ETC, oro e Fondi comuni

Il bene rifugio per antonomasia

Pochi giorni fa abbiamo trattato un argomento che in questo momento di caos finanziario interessa molti risparmiatori, l'investimento in beni rifugio, con una particolare attenzione all'investimento in oro. Come tutti sappiamo l'oro è il bene rifugio per eccellenza e la cosa non sembra conoscere crisi, anzi, quindi nell'articolo approfondiamo un po' l'argomento, soprattutto per quanto riguarda le modalità con cui è possibile investire in oro.

Tanti strumenti finanziari diversi

Se fino a qualche fa, infatti, l'unica possibilità concreta di investire nell'oro era di farlo fisicamente, praticamente comprare lingotti fisici, oggi sono diversi gli strumenti finanziari che permettono questo tipo di investimento, ognuno con le proprie caratteristiche positive e negative. Va da se, quindi, che investire in oro può significare tante cose diverse ed ognuna di queste può adattarsi o meno alle esigenze di un investitore rispetto ad un altro.

Spazio ai piccoli risparmiatori

I nuovi strumenti finanziari di cui parleremo nel corso dell'articolo, hanno infatti aperto il mercato ai piccoli risparmiatori, precedentemente molto limitati dai costi logistici della gestione "fisica" dell'oro, creando una notevole diversificazione sia delle modalità di investimento che degli obiettivi degli stessi investitori.

Previsioni sulla quotazione dell'oro nel biennio 2013/2014

Partiamo innanzitutto dalle considerazioni sulla quotazione dell'oro dei maggiori player mondiali. Attualmente la quotazione del metallo giallo è di circa 1.700 dollari l'oncia, in leggera discesa se guardiamo all'ultimo mese, ma le previsioni di vari istituti bancari e non sono di forte aumento nel corso dei prossimi 2 anni.

Quotazione prezzo dell'oro nel mese di ottobre

Cosa dice Deutsche Bank

Deutsche Bank per esempio, sempre piuttosto credibile in questi casi, prevede un prezzo dell'oro in netto rialzo nel 2013, addirittura oltre i 2.100 dollari ad oncia, e un 2014 che dovrebbe attestarsi attorno ai 2.000 dollari.
Un po' più prudenti gli analisti di Ubs, che comunque stimano anche loro una crescita del prezzo dell'oro nel 2013, in questo caso, però, intorno ai 1.900 dollari l'oncia. Anche Credit Suisse si mantiene su questi valori, mettendo tra l'altro l'accento sulle politiche di acquisto del metallo giallo, piuttosto sostanziose, da parte delle maggiori economie emergenti, a partire da Cina e India.

Lista delle previsioni degli analisti

Vediamo in questa tabella quali sono le principali previsioni della quotazione dell'oro per il prossimo biennio.

Istituto20132014
Deutsche Bank2.1132.000
Gold Field Mineral Services> 2.000 (nel primo trimestre)-
BNP Paribas2.150-
Goldman Sachs1.940-
Newmont Mining2.550-
Thomson Reuters Gfms2.000-
Td Securities1.900-
Barclays Capital1860-
Bank of America Merrill Lynch20002400
Ubs1.900-
Hsbc1.850-2.0001.775
Credit Suisse1.840-

Prezzo previsto in salita

Insomma, tutto sembra convergere verso una stessa direzione, almeno per la maggior parte degli analisti del settore. Certo, il valore delle quotazioni cambia in modo sensibile, molto sensibile, da un istituto all'altro, ed inoltre può essere facilmente rivisto al rialzo o al ribasso dall'istituto stesso, ma il risultato è sempre lo stesso: il prezzo dell'oro, nei prossimi due anni, crescerà, e anche in maniera sostanziosa. Insomma, il trend positivo registrato negli ultimi 10 anni, come si evince dal grafico sottostante, continuerà.

Quotazione prezzo dell'oro negli ultimi 10 anni

Come investire in oro

Bene, appurato che secondo praticamente tutti gli analisti possibili le quotazioni dell'oro continueranno a crescere, come può investire in oro il piccolo risparmiatore, oltre naturalmente all'investimento in titoli di aziende legate al mercato del metallo giallo? In effetti all'inizio dell'articolo abbiamo detto che, a differenza di alcuni anni fa, oggi esistono vari strumenti finanziari per investire in oro, cosa che ha facilitato il discorso proprio ai piccoli risparmiatori. Di strumeti ce ne sono diversi, come i normali fondi comuni di investimento, ma anche i certificati specializzati e gli ETC.

Gli strumenti migliori

Allora, diamo un'occhiata a questi strumenti, in particolare quelli a nostro parere più interessanti, vale a dire ETC e Fondi comuni.

  • ETC
  • Gli ETC, Exchange Traded Commodity, sono senza dubbio tra gli strumenti finanziari maggiormente utilizzati per investire non solo nell'oro ma anche in un ampio ventaglio di prodotti, sempre legati alle materie prime, come possono essere, oltre all'oro, l'argento, il platino, il palladio, ma anche alle varie fonti energetiche.
    Gli ETC possono regalare molte soddisfazioni, ma non sono certo esenti da rischi, come quello dell'insolvenza dell'emittente. Al di la di un evento catastrofico di questo tipo, comunque, i fattori di rischio di un ETC sono molteplici e tutti legati alla sua stessa natura. Un ETC è infatti uno strumento finanziario emesso da una società emittente in seguito all'investimento diretto nelle materie prime fisiche ma anche in contratti derivati sulle stesse materie prime. Ovviamente, quindi, il valore dell'ETC acquistato dall'investitore varierà in funzione dell'andamento della quotazione sul mercato della materia su cui si è investito e del "sottostante", ragion per cui il capitale investito può anche subire una restrizione. C'è poi il rischio derivante dal cambio tra euro e dollaro, infatti gli ETC sono quotati in dollari americani.
    Insomma, i rischi non mancano, ma senza dubbio gli ETC rappresentano uno degli strumenti finanziari maggiormente utilizzati dagli investitori, istituzionali e non, per investire in oro senza aver a che fare con le enormi e onerose problematiche legate alla gestione fisica del metallo giallo.

  • Fondi comuni
  • Dei fondi comuni abbiamo parlato in modo approfondito, anche per quanto riguarda le strategie di investimento migliori. Il grande vantaggio dei fondi comuni sta nel pacchetto chiavi in mano. L'investitore non deve fare niente, si occupa di tutto il fondo, anche se questo, come spieghiamo nell'articolo, ha ovviamente il suo prezzo, con il rischio di vedersi mangiare il frutto dell'investimento dai costi di gestione.