La posta non te la portano, ma l'oro te lo vendono

Dalle lettere ai prodotti finanziari

Qualcuno ricorderà, mettiamola così, colui che è stato Ministro dello Sviluppo Economico ai tempi del governo Monti, vale a dire, Corrado Passera. Quest'ultimo, però, è stato dal 1998 al 2002 anche amministratore delegato di Poste Italiane Spa ed è proprio frutto della sua gestione l'ingresso nel settore finanziario dell'ex postino nazionale, come ormai lo possiamo definire, tra l'altro anche con un notevole successo, visto che nel 2002 è stato registrato il primo utile di bilancio. Ovviamente parliamo della Spa nata proprio pochi anni prima.

Il successo con i privati

Non sorprende quindi che sia stato proprio Corrado Passera, durante l'esperienza nel governo Monti, ad avviare un ingresso ancora più massiccio nel mercato finanziario di Poste Italiane, e non solo con il progetto di ampliare i prodotti disponibili, di cui parleremo nel corso dell'articolo, ma puntando soprattutto al settore delle imprese, dove l'azienda è piuttosto deboluccia, vista la raccolta di soli 1,5 miliardi. Parliamo dei conti correnti e del fatto che solo 300.000 imprese su circa 4.000.000 ne hanno uno alle poste, cosa che invece non avviene con i privati dove si registra una raccolta di ben 24 miliardi di euro. Una cifra notevole.

Si può comprare l'oro agli sportelli

L'operazione messa in piedi ha permesso a Poste Italiane di vendere oro da investimento, altrimenti detto "oro 999,9", presso tutti gli sportelli BancoPosta del paese. Un'attività, quella dell'investimento in oro, perennemente in crescita, visti i rischi sempre più elevati di bond e simili e le miserie pagate dai vari conti deposito, mentre continua a crescere la quotazione del metallo giallo, sempre fonte di passione e interesse da quando l'essere umano è nato. Sono nati nel tempo tanti strumenti finanziari che permettono anche al piccolo risparmiatore di investire nel settore senza l'impiccio di dover gestire l'oro fisico. Quì abbiamo approfondito l'argomento.

Chi investe e chi vende

In effetti, come espresso in modo molto evidente nel documento scritto dal Governo al tempo di Monti, proprio a proposito di questa iniziativa, l'oggetto del desiderio per eccellenza, assieme ai diamanti (la cui convenienza o meno abbiamo valutato nell'articolo linkato) e a qualche altra materia prima preziosa, risulta da sempre un amato bene rifugio (cliccate sul link per avere più informazioni su quali sono i beni rifugio migliori e la convenienza a seconda delle esigenze e disponibilità di ognuno) ed infatti sono sempre di più gli italiani che puntano sul settore.

C'è anche chi lo nasconde

A dir la verità sono sempre di più anche quelli che lo vendono, per non parlare di chi lo va a nascondere all'estero, in particolare nella sempreverde Svizzera. Naturalmente la paura è quella di finire nell'obiettivo dell'Agenzia delle Entrate, sempre impegnata, con maggiore o minore convinzione a seconda del momento, nella lotta all'evasione fiscale, e che quindi qualcuno ti chieda conto delle ricchezze possedute, magari affidandosi a sistemi come il nuovo redditometro. Meglio fondere tutto, trasformarlo in bei lingottini e poi andarlo a tombizzare al sicuro!

Bisogna fermare la fuga di capitali

Il discorso però è che la crescita di risparmiatori che fanno la scelta di puntare su questo settore rischia di generare, cosa che già avviene da tempo, una eccessiva fuga di capitali fuori dal paese, da quì l'idea di permettere a Poste Italiane di offrire anche la possibilità di investire in oro, approfittando di una rete capillare di uffici e sportelli, ma anche del suo "carattere famigliare", ancora vivo negli italiani, che può risultare convincente agli occhi di tanti connazionali, da sempre amanti del "vado dove mi fido".

Protegge da Bail-in e CACS

Va considerato anche che l'investimento in oro permette di mettere i propri risparmi al sicuro dalle varie procedure di salvataggio decise dalla Comunità Europea con il bail-in bancario e le famigerate clausole Cac. Il primo coinvolge, forzatamente, tutti i creditori di una banca in crisi nel suo salvataggio, compresi i correntisti, mentre le seconde danno la possibilità allo Stato di rivedere quanto promesso a livello di interessi e restituzione del capitale. Spieghiamo come funzionano bail-in e Clausole Cac negli articoli linkati.

Si punta anche alle imprese

Come abbiamo detto risulta invece bassa la penetrazione di Poste Italiane nel mondo delle imprese, ma man mano che la situazione per il mondo imprenditoriale si fa sempre più difficile, vista la difficoltà delle banche ad alimentare il credito, la possibilità di entrare prepotentemente nel settore si fa più fattibile. Infatti, sempre al tempo di Monti, fu fatto un emendamento che permetteva a Poste, oltre alla possibilità di vendere oro da investimento, anche di vendere i propri prodotti finanziari fuori sede.

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