Post BCE: cede il Franco svizzero sull'Euro
Dopo un lungo periodo di solidità a dir poco inamovibile, rispetto all'euro, il franco svizzero comincia a mostrare i primi cedimenti, cedimenti determinati soprattutto dalla decisione della BCE di lanciare un piano di interventi sullo spread dei paesi maggiormente sottoposti alla specualazione internazionale, e sappiamo quali sono questi paesi: Spagna e Italia.
Il Salva Stati
Parliamo del noto "salva stati", il piano per l'acquisto di titoli di stato, proprio con l'intenzione di calmare lo spread di paesi come il nostro considerati troppo grandi per fallire, ma anche da salvare. Meglio quindi, questo è stato il ragionamento della Banca Centrale Europea, prevedere un cuscinetto destinato a garantire i titoli di stato di chi è sotto l'occhio del ciclone.
Le autorità elvetiche apprezzano
E' ovvio che un'iniziativa del genere abbia tolto un po' di appeal alla moneta nazionale svizzera, fino ad oggi vista come un'ancora di salvataggio a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà dei mercati finanziari, e questo ha causato un cedimento, leggero ma c'è, del Franco svizzero rispetto all'Euro. Insomma, dopo un periodo di sopravvalutazione che potremmo definire granitica, il rapporto di cambio dell'Euro rispetto al Franco svizzero si è mosso dalla soglia fatidica dell'1,20, con sollievo tra l'altro delle autorità elvetiche, preoccupate dal calo di competitività delle esportazioni del loro paese, proprio a causa di una forza eccessiva della moneta nazionale.
Il boom delle obbligazioni in franchi svizzeri
E siccome il discorso sembra strutturale, insomma c'è fiducia nei confronti della mossa della BCE, ecco che scatta un boom di obbligazioni in franchi svizzeri. Le previsioni, che vedono una crescita del rafforzamento dell'euro rispetto al franco svizzero, danno infatti la possibilità a chi emette bond nella moneta elvetica, di rifinanziarsi a costi inferiori.
La strada è segnata
Ovviamente sono soprattutto gli istituti di credito, da sempre particolarmente sensibili alle quotazioni degli scambi valutari, a fare da apripista, ma non solo, come vedremo, perchè il discorso ha ormai preso piede e sembra non voler cedere.
Bene, dopo questa lunga e doverosa premessa, vediamo quali sono le obbligazioni in franchi svizzeri più interessanti sul mercato.
Banche, assicurazioni e gruppi industriali
Tra gli istituti di credito che hanno per primi cavalcato la strada dei bond in franchi svizzeri troviamo Nycredit, Rabobank, Den Danse Bank e Nordea Bank, istituti austriaci e svizzeri impegnati nel nuovo corso avviato dalla Banca Centrale Europea e che li sta portando ad investire in euro con una progressiva dismissione almeno di una parte dei loro depositi in franchi svizzeri. Ragione per cui, dal punto di vista del piccolo risparmiatore, è preferibile fare attenzione all'investimento in franchi svizzeri.
Le previsioni
Le previsioni parlano di un ulteriore deprezzamento del cambio franco-euro. Per le autorità svizzere questo rappresenta un vantaggio e prima o poi un piano di vendita massiccia di franchi svizzeri verrà messo in atto. Stessa sorte anche per colossi del settore assicurativo, creditizio, energetico e industriale, come Adecco, Lonza Finance, Baloise Holding, Gaz de France e Clariant. E parliamo solo dei gruppi tra i più noti, perchè la lista di coloro che puntano su obbligazioni in franchi svizzeri è lunga e cresce sempre di più.
Gli italiani
Tra i gruppi italiani che per primi stanno investendo in franchi svizzeri troviamo soprattutto Enel e Unicredit. Per vostra comodità riassumiamo le caratteristiche delle obbligazioni emesse proprio in questi giorni dai due colossi del nostro paese.
| Obbligazione Enel |
| Emittente | Enel Finance |
| Isin | CH0195757254 |
| Valore | 350 milioni |
| Valuta | Franchi svizzeri |
| Scadenza | 17\12\2018 |
| Tasso fisso annuale | 2,75% |
| Taglio minimo | 5.000 franchi |
| Rating Standard & Poors | BBB+ |
| Obbligazione Unicredit |
| Emittente | Unicredit Bank Ireland |
| Isin | CH0195512519 |
| Valore | 150 milioni |
| Valuta | Franchi svizzeri |
| Scadenza | 19\10\2022 |
| Tasso fisso annuale | 4,25% |
| Taglio minimo | 5.000 franchi |
| Rating Standard & Poors | BBB+ |
Come vediamo le due obbligazioni condividono il taglio minimo di 5.000 franchi, che al tasso attuale di cambio valgono circa 4.100 euro, e anche il rating di Standard & Poors, ma presentano notevoli differenze nella durata e nel rendimento. Il bond Unicredit offre un tasso di interesse notevolmente superiore, a fronte però di una maggiore durata dell'obbligazione, che scade 4 anni dopo quella di Enel.