Non sempre l'investimento in diamanti conviene

Dopo anni di corsa sfrenata l'oro ha cominciato a mostrare la corda. Intendiamoci, nessuno pensa che l'oro non sia più un investimento valido, anzi, come abbiamo spiegato nell'articolo su come investire nell'oro la cosa è e sarà sempre conveniente. Certo, rispetto al passato il metallo giallo subisce maggiormente le variazioni del mercato, anche e soprattutto per ragioni politiche, mentre invece i diamanti, altro bene rifugio, presentano un andamento lineare e forse, dal punto di vista del piccolo risparmiatore, risultano anche più tranquillizzanti, almeno a prima vista. Attenzione, stiamo parlando di quotazione (poi spiegheremo perchè vi invitiamo a fare attenzione e dove sta l'inghippo).

Perchè investire in diamanti

Da sempre investire in diamanti è considerata un'attività sicura e redditizia, anche se negli ultimi anni qualche dubbio sulla convenienza per il piccolo risparmiatore che decide di puntare su queste pietre preziose è nato, eccome (ne parleremo più avanti). Comunque, il mercato di riferimento è consolidato e ben strutturato, con alle spalle meccanismi e strutture anche di antichissima data. Non che il settore abbia mai conosciuto crisi, intendiamoci, ma è ovvio che lo strepitoso successo dell'oro, almeno negli ultimi anni, ne aveva un po' offuscato l'immagine.

Non sembra conoscere crisi

Il mercato di riferimento dei diamanti è in continua espansione, anche in presenza del forte arrivo di compratori russi e cinesi, soprattutto, non sembra conoscere sosta nella sua crescita. Allo stato attuale il valore medio della crescita della quotazione supera abbondantemente il 4% annuo, quindi ben oltre l'inflazione. Nell'immagine quì sotto, anche se di qualche anno fa, potete notare come il valore dei diamanti tenda sempre ad aumentare, anche se va detto che nel settore non esiste una vera e propria quotazione, come nel caso dell'oro e di altre materie prime.

Andamento medio del prezzo dei diamanti.

Inoltre la capacità estrattiva è in crescita si, ma non tanto da inficiare e inflazionare il valore, che rimane in assoluto uno dei beni rifugio per eccellenza. Insomma, investire in diamanti conviene, è opinione generale e diffusa, ma anche una realtà oggettiva certificata da una continua crescita della quotazione, a cui si aggiunge un "contesto operativo" notevole, con aziende del settore di grande tradizione ed esperienza che supportano il cliente in tutte le fasi della compravendita e della gestione. Ma c'è un ma, ve lo diciamo subito.

L'avvento dei diamanti sintetici

A parte alcune considerazioni che faremo più avanti sulla scarsa convenienza di investire in diamanti, per il piccolo risparmiatore, va tenuto conto che negli ultimi anni ha conosciuto una straordinaria evoluzione, soprattutto tecnica, il settore dei diamanti sintetici, i cosiddetti "lab grown mineral", le pietre preziose realizzate in laboratorio, nella sostanza. Ed è proprio uno dei colossi del settore, certamente il più noto, De Beers, che ha deciso di puntare in modo deciso sul settore. Ovviamente una scelta del genere non potrà che inflazionare nel tempo il valore dei diamanti di piccolo taglio, proprio quelli accessibili al piccolo risparmiatore. Di questo va tenuto certamente conto.

Differenza con i brillanti

Prima di andare avanti risolviamo una questione che in effetti confonde molte persone. Tanti confondono i brillanti con i diamanti, come se i due termini fossero semplicemente dei sinonimi. In effetti per brillante si intende un tagli Round, quello che dona alla pietra la massima lucentezza possibile, quindi qualunque pietra, anche non particolarmente preziosa, può avere un taglio a brillante.

Protezione da bail-in e CACS

Abbiamo detto che dal punto di vista del piccolo risparmiatore, vedremo perché, l'investimento in diamanti può non essere il massimo della convenienza, soprattutto se non si è esperti del settore, ma in ogni cosa c'è sempre il rovescio della medaglia. Negli ultimi anni le autorità finanziarie della Comunità Europea hanno imposte alcune norme che costringono i risparmiatori ad intervenire nel salvataggio di banche e Stati in difficoltà, mettendo a rischio anche i semplici conti correnti, oltre al classico investimento in titoli del debito pubblico, un tempo una vera e propria cassaforte. Ci riferiamo in particolare alla direttiva sul bail-in bancario, che espone i creditori di una banca in crisi secondo una ben determinata gerarchica, che spieghiamo nell'articolo linkato, con gli azionisti e gli obbligazionisti costretti a contribuire al salvataggio dell'istituto di credito a rischio dissesto finanziario prima di tutti gli altri, seguiti a ruota da possessori di conto deposito ed addirittura correntisti (questi ultimi due solo oltre la soglia dei 100.000 euro). Ci sono poi le clausole Cac sui Titoli di Stato, che danno la possibilità all'emittente, quindi il Tesoro, di modificare interessi e restituzione del capitale, se le finanze pubbliche lo richiedono. Intendiamoci, sia per quanto riguarda il bail-in che le clausole CAC, è difficile che si arrivi a misure estreme come quelle previste dalle due normative, la cosa comporterebbe il panico tra investitori e soprattutto piccoli risparmiatori, ma certo tenere i soldi fermi sul conto corrente o investirli nell'acquisto di Bot e Btp non è più sicuro come un tempo. I diamanti invece, ma il discorso vale per tutte le pietre preziose, l'oro e così via, sono beni personali e non possono essere coinvolti in operazioni di salvataggio. Investire in diamanti, in questo caso, risulterebbe conveniente.

Come funziona l'investimento in diamanti

Nella sostanza, volendo riassumere un contesto comunque differenziato e fatto di tante cose anche molto diverse, e con il solo intento di fare di questo articolo una piccola guida all'investimento in diamanti, il sistema, messo in atto spesso da società specializzate del settore, è molto simile a quello con cui si ha a che fare quando ci si occupa di certificati di deposito.
Quello che viene proposto al cliente dalle aziende specializzate è un vero e proprio pacchetto di servizi che vanno dalla consulenza sull'acquisto dei diamanti alla rivendita del bene, addirittura in certi casi anche garantita entro un certo periodo di tempo, ma solo in certi casi, passando ovviamente dalle valutazioni sul margine di guadagno possibile.

I certificati

Va precisato che non tutte le pietre sono idonee all'investimento. Chi vuole puntare sul discorso deve acquistare i cosiddetti "diamanti da investimento", vale a dire pietre accompagnate da un documento che ne attesta caratteristiche, provenienza e altri importanti fattori. Questo certificato viene rilasciato da un istituto gemmologico ed include informazioni su quelle che sono le caratteristiche peculiari dei diamanti, vale a dire il peso, la purezza, il colore e il taglio, in modo da valutarne valore e prezzo. Per chi fosse interessato a saperne di più abbiamo spiegato nell'articolo linkato come funzionano i certificati, chi li rilascia e quali sono più affidabili.

Pro e contro

Come tutti i beni rifugio, anche i diamanti sono utili e vantaggiosi nel momento in cui si voglia proteggere il proprio capitale dall'inflazione, ma non è detto che siano vantaggiosi per il piccolo risparmiatore, soprattutto se quest'ultimo non è disposto ad aspettare tempi lunghi. Qualche tempo fa c'è stata una puntata di Report dove mostravano come i diamanti che ci vengono venduti in banca spesso non sono così vantaggiosi come ci vogliono far credere e questo per una serie di ragioni molto tecniche che cercheremo di sintetizzare.

  • Rischio dell'investimento in diamanti
  • A condizionare di pagare una pietra quanto vale effettivamente, l'investimento in diamanti presenta dei rischi molto bassi, infatti il settore viene spesso indicato dagli esperti come un classico bene rifugio. Le fluttuazioni delle quotazioni di mercato sono piuttosto limitate e non è presente lo stesso livello di speculazione che possiamo trovare invece nel settore dell'oro. In genere possiamo considerare l'investimento in diamanti vantaggioso solo se abbiamo comprato con criterio, quindi consapevoli del reale valore della pietra acquistata, e comunque sul medio-lungo termine. Chi compra un diamante deve mettere in conto tempi di attesa piuttosto lunghi, alcuni parlano di 25 anni, prima di poter pensare ad una vendita per realizzare un utile.

  • Dove si comprano
  • Chi è esperto fa da sé, utilizzando soprattutto Internet, e questa è certamente la soluzione migliore. Affidarsi ad un intermediario, tipicamente la propria banca, rappresenta certamente un costo, ma spesso anche la possibilità di pagare un diamante ben più di quanto vale effettivamente. In questo settore non esiste di per sé una quotazione ufficiale, come l'oro o altri metalli preziosi. Del resto, a parte le diverse tipologie, ogni diamante fa storia a sé. Esiste comunque un listino internazionale dei diamanti, il Rapaport Diamond Report, che stabilisce il valore delle varie tipologie di pietre e che si può considerare un buon punto di partenza per capire il reale valore del diamante che abbiamo intenzione di acquistare. Questo listino prezzi viene usato dai gioiellieri e da altri esperti del settore, ma è coperto da Copyright, quindi per poter accedere al report è necessario aver stipulato un abbonamento.

  • Quanto investire
  • In genere gli esperti di investimenti consigliano, in ottica diversificazione del portafoglio, di non superare una quota che varia dal 5 al 10% del totale del proprio portafoglio. Una quota eccessiva di investimento in diamanti può esporre ad un effetto "palude", chiamiamolo così. I tempi di ritorno, come abbiamo detto, sono piuttosto lunghi e di questo bisogna tener conto.

  • Quanto è difficile rivendere un diamante
  • Poco. A parte le banche, che fanno compravendita di pietre preziose, oggi abbiamo a disposizione tante piattaforme online dove possiamo mettere in vendita il nostro diamante. Certo, in questi casi il problema non è di per sé vendere, ma evitare la fretta e quindi gli speculatori, primi fra tutti gli istituti di credito. In questo caso il prezzo che verrà pagato per la vostra pietra preziosa sarà certamente più conveniente per l'acquirente che per voi. Questo è sicuro.

  • Quali conviene comprare
  • Ne parleremo in modo più approfondito nel corso dell'articolo, ma in genere, dal punto di vista del piccolo risparmiatore, oltre ad ovvie considerazioni sul capitale necessario, non conviene andare su carature importanti. In genere, va tenuto conto che oltre i 2 carati la vendita di un diamante presenta delle problematiche di un certo tipo, insomma è più difficile vendere e si ha a che fare sempre con aziende del settore o super esperti. Allo stesso tempo, evitate diamanti sotto il mezzo carato, in quanto in questo caso non è previsto l'obbligo di accompagnare la pietra con un certificato rilasciato da un laboratorio specializzato, che ne certifica le caratteristiche. Quindi il diamante migliore da comprare, per chi non ha grandi capitali a disposizione, va da 0,5 a 2 carati.

Per certi versi meglio l'oro

Nel caso dei diamanti non esiste uno scambio con quotazione in continua, come invece avviene per l'oro, che risulta molto più liquidabile in tempo reale. Rivendere una pietra preziosa, invece, può rivelarsi una situazione molto più complessa e problematica. Sintetizzando, se ci si vuole liberare di una pietra preziosa, perchè si ha bisogno di capitalizzare, per esempio, l'operazione sarà certamente in perdita, rispetto alla quotazione sul mercato, in genere di un valore vicino anche al 20%. Difficilmente quando la nostra banca ci propone un diamante da investimento ci avvisa di una cosa del genere, che invece esiste eccome.

Tempi lunghi

Nella sostanza, se qualcuno mi chiedesse se vale la pena investire in diamanti, io gli risponderei: dipende. Se sei disposto ad aspettare tempi lunghi per vendere certamente si, se vuoi qualcosa che si possa liquidare in fretta, lascia perdere o perderai molti soldi.

Si paga l'Iva e dipende dal dollaro

Al momento dell'acquisto di un diamante si paga l'Iva applicata al bene, imposta che per un privato è a carico proprio in quanto non scaricabile, come abbiamo spiegato nella nostra guida all'Iva. Inoltre, essendo il bene in questione quotato in dollari, il suo valore, dal nostro punto di vista e noi siamo nell'euro, può cambiare a seconda del rapporto tra la valuta continentale e quella americana.

Quali sono i diamanti che conviene comprare

Il discorso è molto semplice. Più un diamante pesa e più vale, ma non solo come multiplo del peso, bensì in modo esponenziale, in quanto più è grosso e più è raro. Questo significa che se si vuole puntare ad una vera e propria speculazione allora bisogna cercare una pietra con un peso importante, che però comporta un investimento finanziario non indifferente e che comunque sarà molto difficile da rivendere in tempi veloci sul mercato senza una perdita. Le pietre più piccole, invece, sono più facilmente liquidabili, ma sono poco performanti e per fare un utile sostanzioso bisogna partire dall'idea che vanno conservate dai 10 ai 20 anni.

I vantaggi dei diamanti

Bene, dopo averne parlato male vediamo quali sono i vantaggi di un investimento di questo tipo, perchè oltre ai difetti ci sono anche i pregi, eccome.

  • Piace e piacerà sempre
  • Poche cose affascinano come i diamanti. Queste pietre sono da sempre amate e desiderate ed è difficile pensare che un giorno non sarà più così.

  • Le miniere non sono infinite
  • Man mano che passa il tempo, ovviamente, trovare nuove miniere diventa sempre più raro e difficile. Certo, le nuove tecnologie aiutano, ma il bene in questione non è infinito e quindi la sua rarità, di conseguenza il suo valore, rimarrà inalterato nel tempo.

  • Il mercato è nelle mani di pochi
  • Poche aziende controllano il mercato dei diamanti e questo, ovviamente, ha portato alla creazione di un cartello il cui fine ultimo è tenere sempre alte le quotazioni. Da questo punto di vista si può stare tranquilli.

  • Sono di piccole dimensioni
  • Sembra una cosa di poco conto ma non lo è. Il fatto che delle pietroline di piccole dimensioni possano rappresentare anche un ingente capitale le rende facilmente gestibili. I costi di gestione delle materie prime possono essere anche molto ingenti e questo vale anche nel caso dei diamanti, ma allo stesso tempo chi compra una pietra preziosa può anche conservarla in un luogo sicuro, come per esempio una cassetta di sicurezza in banca, senza i costi che invece ci sono in altri casi. E questo proprio grazie al rapporto qualità/dimensioni.

Opinione finale

Insomma, investire in questo settore non è un'operazione meravigliosa come i soggetti interessati vorrebbero farci credere. Un buon rendimento lo si può mettere in conto solo dopo un prolungato periodo di possesso del bene, da 10 a 20 anni. Il diamante, come abbiamo detto, è difficilmente liquidabile, soprattutto se si ha una certa fretta e i costi degli intermediari del settore sono molto elevati. Per un piccolo risparmiatore, nella sostanza, l'investimento in diamanti può convenire, ma solo se si è un esperto del ramo (conoscendo le pietre si possono fare degli ottimi acquisti a prezzi decisamente convenienti) e se si ha a disposizione un capitale sostanzioso. Non fatevi ingannare, se volete un consiglio, da chi vi propone una pietra da 4/5000 euro parlandovi di investimento.

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