L'Irap. Chi la paga, aliquote, deduzioni e scadenze

Attiva dal 1997, l'Irap, acronimo di Imposta regionale sulle attività produttive, è l'unica tassa italiana proporzionale al fatturato generato da un'impresa e non determinata dall'utile di esercizio. Nella sostanza questa imposta è stata pensata per finanziare una parte cospicua del Fondo sanitario nazionale e quindi della spesa sanitaria in particolare. Al momento dell'entrata in vigore l'Irap ha sostituito una serie di tributi già esistenti, tra cui l'imposta locale sui redditi, quella comunale per l'esercizio di imprese, arti e professioni, l'imposta sul patrimonio netto delle imprese e la tassa di concessione governativa per l'attribuzione del numero di Partita Iva, oltre naturalmente al contributo per il servizio sanitario nazionale. Tra gli oneri fiscali e contabili (per approfondimenti vi rimandiamo alla nostra guida agli adempimenti fiscali), l'Irap è una tassa molto discussa e oggetto di numerose critiche, di cui parleremo successivamente.

Cos'è l'Irap e chi la deve pagare

Come abbiamo detto nella nostra introduzione alla guida sull'Irap, parliamo di un'imposta che grava sulla produzione netta delle imprese. Nella sostanza ad essere tassato è il reddito prodotto, che comprende anche i costi per la gestione del personale e tutti i vari oneri e proventi di natura finanziaria.

Chi la paga

I cosiddetti soggetti passivi d'imposta, vale a dire coloro che sono tenuti al pagamento dell'Irap nel 2019, li riassumiamo nella lista seguente:

  • Società di capitali (Spa, Srl, Sapa)
  • In questa categoria rientrano le società per azioni, quelle in accomandita per azioni, a responsabilità limitata, di mutua assicurazione, le cooperative. Tutti gli enti pubblici e privati diversi dalle società e i trust che esercitano attività commerciale.

  • Non commerciali e non residenti
  • Enti pubblici e privati residenti sul territorio nazionale che non svolgono un'attività commerciale e le società di qualunque tipo, anche senza personalità giuridica, che non risultano residenti in Italia (sono compresi anche i trust).

  • Altre società
  • Quelle in nome collettivo e in accomandita semplice e tutte quelle equiparate. A queste si aggiungono le persone fisiche che risultano titolari di reddito d'impresa.

  • Persone fisiche, lavoro autonomo e professionisti
  • Sono tenuti al pagamento dell'Irap nel 2019 tutti coloro che svolgono un'attività di lavoro autonomo, le società semplici e quelle equiparate (comprese le associazioni senza personalità giuridica che risultano costituite tra persone fisiche per l'esercizio di arti e professioni). Va precisato che nel 2001 la Corte costituzionale ha stabilito per le persone fisiche con un reddito proveniente da lavoro autonomo la possibilità di essere esentati dal pagamento Irap. La Corte ha stabilito che l'Imposta regionale sulle attività produttive non è dovuta nel caso in cui "l'attività professionale venga svolta in assenza di organizzazione di capitali o lavoro altrui". I professionisti esclusi dal pagamento Irap sono elencati nella circolare 45/E 13/05/2008 dell'Agenzia delle entrate.

  • Produttori agricoli (se non esonerati)
  • Pagano coloro che sono titolari di reddito agricolo, ma viene esentato dall'Irap chi ha un volume d'affari inferiore a 7.000 euro all'anno, quindi in questo caso l'Irap non è dovuta.

  • Le amministrazioni pubbliche
  • Amministrazioni dello Stato, regioni, province, comuni, comunità montane e così via.

Chi non paga l'Irap

  • Regime forfetario
  • Ricordiamo al lettore che le attività che aderiscono al regime forfettario (l'ex regime dei minimi) vengono esentate dal pagamento dell'Irap (per approfondimenti su questa importante agevolazione fiscale cliccate sul link). Un'altra esenzione riguarda l'Iva, mentre il sistema contabile risulta notevolmente semplificato. Nella sostanza il regime forfetario paga solo una tassazione agevolata del 15% che sostituisce l'Irpef.

  • Fondi
  • Non sono considerati soggetti passivi ai fini del pagamento Irap i fondi comuni di investimento, quelli pensionistici e i gruppi economici di interesse europeo. Se volete investire nel settore vi consigliamo il nostro articolo su come funzionano i fondi comuni d'investimento.

  • Agricoltura
  • I produttori agricoli con un reddito inferiore ai 7.000 euro annui non pagano l'Irap.

  • Vendita a domicilio con ritenuta a titolo d'imposta
  • Reddito occasionale (sia di impresa che di lavoro autonomo)
  • Collaborazione coordinata e continuativa
  • Redditi derivanti da concessione in affitto di terreni o fabbricati

Sanzioni per il mancato pagamento

Nel caso in cui non si sia provveduto al pagamento entro le scadenze previste (oppure se i calcoli fatti sono risultati sbagliati) si può ricorrere al ravvedimento operoso, esattamente come avviene con tutte le altre tasse. Se l'Irap non viene pagata e non ci si ravvede in tempo, sono previste sanzioni molto pesanti nel caso in cui un controllo dell'Agenzia delle Entrate accerti il mancato saldo del tributo.

Determinazione del reddito imponibile

La base imponibile su cui applicare l'aliquota per il pagamento Irap 2019 si determina in modo differente a seconda della natura del soggetto passivo di imposta. Nel caso in cui si svolgano attività differenziate l'aliquota Irap risultante sarà quella relativa alla somma delle basi imponibili delle attività svolte.

Imprese commerciali

La base imponibile su cui pagare l'Irap, in questo caso, si ottiene sottraendo al valore della produzione il costo della produzione stessa. Le voci da considerare in questo caso vanno dedotte dallo schema di bilancio del Codice Civile. Vanno esclusi dai costi gli stipendi e gli oneri in generale sostenuti per il personale dipendente, le eventuali perdite sui crediti e gli interessi relativi ai contratti di leasing, se esistenti naturalmente. Va aggiunto che nella valutazione dei costi si possono seguire le stesse regole relative alle deduzioni per Irpef e Ires. In linea di massima quanto non deducibile dall'Ires nel 2019 non lo è nemmeno dall'Irap. Più avanti vedremo l'elenco di tutte le deduzioni ammesse.

Produttori agricoli

In questo caso la determinazione della base imponibile si ottiene sottraendo all'ammontare dei corrispettivi quello degli acquisti effettuati a fini produttivi, sempre sulla base di quanto presente nella dichiarazione Iva. Il contribuente produttore agricolo può scegliere di determinare la base imponibile per il pagamento dell'Irap con le stesse modalità delle imprese commerciali. I produttori esentati dal pagamento dell'Iva vengono esclusi anche dall'Irap.

Enti pubblici e non commerciali

Non è questo l'ambito per approfondire una voce poco interessante ai nostri lettori, ma nel calcolare il reddito imponibile su cui applicare l'aliquota di riferimento in questo caso si deve distinguere tra Ente non commerciale e Amministrazione pubblica. Magari in un articolo successivo approfondiremo l'argomento.

Banche e assicurazioni

Anche qui non ci dilunghiamo visto che difficilmente una banca cerca informazioni su internet su che cos'è e come si calcola l'Irap. Per questo tipo di attività, come per Sicav e società di intermediazione immobiliare esistono comunque delle norme specifiche per la determinazione della base imponibile ai fini del pagamento dell'Irap. Passiamo ora alle deduzioni previste per l'anno fiscale 2019.

Deduzioni Irap 2019

Nelle Finanziarie degli ultimi anni sono state introdotte alcune forme di deduzione che permettono di diminuire la base imponibile su cui applicare l'aliquota Irap. Gli oneri deducibili ammessi riguardano soprattutto le micro imprese, l'inserimento nel mondo del lavoro, quindi i giovani in particolare, ed infine la ricerca. L'obiettivo del legislatore, una volta tanto, è stato mirato ad una riduzione del cuneo fiscale, che impone un costo importante per le aziende italiane. Vediamo in dettaglio le voci che si possono sottrarre per il calcolo dell'Irap. Partiamo dalle deduzioni per i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato.

Lavoratori dipendenti a tempo indeterminato

Con lo scopo di incrementare l'occupazione il Legislatore ha stabilito una serie di deduzioni a carico del datore di lavoro, a condizione che vengano effettuate nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato. La prima condizione che si deve verificare per avere il diritto di dedurre i costi che vedremo a breve, è che al termine del periodo di imposta in cui si sono verificate le nuove assunzioni, il numero dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato deve essere superiore a quello presente nel periodo di imposta precedente. Si ha diritto alla deduzione per incremento occupazionale sia durante il periodo di imposta in cui sono avvenute le assunzioni che nei due periodi successivi. Ovviamente solo nel caso in cui il lavoratore dipendente risulti assunto sempre a tempo indeterminato. È bene precisare che la deduzione per incremento occupazionale è cumulabile a quella del cuneo fiscale e spetta alle società, sia di capitali che di persone, alle ditte individuali e ai professionisti. Nel modello dichiarativo IRAP va indicata in corrispondenza del rigo IS6. La deduzione per l'assunzione a tempo indeterminto del lavoratore dipendente equivale al minore tra le due seguenti voci:

  • Costo effettivo del lavoratore assunto
  • Per ogni nuovo dipendente assunto (massimo 15.000 euro) relazione alla durata del rapporto di lavoro.

  • Incremento costo personale
  • Va valutato l'incremento complessivo del costo di tutti i lavoratori dipendenti (voci B9 e B14 del conto economico).

Naturalmente, per calcolare la quota di deducibilità dalla base imponibile, va valutata la differenza di costo del lavoratore dipendente a tempo indeterminato e a tale scopo è stato inserito nel modello Irap un rigo apposito: l'IS9. Vediamo adesso la lista delle deduzioni per lavoratori dipendenti, compresi quelli stagionali, con alcune precisazioni.

Altre deduzioni e precisazioni

  • Assicurazione infortuni
  • Si possono detrarre le spese sostenute in funzione dei contributi per le assicurazioni obbligatorie per legge contro gli infortuni sul lavoro.

  • Deduzioni forfetarie per i dipendenti
  • Per ogni dipendente assunto a tempo indeterminato si possono dedurre dal calcolo della base imponibile 7.500 o 15.000 euro, che diventano 13.500 o 21.000 per tutte le lavoratrici e per i lavoratori sotto i 35 anni.

  • Contributi previdenziali e assistenziali
  • Sono considerate spese deducibili dal calcolo dell'Irap 2019 i contributi assistenziali e previdenziali dei lavoratori dipendenti. Sono escluse le aziende che operano in regime di concessione e a tariffa nel settore energetico, acqua, poste, trasporti, infrastrutture, trattamento rifiuti e acque di scarico, infrastrutture.

  • Spese varie
  • Si possono dedurre dalla base imponibile le spese sostenute per apprendisti, disabili, contratti di formazione, addetti a ricerca e sviluppo.

  • Altre deduzioni
  • 1.850 euro per ogni dipendente che concorre alla formazione del valore della produzione (massimo 5 dipendenti e 400.000 euro di produzione), costi residui per il personale, incremento della base occupazionale (solo se le assunzioni sono a tempo indeterminato e fino a 2 anni successivi all'assunzione).

  • Attività all'estero
  • Nel caso in cui il soggetto contribuente risulti residente in Italia ma svolge le sue attività anche all'estero, le deduzioni spettanti vengono riconosciute solo per il personale impiegato sul territorio nazionale.

  • Lavoratori stagionali
  • La Legge di stabilità 2016 ha previsto la possibilità di dedurre dalla base imponibile per il calcolo dell'Irap il 70% del costo sostenuto per i lavoratori stagionali (ma solo se impiegati per almeno 120 giorni).

  • Deduzione forfetaria per chi non ha lavoratori dipendenti
  • Consiste in un credito di imposta pari al 10% dell'Irap lorda indicata in fase di dichiarazione.

Come si calcola l'Irap

Una volta ottenuta la base imponibile, anche detta Valore della Produzione Netta, si deve semplicemente applicare l'aliquota come specificato nell'articolo 16 del Decreto Legislativo n° 446 del 1997, che nella sostanza determina il metodo di calcolo dell'Irap. Nell'articolo 16 sono previsti 3 commi che vanno ad indicare l'aliquota da applicare.

Le aliquote

Il primo comma dell'articolo 16 stabilisce un'aliquota del 3,90% per il 2019 (prima del 2008 era stata stabilita al 4,25%). Il secondo comma riguarda invece le pubbliche amministrazioni e prevede un'aliquota Irap dell'8,50%, mentre il terzo stabilisce la possibilità di variare la prima aliquota fino ad un valore massimo dell'1% (la variazione può essere sia positiva che negativa). Quest'ultimo punto è fondamentale ed ha subito varie modifiche nel corso degli anni. La possibilità di aumentare, soprattutto, l'aliquota ordinaria di un punto è stata prevista per venire incontro alle esigenze delle regioni in materia di spesa sanitaria ed è diventata obbligatoria con la Legge Finanziaria 2006, tanto che alcune regioni hanno dovuto portare l'Irap al 5,25% (Abruzzo, Lazio, Sicilia e Campania). Va tenuto conto del fatto che in materia di Irap le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano godono di un'ampio potere decisionale e che dal 2013 le regioni possono diminuire ed anche azzerare le aliquote, naturalmente con legge ad hoc e comunque rispettando le normative sulla libera concorrenza e le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea. Vediamo la lista riassuntiva delle aliquote Irap a seconda dell'attività svolta.

  • Ordinaria: 3,9%
  • Imprese concessionarie (non sono comprese quelle di costruzione e per la gestione di autostrade e trafori): 4,2%
  • Banche e società finanziarie: 4,65%
  • Assicurazioni: 5,9%
  • Agricoltura e piccola pesca: 1,9%
  • Amministrazioni ed enti pubblici: 8,5%

Quando si paga

Bene, completiamo la nostra guida all'Irap con le istruzioni su quando e come si deve pagare questa tassa. In effetti completeremo il discorso con alcune considerazioni sulle critiche che molti economisti rivolgono all'Imposta regionale sulle attività produttive, ma adesso vediamo come procedere alla liquidazione 2019 dell'Irap. Cominciamo dalla burocrazia: relativamente a ciascun periodo d'imposta va presentata una dichiarazione tramite il modello Irap, appositamente predisposto allo scopo dall'Agenzia delle Entrate.
L'Irap viene riscossa dal fisco con il sistema dell'autoliquidazione, quindi spetta al contribuente effettuare il pagamento entro le scadenze previste per legge versando un acconto e successivamente il saldo relativo.

Scadenze saldo

Come stabilito dal D.P.R. del 7 dicembre 2001, il saldo dell'Irap va versato:

  • Entro il 16 giugno
  • Tutti i contribuenti definiti dall'articolo 5 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi) devono versare il saldo Irap entro il 16 giugno dell'anno in cui hanno presentato la dichiarazione. Parliamo delle persone fisiche, delle società e delle associazioni tenute al pagamento del tributo.

  • Entro il giorno 16 del sesto mese
  • Nel caso in cui non si appartenga ad una delle categorie di contribuenti viste precedentemente, il pagamento del saldo Irap va effettuato entro il 16° giorno del sesto mese successivo alla chiusura del periodo di imposta.

Scadenze acconto

Adesso vediamo quando si deve pagare l'acconto Irap.

  • 1° rata
  • Entro il 16 giugno va pagata la prima rata corrispondente al 40% del valore dell'intero acconto. Si può posticipare anche al 30 luglio, ma con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse per il ritardato pagamento.

  • 2° rata
  • Il 30 novembre corrisponde alla scadenza della 2° rata per il saldo dell'acconto Irap, che vale naturalmente al 60% dell'intero valore. Per i contribuenti diversi da quelli elencati nell'articolo 5 del Tuir la scadenza dell'acconto viene stabilita invece all'ultimo giorno dell'undicesimo mese del periodo di imposta.

Codici tributo

Terminiamo il discorso con l'elenco dei codici tributo per il versamento della tassa.

  • 3800 - Saldo Irap
  • 3805 - Interessi pagamento dilazionato
  • 3812 - Acconto prima rata
  • 3813 - Acconto Irap seconda rata (oppure per unica soluzione)

Critiche

Terminiamo la guida all'Irap con alcune considerazioni negative che hanno accompagnato questa tassa fin dalla sua nascita. La prima critica, la più importante, riguarda il fatto che l'Irap colpisce il reddito di un'attività d'impresa al lordo del costo del personale e quindi interviene in modo pesante sulle aziende che presentano un'alta densità di manodopera, andandone ad inficiare la produttività, già messa in difficoltà in Italia da una tassazione eccessiva a cui si accompagna un alto costo del lavoro, per non parlare del cuneo fiscale. Spesso l'Irap è dovuta anche in caso di perdita d'esercizio, vale a dire di una valore negativo della produzione, andando ad aggravare ancora di più la situazione di difficoltà di chi non riesce a produrre un utile. Esistono anche numerose tesi a favore dell'incostituzionalità dell'Irap, ma sono state sempre rigettate dalla Corte costituzionale.

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