Le CACs, le clausole di azione collettiva sul debito pubblico

Una delle conseguenze più serie del Coronavirus che ha invaso il mondo è quella del maggior indebitamento degli Stati, essenziale per far fronte alla necessità di immettere liquidità nell'economia nazionale. Ovviamente, per un paese come il nostro, già fortemente indebitato, Covid-19 può generare effetti potenzialmente devastanti ed in quest'ottica il risparmiatore italiano che ha investito, o che ha intenzione di farlo, nei Titoli di Stato, non può che essere preoccupato dalle cosiddette CACs, le Clausole di Azione Collettiva introdotte qualche tempo fa nel Trattato di Meccanismo Europeo di Stabilità. Vedremo, dopo alcune valutazioni iniziali, la relazione rischi Coronavirus e CACS, cosa sono, come funzionano e altro. Nella sostanza, si tratta di una sorta di equivalente del bail-in, di cui parleremo più avanti, con lo Stato al posto dell'istituto bancario in difficoltà e l'investitore nei titoli del debito pubblico che rappresenta l'equivalente dei soggetti costretti a partecipare al salvataggio della banca. Insomma, pagano gli altri.

Investire sui Titoli di Stato conviene

L'anno passato è stato a dir poco ottimo per chi ha puntato sul nostro "mattone nazionale", fatemelo chiamare così il caro e vecchio debito pubblico, soprattutto su scadenze dei Titoli di Stato a medio e lungo termine. Certo, rispetto al periodo immediatamente precedente, soprattutto nella sua parte finale, c'è stato un sostanziale calo dei rendimenti, grazie alla stabilizzazione dello spread su valori più che discreti, ben al di sotto della soglia di emergenza dei tempi peggiori. Chi fosse interessato all'argomento può approfondire il discorso leggendo la nostra guida ai Titoli di Stato, dove elenchiamo tutte le obbligazioni emesse dal Tesoro con anche delle considerazioni su quali sono i titoli più convenienti, naturalmente dal punto di vista del piccolo risparmiatore.

La bomba Covid

Il 2021 potrebbe regalare belle sorprese, dal punto di vista dell'investitore, non certo per il comune cittadino. Il Tesoro dovrà rinnovare parecchie cedole in scadenza ed il deficit attuale non può che esplodere a causa di Covid 19, o Coronavirus come lo si vuol chiamare, quindi costringerà a nuove aste per sostenere le spese dello Stato. Il tutto, però, con uno spread che allo stato attuale non preoccupa. Comunque, ci sono tutte le variabili in gioco che normalmente portano ad un innalzamento degli interessi pagati dalle cedole di Btp e simili. Ovviamente, dal punto di vista del cittadino italiano, che è quello che paga, la cosa non è certo divertente, ma l'investitore, al netto del pericolo clausole CACS, di cui vedremo il funzionamento più avanti, può realizzare utili veramente interessanti. Su questo non si discute.

Il silenzio sulle Cacs

Sono tanti gli italiani a credere ancora nella capacità dello Stato di saldare i suoi debiti, anche in presenza delle enormi difficoltà causate dal Coronavirus, e che puntano sul nostro debito pubblico per i loro piccoli investimenti. Ecco perchè adesso ci vogliamo rivolgere al piccolo risparmiatore, non certo all'investitore istituzionale, che deve essere a conoscenza di un fatto di cui si è volutamente parlato molto poco, nonostante più qualche anno è pure passato, in silenzio si intende. Parliamo delle cosiddette CACs, le clausole di azione collettiva, introdotte dal Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze (n° 96717) del 7 dicembre 2012, decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 dicembre 2012. Il tutto diventato esecutivo il 1° gennaio 2013. Con l'avvento di Covid-19 non si può più accettare il silenzio su questa normativa, che in teoria potrebbe imporre al possessore di Titoli del Debito Pubblico di partecipare al salvataggio dello Stato, con una ricontrattazione sia degli interessi promessi che del titolo acquistato. Fra un po' vedremo in dettaglio come funziona il meccanismo delle clausole Cacs e cosa si intende per ricontrattazione del titolo.

Come valutare il rischio di un Titolo di Stato

Prima di spiegare cosa sono le Cac, facciamo una breve parentesi su un argomento in effetti correllato alle clausole di azione collettiva. Queste ultime pongono in effetti l'investimento sui Titoli di Stato a rischio, anche se vedremo che le cose non sono così tragiche come si può pensare di primo impatto, al netto ovviamente della situazione Coronavirus, che rischia di stravolgere tutte le certezze di questo mondo. In alcuni articoli precedenti abbiamo parlato dell'argomento rischio sulle obbligazioni del Tesoro. Se siete interessati a saperne di più vi consigliamo l'articolo sul fattore di rischio di BoT, BTp e Conti deposito, dove facciamo un confronto tra alcuni dei prodotti finanziari più amati dagli italiani per rivalutare il loro capitale o metterlo al sicuro dall'inflazione. Un altro articolo interessante è quello sui credit default swap, i cosiddetti CDS. Si tratta di derivati, speciali polizze contro il rischio di default dell'emittente di un'obbligazione. Osservando l'indice di riferimento del CDS ci si può fare un'idea precisa di quanto un titolo è considerato rischioso dal mercato, compresi i Titoli di Stato ovviamente. Bene, adesso possiamo passare all'argomento del giorno: le clausole di azione collettiva.

Cosa sono le clausole Cac

Volute da Bruxelles nel Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità, le novità sui titoli di Stato introdotte nel 2013, lo ripetiamo, nel silenzio generale nonostante siano passati diversi anni, sono ben spiegate in un documento, chiamato "linee guida gestione del debito pubblico", pubblicato sul sito del Tesoro. Vi rimandiamo a quel documento per un'analisi approfondita delle clausole Cac, che comunque adesso andiamo a riassumere.

Si può ristrutturare il debito

Le novità derivano da decisioni contenute nel meccanismo salva-Stati messo a punto dalle autorità europee. Nella sostanza si tratta di una serie di regole che permettono agli Stati che vivono una situazione di difficoltà di attuare una ristrutturazione del debito che darà la possibilità di ricontrattare interessi e scadenze dei Titoli di Stato emessi, così come di proporre agli investitori anche lo scambio con obbligazioni differenti. Una situazione pericolosa per gli investitori, come dichiarato da molti, ma che per il momento non sembra aver causato quel panico sul mercato che molti si aspettavano, forse perché in tanti sono convinti che l'applicazione di una misura del genere comporterebbe una fuga dall'acquisto di Titoli di Stato, quindi è difficilmente applicabile. Naturalmente, l'aggravamento dei conti dello Stato, non solo italiano, causato dal Coronavirus, non può che rendere le CACs veramente rischiose, anche se il ragionamento sulla difficoltà di applicare una misura che comporterebbe la fuga degli investitori dal debito pubblico rimane equivalente. A dir la verità, forse Covid-19 può rendere ancora meno rischiose le CACs, paradossalmente. Lo Stato avrà sempre più bisogno di investitori sul suo debito pubblico, quindi a rigor di logica dovrebbe tranquillizzare gli acquirenti ed invogliarli con interessi allettanti.

L'equivalente del bail-in

In effetti le Clausole CAC sono l'equivalente, per i titoli del debito pubblico, della normativa sul bail-in bancario decisa dalla Comunità Europea. Il principio è lo stesso: se una banca rischia il dissesto finanziario, si può agire in modo unilaterale sui suoi creditori, ma solo in ordine gerarchico. Quindi, azionisti, obbligazionisti ed infine anche conti deposito e correntisti (ma solo oltre la soglia di 100.000 euro). In tanti hanno messo in dubbio la costituzionalità di una misura di questo tipo, oltre al principio di dover pagare di tasca propria errori di altri, ma la direttiva c'è. Punto. Va detto che anche in questo caso difficilmente si prevede un'applicazione pratica della procedura di bail-in, visto che genererebbe il panico e comporterebbe uno svuotamente di massa dei conti correnti, già messi in pericolo dalla paura di tanti risparmiatori di perdere i propri averi a causa del Coronavirus. Se ne parla poco, ovviamente, ma sembra che già qualcuno tenda a prelevare sempre di più dal proprio conto per mettere al sicuro i propri risparmi in casa, o almeno così crede. Ricordiamo infine che, come abbiamo spiegato nel nostro articolo su come funzionano le cassette di sicurezza, quanto depositato non rientra nella procedura di bail-in. La normativa per il salvataggio delle banche prevede un intervento sui creditori della banca in crisi, mentre quanto depositato in una cassetta di sicurezza non è un credito verso la banca, ma un semplice deposito di beni personali.

Come funzionano le Cacs

Nella sostanza, stando agli affari di casa nostra, ci sono Btp, Bot e CCT, anche indicizzati all'inflazione, con denominazione Cac, che permettono allo Stato di mettere in atto le azioni elencate precedentemente, vale a dire una ricontrattazione delle condizione stipulate al momento dell'acquisto. Insomma, lo Stato ci può dire: mettiamoci d'accordo e ti pago una parte! La cosa è piuttosto particolare, mettiamola così. Se c'è una cosa su cui il piccolo risparmiatore ha sempre contato è proprio la sicurezza dell'investimento in Titoli di Stato, soprattutto in un paese come il nostro, non abituato all'idea che l'investimento in prodotti finanziari di questo tipo possa essere considerato un rischio, come invece avviene nei paesi anglosassoni. Certo il Coronavirus rischia di mandare all'aria tutte quelle che sono sempre state le nostre convinzioni, ma rimane il discorso dello Stato che mai come oggi ha bisogna di investitori sul debito pubblico. Ma vediamo la lista di quelle che sono le voci più significative delle modifiche unilaterali permesse dalle Cacs.

  • La data di scadenza del titolo può essere posticipata
  • Si può ritardare il pagamento delle cedole
  • Lo Stato può decurtare pagamenti delle cedole e rimborsi
  • Il metodo per il calcolo dei pagamenti può essere cambiato in modo arbitrario
  • Può cambiare la valuta di pagamento

Limiti e regole

Va detto che la cosa non è del tutto arbitraria, o almeno lo è solo in parte. Innanzitutto le Cacs possono essere applicate solo su titoli emessi dopo il 1° gennaio 2013, quindi non hanno un valore retroattivo. Inoltre, le Cacs valgono solo su emissioni superiori ai 12 mesi, possono essere applicate esclusivamente sul 45% dei titoli emessi in un anno e la decisione su quali emissioni applicare le clausole di azione collettiva spetta allo Stato.

Anche per Btp Italia e Futura

Molti piccoli risparmiatori si sono appassionati ad un titolo pensato appositamente per loro e di cui abbiamo parlato nel nostro articolo su come funzionano i Btp Italia. In effetti questo Titolo di Stato ha parecchi vantaggi, primo fra tutti quello di essere indicizzato all'inflazione italiana. Inoltre è la prima obbligazione del Tesoro che può essere acquistato direttamente online, basta utilizzare un comune servizio di home banking. I vantaggi non finiscono quì: viene garantito un rendimento minimo, l'investimento è protetto dall'ipotesi deflazione, non c'è nessuna commissione bancaria e chi tiene il titolo per tutta la sua durata, quindi fino alla scadenza, ha diritto ad un bonus aggiuntivo chiamato Premio Fedeltà, che ne incrementa naturalmente il rendimento. Molti si chiedono se anche i Btp Italia possono essere soggetti alle clausole Cacs. La risposta è affermativa, anche i Btp Italia possono prevedere le clausole di azione collettiva. La stessa cosa vale per il nuovo titolo di Stato pensato per raccogliere la liquidità necessaria ad affrontare le problematiche generate dalla diffusione del Covid-19. Parliamo dei BTP Futura, anch'essi dotati di un premio fedeltà, ma in questo caso legato alla crescita del Pil nazionale, con una durata della cedola superiore rispetto ai Btp Italia e, a differenza di questi ultimi, destinati al solo mercato retail, quindi al piccolo risparmiatore.

Le preoccupazioni

Attualmente le CAC, forse proprio perchè se ne è parlato poco, non sembrano aver spaventato gli investitori, ma la cosa è preoccupante, se ci pensiamo bene, ancora di più in epoca Coronavirus. Lo Stato può rivedere le condizioni a cui ci ha venduto il suo debito e questo cambia molto le carte in gioco. Certo, l'eventualità che si arrivi ad una situazione del genere è molto remota, va detto, anche in presenza di Covid-19. Se infatti lo Stato si avvalesse di un'opportunità come quella offerta dalle clausole di azione collettiva non farebbe altro che ammettere di essere sull'orlo del default e questo non porterebbe altro che ad un'esplosione degli interessi che il Tesoro sarebbe tenuto a pagare per finanziare il debito pubblico. Comunque il rischio c'è, questo è sicuro. A nostro parere però le Cacs sono solo un paracadute virtuale per tranquillizzare i mercati, ma difficilmente verranno messe in atto.

Composizione del debito pubblico italiano.

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