Cos'è la Tasi e come si calcola nel 2019

Che cos'è

Il tributo sui servizi comunali indivisibili, il significato di Tasi è infatti Tassa sui Servizi Indivisibili, raggruppa tutta una serie di attività, come possono essere la manutenzione delle strade, l'illuminazione pubblica, la cura degli spazi verdi e così via.
Va detto che chi vuole capire se con la Tasi si paga di più o di meno dei tributi che la stessa va a raggruppare se ne può fare una ragione, almeno in molti casi. La cosa è poco comprensibile, ma del resto dipende molto dalle amministrazioni locali, che naturalmente possono agire in un modo o in un altro a seconda della loro situazione finanziaria.
Comunque, vediamo di capire come funziona la Tasi, come si effettua il calcolo per capire quanto si deve pagare nel 2019 e quali sono le modalità di pagamento.

Chi la paga

Quando è stata istituita la Tasi nel 2014 si era stabilito che una quota tra il 10 ed il 30% del tributo doveva essere pagato dall'affittuario, ma la Legge di Stabilità 2016 ha cambiato le cose, quindi dall'inizio dello scorso anno l'inquilino non è più tenuto a pagare la Tasi se l'immobile in locazione viene utilizzato come abitazione principale. Diverso il discorso degli immobili di lusso, quindi categorie A1, A8 e A9. In questo caso anche l'affittuario paga la sua parte di Tasi.

Esenzioni dalla Tasi sulla prima casa

Dallo scorso anno, a differenza di quanto avveniva precedentemente, è prevista l'esenzione dal pagamento della Tasi per gli immobili di proprietà utilizzati come abitazione principale. Non godono però nell'esenzione i fabbricati appartenenti alle categorie A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville) e A9 (castelli o palazzi di valore storico o artistico). Per quanto riguarda gli inquilini in affitto questi ultimi vengono esentati dal pagamento della Tasi se l'abitazione in affitto è quella in cui risiedono abitualmente, vale a dire se è la prima casa, mentre sono tenuti al pagamento dell'imposta i proprietari. L'esenzione dalla Tasi viene applicata anche agli immobili che ricadono nelle seguenti categorie:

  • Proprietà indivisa di cooperative edilizie e abitazione principale dei soci.
  • Alloggi sociali.
  • Dimore assegnate al coniuge dal giudice in caso di separazione o divorzio.
  • Immobili non locati appartenenti alle forze armate.
  • Appartengono ad anziani o disabili che si trovano in centri di cura o riabilitazione e non sono locati.
  • A differenza dell'Imu la Tasi non si applica ai terreni agricoli.
Ancora una tassa sulla casa. La Tasi raggruppa i servizi indivisibili.

Sgravi

Per alcune categorie di immobili sono previsti sgravi con percentuali diverse a seconda del caso specifico. Il comodato d'uso gratuito ad un parente di primo grado non comporta più l'assimilazione tra comodato e abitazione principale. Questo significa che l'immobile in questione non potrà godere dell'esenzione della Tasi ma potrà approfittare della prevista agevolazione del pagamento del 50% dell'aliquota prevista. Sono previste anche agevolazioni al 75%, nel caso di contratti in locazione, ma solo per le seguenti tipologie di immobile:

  • Immobili affittati a studenti universitari per periodi da 6 mesi a 3 anni.
  • Affitti con contratti agevolati della durata di 3 anni più 2 di rinnovo.
  • Contratti transitori con durata da 1 a 18 mesi.
  • Va specificato che in questo caso l'agevolazione è applicabile solo nei comuni dove la tassa è fissata dagli accordi territoriali.

Come si calcola la Tasi nel 2019

Innanzitutto, come detto in precedenza, bisogna basare il calcolo di quanto dovuto sull'aliquota applicata dal Comune, che varia a seconda del tipo di immobile. La batosta, diciamolo subito, c'è tutta. Per quanto riguarda la prima casa si può arrivare fino ad un massimo del 3,3 per mille, addirittura fino all'11,4 per le seconde case, dove si deve versare anche l'Imu oltre alla Tasi.
C'è poi la jungla delle detrazioni applicabili a seconda di tutta una pletora di casi speciali, come per esempio la situazione di coniugi separati, il comodato a parenti o gli alloggi sociali.

  • Tipologia e pertinenze
  • E' necessario innanzitutto assicurarsi di avere le idee chiare, tutti i dati nella sostanza, riguardo la tipologia dell'immobile e le entuali pertinenze dell'abitazione principale, in modo da poter calcolare con precisione le detrazioni, se possibili. Parliamo quindi della categoria di pertinenza (C2, C6 o C7).

  • Rendita catastale per la rivalutazione
  • Questo è il punto più complesso. Il calcolo non è una delle cose più semplici che si possano immaginare, anzi, la cosa sembra decisa apposta per rendere tutto più difficile e complesso.
    Comunque, la rendita catastale espressa nella visura deve essere moltiplicata per il 5% e poi nuovamente per 160. Il dato ottenuto va a sua volta moltiplicato per l'aliquota decisa dal Comune ed infine va sottratto dal numero ottenuto il valore delle eventuali detrazioni, che possono essere determinate da numerosi fattori, come ad esempio la presenza o meno di figli, il numero degli occupanti, il reddito, i metri quadri, il quartiere in cui si trova l'immobile e così via.

  • Codici e modalità
  • Terminiamo con l'elenco dei codici tributo per il pagamento della Tasi:
    3958 per la prima casa, 3961 per tutti gli altri fabbricati, 3959 per gli immobili rurali ad uso cosiddetto strumentale, ed infine 3960 per le aree edificabili.
    Per quanto riguarda le modalità di pagamento della Tasi bisogna munirsi del modulo F24, o relativo bollettino postale, e recarsi ad uno sportello bancario o postale. Naturalmente è possibile anche completare il tutto attraverso internet per chi usa servizi di Home banking.

  • Ritardato pagamento
  • Nel caso in cui si provveda al saldo di quanto dovuto con un ritardo entro il 30° giorno dalla data di scadenza è prevista una sanzione del 3,75% più gli interessi legali dell'1% annuo.

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