Come funziona la contabilità semplificata

Le cosiddette imprese minori possono accedere ad un regime contabile che permette di ottenere alcuni importanti vantaggi contabili. Naturalmente per poter usufruire di questa opzione è obbligatoria la presenza di alcuni requisiti fondamentali, che analizzeremo nel corso dell'articolo. Vedremo quindi cos'è la contabilità semplificata, qual'è il suo funzionamento e quali sono i limiti di fatturazione. Per chi volesse avere una visione di insieme di tutti gli oneri obbligatori per chi ha un'attività d'impresa o individuale consigliamo la nostra guida agli adempimenti fiscali e contabili. Ricordiamo inoltre che esiste un'altra importante agevolazione per chi aderisce al regime forfettario 2020 e per questo rimandiamo all'articolo sulle semplificazioni contabili di questo importante regime agevolato.

Cos'è la contabilità semplificata

Bene, vediamo in cosa consiste e come funziona questo regime contabile opzionale che dà la possibilità di semplificare notevolmente la componente burocratica della gestione di un'impresa, per quanto con dei limiti, come vedremo. Chiariamo innanzitutto che la scelta di aderire o meno va presa in dede di prima dichiarazione annuale Iva. In caso contrario, ovviamente, verrà adottata automaticamente la contabilità ordinaria.

Tra regime forfettario e ordinario

Possono usufruire della contabilità semplificata le cosiddette imprese minori, vale a dire le ditte individuali, le società di persone, i professionisti e gli enti non commerciali. In pratica possiamo considerare la contabilità semplificata una via di mezzo tra il regime forfettario e quello ordinario. Naturalmente chi ha un fatturato sotto una certa soglia tenderà a scegliere il regime forfettario 2020, che prevede un'aliquota Irpef agevolata, addirittura del 5% per le startup, oltre ad una contabilità veramente ridotta al minimo, anche se non è possibile scaricare l'Iva e non esistono praticamente detrazioni, se non i contributi Inps. Cliccando sugli articoli che vi abbiamo linkato avrete tutte le informazioni necessarie sul regime forfetario, compresi i requisiti per accedere e gli adempimenti fiscali obbligatori.

Limiti

Naturalmente esistono dei limiti di fatturato generato oltre i quali non si può godere di questa agevolazione, che variano a seconda del tipo di attività svolta, vale a dire se si tratta di un'attività per la prestazione di servizi oppure per la cessione di beni. Il tetto di ricavi annui che non bisogna superare è stato stabilito con l'articolo n° 18 del D.P.R 600/73, che è quello che disciplina il tutto. Vediamo quali sono i limiti stabiliti per legge nel 2020, in modo da avere le idee chiare nel momento in cui si decide di scegliere tra contabilità semplificata e ordinaria.

  • Prestazioni di servizi: 400.000 euro
  • Cessione di beni: 700.000 euro

Il principio di cassa

Il contribuente in regime di contabilità semplificata è tenuto a determinare il proprio reddito sulla base del principio di cassa, a differenza di quanto avveniva fino al 2016, quando invece veniva adottato il principio di competenza. Questa novità ha portato a delle innovazioni nella tenuta dei registri contabili obbligatori, ma solo per le cosiddette imprese minori, ovviamente. Nella sostanza queste ultime, se rientrano nei limiti imposti dalla normativa, pagano le imposte sulla base di quanto effettivamente incassato (da quì la definizione di contabilità semplificata per cassa e non sulla base del principio di competenza, come detto precedentemente.

Contabilità semplificata e ordinaria

Quanto detto precedentemente ci fa capire, oltre ogni ragionevole dubbio, che la scelta tra le due opzioni disponibili per la tenuta della contabilità della nostra impresa deve tener conto del tipo di attività svolta, oltre naturalmente della necessità di non superare i limiti di fatturato imposti dalla legge. Va fatta un'attenta analisi delle prospettive di guadagno durante il corso dell'anno e quindi valutare se risulta conveniente e fattibile l'opzione contabilità semplificata, che lo ricordiamo consente di gestire i registri contabili con molta più facilità.

Tenuta dei registri

Vediamo quali sono le agevolazioni più importanti permesse dal regime di contabilità semplificata per cassa nel 2020 e quali sono i libri obbligatori previsti per legge.

Il criterio cronologico

Le registrazioni contabili devono seguire il "criterio cronologico", quindi sulla base della data di incassi e pagamenti (sia quelli ricevuti che effettuati). Va specificato che per data si intende quella cosiddetta "disponibile", vale a dire il giorno effettivo in cui la somma accreditata risulta essere effettivamente utilizzabile. Inoltre per ogni operazione registrata vanno indicati i dati di seguito elencati:

  • Incasso (importo)
  • Dati di chi ha effettuato o ricevuto il pagamento
  • Estremi del documento che certifica l'incasso o il pagamento

Registri Iva

Nel caso in cui i dati di cui sopra siano stati già annotati nei registri Iva, è possibile soprassedere all'obbligo precedente, in quanto effettivamente già registrati (comma 4, articolo n° 18, D.P.R. 600/73). Va tenuto conto che tutte le operazioni esterne al campo di applicazione dell'Iva vanno necessariamente registrate separatamente rispetto a quelle che invece sono assoggettate ad Iva. Se volete saperne di più riguardo all'Imposta sul valore aggiunto vi rimandiamo alla nostra guida all'Iva. Infine teniamo conto che vanno annotate anche le fatture eventualmente non pagate o non ancora incassate.

Libri obbligatori

Giusto per completezza, elenchiamo quelli che sono i registri che vanno obbligatoriamente tenuti in regime di contabilità semplificata per cassa.

  • Iva (acquisti e vendite)
  • Corrispettivi
  • Incassi
  • Pagamenti
  • Altri registri Iva (omaggi, merci in lavorazione e deposito, etc.)
  • Beni ammortizzabili
  • Obbligatori in tema di lavoro (se sono presenti lavoratori dipendenti)

Reddito ed esclusioni

Completiamo l'articolo sulla contabilità semplificata per cassa con le informazioni su come si calcola il reddito per accedere a questa agevolazione e quali sono i soggetti esclusi da questa opzione.

Determinazione del reddito

Il nuovo articolo 18 del D.P.R. 600/73 ha introdotto alcune novità per professionisti e titolari di Partita Iva che intendono aderire alla contabilità semplificata per cassa. Sono previsti tre metodi diversi (che approfondiremo in un articolo successivo) per determinare il reddito, al netto ovviamente dei limiti che abbiamo visto in precedenza, vale a dire 400.000 euro per chi presta servizi e 700.000 per le attività di cessioni di beni.

  • Registro degli incassi e pagamenti (RIP)
  • Registri Iva integrati (RII)
  • Registri Iva con opzione comma n° 5

Soggetti esclusi

Non esiste solo il limite di fatturato per aderire alla contabilità semplificata per cassa. Vediamo quali sono i soggetti che devono obbligatoriamente sottostare alla contabilità ordinaria.

  • Srl, Spa, Sapa, Srls, società cooperative e mutue assicuratrici
  • Tutti gli enti pubblici e privati, le associazioni non riconosciute e i consorzi che risultano esercitare un'attività commerciale
  • Società ed enti non residenti

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