Caldaia a condensazione - Funzionamento e vantaggi

Il costo, per tante famiglie, per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, impatta in modo a dir poco significativo sul badget a disposizione, insomma sullo stipendio. A questo bisogna aggiungere le problematiche ambientali, con le caldaie che vengono indicate come le maggiori responsabili dell'inquinamento nelle grandi città e non solo. Fortunatamente, però, lo sviluppo tecnologico ci viene in soccorso e consente di sviluppare tecnologie e materiali, come nel caso delle caldaie a condensazione, che permettono un miglior rendimento dei prodotti utilizzati per il riscaldamento e la produzione di acqua calda ad uso domestico, quindi un importante risparmio energetico, impattando sugli sprechi e magari riutilizzandoli per ottenere una resa maggiore a parità di consumi, come vedremo nel corso dell'articolo. Bene, vediamo una sintesi degli argomenti

Ecobonus 2018 e Conto Termico 2.0

La convenienza di una caldaia a condensazione, del resto ormai obbligatoria, è resa ancora più importante da una significativa politica di incentivi e detrazioni fiscali che, fortunatamente, è stata confermata anche per il 2018 nella recente Legge di Bilancio, come vedremo più avanti. Per chi vuole approfondire il discorso incentivi e detrazioni fiscali per chi effettua lavori che portano ad un maggior risparmio energetico consigliamo la nostra guida agli Ecobonus, ma anche le novità per il 2018 del Conto Termico 2.0, che può essere approfondito in questo articolo. Appare chiara, quindi, l'esigenza, per chi ha bisogno di sostituire la vecchia caldaia tradizionale con una di nuova generazione a condensazione, di conoscere l'argomento, in modo da fare la scelta migliore in funzione delle proprie necessità, di conoscere i pro e i contro, i vantaggi e gli svantaggi di una tale scelta e quanto si risparmia effettivamente. Vediamo quindi quali sono gli argomenti principali che affronteremo in quest'articolo.

  • Come funziona una caldaia a condensazione
  • Convenienza e vantaggi
  • Confronto con una caldaia tradizionale ed una a pompa di calore
  • Come scegliere la migliore
  • Installazione e normativa
  • Detrazioni fiscali ed incentivi 2018

Funzionamento di una caldaia a condensazione

Ora, non abbiamo certo intenzione di fare un trattato tecnico complesso ed articolato, ma cerchiamo di sintetizzare brevemente come funzionano e cosa sono le caldaie a condensazione.

Il vantaggio di sfruttare il calore latente

Una caldaia a condensazione ricicla il vapore acqueo derivato dalla combustione, che normalmente viene semplicemente espulso. Questo vapore, però, si può sfruttare, invece di sprecarlo. Il risultato è quindi un maggior rendimento, a parità di consumo energetico, per il riscaldamento della propria abitazione e per la produzione di acqua calda, ma anche un minor impatto ambientale, naturalmente. Lo sfruttamento del calore latente rappresenta infatti un'importante innovazione e produce un notevole risparmio energetico e quindi minori costi di gestione. L'impatto dell'uso di una caldaia a condensazione sulla bolletta del gas, il combustibile maggiormente utilizzato per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda, può essere veramente importante, fino ad arrivare ad un risparmio anche del 40%. La sostituzione della vecchia caldaia tradizionale con una a condensazione comporta certamente un vantaggio importante dal punto di vista dei costi di gestione della propria abitazione, questo è innegabile. Nell'immagine che segue possiamo vedere il principio di funzionamento di una caldaia a condensazione. Il vapore acqueo generato dalla combustione del gas viene condensato in appositi scambiatori di calore, libera energia termica e quest'ultima rientra nel ciclo di produzione dell'acqua calda, invece di essere dispersa nell'atmosfera come avviene con una caldaia tradizionale, ottenendo quindi un rendimento nettamente maggiore.

Schema che mostra il ciclo di funzionamento di una caldaia a condensazione e come è fatta.

La caldaia a condensazione anche in casa

La tecnica della condensazione permette di sfruttare meglio il combustibile utilizzato, in genere il gas, migliorando quindi il rendimento energetico della caldaia, assorbendo il calore prodotto dal suo funzionamento, che invece andrebbe perso, trasferendolo all'acqua. Fino a qualche tempo fa quest'operazione, apparentemente semplice e banale, non era possibile, in quanto il vapore presente nei gas di combustione era ricco di composti chimici, come vari tipi di acidi, che tendevano ad aggredire e rovinare i metalli di cui sono composti i componenti delle caldaie. Grazie alla ricerca, in particolare allo sviluppo delle tecnologie sui materiali e all'abbattimento dei costi relativi ai processi industriali per ottenerli, si è resa possibile la realizzazione di caldaie a condensazione da utilizzare anche in ambito domestico e non solo industriale, come accadeva in passato.

Tradizionale, a condensazione o a pompa di calore

Dopo aver visto come funziona una caldaia a condensazione, confrontiamola con i due sistemi alternativi: quello tradizionale e quello a pompa di calore.

I vantaggi rispetto alla caldaia tradizionale

Preso atto che ormai i commercianti, per legge, non possono più vendere caldaie di vecchia generazione, comunque ancora disponibili sul mercato dell'usato, vediamo un'immagine che mostra in modo schematico perchè una caldaia a condensazione è decisamente più conveniente di una di tipo tradizionale.

Confronto tra caldaia tradizionale e a condensazione.

Come possiamo vedere la resa energetica del sistema a condensazione è decisamente più elevata, proprio grazie al riciclo e quindi allo sfruttamento del calore latente, quello generato dalla combustione del gas e che invece nelle caldaie tradizionali viene disperso. Insomma, se mettiamo assieme il maggior rendimento generato, quindi il minor consumo a parità di calore prodotto e un minor costo delle bollette, e la detrazione fiscale del 65% di cui parleremo in seguito, diventa veramente difficile rinunciare ad un'occasione del genere.

A condensazione o a pompa di calore

Negli ultimi anni sta prendendo piede, anche in ambito domestico, il sistema a pompa di calore che, oltre ad un notevole risparmio energetico, ha il vantaggio di poter essere sfruttato anche per il condizionamento durante i mesi estivi, non solo per il riscaldamento e la produzione di acqua calda. La possibilità di scaricare sulla bolletta del gas, invece che su quella elettrica, il costo per l'aria condizionata è un vantaggio non da poco e che premia decisamente una soluzione di questo tipo. Va detto però che non è tutto oro quello che luccica! I problemi infatti, dal punto di vista di un'abitazione residenziale, non sono pochi. Rispetto ad una caldaia a condensazione il sistema a pompa di calore presenta i seguenti svantaggi.

  • Costo della caldaia più elevato
  • Rumorosità di funzionamento
  • Installazione più problematica

Come vediamo gli svantaggi di una caldaia a pompa di calore rispetto ad una a condensazione sono piuttosto importanti. Se in ambito industriale il costo di acquisto più elevato, il rumore generato e la necessità di spazi più ampi per l'installazione non sono un problema, in ambito residenziale le cose sono diverse. Allo stato attuale, a meno di voler fare un investimento a lungo termine, la caldaia a condensazione è certamente una soluzione più adeguata rispetto a quella a pompa di calore. Va detto che, naturalmente, anche quest'ultima soluzione gode di detrazioni fiscali e incentivi, a seconda che si scelgano gli Ecobonus o il Conto Termico 2.0.

Come scegliere la caldaia migliore

Stabiliamo subito che con il termine migliore non intendiamo di per sé la caldaia più valida in assoluto, ma quella più idonea alle proprie esigenze, che, naturalmente, possono essere molto differenziate, dipendendo questo fattore da tanti elementi diversi. Tra le variabili più importanti troviamo ovviamente il numero di ambienti da riscaldare e quanti sono i componenti della famiglia, da cui dipende il fabbisogno di acqua calda. A questo discorso vanno aggiunte le valutazioni sul rapporto qualità/prezzo, che valgono però per ogni prodotto sul mercato, non solo per le caldaie a condensazione. Esistono comunque delle caratteristiche tecniche che ci possono aiutare a scegliere una caldaia comunque di qualità, fattore importantissimo per diminuire i costi di gestione, che altrimenti andrebbero ad inficiare la convenienza economica di passare ad un sistema a condensazione sostituendo la vecchia caldaia per il riscaldamento e la produzione di acqua calda.

Le due caratteristiche più importanti

Fondamentalmente nelle valutazioni che si possono fare su quale sia la caldaia migliore da scegliere possiamo individuare due "contesti principali" su cui fare le nostre riflessioni e considerazioni: la componentistica relativa alla sezione idraulica e meccanica e la parte elettronica, fondamentale per il buon rendimento di una caldaia a condensazione e per l'ottimizzazione dei consumi. Vediamo il discorso in dettaglio.

Componentistica idraulica e meccanica

Come per qualunque altro prodotto, la cosa è banale, i componenti non sono tutti uguali e si differenziano sia per i materiali utilizzati che per capienze, capacità e altre caratteristiche importanti, che possono veramente rendere un prodotto migliore o peggiore di altri a parità di prezzo d'acquisto. Insomma, non limitiamoci all'aspetto esterno, ma valutiamo, con internet è facile, le caratteristiche costruttive che il produttore specifica sempre quando sa che la cosa è un valore aggiunto del suo prodotto. Vediamo la lista dei componenti di una caldaia a condensazione a cui fare maggiormente attenzione se si vuole un prodotto di ultima generazione efficiente e conveniente.

  • Materiale e grandezza dello scambiatore di calore
  • Il materiale utilizzato risulta particolarmente significativo, come è ovvio, in un'ottica di ciclo di vita della caldaia, mentre la grandezza dello scambiatore di calore impatta sull'efficienza e quindi sul rendimento energetico.

  • Capienza del vaso di espansione
  • Ampiezza del range di modulazione
  • Caratteristiche meccaniche del bruciatore
  • Sistema di dosaggio del combustibile
  • Anche queste ultime voci determinano una maggiore o minore durata di vita ed efficienza della caldaia.

Elettronica

L'elettronica governa la parte meccanica della caldaia, va da sé l'importanza di questa parte della componentistica, decisiva per il rendimento termico e l'efficienza energetica. Rientrano in questa categoria le funzioni di programmazione e di automatismo, così come di controllo a distanza. Insomma, la presenza o meno di funzioni veramente utili, attenzione al marketing di cose inutili ma costose, può rendere due caldaie a condensazione uguali dal punto di vista meccanico ma molto diverse tra loro, se parliamo di efficienza e quindi risparmio economico per il riscaldamento e la produzione di acqua calda.

Quanto dura una caldaia a condensazione

Per quanto detto precedentemente, è chiaro che non si può stabilire in assoluto il ciclo di vita di una caldaia a condensazione, stimabile comunque intorno ai 15 anni. Ma tutto dipende dalla qualità della componentistica ed ovviamente anche da un'attenta manutenzione. Considerate che, nel caso in cui abbiate bisogno di sostituire un pezzo su una caldaia a condensazione, non potete usufruire degli incentivi o delle detrazioni fiscali, utilizzabili solo per l'acquisto di una nuova macchina in sostituzione di quella vecchia.

Costi

Dire quanto costa una caldaia a condensazione non è una cosa facile, in quanto esistono tanti modelli diversi, sia per potenza che per qualità. Negli ultimi anni comunque i prezzi sono scesi parecchio ed oggi l'acquisto di una caldaia da 20 kW, quindi un modello base, richiede un esborso di circa 1.000 euro, almeno allo stato attuale (ci riferiamo al momento in cui è stato scritto questo articolo). Per una caldaia a condensazione di circa 30 kW il costo si aggira invece sui 1.500/1.600 euro. Ovviamente si può salire di prezzo per modelli con maggiori potenze o dotati di funzioni accessorie che però possono fare la differenza, in quanto permettono di gestire il funzionamento della caldaia con maggiore efficienza. Naturalmente vanno aggiunti i costi di installazione, che in genere si aggirano sui 300/400 euro (compreso lo smaltimento della vecchia caldaia).

Installazione caldaia a condensazione

Prima di passare a vedere quali sono gli incentivi e le detrazioni fiscali disponibili per il 2018 diamo uno sguardo alle problematiche e alle normative relative all'installazione di una caldaia a condensazione in ambito domestico.

Normativa UNI 11071

La legislazione relativa al montaggio e all'installazione di caldaie a condensazione è regolata dalla norma UNI 11071:
"Criteri di progettazione, d'installazione, di messa in servizio e di manutenzione degli impianti domestici e similari che utilizzano gas combustibili, asserviti ad apparecchi a condensazione ed affini di portata termica nominale non maggiore di 35 kW".
Vediamo una sintesi, approfondiremo poi il discorso, su cosa stabilito nella normativa riguardo alla gestione dello smaltimento della condensa e dei fumi di scarico, in modo da decidere come installare la propria caldaia a condensazione.

Impianti di smaltimento

La normativa al riguardo stabilisce due condizioni riguardo all'eliminazione della condensa generata dalla caldaia.

  • Proveniente dalla caldaia
  • Proveniente dal sistema di scarico dei fumi

Scarico

Nella norma UNI 11071 viene specificato che "le caldaie con potenza al focolare inferiore a 35 kW", quindi quelle ad uso domestico, possono scaricare la condensa direttamente nella rete fognaria senza la necessità di neutralizzare l'acidità dei fumi. Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono le soluzioni comunemente adottate per lo scarico dei fumi e della condensa.

Installazione all'interno o all'esterno

Nel momento in cui si sceglie di sostituire la vecchia caldaia la prima scelta da fare è quella di decidere dove installare la nuova caldaia a condensazione, naturalmente a condizione di poter scegliere, quindi di avere lo spazio necessario per poter effettuare l'installazione preferita. In genere la soluzione migliore è quella di installare la caldaia all'esterno, soprattutto per una questione di dimensioni, anche se va detto che negli ultimi anni sono state rese disponibili caldaie a condensazione di piccole dimensioni rispetto agli anni passati. A questo va aggiunto che in genere le caldaie tradizionali a gas vengono installate all'esterno, di solito sul balcone, quindi se non si vuole fare un costoso lavoro di adeguamento delle tubature la scelta dell'installazione all'esterno è quella più ovvia. Un altro fattore che va considerato è quello della struttura della caldaia. Quelle pensate per interno non sono adatte ad essere esposte ad intemperie e temperature basse, quindi attenzione quando scegliete il prodotto da acquistare. Se l'intenzione è quella di installare la caldaia a condensazione all'esterno, questa deve essere predisposta allo scopo, pena una importante diminuzione del ciclo di vita della caldaia. Un'alternativa può essere quella di installare all'esterno una macchina pensata per essere montata all'interno dell'abitazione, ma proteggendola con un mobile o qualcosa del genere, anche se così facendo non si risolve il problema delle basse temperature, insomma la soluzione di adottare una protezione non è proprio l'ideale.

I fumi di scarico

Quando si installa una caldaia a condensazione ci sono tre diverse opportunità per quanto riguarda la gestione dei fumi di scarico:

  • Con canna fumaria
  • Scarico a tetto
  • Scarico laterale a parete

Ognuna di queste tre soluzioni è più o meno adatta alle diverse tipologie di abitazioni, con o senza canna fumaria. Diamo un'occhiata alle diverse opzioni disponibili per la gestione dello scarico dei fumi di una caldaia a condensazione.

Utilizzo della canna fumaria

Questa è in genere la soluzione più ovvia e maggiormente utilizzata quando si installa una caldaia a condensazione in un condominio, generalmente dotato di canna fumaria comune a tutte le abitazioni. Va tenuto conto, in questo caso, della maggiore acidità dei fumi generati dal funzionamento di caldaie di questo tipo e quindi della necessità di utilizzare canne fumarie idonee allo scopo. In genere, quando non esiste una predisposizione alla gestione dei fumi di una caldaia a condensazione, si usa rivestire la canna fumaria esistente con tubi in PVC, ma le soluzioni possono essere diverse ed ogni installatore saprà consigliare al meglio sul da farsi.

Scarico a tetto

Fondamentalmente si tratta della stessa situazione precedente, ma in questo caso i tubi per lo smaltimento dei fumi di scarico non sono condivisi con altri condomini, ma servono una sola abitazione. Naturalmente le problematiche legate all'acidità dei fumi generati dal sistema a condensazione sono le stesse del caso precedente e vanno gestite con materiali idonei allo scopo.

Scarico laterale a parete (senza canna fumaria)

L'ultima soluzione per lo scarico dei fumi è destinata a situazioni particolari dove è impossibile gestire lo scarico secondo i due sistemi precedentemente elencati. In genere una soluzione di questo tipo è destinata ai centri storici, dove è impossibile installare camini per lo smaltimento dei fumi, oppure quando proprio non si può fare diversamente dal punto di vista tecnico. In questi casi chi effettua il lavoro deve dimostrare che non ci sono alternative e quindi chiedere l'autorizzazione necessaria (Legge n° 90/2103). Va comunque tenuto conto che solo le caldaie a condensazione di classe 4 o 5 possono utilizzare uno scarico a parete senza la canna fumaria.

Scarico della condensa

Come abbiamo visto precedentemente, la normativa attuale permette di scaricare il vapore condensato direttamente nella rete fognaria. Va detto che anche in questo caso abbiamo una forte dose di acidità ed è lecito aspettarsi entro poco tempo l'obbligo per legge di installare assieme alla caldaia un neutralizzatore di acidi, prima di riversare il tutto nella rete fognaria. Allo stato attuale nelle fogne sono presenti dei detersivi basici che neutralizzano gli acidi provenienti dalle caldaie a condensazione, e non solo, ma con il passare del tempo e con la diffusione sempre maggiore di soluzioni di questo tipo è ovvio che sarà necessario intervenire sul problema alla fonte, quindi all'obbligo di installare sistemi che neutralizzano gli acidi di cui è ricca la condensa emessa dalle caldaie di nuova generazione.

Detrazioni Irpef ed incentivi

Le agevolazioni fiscali e gli incentivi per chi acquista una caldaia a condensazione, in sostituzione di una vecchia caldaia tradizionale, sono state estese per tutto il 2018 dalla Legge di Bilancio, ma con alcune differenze rispetto agli anni passati. Fondamentalmente, esistono tre soluzioni possibili, che andremo ad elencare a breve. Per chi vuole saperne di più sull'argomento vi consigliamo l'articolo di approfondimento sulle detrazioni fiscali 2018 caldaie a condensazione, dove spieghiamo in dettaglio come scaricare dall'Irpef la spesa sostenuta, ma anche la nostra guida all'Irpef, con l'elenco di tutti gli oneri e le spese deducibili. Aggiungiamo anche la guida alla fatturazione, con la spiegazione dettagliata dei dati che vanno inseriti all'interno della fattura di un bene o di un servizio per cui si può ottenere una agevolazione fiscale. Bene, vediamo come detrarre dalle tasse la spesa sostenuta per la sostituzione della vecchia caldaia con una di nuova generazione a condensazione e quale detrazione o incentivo è meglio utilizzare.

  • Ristrutturazione (bonus mobili)
  • Si può detrarre dall'Irpef il 50% della spesa sostenuta per la ristrutturazione di edifici e ambienti abitativi, con un tetto massimo di 96.000 euro. Benchè in quest'ambito rientrino anche gli acquisti e le installazioni di nuove caldaie per il riscaldamento e la produzione di acqua calda, considerati manutenzione degli edifici, in effetti la detrazione più utilizzata in generale non è quella relativa alle ristrutturazioni, ma la successiva.

  • Ecobonus 2018
  • Il contribuente può detrarre dall'Irpef il 65% della spesa sostenuta per l'acquisto di una caldaia a condensazione. Nella detrazione sono compresi anche i costi per l'installazione e lo smaltimento della vecchia caldaia. In questo caso l'ammontare massimo dell'incentivo corrisponde a 30.000 euro. Con la Legge di Bilancio però sono state apportate delle modifiche. In pratica, ma vi consigliamo l'articolo di approfondimento linkato in precedenza per tutte le informazioni dettagliate, lo sconto Irpef del 65% si può ottenere solo se contemporaneamente si installa un sistema di termoregolazione, come ad esempio valvole termostatiche. Se si procede solo alla sostituzione della vecchia caldaia con una nuova a condensazione di classe A, ma senza l'installazione di valvole termostatiche o di altri sistemi di termoregolazione, allora la detrazione Irpef scende al 50%.

  • Conto Termico 2.0 GSE
  • In effetti l'argomento è piuttosto dibattuto, nel senso che per alcuni l'installazione di una caldaia a condensazione gode degli incentivi del Conto Termico, per altri no. Attenzione, parliamo di incentivi, non di detrazioni fiscali. In effetti però la certificazione dei lavori richiesta dal Conto Termico 2018 è piuttosto complessa e laboriosa, tanto da generare l'impressione che lo Stato preferisca alla lunga il sistema delle detrazioni fiscali (che spalma su 10 anni), piuttosto che tirar fuori i soldi. Insomma, alla fine dei conti l'Ecobonus 2018 è in effetti il sistema migliore per rientrare dalla spesa sostenuta con un risparmio sul pagamento delle tasse, ma a condizione di installare anche un sistema di termoregolazione, come le valvole termostatiche, che porta la detrazione Irpef al 65%.

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