Partita Iva. Apertura e funzionamento

Chiunque sia un soggetto fiscale, un contribuente per intenderci, deve essere riconoscibile agli occhi dell'Erario del proprio paese. Il numero di Partita Iva è appunto un codice di identificazione composto dalla sigla dello Stato in cui si è residenti, quindi IT per l'Italia, e da una sequenza che può essere numerica o alfanumerica, a seconda della nazione di appartenenza.

Cos'è la Partita Iva e come funziona

Come abbiamo detto si tratta di un codice che identifica in modo univoco un soggetto che svolge un'attività su cui è esercitabile l'imposizione fiscale, a partire dall'Imposta sul valore aggiunto, naturalmente. Prima di procedere e di vedere perché si apre una Partita Iva e a cosa serve, vi consigliamo la nostra guida all'Iva per avere tutte le informazioni su come funziona quella che è certamente l'imposta più importante e conosciuta.

I modelli per l'apertura

Bene, vediamo quando va aperta la Partita Iva, in pratica quando è obbligatoria ai fini dell'esercizio della propria attività. Al momento dell'apertura della posizione Iva il contribuente è tenuto a chiedere all'Agenzia delle Entrate il numero di Partita Iva. Per effettuare l'operazione ci si può recare presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, oltre che fare tutto online come vedremo fra un po', utilizzando tre modelli per completare la parte burocratica: il modello AA9/11 per le ditte individuali e persone fisiche, quello AA7/10 per le società e tutti i soggetti diversi dalle persone fisiche ed infine il modello ANR3 per soggetti non residenti in Italia.

Quando è obbligatoria

Fondamentalmente tutti coloro che avviano un'attività, compresi coloro che risultano non residenti sul territorio nazionale ma che hanno un'organizzazione stabile in Italia, devono obbligatoriamente aprire una Partita Iva. Vediamo quando va necessariamente aperta a seconda dell'attività svolta, in pratica quali sono le categorie professionali e di impresa che devono necessariamente adempiere a questo adempimento contabile e fiscale.

  • Società d'impresa
  • Liberi professionisti
  • Lavoratori autonomi
  • Arte
  • Iscritti al Albo professionale (avvocati, commercialisti, etc.)

Quanto tempo ci vuole per aprirla

Ormai i tempi sono velocissimi, soprattutto se ci si reca direttamente all'Agenzia delle Entrate. Se vogliamo la cosa ormai è in tempo reale, una volta compilato il modulo specifico per il tipo di attività che si vuole svolgere il grosso è fatto. Un tempo era necessaria una trafila burocratica più impegnativa, ma oggi con la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione tutto è molto più veloce e facile. Del resto quello che interessa allo Stato è il pagamento delle tasse, non certo di mettere i bastoni fra le ruote a chi vuole avviare un'attività!

Partita Iva ordinaria, forfettaria e semplificata

Per l'apertura ci sono fondamentalmente una serie di opportunità che vengono incontro alle varie esigenze, alcune più comode altre meno, ma va detto che l'operazione non comporta problematiche particolari. Prima di vedere come si apre una Partita Iva nel 2019 preannunciamo che più avanti parleremo anche dei costi, sia di apertura che di gestione, con questi ultimi che la fanno da padrone va detto. Bene, vediamo dove aprire una Partita Iva e quale scegliere per l'attività che andremo a svolgere.

  • Presso l'Agenzia delle Entrate
  • Il primo metodo per l'apertura di una Partita Iva è quello di recarsi fisicamente presso l'Agenzia delle Entrate e consegnare il modulo apposito di cui abbiamo parlato precedentemente. Ricordatevi, come è ovvio, di portare con voi un documento di identità in corso di validità.

  • Invio di una raccomandata
  • Alternativamente si può inviare, sempre all'Agenzia delle Entrate, una raccomandata con ricevuta di ritorno a cui è necessario allegare il modulo scaricato dal sito dell'Agenzia e una copia del documento di identità. Fate attenzione a compilare il modulo in ogni sua parte.

  • Come aprire Partita Iva online
  • Per effettuare questa operazione, certo la più comoda, bisogna collegarsi al sito internet dell'Agenzia delle entrate, scaricare il modulo, compilarlo e quindi inviarlo come allegato al modulo dei dati richiesti. Per effettuare queste operazioni è necessario essere in possesso di una casella di posta certificata (PEC) e poter apporre la firma digitale con la quale certificare la propria identità.

Pro e contro

Ognuno dei metodi visti precedentemente ha i suoi vantaggi e svantaggi. Ovviamente la soluzione online è la più comoda, ma va fatta una considerazione su quale Partita Iva conviene aprire, poiché esistono vari tipi di attività e soprattutto di regimi contabili.

  • Il codice ATECO
  • Quando si avvia un'attività va scelto il cosiddetto codice ATECO, un numero specifico dell'attività che si intende svolgere. Se avete già le idee chiare al riguardo, allora non ci sono problemi. Se invece non siete sicuri, l'aiuto di un funzionario può essere fondamentale e quindi recarsi presso l'Agenzia delle Entrate è la scelta più intelligente.

  • Il regime fiscale
  • Una delle prime operazioni da svolgere, assolutamente fondamentale come è ovvio, è quella di scegliere il regime fiscale e contabile a cui si vuole aderire. Se non viene indicato nulla al riguardo, allora verrà adottato quello ordinario, ma esistono altre due alternative. La prima è quella del regime forfettario, vedremo più avanti come aprire Partita Iva agevolata, mentre la seconda alternativa è quella della contabilità semplificata. Anche da questo punto di vista è bene avere le idee chiare, quindi vediamo una sintesi delle due opzioni, rimandandovi agli articoli di approfondimento che linkeremo per chi ne volesse sapere di più.

Il regime forfettario 2019

Se si rientra entro un certo livello di fatturato annuo, si può aprire Partita Iva con il nuovo regime forfettario agevolato, che sostituisce il vecchio regime dei minimi. Elenchiamo brevemente quali sono i vantaggi principali di questa opzione rimandandovi all'articolo di approfondimento per maggiori dettagli.

  • Irpef
  • Viene stabilita un'aliquota Irpef forfettaria del 15%, senza limiti di tempo, a differenza di quanto avveniva con il regime dei minimi. Vanno aggiunti però i contributi Inps e bisogna inoltre considerare l'impossibilità di godere di detrazioni e deduzioni. L'unica cosa che si può detrarre dalla base imponibile sono proprio i contributi Inps.

  • Fattura e ricevuta fiscale senza Iva
  • Il regime forfettario non paga Iva, che però naturalmente non può essere scaricata. In pratica se aderite a questo sistema e comprate un'automobile, non potete scarica l'Imposta sul valore aggiunto, giusto per fare un esempio. Quindi quando fate la fattura non dovete addebitare l'Iva al vostro cliente. Ovviamente la stessa cosa vale nel caso in cui possiate emettere semplicemente ricevuta fiscale. Per l'elenco di tutte le agevolazioni previste vi rimandiamo all'articolo sulle semplificazioni fiscali e contabili nel regime forfettario. Se invece volete sapere come si calcola l'imponibile in questo sistema fiscale agevolato, quindi il valore dell'Irpef da pagare e quali sono le uniche detrazioni possibili, allora vi consigliamo di leggere l'articolo sulla determinazione del reddito nel regime forfettario (la vera novità è l'introduzione di un coefficiente di redditività).

  • Innovazione startup
  • Una bella iniziativa, una volta tanto, è legata all'apertura di una startup, vale a dire di una nuova impresa, adesso facilitata con una tassazione Irpef agevolata al 5% e per la durata di ben 5 anni, a condizione ovviamente di non sforare la soglia ricavi compensi prevista nel regime forfettario.

La contabilità semplificata

Se non si rientra nei limiti di reddito necessari per aderire al regime forfettario, si può godere di un'altra agevolazione: la contabilità semplificata. Questo particolare sistema agevolato permette un notevole abbattimento della burocrazia contabile, soprattutto nella tenuta dei registri. Ricordiamo, ma lo potete leggere nell'articolo di approfondimento, che adesso la contabilità semplificata funziona secondo il principio di cassa e non di competenza come in passato. Per chiudere vediamo quali sono i limiti di fatturazione per aderire al sistema di contabilità semplificata:

  • Prestazioni di servizi: 400.000 euro
  • Cessione di beni: 700.000 euro

Come vediamo i limiti di fatturazione sono diversi a seconda che si svolga un'attività di cessione di beni o di erogazione di servizi. Esistono naturalmente tutta una serie di libri obbligatori ai fini della liquidazione dell'Iva, così come soggetti esclusi dalla possibilità di accedere alla contabilità semplificata.

Costi e tasse nel 2019

In genere quando si apre una Partita Iva per avviare un'attività ci si fanno subito alcune domande:

  • Quali sono i costi di apertura?
  • Quanto costa una Partita Iva all'anno?
  • Quando si pagano le tasse nel 2019?
  • Esistono spese fisse?
  • Quale Partita Iva costa meno?

Costi di apertura

Fondamentalmente non ci sono spese da sostenere per l'apertura di una Partita Iva, a condizione di fare tutto da soli, naturalmente. Se invece decidete di rivolgervi ad un commercialista, la cosa potrebbe costarvi diverse centinaia di euro. Esiste anche l'alternativa CAF (centri di assistenza fiscale), ma anche in questi casi ci sono degli oneri da sostenere che variano a seconda del centro a cui ci si rivolge.

Gli adempimenti fiscali e contabili

Quando si avvia un'attività in Italia ci si trova subito sommersi da una serie di tributi e di oneri contabili come in pochi altri paesi al mondo, purtroppo. Tra Irpef, Iva, Irap, tributi vari, regole sulla fatturazione e tenuta dei libri, non si contano gli impegni a cui un imprenditore, un professionista, un lavoratore autonomo e così via è sottoposto nell'arco di un anno solare. A questo riguardo abbiamo realizzato qualche tempo fa una guida ai principali adempimenti fiscali e contabili. Ovviamente la risposta a quanto si paga per la tenuta di una Partita Iva nel 2019 e quale costa meno è in effetti molto semplice: dipende dal reddito generato e dal regime fiscale a cui si riesce ad accedere. Con il regime forfettario l'agevolazione fiscale è importante, con quello ordinario le tasse si fanno molto importanti ed incidono in modo significativo sul reddito netto che chi svolge un'attività riesce a tirar fuori. Per quanto riguarda quando si pagano le tasse, in questo caso ci sono scadenze differenziate a seconda dei tributi e di tutta una serie di fattori. Nell'articolo sugli adempimenti fiscali e contabili troverete informazioni più dettagliate.

Il commercialista

Soprattutto con il regime ordinario non si può pensare di gestire da soli i libri contabili, che tra l'altro vanno vidimati. Fondamentalmente va affidata la contabilità ad un commercialista, i cui costi possono variare da caso a caso, naturalmente. Un altra spesa necessaria a gestire la Partita Iva è quella dell'iscrizione alla Camera di commercio, normalmente nell'ordine di circa 100 euro all'anno. Riguardo ai costi fissi va detto che se sono totalmente assenti per liberi professionisti e freelance, così non è per commercianti ed artigiani, anche in questo caso con variazioni che dipendono dal luogo di residenza. Detto questo, scommetto che vi sta balenando in mente una classica domanda: posso gestire da solo la Partita Iva? Nel caso di lavoro autonomo teoricamente è possibile, ma sappiate che in caso di errori pagherete sanzioni molto pesanti. All'Agenzia delle Entrate non si può dire: "scusate ho sbagliato, non sono esperto in contabilità"! A questo si aggiunge che, in presenza di molte operazioni, l'impegno risulterebbe molto gravoso ed inoltre sareste costretti a seguire costantemente tutte le modifiche alle normative che fioccano continuamente.

Inps

Fondamentalmente il costo più importante per chi apre una Partita Iva, almeno in fase iniziale, è quello per pagare i contributi Inps. La questione della gestione separata dei contributi Inps e in genere del calcolo di questo balzello costosissimo è argomento veramente complesso, in assoluto tra i più tortuosi in cui muoversi. Meglio rivolgersi ad un commercialista per avere informazioni adeguate e corrette, visto che anche su internet girano tante voci che potrebbero portare a commettere degli errori andando incontro a sanzioni piuttosto pesanti.

Come e quanto costa chiuderla

La Partite Iva inattive da almeno 3 anni vengono chiuse in automatico dall'Agenzia delle Entrate, senza applicare nessuna sanzione per "mancata presentazione della dichiarazione di cessazione attività", come invece previsto in passato con una multa che poteva andare da 500 a 2.000 euro. La procedura normale per la chiusura di una Partita Iva prevede invece che il titolare dell'attività d'impresa è tenuto ad inviare all'Agenzia delle Entrate il modello AA9/12 per quanto riguarda le persone fisiche, oppure il modello AA7/10 per i contribuenti diversi dalle persone fisiche, vale a dire enti, società e associazioni. È necessario inoltre consegnare la "dichiarazione di cessazione attività" entro 30 giorni. L'unico costo richiesto per la chiusura è quello della marca da bollo di 17,50 euro, ma tutto questo solo se si risulta iscritti al registro delle imprese, in caso contrario non va sostenuta nessuna spesa.

Altre informazioni

Terminiamo la nostra guida all'apertura di una Partita Iva con alcune informazioni generali sull'argomento. Cominciamo da vantaggi e svantaggi.

Pro e contro

Nella sostanza, se vogliamo, potremmo dire che domande del tipo: mi conviene aprire una Partita Iva? oppure: quando devo aprirla? non hanno senso. Se si realizza un reddito, in genere da una soglia minima di 5,000 euro, va aperta e basta. Punto. Possiamo fare una serie di considerazioni piuttosto banali se vogliamo.

Vantaggi (perché serve la Partita Iva)

  • Non siete evasori fiscali
  • Aprire una Partita Iva mette al sicuro da controlli dell'Agenzia delle Entrate contro l'evasione fiscale. Negli ultimi anni il fisco si è fatto più pressante nei confronti di chi evade, come dimostrato da sistemi come Serpico, il cervellone dell'Agenzia delle Entrate che raccoglie i dati provenienti dal vostro conto corrente, con tanto di collaborazione di molti Comuni italiani (bollette e tributi vari come certificazione di risorse disponibili o per dimostrazione di residenze fittizie all'estero). Ma c'è anche il redditometro, la super anagrafe tributaria che valuta la congruenza delle spese sostenute (praticamente lo stile di vita) con il reddito dichiarato o addirittura se non si risulta possessori di un reddito.

  • Reddito disponibile
  • Poter dichiarare un reddito permette di accedere ad un prestito o ad un mutuo, altrimenti impossibile senza delle risorse a disposizione.

  • Iva
  • L'Imposta sul valore aggiunto la paga il consumatore finale. Avere una Partita Iva significa poter scaricare il valore di questa imposta, tranne se aderite al regime forfettario che, come abbiamo detto in precedenza, impone di fatturare senza Iva e quindi non prevede il diritto alla rivalsa.

  • Pubblicizzazione della propria attività
  • È evidente che senza una Partita Iva diventa difficile, se non impossibile, pubblicizzare la propria attività verso clienti e potenziali committenti. L'alternativa può essere il lavoro occasionale, di cui parleremo in un prossimo articolo, che funziona con il sistema della ritenuta d'acconto, ma questo è possibile solo se l'attività avviene per brevi periodi e sotto una soglia di reddito di 5.000 euro all'anno.

Svantaggi

Banalmente, gli unici due svantaggi di aprire una Partita Iva sono la massa di tasse a cui si è immediatamente assoggettati, soprattutto nel regime ordinario, e il numero elevatissimo di adempimento contabili, tra l'altro spesso anche di difficile interpretazione. Il regime forfettario è una bella innovazione da questo punto di vista, anche se a guardar bene le cose l'assenza di detrazioni possibili, a partire dall'impossibilità di scaricare l'Iva, impatta non poco sul reddito che ci rimane in tasca una volta pagate le tasse dovute.

Altre informazioni

Vediamo adesso una serie di informazioni generali che possono venire incontro alle esigenze e particolarità di ognuno.

  • Chi ha Partita Iva può fare prestazioni occasionali?
  • Si, ma a condizione che la prestazione occasionale appartenga ad un ambito diverso da quello della professione che si svolge e per cui si ha una Partita Iva aperta. Se per esempio si è, professionalmente parlando, un ingegnere e allo stesso tempo si progetta un sito internet per un cliente, si può essere retribuiti per quest'ultimo come lavoro autonomo occasionale, a condizione naturalmente che non ci sia una continuità in questo tipo di occupazione.

  • Devo fare Unico o 730?
  • Chi ha Partita Iva deve fare l'Unico (adesso chiamato modello Redditi) e non il 730, destinato a lavoratori dipendenti, pensionati, soci di cooperative e produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d'imposta.

  • Chi ha Partita Iva è persona fisica o giuridica?
  • Le persone giuridiche sono le società di capitali, quindi S.R.L, S.P.A e così via, così come gli enti pubblici e simili. Un libero professionista o una ditta individuale sono una persona fisica.

  • Cos'è la Partita Iva comunitaria
  • Approfondiremo l'argomento successivamente, ma non parliamo altro che di uno status autorizzato ad operare, sia in entrata che in uscita, con l'estero, ma affinché questo sia possibile è necessario chiedere lo "status comunitario" all'atto dell'apertura della Partita Iva. Nel modello AA9 è presente un apposito riquadro, ma va detto che l'Agenzia delle Entrate può anche rifiutare questo status. Nel caso in cui venga accettato si verrà iscritti nel cosiddetto Registro Vies e quindi si potrà cominciare ad operare in ambito comunitario.

  • Indennità di disoccupazione
  • Chi ha una Partita Iva aperta ha diritto alla disoccupazione Nasti, ovviamente a condizione di rispettarne i requisiti necessari a farne richiesta, mentre i co.co.co. (coloro in possesso di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa), o i collaboratori a progetto, devono necessariamente chiuderla, anche se è "silente", vale a dire se non si percepisce nessun reddito di lavoro autonomo. Se invece si vuole aprire Partita Iva mentre si riceve l'indennità di disoccupazione, si può, ma a condizione di non superare il reddito di 4.800 euro l'anno. Nel caso in cui si superi questa soglia l'assegno di disoccupazione verrà ridotto sulla base del reddito previsto. Ovviamente va fatta comunicazione all'Inps sia dell'avvio dell'attività che del reddito che si prevede di realizzare (entro trenta giorni).

  • Voucher, contratto di prestazione occasionale e libretto famiglia
  • Una delle domande che più spesso viene posta agli esperti del settore è se chi ha Partita Iva può essere pagato con i voucher. Questo strumento di pagamento del lavoro occasionale e non continuativo è stato in effetti abolito dal 2018 e sostituito da altri due strumenti: il Libretto Famiglia e il Contratto di prestazione occasionale, quindi il problema non si pone più.

  • Familiari a carico
  • Chi ha Partita Iva può essere a carico di un altro familiare a condizione che non superi il reddito annuo di 2.840,51 euro. È quindi possibile in questo caso beneficiare delle relative detrazioni fiscali.

  • Lavoratori dipendenti e Partita Iva
  • In questo caso possono esserci due condizioni diverse. Un lavoratore dipendente può aprire Partita Iva ma a condizione che risulti assunto per un'azienda privata. Per i dipendenti pubblici la situazione è più complessa ed in genere è previsto un obbligo di esclusiva anche se esistono delle eccezioni. Allo stesso tempo chi ha Partita Iva può essere assunto da un'altra azienda. In entrambi i casi la cosa più complessa è decidere in quale modalità vanno versati i contributi Inps, cosa che non si può sintetizzare e che dipende da molti fattori diversi.

  • Sono pensionato, posso aprire Partita Iva?
  • A differenza di quanto avveniva in passato, adesso è possibile cumulare i redditi provenienti da trattamento pensionistico e da lavoro autonomo, ma naturalmente con regole ed eccezioni. Va detto però che sussistono ancora dei vincoli al riguardo per ciò che concerne le pensioni e gli assegni di invalidità, ma solo oltre una certa soglia di reddito percepito da lavoratore autonomo (con percentuali crescenti di decurtazione dell'assegno man mano che sale il valore del reddito).

  • Protestati e falliti
  • Chi ha subito un protesto o ha dichiarato fallimento può aprire una nuova Partita Iva, ma con diverse limitazioni relative all'utilizzo del proprio patrimonio nella nuova attività, stabilendo la legge una serie di atti di protezione verso i creditori.

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