Le valvole termostatiche, come funzionano e obblighi di legge

Un risparmio importante

Con un decreto legislativo, il Governo Renzi aveva approvato una misura destinata, senza alcuna ombra di dubbio, ad impattare sul consumo per il riscaldamento degli edifici residenziali: la termoregolazione obbligatoria negli edifici residenziali con riscaldamento centralizzato. In effetti questa decisione seguiva quella che alcune regioni, come il Piemonte e la Lombardia, avevano già preso in materia, uniformando quindi la normativa a livello nazionale.
Dopo l'ennesima proroga all'italiana memoria la normativa è finalmente diventata legge. Vedremo nel corso dell'articolo cosa sono le valvole termostatiche, come funzionano e quali sono le cose più importanti da conoscere. Nell'immagine sottostante vediamo una valvola termostatica per radiatore.

Valvola termostatica con sensore a liquido integrato

Gli ecobonus

L'installazione delle valvole termostatiche rientra in un contesto, relativo al risparmio energetico, che permette la detrazione Irpef del 65% di tutte le spese sostenute, i cosiddetti ecobonus di cui abbiamo parlato nell'articolo linkato aggiornato al 2018. E' bene ricordare che la detrazione Irpef del 65% per i lavori di risparmio energetico viene ripartita in un arco di 10 anni. In pratica lo Stato vi ripaga a rate. Comunque se volete saperne di più su questa tassa vi consigliamo di leggere l'articolo su che cos'è Irpef, con l'elenco di tutti gli oneri deducibili, le aliquote a seconda dello scaglione e il metodo di calcolo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Come funzionano le valvole termostatiche

La termoregolazione, ovvero il sistema che permette di regolare automaticamente la temperatura in una singola stanza, può essere realizzato proprio grazie ad una valvola termostatica applicata sul singolo radiatore. Va da sé che un sistema del genere permette un risparmio veramente importante. I locali di un appartamento non sono tutti uguali e la possibilità di impostare diversamente la "richiesta" all'impianto a seconda delle necessità del momento interviene in maniera molto efficace nel processo di ottimizzazione delle risorse energetiche necessarie. Insomma, si paga meno sulla bolletta, questo è. Basta impostare la temperatura desiderata nell'ambiente sulla testa della valvola termostatica ed il gioco è fatto.

  • Cosa è obbligatorio
  • Va installata una valvola termostatica per ogni radiatore presente nell'abitazione, senza saltarne uno, altrimenti il lavoro non risponde ai requisiti di legge.

  • Come si installa
  • Se è già presente il raccordo filettato il montaggio della valvola è un'operazione veramente molto veloce.

  • Sono autonome
  • Le valvole termostatiche non hanno bisogno di nessuna alimentazione ed operano in modo del tutto autonomo a seconda della temperatura di esercizion impostata.

  • I casi in cui non è obbligatorio il montaggio
  • Se l'impianto è obsoleto, per esempio, e l'installazione delle valvole termostatiche presenta particolari problematiche tecniche allora viene meno l'obbligatorietà.

  • Riscaldamento autonomo
  • Non c'è l'obblligo, a meno che si effettuino lavori di sostituzione della caldaia o di ristrutturazione dell'impianto di riscaldamento, oppure nel caso di ristrutturazione dell'immobile o di costruzione di una nuova abitazione.

In accordo con gli enti locali

E' bene precisare che la norma che era stata decisa dal Decreto precedente non andava a scontrarsi con le decisioni che erano state prese dalle singole regioni, che rimanevano vincolanti per i cittadini come stabilito dall'articolo 117 della Costituzione, ma semplicemente percepiva una direttiva europea, la 2012/27/UE. Anzi, nello stesso Decreto era presente un chiaro riferimento alla possibilità per le amministrazioni locali di contribuire al raggiungimento dell'obiettivo anche con singole iniziative. Sinergia, quindi, e non ingerenza nelle funzioni.

Le regole condominiali per i costi del riscaldamento

Come è ovvio immaginare, però, adesso che le valvole termostatiche sono diventate obbligatorie sorgono problemi legati alle regole condominiali relative alla ripartizione dei costi per il riscaldamento, almeno per chi le ha già adottate. Se andiamo a guardare la legislazione in materia, nel caso specifico l'articolo 26, comma 5, della legge 10/1991, la spesa in oggetto va ripartita in base ai consumi effettivi.
L'articolo 26, però, è stato seguito da una nuova normativa, che prevede una suddivisione "in relazione agli effettivi prelievi di energia termica utile e alle spese generali per la manutenzione dell'impianto".
A dimostrazione del fatto che il tutto qualche margine di confusione è destinato a generarlo, esiste la possibilità che, solo per la prima stagione, definita "termica", successiva alla realizzazione dell'impianto, la divisione dei costi si basi sui millesimi di proprietà. Nel caso in cui non ci si adegua per tempo a queste misure è prevista una sanzione amministrativa che può andare da 500 a 2500 euro.
Quello che è certo è che qualche discussione al riguardo si genererà, in quanto più di una decisione delle istituzioni sembra sovrapporsi alle altre, anche se, va detto, in questo caso, valendo il principio del pubblico interesse, le delibere decise a livello condominiale in contrasto con la normativa nazionale o regionale vanno considerate nulle.

Come funziona l'avvio dei lavori

Innanzitutto, per poter avviare l'installazione delle valvole termostatiche è necessaria la presenza di un progetto con cui richiedere un preventivo alle aziende del settore. E' bene precisare che il tecnico che realizzerà il progetto dovrà anche stabilire il criterio di divisione della spesa del riscaldamento. A tal riguardo la norma di riferimento è obbligatoriamente quella Uni Cti 10200.

Non manca la burocrazia

C'è poi il capitolo burocratico. Il proprietario dell'edificio, o chiunque abbia titolo al riguardo, è tenuto a presentare in Comune, in duplice copia, la denuncia dell'inizio lavori, il progetto di cui abbiamo parlato precedentemente, e una relazione tecnica, che deve essere sottoscritta dal progettista, che attesti la corrispondenza del tutto alle prescrizioni di legge. Naturalmente, nel caso in cui non si provveda al rispetto degli obblighi di cui sopra, è prevista una sanzione amministrativa che va da 516,46 a 2.582,28 euro.

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