Evadere le tasse a San Marino è più difficile

Basta fare qualche ricerca su internet e ci si rende subito conto delle tante opportunità a disposizione di chi cerca un sistema per evadere le tasse, più o meno interamente. I trucchi per sfuggire al fisco sono veramente tanti e vanno dai più banali ai più sofisticati. Fino a solo qualche anno fa, la Repubblica di San Marino era un importante crocevia di traffici di natura fiscale e tributaria, con un evidente impegno delle autorità sanmarinesi mirato a favorire l'evasione fiscale, soprattutto italiana. Adesso, però, le cose sono cambiate e più avanti vedremo quali sono le novità che hanno reso più difficile e complessa l'azione degli evasori utilizzando banche di San Marino, ora costrette a collaborare con il fisco italiano. Prima di procedere diamo un'occhiata a quella che è la situazione dell'evasione fiscale in Italia, sia dal punto di vista di chi la mette in atto che da quello dell'Agenzia delle Entrate, che la persegue. Naturalmente, parliamo dell'evasione ad altissimi livelli, non certo quella del piccolo commerciante o dell'idraulico, per intenderci.

Nascondersi al fisco è la parola d'ordine

Sicuramente, tra i sistemi più utilizzati, c'è l'utilizzo di una società registrata all'estero, nella sostanza una società di comodo, di una fiduciaria, di una banca complice e simili. Uno dei problemi maggiori di chi cerca un modo per evadere le tasse, più o meno legale, è quello di nascondere il più possibile i propri averi e le varie proprietà di cui si è in possesso, in modo da non insospettire l'Agenzia delle Entrate e tutti i sistemi che lo Stato ha messo in azione per scoprire i furbetti del fisco, e da questo punto di vista San Marino, come testimoniato da numerose indagini della Guardia di Finanza, si proponeva come una delle soluzioni più comode e veloci.

Serpico e redditometro

Bisogna dire, però, che la vita per gli evasori si fa sempre più difficile. Lo Stato italiano è perennemente alle prese con enormi problemi di bilancio e va da se che una situazione come quella che abbiamo nel nostro paese non è più sostenibile dalla nostra economia. Proprio a questo scopo sono stati messi in piedi vari sistemi per valutare l'incongruenza tra quanto presente nella dichiarazione dei redditi e il potere di spesa del contribuente. Il più importante di questi sistemi è certemanente il redditometro, un enorme banca dati a cui l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza accedono per scovare gli evasori. Come se non bastasse è stato messo in piedi un sistema informatico potentissimo che può accedere ai nostri conti correnti bancari, Serpico, una sorta di enorme anagrafe tributaria a cui banche, assicurazioni e così via devono inviare periodicamente sia i saldi che i movimenti dei nostri conti correnti bancari. Aggiungiamo che il Dl Fisco 2019 ha portato con sé una novità: adesso la Guardia di Finanza può accedere a tutte le banche dati a disposizione dell'Agenzia delle Entrate senza passare prima dal permesso del Pubblico Ministero, come avveniva precedentemente.

La fine del segreto bancario

Non è finita. Oltre alla riforma che San Marino è stata costretta a mettere in atto sulla spinta del rischio di finire nella Black List dei paradisi fiscali, ne parleremo più avanti, va detto che è finita anche l'epoca del segreto bancario, almeno come l'abbiamo conosciuto fino ad ora. Nell'articolo linkato parliamo della fine del segreto bancario in Svizzera, ma diamo anche alcune informazioni su come funziona adesso il discorso in Italia. Fondamentalmente la festa è finita, anche se i "professionisti del settore", come vedremo, l'inghippo che risolve il problema lo trovano sempre.

Chi si presta allo scopo

Gli istituti bancari sanmarinesi che si prestavano a venire incontro ai tanti che cercano un metodo per evadere le tasse, comunque, erano veramente numerosi, quasi tutti verrebbe da dire. Colpiva la sfacciataggine con cui operavano, sentendosi protetti dalle regole del loro paese, visto che la facevano piuttosto sporca.
Il problema dell'evasione fiscale sfruttando paradisi fiscali vari non è solo italiano, infatti, e quindi a livello internazionale le cose diventano sempre più difficili per chi vive, oggettivamente parlando, alle spalle degli altri. Insomma, chi si chiede "ma come fanno ad evadere le tasse?" sappia che il giochino facile ormai sta per terminare.

Aprire un conto

Torniamo comunque all'interesse delle banche di San Marino per i tanti italiani che, diciamolo pure, qualcosa da nascondere ce l'hanno eccome, perchè, se ce ne fosse bisogno, ricordiamoci che l'evasione fiscale è un reato, anche se in Italia, soprattutto per cifre non elevate, non particolarmente grave va detto, almeno non come in altri paesi. Comunque, molto semplicemente, il messaggio delle banche della Repubblica del Titano era molto chiaro. Fai tutto velocemente e non ti faccio troppe domande.
Per aprire un conto in una banca di San Marino bastano un documento d'identità, un paio di giorni di attesa e il conto è pronto. Per quanto riguardo la provenienza dei soldi, ovviamente, non si facevano e non fanno molte domande. Tutto fa brodo, come si dice in questi casi!
Dopo aver aperto un conto si veniva garantiti sulla totale segretezza e sull'impegno a non divulgare dati che riguardano la clientela, così come su una certa resistenza alle rogatorie internazionali, ma le cose adesso sono radicalmente cambiate.

Come funziona e i vari trucchi

Allargando il discorso a contesti al di fuori della Repubblica di San Marino, vediamo come funziona l'evasione fiscale di alto livello con la complicità di tante banche, spesso di rilievo internazionale. Innanzitutto il consiglio che ti danno subito è di non usare mai, in particolare per operazioni importanti, la carta di credito, ma una bella ricaricabile, una prepagata insomma, più difficile da tracciare ai fini della lotta all'evasione fiscale. A questo punto rimane il problema maggiore, che poi non è così grande. Come portare i soldi all'estero per versarli sul proprio conto.

Come portare i soldi all'estero

Ovviamente da evitare qualsiasi bonifico, versamento o altro passaggio bancario. La regola è: tutto in contanti! I sistemi sono tanti e diversificati. Per piccole cifre ci si può rivolgere a professionisti del settore, i classici spalloni. Gente che porta i soldi all'estero per professione e nei modi più bizzarri, tipo in bicicletta se si deve fare poca strada, come ai bei tempi della Svizzera patria degli evasori fiscali italiani o della stessa San Marino.

Fiduciaria e rogatorie internazionali

Quì passiamo alla promessa di anonimato assoluto. Per acquisti di beni e servizi di grande valore si può ricorrere al mandato fiduciario presso un un istituto compiacente, con tanto di mancata risposta alle rogatorie internazionali. Infatti in molti paradisi fiscali le rogatorie non sono valide per reati che non rientrano nel loro codice penale. E tra i reati che non sono penali cosa troviamo? L'evasione fiscale ovviamente! Bisogna dire però che le pressioni internazionali e anche dello Stato italiano rendono l'evasione fiscale internazionale sempre più difficile. Insomma, non si può proteggere la fuga dal fisco altrui all'infinito ed il giochino, a condizione ovviamente di essere identificati, diventa sempre più difficile.

La festa è finita

Molti saranno sicuramente al corrente che a San Marino l'evasione fiscale non era di fatto un reato penale, ma solo un illecito amministrativo. Tutto questo serviva ovviamente ad evitare che ci dovesse essere una risposta alle rogatorie internazionali, comprese ovviamente quelle provenienti dal nostro paese. Le cose però sono cambiate, soprattutto a livello di scambio di informazioni fiscali tra la Repubblica di San Marino e lo Stato italiano ed il giochino facile è finito. Questo è un punto importante per capire cosa si rischia quando si evade pensando di essere completamente coperti dall'anonimato.

La black list

Ovviamente l'assurdità di non considerare l'evasione un reato penalmente perseguibile non poteva durare in eterno. Le difficoltà economiche mondiali hanno portato le potenze internazionali, prime fra tutte gli Stati Uniti d'America, a cambiare atteggiamento nei confronti del problema, fino a poco tempo fa colpevolmente sottostimato. Ma forse bisognerebbe dire che faceva comodo che fosse così. Se prima la cosa era fondamentalmente tollerata adesso è diverso. Nei confronti dei paradisi fiscali è partita una stretta internazionale, con il Fondo Monetario che ha cominciato a spingere perchè ci fossero delle regole più trasparenti e una maggiore collaborazione. Da quì la nascita di una black list di coloro che non stanno alle regole decise e la forte richiesta di riforme e collaborazione con le autorità internazionali e dei singoli paesi.

La riforma tributaria di San Marino

Da quì la necessità, verrebbe da dire l'obbligo, anche per San Marino, di una riforma tributaria che introduca il reato di evasione fiscale, con associati la dichiarazione fraudolenta e l'omessa dichiarazione. E' stato proprio il Ministro delle Finanze della Repubblica del Titano ad annunciare al Congresso di Stato che la riforma si farà, anche perchè il pressing del Fondo Monetario internazionale e delle istituzioni europee diventa sempre più importante. Prima di vedere quali sono le convenzioni fiscali tra San Marino e l'Italia, analizziamo alcune delle problematiche, soprattutto a livello di imposizione fiscale tra i due paesi e oggetto di trattazione della riforma tributaria sanmarinese.

Doppie imposizioni e scambio di informazioni con l'Italia

Tra le clausole presenti nella proposta di legge è presente anche quella per cui "se il contribuente ha già avuto una tassazione, San Marino ne terrà conto", una cosa che sembra mirata proprio a gestire il rapporto con i contribuenti italiani che dichiarano nella Repubblica del Titano. In pratica viene proposto di concludere un accordo con il nostro paese sulle doppie imposizioni e per lo scambio di informazioni tributarie.

Lavoratori frontalieri e altre misure

Verrà anche eliminata la tassa sui lavoratori frontalieri. In pratica questa misura dovrebbe entrare in vigore prima della riforma stessa. A questo si aggiunge la revisione delle misure che riguardano deduzioni e detrazioni varie. Verrà mantenuta la deducibilità per beni e servizi consumati nel territorio della Repubblica. Misura estensibile anche ai frontalieri. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, sia quelli residenti che quelli non residenti, ci sarà l'abolizione della voce "detrazioni spese produzioni e reddito". Aumenta la detrazione, solo per i residenti, ovviamente, per i famigliari a carico, che passa da 100 a 500 euro. L'ultima decisione riguarda la tassazione per le imprese, che rimane al 17%, ma con l'aliquota ridotta nei primi 3 anni di vita delle nuove società.

Convenzioni fiscali con lo Stato italiano

Con un Decreto Ministeriale, il 29 dicembre del 2014, San Marino è stata ufficialmente inserita nella cosiddetta "White List", vale a dire la lista dei paesi che consentono lo scambio di informazioni fiscali ed anagrafiche mirate ad individuare evasori fiscali, riciclatori di grandi somme di denaro ed altri soggetti che si sono sempre coperti le spalle grazie a paradisi fiscali, società offshore e fiduciarie varie. La Repubblica di San Marino ha dato esecuzione degli accordi in materia di cooperazione fiscale internazionale a novembre del 2015, aderendo quindi agli standard OCSE stabiliti proprio per combattere l'evasione fiscale e altre tipologie di reati. Inoltre, dal 1° settembre 2017, è diventata ufficiale la trasmissione automatica, all'Agenzia delle Entrate italiana, dei dati dei contribuenti del nostro paese. Parliamo, oltre che dei dati anagrafici, dei numeri di conto corrente, i saldi e tutte le informazioni che permettono di scovare gli evasori fiscali e tutti coloro che mettono in atto condotte illecite fino a solo pochi anni fa difficilmente individuabili.

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