La Tasi 2020 accorpata all'Imu

Il 1° gennaio 2020 è entrata in vigore la riforma che ha accorpato la Tasi all'Imu, eliminando una duplicazione nelle tasse sulla casa che contribuiva a rendere la vita particolarmente difficile ai contribuenti. Attenzione, a differenza di quanto affermato da alcuni, la Tasi non è stata abolita, ma semplicemente accorpata all'Imu. Chi si aspetta un risparmio da questa semplificazione si metta l'animo in pace. Il Coronavirus ha colpito duramente le casse dei Comuni, quindi non ci sarà altro che un aumento delle aliquote precedentemente stabilite per questo tributo, che le amministrazioni interessate potranno approvare entro il 31 luglio. Vedremo adesso come ha funzionato la Tasi fino alla fine del 2019, visto che il sistema di calcolo del costo di questa tassa rimane comunque identico, così come le esenzioni per la prima casa, quindi passeremo all'analisi delle novità alla luce dell'accorpamento con l'Imu. Tra le principali differenze, vedremo come l'inquilino adesso risulta completamente esentato dal pagamento dell'imposta sulla casa, quando dovuta, mentre prima della nuova Imu 2020 partecipava con una quota tra il 10 ed il 30% al pagamento della Tasi.

Che cos'è

Il tributo sui servizi comunali indivisibili, il significato di Tasi è infatti Tassa sui Servizi Indivisibili, raggruppa tutta una serie di attività, come possono essere la manutenzione delle strade, l'illuminazione pubblica, la cura degli spazi verdi e così via. Va detto che chi vuole capire se con la Tasi si paga di più o di meno dei tributi che la stessa va a raggruppare se ne può fare una ragione, almeno in molti casi. La cosa è poco comprensibile, ma del resto dipende molto dalle amministrazioni locali, che naturalmente possono agire in un modo o in un altro a seconda della loro situazione finanziaria. Comunque, vediamo di capire come funziona la Tasi, come si effettua il calcolo per capire quanto si deve pagare nel 2020 e quali sono le modalità di pagamento.

Chi la paga

Quando è stata istituita la Tasi nel 2014 si era stabilito che una quota tra il 10 ed il 30% del tributo doveva essere pagato dall'affittuario, ma la Legge di Stabilità 2016 ha cambiato le cose, quindi adesso l'inquilino non è più tenuto a pagare la Tasi se l'immobile in locazione viene utilizzato come abitazione principale. Diverso il discorso degli immobili di lusso, quindi categorie A1, A8 e A9. In questo caso anche l'affittuario paga la sua parte di Tasi.

Esenzioni dalla Tasi sulla prima casa

Dallo scorso anno, a differenza di quanto avveniva precedentemente, è prevista l'esenzione dal pagamento della Tasi per gli immobili di proprietà utilizzati come abitazione principale. Non godono però dell'esenzione i fabbricati appartenenti alle categorie A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli o palazzi di valore storico o artistico). Relativamente all'abitazione principale, esistono anche altre agevolazioni prima casa, soprattutto sotto forma di sconti e detrazioni fiscali, anche per mutui agevolati, di cui parliamo approfonditamente nell'articolo linkato. Per quanto riguarda gli inquilini in affitto, questi ultimi vengono esentati dal pagamento della Tasi se l'abitazione in affitto è quella in cui risiedono abitualmente, vale a dire se è la prima casa, mentre sono tenuti al pagamento dell'imposta i proprietari. L'esenzione dalla Tasi viene applicata anche agli immobili che ricadono nelle seguenti categorie:

  • Proprietà indivisa di cooperative edilizie e abitazione principale dei soci.
  • Alloggi sociali.
  • Dimore assegnate al coniuge dal giudice in caso di separazione o divorzio.
  • Immobili non locati appartenenti alle forze armate.
  • Appartengono ad anziani o disabili che si trovano in centri di cura o riabilitazione e non sono locati.
  • A differenza dell'Imu la Tasi non si applica ai terreni agricoli.
Ancora una tassa sulla casa. La Tasi raggruppa i servizi indivisibili.

Sgravi

Per alcune categorie di immobili sono previsti sgravi con percentuali diverse a seconda del caso specifico. Il comodato d'uso gratuito ad un parente di primo grado non comporta più l'assimilazione tra comodato e abitazione principale. Questo significa che l'immobile in questione non potrà godere dell'esenzione della Tasi ma potrà approfittare della prevista agevolazione del pagamento del 50% dell'aliquota prevista. Sono previste anche agevolazioni al 75%, nel caso di contratti in locazione, ma solo per le seguenti tipologie di immobile:

  • Immobili affittati a studenti universitari per periodi da 6 mesi a 3 anni.
  • Affitti con contratti agevolati della durata di 3 anni più 2 di rinnovo.
  • Contratti transitori con durata da 1 a 18 mesi.
  • Va specificato che in questo caso l'agevolazione è applicabile solo nei comuni dove la tassa è fissata dagli accordi territoriali.

Come si calcola la Tasi

Innanzitutto, come detto in precedenza, bisogna basare il calcolo di quanto dovuto sull'aliquota applicata dal Comune, che varia a seconda del tipo di immobile. La batosta, diciamolo subito, c'è tutta. Per quanto riguarda la prima casa si può arrivare fino ad un massimo del 3,3 per mille, addirittura fino all'11,4 per le seconde case, dove si deve versare anche l'Imu oltre alla Tasi. C'è poi la jungla delle detrazioni applicabili a seconda di tutta una pletora di casi speciali, come per esempio la situazione di coniugi separati, il comodato a parenti o gli alloggi sociali.

  • Tipologia e pertinenze
  • E' necessario innanzitutto assicurarsi di avere le idee chiare, tutti i dati nella sostanza, riguardo la tipologia dell'immobile e le eventuali pertinenze dell'abitazione principale, in modo da poter calcolare con precisione le detrazioni, se possibili. Parliamo quindi della categoria di pertinenza (C2, C6 o C7).

  • Rendita catastale per la rivalutazione
  • Questo è il punto più complesso. Il calcolo non è una delle cose più semplici che si possano immaginare, anzi, la cosa sembra decisa apposta per rendere tutto più difficile e complesso. Comunque, la rendita catastale espressa nella visura deve essere moltiplicata per il 5% e poi nuovamente per 160. Il dato ottenuto va a sua volta moltiplicato per l'aliquota decisa dal Comune ed infine va sottratto dal numero ottenuto il valore delle eventuali detrazioni, che possono essere determinate da numerosi fattori, come ad esempio la presenza o meno di figli, il numero degli occupanti, il reddito, i metri quadri, il quartiere in cui si trova l'immobile e così via.

  • Codici e modalità
  • Terminiamo con l'elenco dei codici tributo per il pagamento della Tasi:
    3958 per la prima casa, 3961 per tutti gli altri fabbricati, 3959 per gli immobili rurali ad uso cosiddetto strumentale, ed infine 3960 per le aree edificabili. Per quanto riguarda le modalità di pagamento della Tasi bisogna munirsi del modulo F24, o relativo bollettino postale, e recarsi ad uno sportello bancario o postale. Naturalmente è possibile anche completare il tutto attraverso internet per chi usa servizi di Home banking.

  • Ritardato pagamento
  • Nel caso in cui si provveda al saldo di quanto dovuto con un ritardo entro il 30° giorno dalla data di scadenza è prevista una sanzione del 3,75% più gli interessi legali dell'1% annuo.

La Tasi accorpata all'Imu

E veniamo alla novità del 2020, la Tassa sui Servizi Indivisibili accorpata nella tanto odiata Imu. Come abbiamo detto, per capire quanto costerà il tutto bisogna valutare l'aumento delle aliquote che i Comuni stabiliranno entro il 31 luglio. Ricordiamo che il termine ultimo per la presentazione della cosiddetta "dichiarazione Imu", per chi intende richiedere esenzioni, riduzioni, altre facilitazioni o semplicemente deve dichiarare variazioni relative all'immobile destinatario dell'imposta, è stato stabilito al 30 giugno dell'anno successivo. Per chi la presenta per la prima volta, presso l'ufficio tributi, vale ad oltranza, fino ad eventuali modifiche delle condizioni, che vanno successivamente dichiarate. Facciamo quindi un riassunto della situazione.

Aliquote Imu

Attualmente, il valore base è dell'8,6 per mille, che i Comuni potranno aumentare fino al 10,6 per mille. In effetti, le nuove norme stabiliscono la possibilità anche di diminuire l'aliquota, addirittura di azzerarla. Diventa difficile però pensare che in epoca Covid 19 tutto questo possa avvenire. Le casse delle amministrazioni comunali sono state infatti duramente colpite dal lockdown imposto al paese. Sicuramente assisteremo ad un aumento generalizzato di questo parametro fondamentale per il calcolo del costo dell'Imu, che adesso incorporerà anche la Tasi. Ricordiamo che, per quanto riguarda l'aliquota del 7,6 per mille relativa agli immobili a uso produttivo di categoria D, i Comuni non possono effettuare nessuna variazione, in quanto il gettito raccolto è di pertinenza dello Stato.

Scadenze 2020, pagamento e ravvedimento operoso

Vengono confermate le due date già previste, vale a dire il 16 giugno per l'acconto ed il 16 dicembre per il saldo. Il pagamento dell'Imu con l'accorpamento Tasi va effettuato con le modalità già stabilite in precedenza, quindi il modello F24, che si può presentare in banca, presso un qualunque ufficio postale o CAAF che sia, così come avvalendosi dei professionisti del settore o delle associazioni di categoria. Nel caso di ritardato pagamento, si può provvedere al dovuto avvalendosi dello strumento del ravvedimento operoso, di cui abbiamo parlato approfonditamente nell'articolo appena linkato, dove vediamo come funziona questo istituto e quali sono le sanzioni applicate e come si calcolano, i tempi validi entro i quali è possibile pagare tasse e imposte varie in ritardo, così come i codici tributo da utilizzare nella compilazione dei documenti necessari.

Nuova Imu - Quanto si paga

Per quanto riguarda il pagamento del 2020, il contribuente è tenuto a versare, come acconto di giugno, il 50% di Tasi e Imu dell'anno precedente, quindi il 2019. Tutto questo anche se il Comune di appartenenza non ha ancora stabilito le aliquote della nuova Imu. Per chi nel 2019 non possedeva nessun immobile è prevista la possibilità di versare l'intero ammontare dovuto della nuova Imu nella sola rata di dicembre, quindi tutto nel saldo, senza acconto di giugno.

Inquilini

L'abolizione della Tasi comporta un vantaggio per chi è in affitto, che adesso risulta completamente esentato dal pagamento del tributo, ed un peso in più per i proprietari. Con la Tasi, infatti, gli inquilini partecipavano con una quota dal 10 al 30% al pagamento di quest'imposta. La nuova Imu 2020 elimina la quota dell'inquilino ed obbliga il proprietario dell'immobile al pagamento dell'intero importo dell'imposta.

Esenzione prima casa

Così come per la Tasi, anche nella nuova Imu, che accorpa i due tributi, l'abitazione principale, la prima casa per intenderci, viene esentata dal pagamento di questa imposta. La condizione essenziale, però, è che non si tratti di un immobile di lusso, quindi non rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze. Per quanto rigurda le aliquote applicabili sulle prime case di lusso, rimane il valore del 5 per mille aumentabile fino al 6. Anche in questo caso le amministrazioni comunali possono azzerare del tutto il parametro per il calcolo dell'Imu. Inoltre, per chi ha comprato casa nel 2020, o per chi l'ha ereditata, è prevista la possibilità di evitare il pagamento della rata di acconto del 16 giugno, saldando il tutto a dicembre. Ricordiamo che vengono equiparate a prime case, quindi godono dell'esenzione Imu, tutte le abitazioni del personale delle Forze armate, anche quando non residenti, così come gli appartamenti di persone anziane che si trovano in case di cura, a condizione che non risultino affittate a terzi. Lo stesso discorso vale per le abitazioni affidate dal giudice all'ex coniuge o al genitore affidatario. In questo caso il proprietario, pur non abitando l'immobile, non è tenuto al pagamento dell'Imu.

Comodato d'uso e locazioni agevolate

Nel caso in cui un'abitazione risulti affidata in comodato d'uso ad un genitore o ad un figlio, gode dello sconto del 50% sulla nuova Imu. Per le locazioni agevolate, a canone concordato, la riduzione dell'imposta è invece del 25%. Nel calcolo di quanto dovuto all'erario, in questo caso va considerata solo la quota Tasi versata nel 2019 come proprietario, scorporando quanto eventualmente dovuto da un inquilino presente nell'abitazione.

Esenzione imprese del turismo

Per far fronte alle difficoltà del settore, dovute allo stop imposto dal Covid-19, il Governo ha deciso di esentare le imprese turistiche dal pagamento dell'acconto del 16 giugno della nuova Imu. L'esenzione vale solo per il 2020 ed unicamente nel caso in cui il proprietario dell'immobile sia anche il gestore dell'attività. Vediamo l'elenco delle imprese esentate dal pagamento dell'acconto Imu di giugno.

  • Stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali
  • Stabilimenti termali
  • Immobili categoria catastale D/2
  • Agriturismi, villaggi turistici e ostelli della gioventù
  • Rifugi di montagna, colonie marine e montane
  • Affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze
  • Bed and breakfast e residence
  • Campeggi

Terreni

Per quanto riguarda quelli edificabili, si paga l'Imu con aliquota decisa dal Comune. Tutti i terreni non edificabili e iscritti a catasto a qualsiasi uso, compresi quelli incolti, quindi, rientrano nella categoria dei terreni agricoli, anche se non utilizzati a questo scopo. Il pagamento Imu, in questo caso, prevede l'applicazione sul valore del cosiddetto "reddito domenicale", che viene incrementato del 25% e moltiplicato per il coefficiente 135. Sono esentati dal pagamento Imu i terreni agricoli dei comuni montani.

Stop riduzione soggetti Aire

Per il 2020 non viene riconfermata la riduzione dell'Imu nei confronti dei soggetti Aire, l'Anagrafe Italiani Residenti all'Estero, che quindi sono tenuti al pagamento dell'Imu esattamente come tutti gli altri, con tanto di scadenze 16 giugno e 16 dicembre, per saldo e acconto. Il tutto salvo esenzioni decise dai singoli Comuni.

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