Fiscalità startup nel regime forfettario

Per una volta meno tasse

Tra le agevolazioni previste dal regime forfettario 2020 e 2021 spicca lo sconto fiscale applicato alle nuove attività, con un importante sconto contributivo per chi avvia una startup. In questo caso, per i primi 5 anni, si paga un'imposta del 5%, invece del 15%. Un modo per mettere in condizione chi avvia un'attività di stabilizzarsi e crescere. Certo, rimane il problema della eccessiva tassazione sul lavoro applicata nel nostro paese, ma la misura è importante e utile, non nascondiamocelo.

La novità

Come molti lettori sapranno, il regime forfettario 2020/2021 può essere richiesto sia da soggetti che hanno già avviato un'attività che da nuovi contribuenti. Naturalmente bisogna essere in possesso di determinati requisiti che abbiamo spiegato nell'articolo linkato. In una prima istanza, con la Legge di Stabilità del 2015, si era stabilito che chi avviava una startup, una nuova attività, ricevesse un'ulteriore agevolazione fiscale, vale a dire un'imposta del 15% per i primi 3 anni di esercizio da applicare sul reddito imponibile diminuito di 1/3. La Legge di Stabilità del 2016 ha apportato un'importante modifica alla fiscalità applicata alle startup che aderisco al regime forfettario: per i primi 5 anni si paga una tassazione del 5%. Per chi comincia un'attività può essere un aiuto importante alla crescita, altrimenti strozzata da tasse che subito raggiungono livelli insostenibili, soprattutto per chi ha un piccolo volume d'affari.

Requisiti

Bene, vediamo quali sono i requisiti necessari per poter accedere alla tassazione agevolata 2020 e 2021 del 5% per chi avvia una startup e aderisce al regime forfettario. Attenzione, stiamo parlando solo della fiscalità agevolata al 5%, non del regime forfetario, che richiede la presenza di requisiti specifici come abbiamo spiegato nell'articolo linkato precedentemente.

  • Attività precedente
  • Per poter usufruire della fiscalità agevolata del 5% prevista per le startup dal regime forfetario 2020 e 2021 è necessario che il contribuente sia effettivamente un nuovo contribuente. Nei precedenti 3 anni all'apertura della startup non bisogna aver effettuato nessuna attività d'impresa, anche a carattere familiare o in forma associata.

  • Nessuna prosecuzione
  • La nuova attività non può essere una prosecuzione di attività svolta precedentemente come lavoratore autonomo o dipendente. Questa regola non vale nel caso in cui si sia svolta la stessa attività come periodo di pratica, che è obbligatoria, per l'esercizio della professione.

  • Prosecuzione di attività di altro soggetto
  • In questo caso la quota di ricavi e compensi che sono stati conseguiti nel periodo di imposta precedente, non deve aver superato i limiti previsti dalla classificazione ATECO per l'attività specifica.

Una buona opportunità

Come abbiamo detto all'inizio, la riduzione delle imposte al 5% per le startup rappresenta un'ottima opportunità per avviare un'attività senza il peso di una tassazione che in Italia tende a soffocare il lavoro, ancora di più se pensiamo che con la Legge di Bilancio 2019 la soglia di accesso al regime fiscale forfettario agevolato è stata notevolmente elevata. Può essere una buona leva per lo sviluppo delle attività d'impresa in Italia, a condizione che l'impossibilità di scaricare l'Iva e di detrarre tante spese invece detraibili in un regime fiscale normale non si dimostri controproducente.

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