Regime forfettario, come si calcolano reddito e imposta

Le novità più significative sono qui

Tra le novità del nuovo regime forfettario le modalità di calcolo del reddito da assoggettare a tassazione sono certamente quelle più importanti e degne di attenzione. È proprio in quest'ambito che si concentrano le differenze sostanziali rispetto al vecchio regime dei minimi. Diventa naturalmente importante conoscere attentamente le modalità di calcolo, anche per evitare di incorrere in errori che agli occhi del fisco apparirebbero come furbate e non come semplici distrazioni.

La novità coefficiente di redditività

La più grande e importante differenza rispetto al regime dei minimi è rappresentata dalla presenza di una nuova variabile in gioco. Il reddito imponibile, quello su cui verrà applicata la tassazione relativa, viene determinato applicando un coefficiente di redditività ai compensi e ai ricavi realizzati nel periodo di imposta. Il suddetto coefficiente può essere ricavato dal codice ATECO sulla base dell'attività svolta. Una volta sottratti i contributi previdenziali regolarmente versati si otterrà il reddito su cui va applicata l'imposta sostitutiva del 15% come previsto dalla normativa sul regime forfettario. Ricordiamo che per chi avvia una nuova attività, una startup, esiste un'ulteriore agevolazione fiscale, come spiegato nell'articolo linkato, dove sono presenti anche le condizioni essenziali per poter accedere a questa ulteriore facilitazione fiscale.

Alcune precisazioni

Pur non essendo la materia in questione complessa come in altri contesti fiscali, vediamo brevemente una lista di alcuni punti che maggiormente potrebbero confondere coloro che hanno intenzione di aderire al regime forfetario che, va detto, i suoi vantaggi ce li ha, eccome.

  • Le spese non contano
  • Nel calcolo funzionale ad ottenere il reddito su cui verranno pagate le imposte, le spese sostenute nel periodo in oggetto non rivestono nessuna importanza. Questo anche nel caso in cui siano spese direttamente correlate all'attività svolta. Nella sostanza le uniche spese detraibili sono quelle sostenute per il pagamento dei contributi previdenziali.

  • Il principio di cassa
  • Ai fini del calcolo dei ricavi generati vanno considerati solo i ricavi o compensi effettivamente incassati durante il periodo di imposta. Questi sono gli unici elementi utili a stabilire le entrate della vostra attività. Tutto molto semplice, ma naturalmente non è possibile usufruire di agevolazioni e detrazioni come con un normale regime fiscale.

  • Sostituisce Irpef, Irap e altre imposte
  • Il regime forfettario prevede una tassazione fissa del 15% che va a sostituire l'Irpef, le varie addizionali regionali e comunali ed anche la terribile Irap, l'Imposta regionale sulle attività produttive che tante vittime ha fatto e continua a fare sulla sua strada (cliccate sul link se volete leggere la nostra guida all'Irap).

Il regime forfettario delle imprese familiari

Vediamo quali sono le decisioni del legislatore al riguardo.

Paga solo il titolare

Nel caso di un'impresa familiare l'imposta sostitutiva del 15% viene pagata solo dal titolare dell'impresa. Va notato però che il reddito su cui si calcola l'imposta è al lordo della distribuzione delle quote spettanti ai familiari, quindi viene calcolata precedentemente alla ripartizione dei ricavi, nella sostanza. Tutti i contributi previdenziali, quindi anche quelli dei componenti del nucleo familiare, sono deducibili.

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