bel risparmio per le famiglie numerose o che vivono uno stato di disagio economico.

Domanda, scadenza e rinnovo

I bonus 2020 energia elettrica, gas e acqua durano 12 mesi, al termine dei quali è necessario effettuare il rinnovo con una nuova domanda. La richiesta per ottenere questi bonus famiglia si può fare presso il Comune di residenza oppure recandosi al CAF di competenza. Sono necessari una serie di documenti, tra cui l'ultima attestazione ISEE, e vanno riempiti alcuni moduli, come spiegato nell'articolo di approfondimento. Nel caso di variazioni del reddito o del numero di componenti del nucleo familiare, è necessario aspettare il momento del rinnovo per dichiarare i nuovi dati. In caso di cambio di residenza durante il periodo di erogazione del contributo economico per il pagamento delle bollette luce, gas e acqua, bisogna recarsi nel nuovo Comune oppure al CAF e compilare il modulo apposito che traslerà il Bonus energia e quello idrico sulla nuova utenza.

Il reddito di inclusione (REI)

Introdotto nel 2019 in sostituzione degli assegni di disoccupazione, questo bonus economico viene erogato dall'Inps mensilmente su una apposita carta prepagata per un periodo di 18 mesi estendibile di altri 12. Spetta a chi vive una situazione di disagio o addirittura di povertà e prevede naturalmente dei requisiti essenziali, tra cui un reddito ISEE piuttosto basso ed altre caratteristiche di cui parliamo nell'articolo di approfondimento. Il reddito di inclusione non può essere cumulato con altri sussidi contro la povertà, che se presenti vanno inseriti come detrazioni nel calcolo del contributo che si ha diritto a ricevere. Comunque, vediamo una sintesi delle caratteristiche principali del reddito di inclusione 2020.

  • A chi spetta
  • Sostituendo l'assegno di disoccupazione, ha diritto al REI chi vive una situazione di povertà, di forte disagio economico. In questo caso si riceve un sussidio mensile, ma per un periodo di tempo piuttosto limitato e prorogabile solo per un altro anno.

  • Requisiti
  • Nell'articolo di approfondimento elenchiamo tutti i requisiti necessari per richiedere il reddito di inclusione 2020, tra cui il limite ISEE di 6.000 euro all'anno.

  • Come funziona
  • Nella sostanza questo aiuto alla povertà si compone di due contesti. Nel primo l'Inps versa un contributo mensile sulla Carta REI, una normale prepagata con cui si possono fare acquisti in negozi di alimentari, supermercati, farmacie e parafarmacie. Non si tratta però solo di un bonus economico di sostegno al reddito, ma anche di un progetto di inclusione sociale e lavorativa gestito dal Comune di residenza e che prevede un percorso per uscire dalla condizione di povertà e disagio.

  • Domanda
  • Benché sia erogato dall'Inps, la domanda per il reddito di inclusione va fatta al Comune, che poi invierà il tutto all'Istituto di previdenza sociale. Una volta fatti tutti i controlli su quanto dichiarato in fase di richiesta si riceverà l'avviso per il ritiro della Carta REI Inps 2020 presso Poste Italiane. Il tutto dura in genere 20/25 giorni.

Assegni familiari (ANF)

Destinato ai lavoratori dipendenti (compresi quelli part-time) ed ai pensionati, l'ANF, acronimo di Assegno Nucleo familiare, richiede la presenza di alcuni requisiti ed è a carico del datore di lavoro che paga per conto dell'Inps, anche se per alcune categorie di lavoratori è direttamente l'Istituto di previdenza a fare i versamenti (per esempio per chi è impiegato in lavori in ambito familiare, come colf e badanti). Gli assegni familiari 2020 spettano per ogni figlio minorenne oppure per i maggiorenni con disabilità o che risultano inabili all'attività lavorativa. La domanda va fatta direttamente al datore di lavoro o all'Inps nel caso in cui si rientri in una delle categorie di dipendenti che vanno pagate dall'Istituto di previdenza.

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