Il contributo affitto per gli inquilini morosi

Tra i vari aiuti economici per le famiglie a basso reddito è presente anche un'agevolazione con cui lo Stato viene incontro a chi non riesce a pagare l'affitto di casa, il contributo affitto 2018 (chiamato anche "di integrazione al canone di locazione"), ovviamente solo a condizione che ci siano dei validi e gravi motivi e che si rispetti il requisito essenziale del limite Isee, come vedremo più avanti. Per chi vuole approfondire il discorso aiuti da parte di Stato e Comuni consigliamo la nostra guida ai Bonus Famiglia 2018, dove elenchiamo tutte le agevolazioni, i contributi e gli sconti che lo Stato prevede per le famiglie numerose o disagiate. Ma torniamo al contributo affitto. Affinché possa essere concesso l'inquilino deve fare specifica domanda, così da accedere alle forme di sostegno alle famiglie previste in questi casi e di cui parleremo in dettaglio successivamente. Riassumiamo gli argomenti che tratteremo nel corso dell'articolo.

  • Cos'è il contributo affitto
  • Chi ne ha diritto (requisiti e cause)
  • Come funziona
  • Come si calcola (a quanto ammonta)
  • Quando viene erogato il contributo affitto 2018
  • Come si richiede

Cos'è il contributo affitto

Si tratta di un vero e proprio bonus affitto nei confronti dei cosiddetti "inquilini vittime di morosità incolpevole". Viene erogato dallo Stato, fino ad esaurimento fondi, anche attraverso il Comune di residenza, ed è un aiuto economico alle famiglie che per motivi indipendenti dalla loro volontà non riescono a pagare l'affitto di casa. Vediamo come funziona il sistema di gestione delle risorse che alimenta quello che possiamo definire come rimborso affitto dal Comune, almeno da molti è chiamato così (anche se riguarda solo il secondo fondo, come vedremo) e spesso il linguaggio comune va oltre il burocratese tipico di questi contesti. In ogni caso tutto rientra nel novero del Decreto anti-sfratti convertito in legge ben 5 anni fa.

Fondo morosità incolpevole

Il contributo affitto 2018 viene erogato dallo Stato grazie alle risorse che ogni anno il Governo stanzia con la Legge di Stabilità. Il Fondo morosità incolpevole è attivo solo nei Comuni che presentano una importante tensione abitativa, insomma dove ci sono particolari problematiche a pagare il canone di locazione. Per il periodo 2016-2020 è stato previsto un ammontare totale del fondo di 190 milioni di euro, ma parliamo di cifre che possono essere facilmente variate da Decreti e decisioni del Parlamento a seconda delle risorse disponibili e anche, diciamola tutta, da periodi elettorali e altre cose del genere.

Il vero rimborso affitto dal Comune

Per potenziare il Decreto anti-sfratti è stato istituito il "Fondo nazionale sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione". In questo caso viene garantito un contributo economico che corrisponde alla differenza tra il valore del canone di locazione tipo di un alloggio popolare e quello pagato effettivamente dall'inquilino in difficoltà che fa la domanda per ottenere il rimborso affitto 2018 del Comune. Quest'ultimo, per gestire il fondo, emana degli appositi bandi con cadenza annuale. Ogni Comune gestisce il discorso autonomamente, quindi per verificare la data del bando per il contributo affitto 2018 nel Comune di residenza vi consigliamo di rivolgervi personalmente al vostro Municipio o in alternativa di informarvi presso i vari sindacati inquilini presenti nella vostra zona. Vedremo più avanti come funzionano le due agevolazioni per gli inquilini morosi e se si possono ottenere in concomitanza con altri aiuti da parte di Stato e Comuni.

Contributo affitto 2018 : a chi spetta

Per accedere al Fondo morosità incolpevole e ricevere l'aiuto economico stabilito dalla legge è necessario che sussistano una serie di gravi cause che impediscano di pagare il canone di locazione ed anche dei requisiti essenziali, primo fra tutti un reddito Isee che non supera il limite stabilito dalla Legge di Stabilità vigente. Vediamo quali sono le cause che danno diritto a richiedere l'agevolazione del contributo affitto 2018 ed il rimborso dal Comune attraverso i due fondi messi a disposizione dallo Stato.

Cause gravi, reddito Isee e DSU

Partiamo dagli eventi che possono accadere nella vita e che portano una famiglia ad una condizione di oggettiva difficoltà economica, impedendo in questo modo il regolare pagamento dell'affitto di casa. Naturalmente tutto è legato alla perdita totale o parziale del reddito familiare, quindi ad una condizione di disagio economico o addirittura di povertà. In questo caso sarà possibile fare la domanda per il bonus affitto 2018. Le voci che seguiranno sono stabilite dal Decreto anti-sfratti. Prima di procedere, per chi può essere interessato, vi consigliamo la nostra guida all'ISEE 2018, dove spieghiamo cos'è l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, come funziona e tutte le informazioni necessarie per fare richiesta, ma vi consigliamo anche l'articolo sulla nuova DSU 2018, la Dichiarazione Sostitutiva Unica (come si compila, quali dati vanno inseriti, la DSU mini per velocizzare la domanda e quali sono i moduli disponibili). Attenzione, perché la mancata presentazione dei documenti necessari (oppure la compilazione errata) non vi permetterà di accedere a nessuna agevolazione disponibile. Nell'articolo sull'ISEE troverete anche l'elenco di tutti i bonus per famiglie numerose o disagiate e a basso reddito, gli sconti, le agevolazioni e i contributi previsti per chi ha figli o per i nuovi nati, compresi gli aiuti economici per le neo mamme, lavoratrici e disoccupate. Bene, vediamo le cause gravi che danno diritto a richiedere il contributo affitto 2018.

  • Licenziamento
  • Riduzione dell'orario di lavoro
  • Messa in Cassa integrazione
  • Contratto a tempo determinato non rinnovato
  • Cessazione dell'attività lavorativa per cause indipendenti dalla propria volontà
  • Infortunio o decesso di un qualsiasi componente familiare concorrente al reddito del nucleo

Requisiti per fare domanda

Dopo aver visto a chi spetta il contributo affitto 2018 elenchiamo i requisiti per poter fare la domanda di questo aiuto economico per gli inquilini morosi.

  • Isee
  • Per ottenere il contributo affitto è necessario che il reddito Isee sia al di sotto di 26.000 euro all'anno.

  • Altro immobile
  • Un requisito essenziale per chiedere il rimborso affitto comunale è che nessun membro del nucleo familiare risulti in possesso, o possa usufruire, di un'altro immobile nella stessa area di residenza.

  • Sfratto
  • È necessario che l'inquilino moroso che fa la richiesta del contributo affitto 2018 sia in possesso dell'atto di convalida di sfratto per morosità.

  • Regolarità del contratto
  • Bisogna aver regolarmente registrato il contratto d'affitto (naturalmente da parte del padrone di casa).

  • Categorie escluse
  • Ovviamente l'inqulino moroso che richiede il bonus affitto non deve abitare in un immobile di lusso, quindi vengono escluse dal contributo economico per famiglie disagiate a basso reddito le categorie catastali A1, A8 e A9.

  • Residenza
  • Bisogna risultare residente da almeno un anno nella casa in cui si è ricevuto lo sfratto.

  • Cittadinanza
  • Per fare la domanda del contributo affitto 2018 è necessaria la residenza in Italia o in un altro paese della Comunità Europea. Nel caso in cui l'inquilino moroso sia cittadino di un paese extra UE deve essere in possesso di soggiorno CE.

  • Criteri preferenziali
  • Affinché la domanda vada a buon fine velocemente (e prima che finiscano le risorse) hanno diritto ad una corsia preferenziale nell'ottenimento del contributo affitto i nuclei familiari in cui sia presente un minore, un ultra settantenne oppure un invalido almeno al 74%, così come un familiare che risulti in carico ai servizi sociali o alle ASL.

  • Priorità
  • Nella concessione del bonus affitti per inquilini morosi viene data priorità a coloro che, sotto sfratto esecutivo, riescono a stipulare un nuovo contratto di locazione a canone concordato.

Come funziona il contributo affitto 2018

Dopo aver visto cos'è e quali sono i requisiti per ottenere il contributo affitto, passiamo al funzionamento di questo aiuto economico per la morosità incolpevole, un problema sempre più diffuso in Italia e che affligge tantissime famiglie in difficoltà. A questo proposito vogliamo ricordare al lettore che lo Stato e i Comuni prevedono una serie di bonus per le famiglie con reddito basso, come ad esempio la Carta Famiglia 2018, che dà diritto a tutta una serie di sconti per l'acquisto di beni e la fruizione di servizi in negozi ed enti convenzionati. Un aiuto economico rivolto soprattutto alle famiglie numerose, da tre figli in su. Ma ci sono anche i Bonus energia, gas e acqua, per famiglie numerose o che vivono una situazione di disagio economico. Si tratta di un contributo economico sotto forma di sconti direttamente in bolletta e che possono essere cumulati. Quindi tutti e 3 i bonus si possono richiedere contemporaneamente. Inoltre per il 2018 è stato aumentato anche il limite del reddito ISEE necessario per accedere all'agevolazione, incrementando così il numero dei beneficiari potenziali. Bene, passiamo all'analisi del contributo affitto 2018 partendo dalla valutazione su quanti soldi spettano agli inquilini morosi incolpevoli, come si calcola il rimborso affitto dal Comune (o dallo Stato) e naturalmente la tempistica, quindi quando arrivano i soldi.

A quanto ammonta e come si calcola

Il Fondo morosità incolpevole eroga un massimo di 8.000 euro per agevolare le famiglie in difficoltà con il pagamento del canone di locazione, a patto ovviamente che sussistano le condizioni e i requisiti visti precedentemente. Esistono tre diversi contesti, ognuno dei quali determina il sistema di calcolo nel 2018 del contributo affitto. Ognuna di queste condizioni genera un diverso valore dell'aiuto economico, statale o comunale, all'inquilino moroso.

  • Rinuncia allo sfratto
  • Se il proprietario dell'abitazione ritira la procedura di sfratto, il Fondo morosità incolpevole eroga un contributo affitto equivalente alla morosità pregressa, ma solo fino all'ammontare massimo di 8.000 euro.

  • Proroga dello sfratto
  • Un po' più complessa la situazione in cui il proprietario dell'immobile decida invece di continuare a seguire la strada della procedura di sfratto. In questo caso il contributo affitto 2018 paga l'equivalente dei mesi interessati dal differimento, vale a dire dal momento della proroga, ma con comunque un minimo di 6 + 3 mesi di morosità pregressa.

  • Nuovo contratto
  • Se l'inquilino moroso stipula un nuovo contratto di locazione per un'abitazione diversa da quella per cui ha ricevuto lo sfratto, il contributo dallo Stato corrisponderà ad un trimestre di affitto del nuovo immobile.

    Il rimborso affitto dal Comune

    Rispetto al Fondo morosità incolpevole, che viene erogato direttamente dallo Stato, il rimborso affitto dal Comune presenta una piccola differenza nel calcolo di quanto spetta all'inquilino moroso. In questo caso, infatti, il Comune paga la differenza tra il canone di locazione standard di un alloggio popolare e quello dell'immobile oggetto dello sfratto. I requisiti per richiedere il rimborso affitto 2018 dal Comune sono gli stessi visti in precedenza, con la differenza del limite del reddito Isee per poter fare la domanda, che viene deciso autonomamente dalle amministrazioni locali.

    Concomitanza con altri aiuti dal Comune

    Tra i requisiti essenziali per richiedere il bonus del rimborso affitto comunale 2018 c'è quello che non bisogna aver ricevuto altri aiuti economici. La domanda che sorge spontanea è la seguente: cosa succede se la famiglia che non riesce a pagare il canone di locazione ha usufruito di altri contributi a chi vive una situazione di disagio oppure se il suo reddito non è sufficiente a mantenere i figli e il costo della vita? Per esempio, i Comuni erogano anche altri aiuti oltre al rimborso affitto, come l'assegno di maternità comunale per neo mamme disoccupate, ragazze madri, casalinghe ed in genere le donne non lavoratrici, oppure il Bonus Bebè, chiamato dall'Inps "assegno di natalità" e che prevede un contributo economico di 80 o 160 euro al mese, a seconda del proprio reddito Isee, per tre anni. In effetti non è facile rispondere a questa domanda. Il contributo e il rimborso affitto per inqulini morosi incolpevoli vengono gestiti interamente dal Comune di residenza, che stabilisce regole proprie sulla base naturalmente di requisiti comuni ma anche delle risorse disponibili. Nel caso in cui ci sia la concomitanza con altri aiuti economici per famiglie in difficoltà ricevuti dal Comune vanno fatte le dovute verifiche e chiedere se si può accedere anche al bonus affitto o meno. A nostro parere, viste le risorse non proprio straordinarie previste per il walfare familiare e le tante situazioni di disagio, troviamo difficile che si possa ottenere contemporaneamente più aiuti economici da Stato e Comune, cosa del resto spesso vietata dalle normative specifiche. Un discorso a parte va fatto per il nuovo REI, il reddito di inclusione, che sostituisce l'assegno di disoccupazione e non sembra essere in contrasto con altri sussidi alla povertà, anche se va specificata una cosa: sono presenti comunque delle deduzioni dal contributo spettante se già si ricevono aiuti economici. Nella sostanza il reddito di inclusione si può richiedere anche se già si ricevono agevolazioni sociali, ma l'imporo mensile risulterà decurtato (e già non parliamo chissà di quale cifra). Il REI viene erogato dall'Inps, anche se la richiesta si fa al Comune.

    Richiesta del contributo affitto

    Per fare domanda del bonus per chi non riesce a pagare il canone di locazione bisogna recarsi presso il proprio Comune di residenza. Quest'ultimo procederà alla verifica dei requisiti richiesti per ottenere il contributo affitto 2018, le eventuali risorse disponibili e l'esistenza di bandi aperti per avere questa agevolazione per inquilini morosi incolpevoli. Una volta verificate le condizioni necessarie il Comune comunicherà al Ministero competente la domanda del rimborso affitto.

    Documenti necessari

    Facciamo una premessa: il contributo affitto, ancora di più il rimborso del canone di locazione dal Comune, sono gestiti dalle amministrazioni locali in totale autonomia. Questo significa che possono esserci della variazioni per quanto riguarda la documentazione per fare la richiesta dell'agevolazione economica agli inquilini morosi incolpevoli. Detto questo, vediamo quali sono i documenti normalmente necessari per ottenere il bonus affitti 2018 dallo Stato e dal Comune che vanno allegati all'istanza di domanda.

    • Isee (la scadenza deve essere successiva a quella del bando)
    • Copia del contratto di locazione regolarmente registrato
    • Copia dell'ultima registrazione annuale del contratto di locazione (o della cedolare secca)
    • Documento di riconoscimento in corso di validità
    • Altra documentazione specifica può essere richiesta direttamente dal bando

    Quando viene erogato il contributo affitto

    Quanto detto precedentemente riguardo alla documentazione necessaria a fare la richiesta sia del contributo affitto 2018 che del rimborso dal Comune vale anche nel caso in cui ci si chieda quando arrivano i soldi del bonus affitto per inqulini morosi incolpevoli. Le variabili sono diverse, comunque in genere l'istruttoria e la formazione definitiva della graduatoria che stabilisce chi ha diritto a ricevere l'aiuto economico per inquilini morosi termina entro 90 giorni, quindi tre mesi. È possibile ricorrere contro il provvedimento, se negativo, entro 60 giorni con un ricorso giurisdizionale al TAR, oppure anche con un ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 giorni.

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