Le CACs, le clausole di azione collettiva sul debito pubblico

Investire sui Titoli di Stato conviene

L'anno passato è stato a dir poco ottimo per chi ha puntato sul nostro "mattone nazionale", fatemelo chiamare così il caro e vecchio debito pubblico, soprattutto su scadenze dei Titoli di Stato a medio e lungo termine. Certo, rispetto al periodo immediatamente precedente, soprattutto nella sua parte finale, c'è stato un sostanziale calo dei rendimenti, grazie alla stabilizzazione dello spread su valori più che discreti, ben al di sotto della soglia di emergenza dei tempi peggiori. Chi fosse interessato all'argomento può approfondire il discorso leggendo la nostra guida ai Titoli di Stato, dove elenchiamo tutte le obbligazioni emesse dal Tesoro con anche delle considerazioni su quali sono i titoli più convenienti, naturalmente dal punto di vista del piccolo risparmiatore.

Potrebbe essere un 2019 interessante

Il 2019 potrebbe regalare belle sorprese, dal punto di vista dell'investitore, non certo per il comune cittadino. Il Tesoro dovrà rinnovare parecchie cedole in scadenza ed il deficit attuale, previsto in crescita vista la manovra finanziaria varata dal Governo, costringerà a nuove aste per sostenere le spese dello Stato. Il tutto con uno spread piuttosto alto, come tutti sappiamo. Inoltre le minacce di uscita dall'UE e dall'Euro di diversi partiti, cosiddetti populisti ma con un seguito sempre crescente in vari paesi europei, potrebbero causare un innalzamento degli interessi che i nostri titoli del debito pubblico pagano agli investitori. E tutto questo senza considerare le questioni legate al rapporto tra la Commissione Europea e il Governo Lega-M5S.

Il silenzio sulle Cacs

Visto che sono tanti gli italiani a credere ancora nella capacità dello Stato di saldare i suoi debiti e che quindi puntano sul nostro debito pubblico per i loro piccoli investimenti, perchè adesso ci vogliamo rivolgere al piccolo risparmiatore, non certo all'investitore istituzionale, è bene essere a conoscenza di un fatto di cui si è volutamente parlato molto poco, nonostante qualche anno è pure passato, in silenzio si intende. Parliamo delle cosiddette CACs, le clausole di azione collettiva, introdotte dal Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze (n° 96717) del 7 dicembre 2012, decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 dicembre 2012. Il tutto diventato esecutivo il 1° gennaio 2013.

Come valutare il rischio di un Titolo di Stato

Prima di spiegare cosa sono le clausole Cac, facciamo una breve parentesi su un argomento in effetti correllato alle clausole di azione collettiva. Queste ultime pongono in effetti l'investimento sui Titoli di Stato a rischio, anche se vedremo che le cose non sono così tragiche come si può pensare di primo impatto. In alcuni articoli precedenti abbiamo parlato dell'argomento rischio sulle obbligazioni del Tesoro. Se siete interessati a saperne di più vi consigliamo l'articolo sul fattore di rischio di BoT, BTp e Conti deposito, dove facciamo un confronto tra alcuni dei prodotti finanziari più amati dagli italiani per rivalutare il loro capitale o metterlo al sicuro dall'inflazione. Un altro articolo interessante è quello sui credit default swap, i cosiddetti CDS. Si tratta di derivati, speciali polizze contro il rischio di default dell'emittente di un'obbligazione. Osservando l'indice di riferimento del CDS ci si può fare un'idea precisa di quanto un titolo è considerato rischioso dal mercato, compresi i Titoli di Stato ovviamente. Bene, adesso possiamo passare all'argomento del giorno: le clausole di azione collettiva.

Cosa sono le clausole Cac

Volute da Bruxelles nel Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità, le novità sui titoli di Stato introdotte nel 2013, lo ripetiamo, nel silenzio generale nonostante siano passati diversi anni, sono ben spiegate in un documento, chiamato "linee guida gestione del debito pubblico", pubblicato sul sito del Tesoro. Vi rimandiamo a quel documento per un'analisi approfondita delle clausole Cac, che comunque adesso andiamo a riassumere.

Si può ristrutturare il debito

Le novità derivano da decisioni contenute nel meccanismo salva-Stati messo a punto dalle autorità europee. Nella sostanza si tratta di una serie di regole che permettono agli Stati che vivono una situazione di difficoltà di attuare una ristrutturazione del debito che darà la possibilità di ricontrattare interessi e scadenze dei Titoli di Stato emessi, così come di proporre agli investitori anche lo scambio con obbligazioni differenti.

Come funzionano le Cacs

Nella sostanza, stando agli affari di casa nostra, ci saranno Btp, Bot e CCT, anche indicizzati all'inflazione, con denominazione Cac, che permetterebbero allo Stato di mettere in atto le azioni elencate precedentemente, vale a dire una ricontrattazione delle condizione stipulate al momento dell'acquisto. Insomma, lo Stato ci potrebbe dire: mettiamoci daccordo e ti pago una parte! La cosa è piuttosto particolare, mettiamola così. Se c'è una cosa su cui il piccolo risparmiatore ha sempre contato è proprio la sicurezza dell'investimento in Titoli di Stato. Ma vediamo la lista di quelle che sono le voci più significative delle modifiche unilaterali permesse dalle Cacs.

  • La data di scadenza del titolo può essere posticipata
  • Si può ritardare il pagamento delle cedole
  • Lo Stato può decurtare pagamenti delle cedole e rimborsi
  • Il metodo per il calcolo dei pagamenti può essere cambiato in modo arbitrario
  • Può cambiare la valuta di pagamento

Limiti e regole

Va detto che la cosa non è del tutto arbitraria, o almeno lo è solo in parte. Innanzitutto le Cacs possono essere applicate solo su titoli emessi dopo il 1° gennaio 2013, quindi non hanno un valore retroattivo. Inoltre, le Cacs valgono solo su emissioni superiori ai 12 mesi, possono essere applicate esclusivamente sul 45% dei titoli emessi in un anno e la decisione su quali emissioni applicare le clausole di azione collettiva spetta allo Stato.

Valgono anche per i Btp Italia

Molti piccoli risparmiatori si sono appassionati ad un titolo pensato appositamente per loro e di cui abbiamo parlato nel nostro articolo su come funzionano i Btp Italia. In effetti questo Titolo di Stato ha parecchi vantaggi, primo fra tutti quello di essere indicizzato all'inflazione italiana. Inoltre è la prima obbligazione del Tesoro che può essere acquistato direttamente online, basta utilizzare un comune servizio di home banking. I vantaggi non finiscono quì: viene garantito un rendimento minimo, l'investimento è protetto dall'ipotesi deflazione, non c'è nessuna commissione bancaria e chi tiene il titolo per tutta la sua durata, quindi fino alla scadenza, ha diritto ad un bonus aggiuntivo chiamato Premio Fedeltà, che ne incrementa naturalmente il rendimento. Molti si chiedono se anche i Btp Italia possono essere soggetti alle clausole Cacs. La risposta è affermativa, anche i Btp Italia possono prevedere le clausole di azione collettiva.

Le preoccupazioni

Attualmente le CAC, forse proprio perchè se ne è parlato poco, non sembrano aver spaventato gli investitori, ma la cosa è preoccupante, se ci pensiamo bene. Lo Stato può rivedere le condizioni a cui ci ha venduto il suo debito e questo cambia molto le carte in gioco. Certo, l'eventualità che si arrivi ad una situazione del genere è molto remota, va detto. Se infatti lo Stato si avvalesse di un'opportunità come quella offerta dalle clausole di azione collettiva non farebbe altro che ammettere di essere sull'orlo del default e questo non porterebbe altro che ad un'esplosione degli interessi che il Tesoro sarebbe tenuto a pagare per finanziare il debito pubblico. Comunque il rischio c'è, questo è sicuro. A nostro parere però le Cacs sono solo un paracadute virtuale per tranquillizzare i mercati, ma difficilmente verranno messe in atto.

Composizione del debito pubblico italiano.

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