La stufa a pellet - Funzionamento, tipologie e convenienza

Una delle soluzioni più utilizzate in Italia per il riscaldamento di casa o per la produzione di acqua calda è la stufa a pellet. Efficiente, economica e spesso anche molto bella, è simile a quella a legna, ma inquina decisamente meno, consuma un combustile più ecocompatibile, di cui vedremo tutte le caratteristiche e gode anche di incentivi e detrazioni fiscali confermate dalla Legge di Bilancio 2019. Va detto che il pellet sta conoscendo un aumento del prezzo piuttosto costante, ma la convenienza delle stufe che utilizzano questo combustile per riscaldare casa c'è ancora, eccome. È importante però scegliere quella giusta, sulla base di un insieme di fattori che analizzeremo più avanti. Bene, vediamo una sintesi degli argomenti principali che tratteremo nel nostro articolo.

  • Cos'è il pellet e come scegliere il migliore
  • Come funziona la stufa a pellet
  • Tipologie e dimensioni
  • Stufe a pellet ad aria e idro (riscaldamento, termosifoni e acqua calda ad uso sanitario)
  • Prezzi, consumi, manutenzione periodica, libretto impianti e costo del pellet
  • Modalità di installazione, normativa e sicurezza dell'impianto
  • Incentivi e detrazioni fiscali 2019

Cos'è il pellet

Si tratta semplicemente di legno ottenuto dalla segatura, definito dalla norma UNI EN 14588 come "biocombustibile addensato", di solito proposto in forma cilindrica e di lunghezza variabile da 5 a 30mm.

Conviene anche all'ambiente

Una delle caratteristiche che rendono questo prodotto particolarmente bio-compatibile è la presenza naturale di lignina, dotata di capacità leganti che evitano l'uso di additivi per rendere il prodotto compatto. Inoltre, il pellet si ottiene dagli scarti di lavorazione del legno, quindi è anche rispettoso dell'ambiente, poiché non si tagliano alberi per produrre questo combustibile. Certo, esiste poi, dal punto di vista ambientale, la produzione di inquinanti, come il biossido di carbonio, durante la combustione, ma comunque una stufa a pellet inquina molto meno di tante altre soluzioni per il riscaldamento di casa o per la produzione di acqua calda. Inoltre, il potere calorico di questo combustibile, a parità di volume, è quasi due volte quello del legno, caratteristica che contribuisce all'efficienza del pellet rispetto ai normali ceppi utilizzati nelle tradizionali stufe a legna.

Ne esistono di tipi diversi

L'Italia è il maggior consumatore europeo di pellet, ma in effetti la gran parte di questo combustibile viene importato (circa l'80%), causando quindi una forte dipendenza del prodotto dalle fluttuazioni di prezzo indipendenti dal mercato italiano. Anche per questa ragione, si sta diffondendo il cosiddetto "pellet agricolo", detto "agripellet", realizzato utilizzando scarti di lavorazione diversi dal legno, come ad esempio gusci di semi di girasole o nocciolino di sansa, ma anche coltivazioni erbacee non alimentari e realizzate interamente allo scopo.

Come scegliere il pellet migliore

Naturalmente esistono varie tipologie di produzione di questo combustibile, le aziende non sono tutte uguali, e scegliere un pellet piuttosto che un altro può fare veramente la differenza a livello di efficienza e quindi di convenienza. Come per tante altre cose, mai guardare solo al costo d'acquisto. È un po' come per gli elettrodomestici: magari si spende meno all'acquisto però poi, grazie ad un consumo maggiore, man mano ci si mangia il risparmio e alla fine si spende di più! Quindi, vediamo quali sono le caratteristiche che determinano la qualità del pellet e come scegliere il migliore.

Non esiste una certificazione

Cominciamo innanzitutto col dire che, purtroppo, non è prevista una certificazione di qualità del pellet, cosa che espone il consumatore all'acquisto di prodotti non all'altezza delle aspettative. Non si possono però vendere imballaggi anonimi o il prodotto sfuso, senza l'indicazione del produttore e soprattutto della composizione del pellet. Si sono diffusi, comunque, dei test di qualità, come la DIN Plus e la EN Plus, con anche la certificazione della filiera della produzione, ma sono per lo più iniziative private, che godono comunque di una certa affidabilità.

Valutare la qualità del pellet

Non è però difficile riconoscere il pellet di qualità e quindi decidere qual è il migliore e quale conviene comprare. Fondamentalmente, sono due gli aspetti da considerare: il contenuto di ceneri e la quantità di segatura nel sacchetto. Vediamo perchè.

  • Contenuto di ceneri
  • Più il pellet contiene ceneri, più tenderà a creare polveri nella combustione. Oltre ad un problema di salute ambientale, sia degli spazi interni che di quelli esterni, si avrà bisogno di pulire con più frequenza la stufa a pellet, come è ovvio. Fortunatamente, esistono tre categorie che indicano proprio la percentuale di ceneri contenute nel combustibile. Tra parentesi indicheremo la quantità massima di ceneri contenute nel pellet indicato dalle sigle seguenti, a cui ovviamente potrete fare riferimento al momento dell'acquisto. Banalmente, la prima classe è quella che indica la qualità migliore del pellet per quanto riguarda il contenuto di ceneri.

    • Classe A1 (0,7%)
    • Classe A2 (1,2%)
    • Classe A3 (3,5%)
  • Quantità di segatura nel sacchetto
  • Il pellet, per essere di qualità, deve godere di un buon grado di compattezza. Più nel sacchetto è presente segatura, quindi materiale sbriciolato, meno il combustibile va considerato di qualità. Si tratta di un esame a vista molto utile, per quanto empirico. Conoscendo la classe di appartenenza e dando un'occhiata alla confezione, si fa un passo avanti notevole verso un acquisto consapevole che vi porterà ad utilizzare un pellet pulito ed efficiente.

  • Valori in etichetta
  • Leggendo l'etichetta potrete valutare anche alcuni valori importanti, ma prendete il discorso con le molle in quanto alcuni valori potrebbero essere anche fuorvianti. In genere si guarda al contenuto di arsenico, cadmio e piombo, quindi la presenza di metalli pesanti, al residuo di cenere e soprattutto a potere calorifico e contenuto idrico. Questi ultimi due valori vanno relazionati tra loro. In genere, il potere calorifico massimo del pellet è di 4,7 kWh per kilogrammo, mentre il contenuto idrico dovrebbe attestarsi sul 6/8%. Se qualcuno si chiede se il pellet è nocivo, la risposta è molto semplice: dipende! Un pellet di scarsa qualità, magari ottenuto da legni di scarto con la presenza di colla e vernici, può essere pericoloso eccome. Quindi meglio acquistare un prodotto marchiato e con la certificazione CE indicata in etichetta.

Stufa a pellet : come funziona

In Italia le stufe a pellet hanno trovato veramente terreno fertile, come in nessun altro paese europeo. Fondamentalmente rappresentano una validissima alternativa ad altri sistemi per il riscaldamento di casa o per la produzione di acqua calda, magari da inviare anche verso i termosifoni, con tanti vantaggi, di cui parleremo, rispetto alle tradizionali stufe a legna e anche con la possibilità, non certo trascurabile, di godere di incentivi e detrazioni fiscali che vedremo più avanti.

L'alternativa alla caldaia

In particolare, la stufa a pellet è un'antagonista naturale delle caldaie per il riscaldamento di casa o per l'alimentazione dei termosifoni. Rispetto alle classiche caldaie a metano, le stufe a pellet hanno consumi minori e un impatto ambientale più limitato, quindi sono più ecologiche, ma non mancano anche gli svantaggi: non possono riscaldare grandi ambienti, soprattutto quelle ad aria (le stufe a pellet idro sono più potenti e le vedremo), necessitano di una manutenzione periodica piuttosto impegnativa e funzionano solo con l'elettricità, incidendo quindi sui consumi in bolletta. Per capire qual è la soluzione migliore per il riscaldamento della vostra abitazione, vi invitiamo alla lettura dei nostri articoli sulle caldaie a condensazione, ben più efficienti di quelle a metano e che godono di detrazione fiscali specifiche, così come sulla pompa di calore, una soluzione fino a poco tempo fa accessibile solo alle aziende o comunque in grandi strutture, ma che negli ultimi anni ha visto una notevole evoluzione tecnologica tanto da diventare fattibile anche in un contesto domestico residenziale. Sempre per il riscaldamento o per la produzione di acqua calda, non si può non considerare il solare termodinamico domestico, anche in questo caso una tecnologia che si sta affacciando all'ambito domestico, mentre in precedenza riguardava solo grandi impianti per la produzione di energia rinnovabile. Le soluzioni sono tante e vi invitiamo alla lettura di altri nostri articoli che troverete nella sezione dedicata proprio alle energie rinnovabili.

Funzionamento

Nella sostanza le stufe a pellet funzionano come quelle a legna, ma con delle peculiarità che le rendono particolarmente vantaggiose rispetto ad altri sistemi per il riscaldamento. La combustione del pellet produce aria calda (di quelle idro parleremo successivamente) che può essere distribuita in altre aree dell'abitazione, anche se non con risultati eccezionali, attraverso un sistema di canalizzazione. Va detto che questa non è la funzione principale di una stufa a pellet, non idonea al riscaldamento di grandi ambienti, ma valida soprattutto nelle aree più vissute di un'abitazione, prima fra tutte il salone principale. Non è un caso se anche l'estetica gioca un ruolo importante nel settore, con stufe sempre più belle e capaci di impreziosire l'arredamento di casa. Comunque, una stufa a pellet ad aria molto potente può essere canalizzata e svolgere egregiamente il proprio compito, ma tra consumo di combustibile e soprattutto di elettricità meglio valutare attentamente la convenienza rispetto ad altre soluzione, come la caldaia a condensazione ed il solare termico. In effetti, un conto è posizionare una stufa e realizzare solo l'impianto per lo smaltimento dei fumi, un altro è canalizzare il tutto. I costi salgono.

Autonoma e regolabile

La stufa a pellet è dotata di un serbatoio per il combustibile, che poi verrà gestito man mano a seconda delle esigenze ed in totale autonomia. Il termostato integrato permette di regolare tutti i parametri necessari, come la temperatura di esercizio e gli orari di accensione e spegnimento. In una stufa a pellet moderna tutti questi valori sono completamente personalizzabili e autonomi, quindi l'intervento umano è ridotto al minimo, fondamentalmente solo il carico del nuovo pellet man mano che quello inserito precedentemente si consuma e le operazioni di pulizia.

Tipi e dimensioni

Ovviamente esistono sul mercato diverse tipologie di stufe a pellet (a parte la tecnologia ad aria o ad acqua, detta idro e che vedremo a breve), a partire dai materiali di rivestimento. In genere, viene utilizzato molto l'acciaio, con il top in ceramica e il focolare, la camera di combustione, in ghisa, ma si utilizza anche la pietra ollare, gradevolissima a livello di design. L'uscita dei fumi, che vengono incanalati verso la canna fumaria, può essere sia posteriore che superiore. Una caldaia moderna deve prevedere la programmazione giornaliera e settimanale, funzioni per adattarla a diversi momenti della giornata, per esempio la funzione "notte", un telecomando e vari optional, come il kit di canalizzazione, il Wi-Fi e bocchette di ventilazione personalizzabili. Anche per quanto riguarda forma e dimensioni sono disponibili sul mercato diverse tipologie di stufe a pellet, da quelle slim e piatte, profonde poche decine di centimetri ed in genere indicate come a parete, a quelle angolari, rotonde o particolarmente basse, quindi adattabili anche ad ambienti con poco sviluppo in altezza. In genere le stufe slim, quelle piatte, sono pensate per particolari aree dell'abitazione, come i corridoi, dove lo spazio è naturalmente limitato, ma ormai sono talmente belle da vedere che si adattano a qualunque ambiente della casa. In questi casi l'espulsione dell'aria calda o la canalizzazione dei fumi può essere anche laterale, con tanto di ventilatore aggiuntivo per la canalizzazione.

Per riscaldamento e acqua calda

Abbiamo visto come sul mercato esistano diverse tipologie di stufe a pellet per dimensioni e forma, in modo da adattarsi alle esigenze di ognuno. Oltre a questo, può cambiare anche il sistema di funzionamento, a seconda del risultato che si vuole ottenere, nella sostanza dell'obbiettivo. Con il pellet si può infatti non solo alimentare il riscaldamento di casa mediante la diffusione di aria calda, ma anche la produzione di acqua calda, che poi potrà essere usata sia per uso sanitario che per alimentare i termosifoni. Vediamo le due tipologie di stufe a pellet a disposizione sul mercato.

  • Ad aria
  • Le stufe a pellet ad aria vengono utilizzate soprattutto per il riscaldamento di piccoli ambienti, principalmente il salone principale dell'abitazione, così come corridoi o altre stanze. Lo stesso dicasi per un monolocale o un piccolo bilocale.

  • Idro
  • Dette anche idrostufe, le stufe a pellet ad acqua producono acqua calda che poi può essere utilizzata sia ad uso sanitario che canalizzata nei termosifoni per riscaldare gli ambienti. Naturalmente, per poter riscaldare un'abitazione di medie dimensioni, si può pensare di integrare la stufa a pellet idro con un piccolo impianto di solare termodinamico, in modo da avere tutta l'acqua calda necessaria. Le due tecnologie combinate possono portare veramente ad un risparmio significativo nel costo per il riscaldamento di casa e tra l'altro con un eccellente impatto sull'ambiente, in positivo naturalmente. Una volta collegata la stufa hydro, si può chiamare anche così, all'impianto di casa, l'acqua calda può essere convogliata verso i termosifoni o nell'impianto a pavimento, soluzione per il riscaldamento che sta prendendo sempre più piede. Vediamo alcune caratteristiche peculiari delle stufe a pellet idro.

    • Due valori per la potenza
    • Nell'etichetta che accompagna il prodotto la potenza viene indicata con due valori: il primo relativo alla potenza totale della stufa, il secondo a quella ceduta all'acqua. La stufa a pellet hydro cede meno calore all'ambiente, in quanto è progettata per trasferire il frutto della combustione il più possibile all'acqua.

    • Può produrre acqua calda all'istante
    • Alcuni modelli di stufe a pellet idro sono dotati di una funzione che permette di produrre acqua calda praticamente in tempo reale, ma con lo svantaggio di dover essere accese per svolgere questa funzione. In genere, quindi, meglio abbinarle ad un bollitore o ad un Puffer, in pratica un accumulatore di acqua calda. In genere le stufe idro che possono svolgere questa funzione hanno una potenza di almeno 20kW.

La stufa a pellet con forno

Data l'ampia diffusione di queste macchine, quindi il mercato di riferimento, le aziende si sono attrezzate e cominciano a proporre prodotti che possiamo chiamare ibridi, vale a dire che, oltre al riscaldamento o alla produzione di acqua calda, sono capaci di svolgere anche altre funzioni. La stufa a pellet con forno è in effetti una termocucina ed oltre a scaldare l'ambiente può essere utilizzata per cucinare i nostri piatti preferiti, in quanto integra un vero e proprio forno.

Pulizia periodica

Per mantenere elevato il funzionamento e l'efficienza di una stufa a pellet è necessaria una periodica pulizia delle sue componenti più esposte alla combustione. Ovviamente va svuotato il cassetto che contiene la cenere prodotta dal pellet combusto e, con un aspirapolvere o con l'apposito aspiracenere, è necessario pulire il braciere, pena la formazione di sedimenti che andranno man mano ad inficiare l'efficienza dell'impianto. Naturalmente esistono stufe a pellet dotate di sistemi autopulenti, ma un po' di manutenzione manuale è sempre necessaria. Rispetto ad altri sistemi per il riscaldamento di casa, la necessità di procedere ad una continua manutenzione è uno dei pochi svantaggi delle stufe a pellet, a fronte però di un notevole risparmio per il riscaldamento di casa o per la produzione di acqua calda rispetto alla classica caldaia a metano.

Prezzi e consumi

I costi per l'acquisto di una stufa a pellet possono variare molto, non solo a seconda della tipologia ma anche della qualità, ovviamente. A questo vanno aggiunti gli eventuali accessori presenti, come ad esempio il kit di canalizzazione, bocchette accessorie e così via.

Costi di una stufa a pellet

Indicativamente, una stufa ad aria, che in genere ha una potenza tra i 5 e i 15kW, può costare tra gli 800 e i 2.000 euro o poco più. Se parliamo della tecnologia ad acqua, delle idro o hydro che sia, invece, i prezzi salgono, essendo il sistema più complesso e con una potenza anche superiore ai 30/35kW. Le migliori stufe a pellet idro possono arrivare a costare anche fino a 5.000 euro e più.

Manutenzione e libretto impianti

Ovviamente, oltre al costo per l'acquisto della stufa va aggiunto anche quello della manutenzione, che va fatta almeno una volta all'anno. È necessario che un tecnico controlli lo stato della canna fumaria, dei vari tubi per la canalizzazione di aria calda, acqua e fumi ed inoltre del sistema di combustione. Ricordiamo che, anche per le stufe a pellet, è obbligatoria la compilazione del libretto impianti, di cui troverete tutte le informazioni sulla normativa vigente nell'articolo linkato, comprese sanzioni e regole sui controlli periodici obbligatori.

Costo del pellet

In genere questo combustibile viene venduto in sacchi da 15kg ed il prezzo dipende da tutta una serie di fattori, come la tipologia di legno da cui viene realizzato, il processo di produzione, la quantità di residuo di cenere e così via. Negli ultimi anni si è assistito ad un graduale aumento del prezzo del pellet, dovuto sia all'alto consumo, siamo i primi in Europa, che alla dipendenza dall'importazione dall'estero. Comunque, la stufa a pellet continua ad essere un sistema molto conveniente per alimentare il riscaldamento di casa o per produrre acqua calda, sia ad uso sanitario che da convogliare verso i termosifoni. Sul mercato, in ogni caso, sono in vendita anche bancali, vale a dire grandi quantità di combustibile, acquistando i quali si può certo risparmiare. Inoltre, le aziende produttrici di stufe a pellet fanno spesso campagne di marketing che includono una fornitura importante di pellet al momento dell'acquisto della stufa, ma attenzione alla qualità.

Scelta della stufa a pellet migliore

Bene, dopo aver visto come funzionano le stufe a pellet, sia ad aria che idro, i prezzi e i costi di gestione, passiamo a quelle che sono le caratteristiche da valutare per scegliere la stufa migliore per le proprie esigenze. Ovviamente, al netto delle questioni estetiche, che hanno la loro importanza, visto che parliamo di un oggetto ormai diventato a tutti gli effetti un prodotto anche d'arredamento.

Quanto riscaldamento o acqua calda ci serve

La prima valutazione da fare, nella scelta della stufa a pellet più adatta alle nostre esigenze, è legata alla dimensione dell'abitazione in cui verrà effettuata l'installazione, alle sue caratteristiche e alla funzione che vogliamo far svolgere alla nostra stufa, vale a dire riscaldamento dell'aria o produzione di acqua calda. Se vogliamo riscaldare un piccolo ambiente, una stufa ad aria di piccola o media potenza può essere più che sufficiente, ma se la nostra intenzione è quella di alimentare i termosifoni di tutti gli ambienti, allora una stufa a pellet idro piuttosto potente è praticamente la scelta obbligata, a fronte ovviamente di un prezzo d'acquisto e di gestione maggiore. La potenza, quindi il consumo di energia elettrica, è un fattore fondamentale non solo per ottenere il risultato voluto, ma anche per quanto riguarda i costi di gestione, parliamo soprattutto della bolletta elettrica, che vanno considerati al fine di valutare la convenienza o meno di una soluzione di questo tipo. A questo va aggiunto, ovviamente, il maggior consumo di combustibile.

Etichetta e normativa

Anche l'etichetta associata alla stufa a pellet che vogliamo acquistare va valutata a fondo per capire se il prodotto scelto è coerente con le nostre necessità. Ricordiamo che la normativa di riferimento è la UNI EN 14785 2006. I valori da considerare sono i seguenti:

  • Presenza del marchio CE (non sono poche le stufe a pellet non a norma)
  • Nome dell'azienda produttrice
  • Rendimento termico
  • Emissioni di anidride carbonica
  • Potenza espressa in kW (fondamentale per valutare efficienza e consumi)

Dotazioni utili da considerare

Una buona stufa a pellet deve prevedere la maniglia rimovibile oppure un guanto accessorio per evitare scottature. Attenzione al cavo elettrico, che deve sopportare senza problemi alte temperature. È bene, inoltre, che sia presente una valvola antiscoppio, purtroppo non ancora obbligatoria. La normativa europea, quella di riferimento per le stufe a pellet, va certamente rivista, in quanto non prevede la presenza obbligatoria di vari accessori e caratteristiche necessarie alla sicurezza nella gestione di questa tipologia di prodotto.

Installazione e sicurezza

Sia che si scelga una stufa a pellet ad aria che idro, esistono delle regole da seguire per un'installazione corretta dal punto di vista normativo e funzionale all'efficienza della macchina.

Divieti nella normativa

Per legge, le stufe a pellet non possono essere installate in ambienti dove siano presenti apparecchi a gas di tipo non stagno. Inoltre è fatto divieto di installazione nelle cucine dotate di apparecchi di ventilazione o aspiratori capaci di mettere in depressione il locale. Al di là della normativa e di quanto prescritto dalla legge, è necessario che l'installazione della stufa a pellet segua la regola base del buon senso, anche se non stiamo parlando di un prodotto che presenta pericoli particolari, va detto.

La presa d'aria

A seconda della potenza della stufa può essere necessario valutare la necessità di convogliare aria verso la camera di combustione. Se l'apparecchio è piuttosto potente, allora un collegamento con l'esterno dell'abitazione, in modo da apportare un contributo d'aria maggiore, è da valutare, ma sarà il tecnico che vi installerà la stufa a consigliarvi nel modo migliore. Da questo punto di vista non ci sono regole fisse, solo un'attenta valutazione dell'ambiente in cui va installata la macchina, in combinazione con le caratteristiche della stessa, può far procedere verso una soluzione piuttosto che un'altra.

Basilari norme di sicurezza

Oltre all'ovvietà di una installazione a regola d'arte, per far si che la stufa a pellet sia solo un vantaggio e non un pericolo, stiamo parlando pur sempre di un oggetto che produce una combustione ad alta temperatura, è necessario che si effettui la manutenzione periodica degli elementi principali di stufa e impianto, soprattutto della canna fumaria, la più esposta alla formazione di sedimenti che nel tempo possono inficiare la dispersione efficace dei fumi di combustione. A questo si aggiunge anche il pericolo di incendio, visto che la fuliggine prodotta dalla combustione del pellet, se non eliminata con la pulizia della canna fumaria, sedimentandosi può incendiarsi a causa delle alte temperature presenti. Anche la camera di combustione va pulita periodicamente, magari utilizzando un apposito aspiracenere. Questa tipologia di apparecchio è del tutto simile ad un aspirapolvere ed in genere ha un costo assolutamente non impegnativo (può essere venduto anche in combinazione con la stufa o addirittura già presente come accessorio).

Test sulla sicurezza

Online potrete trovare molti test, spesso realizzati da associazioni dei consumatori, che valutano il grado di sicurezza di una stufa a pellet, con l'obiettivo di scegliere la migliore anche da questo punto di vista. Vediamo quali sono i parametri utilizzati con più frequenza e i sistemi di sicurezza presenti o meno sulle stufe e funzionali a garantire l'utilizzatore.

  • Temperatura massima
  • Sia del serbatoio che del sistema di carico

  • Presenza del controllo surriscaldamento
  • Funzionale ad evitare incendi e scoppi in presenza di un malfunzionamento della ventola o di sovraccarico del braciere.

  • Pressostato
  • Evita scoppi e dovrebbe essere sempre presente su una stufa di qualità venduta ad un prezzo elevato.

Incentivi e detrazioni fiscali stufe a pellet

Come tutti gli apparecchi e gli impianti funzionali al risparmio energetico o alla produzione di energia rinnovabile, anche le stufe a pellet possono accedere al sistema di incentivi e detrazioni fiscali previsti dalla Legge di Bilancio 2019. A tale scopo, vi invitiamo alla lettura dei nostri articoli sul Conto Termico 2.0, che prevede l'erogazione di incentivi sull'acquisto delle stufe a pellet. Anche se i due sistemi non sono cumulabili, è bene precisare, vi invitiamo alla lettura dell'articolo sugli Ecobonus 2019 risparmio energetico, che prevedono detrazioni fiscali spalmabili su un periodo di 10 anni. La scelta della soluzione migliore, incentivi o detrazioni fiscali, dipende da tutta una serie di fattori che analizziamo negli articoli linkati.

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