Cosa sono i fondi comuni d'investimento

Vantaggi e svantaggi

I fondi comuni di investimento sono un prodotto finanziario molto apprezzato soprattutto nei paesi anglosassoni, dove riscuotono un notevole successo. Vediamo quali sono le ragioni che portano molti piccoli investitori, soprattutto, ad affidarsi a questi strumenti. Nel corso dell'articolo vedremo, quindi, come funzionano i fondi comuni di investimento e quali sono le loro caratteristiche principali, oltre a fare tutta una serie di valutazioni su quello che è un po' il tallone di Achille di questi prodotti, tanto da inficiarne spesso la convenienza: i costi di gestione.

Il pacchetto chiavi in mano

Una delle ragioni di maggior interesse in uno strumento finanziario di questo tipo è quella del "pacchetto chiavi in mano", della soluzione tutto compreso. Insomma, fanno tutto loro, i gestori del fondo comune a cui ci siamo affidati. L'unica cosa che deve fare chi investe è metterci i soldi! Una buona soluzione che evita tanti impegni e impicci, ma che può anche regalare brutte sorprese se non si fa attenzione a scegliere il prodotto giusto e il gestore più conveniente.

Attenzione a costi e commissioni varie

Se c'è infatti un settore dove chi di dovere si è specializzato nel "far brillare gli occhi" beh, l'abbiamo trovato! Sono tanti coloro che vengono attirati da guadagni mirabolanti, quando si parla di fondi comuni di investimento, salvo poi rendersi conto, a bocce ferme, come si suol dire, che tra commissioni, clausole scritte in minuscolo e spese varie le cose stavano a dir poco diversamente.
Insomma, l'ambito può essere profiquo e interessante, ma bisogna fare attenzione e saper scegliere con consapevolezza il fondo giusto, pena un reale azzeramento dei rendimenti promessi.

Difesa da bail-in e clausole CACS

Prima di vedere come funzionano i fondi comuni d'investimento non possiamo non fare alcune considerazioni a vantaggio di un impegno del nostro capitale in un investimento di questo tipo. Negli ultimi anni la Comunità Europea ha emanato delle direttive mirate ad evitare fallimenti di banche e Stati coinvolgendo i creditori delle suddette in operazioni di salvataggio praticamente forzate. Come abbiamo spiegato nel nostro articolo sul bail-in bancario, lasciare i nostri soldi fermi sul conto corrente non è più sinonimo di sicurezza come un tempo, anzi. Anche se in seconda battuta, rispetto ad azionisti e obbligazionisti, anche chi ha un semplice conto corrente può essere coinvolto nel salvataggio della propria banca in crisi, sia con una conversione in azioni che con un vero e proprio prelievo forzato. Molti considerano il bail-in incostituzionale, ma esiste, anche se difficilmente potrebbe essere concretamente applicato fino a chi semplicemente possiede un conto bancario. L'altra procedura di salvataggio, in questo caso relativa ad uno Stato che vive una problematica importante di finanza pubblica, prende il nome di clausole Cac. Nella sostanza, il Tesoro può rivedere interessi e restituzione del capitale impegnato in modo arbitrario. Anche in questo caso la vediamo dura sulla reale applicazione di una misura che spaventerebbe qualunque risparmiatore e investitore, ma le emissioni che prevedono le CACS ci sono ed è bene saperlo. Insomma, il vecchio e caro conto corrente, così come i titoli del debito pubblico, soprattutto Bot e Btp, non sono più da considerare come una cassaforte dei nostri soldi, quindi tanto vale investire ed i fondi comuni possono essere una soluzione valida, se abbiamo le idee chiare su come fare.

Come funzionano i fondi comuni d'investimento

Come sanno bene coloro che conoscono questo tipo di strumenti finanziari, non esiste un solo tipo di fondo comune. Ne esistono invece differenti tipologie, classificabili sulla base di una serie di parametri.

Distribuzione dei profitti

Innanzitutto esiste una prima distinzione sulla base della modalità con cui i profitti vengono distribuiti.

  • Distribuzione dei proventi
  • In questo caso le eventuali plusvalenze realizzate dal fondo, in un periodo che è stato precedentemente determinato, vengono accreditate sul conto corrente del risparmiatore. L'accredito, che può essere integrale o parziale, viene effettuato mediante la formula della cedola, che a sua volta può essere semestrale o annuale. Una soluzione simile a quella dell'investimento in un'obbligazione, in un conto deposito o in un titolo di Stato.

  • Accumulazione dei proventi
  • In questo caso, invece, il meccanismo di incasso dell'utile generato prevede che l'eventuale plusvalenza venga accumulata. Il risparmiatore incasserà il suo guadagno solo al momento della vendita delle quote di cui è titolare. Un investimento, quindi, più a lungo termine.

Differenze principali tra fondi comuni

Alla prima distinzione vista precedentemente se ne aggiunge una seconda. Vediamo in che consiste.

  • Chiuso
  • Nel caso del fondo comune chiuso il rimborso delle quote sottoscritte avviene solo in determinati periodi. Questo tipo di fondo si basa su un numero di quote che è stato predeterminato e che risulterà invariabile nel tempo. Le regole stabiliscono che la quotazione sul mercato avvenga entro un termine massimo dal momento della chiusura del collocamento. Attualmente questo tempo massimo è stabilito in 12 mesi. Alla luce di queste caratteristiche si deduce che il risparmiatore che realizza un investimento in un fondo chiuso possa liquidarlo solo attraverso la vendita delle quote che gli appartengono sul mercato.

  • Aperto
  • Questa è la tipologia più diffusa. Nel fondo comune aperto il patrimonio può variare continuamente sulla base di alcuni parametri, primi fra tutti le nuove sottoscrizioni e il numero di richieste di rimborso dei sottoscrittori.

La normativa del settore

Per chi vuole conoscere in dettaglio la normativa vigente sui fondi comuni di investimento vi ricordiamo che questi strumenti finanziari sono regolamentati dal "Regolamento del Ministero del Tesoro n. 228/99", a cui vi rimandiamo per una maggiore consapevolezza sull'argomento. Sul sito del Dipartimento del Tesoro è possibile trovare anche il Pdf ufficiale che non vi possiamo linkare in quanto l'indirizzo, chissà perchè, risulta spesso irrangiungibile! E va beh.

Tassazione

Il trattamento fiscale sui fondi comuni di investimento corrisponde ad un'aliquota del 26%. Quindi, per valutare il rendimento generato dovrete sottrarre il 26% dalla plusvalenza realizzata. La fiscalità di un fondo comune è, nella sostanza, quella di un qualunque profitto derivante dal risparmio gestito.

Altre tipologie di fondi comuni

Anche se presentano caratteristiche peculiari che li differenziano in modo significativo dal contesto generale, esistono anche altre tipologie di fondi comuni di investimento, che andiamo a riassumere brevemente solo per completezza.

  • Speculativi
  • Sono i cosiddetti Hedge Fund, molto diffusi tra i risparmiatori.

  • Fondi di fondi
  • Sembra un gioco di parole, ma nella sostanza si tratta di prodotti costituiti non da titoli ma da quote di altri prodotti simili. Si contraddistinguono per la notevole tendenza alla diversificazione.

  • Index fund
  • Quì parliamo di una cosa molto tecnica. Brevemente, in questo caso l'obiettivo principale non è di per sé una plusvalenza, quanto la replica delle performance del mercato. Il vantaggio di questi fondi comuni di investimento sta nei costi di gestione, solitamente molto bassi.

  • ETF
  • Nella sostanza gli ETF sono Index fund la cui quotazione avviene sui mercati regolamentati, come l'Amex in America e l'ETFplus in Italia. In questo caso parliamo di uno strumento finanziario in un certo senso bi-fronte, in quanto lo si può considerare sia come fondo comune di investimento che come titolo azionario.

Ottimizzare il rendimento

Il fondo comune non è altro che un portafoglio di investimenti con all'interno un numero generalmente molto elevato di titoli. Se vogliamo questa è la massima espressione possibile di diversificazione, cosa che già al solo nominarla, ancora di più in un periodo di gravi incertezze finanziarie come quello che stiamo vivendo, mette tranquillità, ma questo non significa che di per sé i fondi comuni siano sicuri sempre e comunque, insomma, un fattore rischio c'è, questo è ovvio.

Scegliamo il gestore più conveniente

Per quanto possa risultare banale la scelta del gestore, frutto di un'analisi attenta delle sue performance, è importantissima e può fare veramente la differenza tra un investimento che genera una bella rendita e il classico pugno di mosche in mano. Classico, soprattutto in Italia, il sistema di affidarsi alla propria banca o ad un operatore specializzato, ma la cosa ovviamente ha un costo che spesso riduce, e anche di molto, gli interessi potenzialmente realizzati dall'investimento, e a quel punto ci si chiede se il gioco vale la candela. Insomma, i soldi li mettiamo noi, il guadagno lo fanno gli altri.

Fare da soli - Rischi e convenienza

Interessanti quindi, da questo punto di vista, servizi, soprattutto online, come Fundstore, un vero e proprio supermarket del settore con il vantaggio di poter operare con la società di gestione scelta direttamente dal proprio conto corrente.
Il discorso è interessante, in quanto mette a disposizione un numero elevatissimo di fondi e Sicav, ognuno con allegata una scheda informativa veramente completa ed esauriente su cui fare affidamento per la scelta da effettuare e ovviamente per seguirne l'andamento sul mercato. Insomma, uno strumento avanzato di gestione, a parere di chi scrive, completo ed esauriente, ma che richiede un notevole impegno personale.

L'ottimizzazione dei costi di gestione fa la differenza

Ecco, una soluzione come quella di Fundstore può essere l'ideale. Certo, richiede un po' di impegno nel cercare la situazione giusta, che poi ovviamente va seguita con attenzione, ma permette di ottimizzare i costi di gestione, e anche di tanto. Come è giusto che sia, nessuno fa niente per niente. La banca o l'intermediario finanziario del caso rendono il discorso comodo e veloce, ma il costo c'è, eccome.
Insomma, se si vuole guadagnare con i fondi comuni di investimento si può fare, ma un minimo di impegno personale si rende necessario.

Le schede dei fondi comuni di Fundstore sono molto complete.

Conclusioni

Insomma, come abbiamo visto il discorso è piuttosto complesso e differenziato. Questa è la ragione per cui, quando ha intenzione di investire in fondi comuni, molto spesso il risparmiatore si affida a professionisti del settore, la propria banca o operatori finanziari esterni, che si, rendono le cose più semplici, ma ovviamente tendono a "mangiare" una parte più o meno sostanziosa dell'utile generato.
La scelta di realizzare e gestire in proprio un investimento in fondi comuni è si più impegnativa, e se non si fa attenzione anche molto più rischiosa, ma certo al momento di tirare le somme e valutare il rendimento generato è senza dubbio una scelta che paga.

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