Il segreto bancario, cos'è e la fine in Svizzera

Definizione

Parliamo di un istituto del diritto bancario pensato per tutelare la riservatezza, adesso si dice privacy, dei clienti di un'istituto bancario. Il significato di fondo di tale istituto è stato preso alla lettera da molti Stati nel mondo, tra cui diverse realtà europee, con il chiaro obiettivo di attirare affari e capitali dal resto del pianeta. Il paese che più si è distinto da questo punto di vista, facendo del segreto bancario una vera e propria religione, è la Svizzera, ma da un po' le cose sono cambiate, come vedremo. Esattamente come sono cambiate in Italia, almeno rispetto al passato. Nel corso dell'articolo di oggi, infatti, tratteremo sia la novità della fine del segreto bancario in Svizzera, ma anche del DL Fisco, che per il 2019 ha introdotto un' importante novità nei controlli fiscali sui conti bancari italiani. Ma ne parleremo più avanti.

La lotta all'evasione fiscale

Le tante crisi economiche a cui siamo andati incontro, se vogliamo un effetto positivo l'hanno avuto: i vari Governi, soprattutto quelli europei, ma la cosa vale anche per l'America di Obama, forse meno per quella di Trump, non hanno potuto esimersi dall'incrementare la lotta all'evasione fiscale, un problema enorme per l'Italia, ma non solo. Le indagini fiscali sono un must in tutti i paesi del mondo e la lotta a paradisi fiscali e società offshore, almeno nelle intenzioni, si è fatta spesso molto serrata.

C'è anche il crimine organizzato

Il problema dei paradisi fiscali e del segreto bancario non riguarda solo l'evasione fiscale, ma anche l'attività della criminalità organizzata e del riciclaggio di ingentissime quantità di denaro. La Svizzera, soprattutto, ha sempre svolto il ruolo di porto sicuro anche per questo tipo di attività, almeno fino a diversi anni fa, ma le pressioni internazionali hanno avuto la meglio ed oggi le mete preferite della criminalità organizzata per mettere al sicuro i ricavi dell'attività criminale sembrano esser altri.

Non manca la corruzione

Naturalmente, uno dei soggetti che più ha usufruito dei servigi del segreto bancario è sempre stato il sistema della corruzione e non sono pochi coloro che nutrono dubbi sull'efficacia delle misure messe in atto per combattere il segreto bancario proprio per questa ragione. La corruzione interessa soprattutto la politica e tutto ciò che le gravita attorno.

La fine del segreto bancario in Svizzera e San Marino

Dopo tante resistenze anche la Svizzera ha dovuto dire addio all'istituto del segreto bancario, aderendo all'accordo sulla fiscalità del risparmio con l'Unione Europea. In seguito a questo accordo le banche elvetiche sono tenute ad aderire al sistema di scambio automatico delle informazioni fiscali vigente in Europa, ponendo fine ad un vero e proprio totem.

La patria dell'evasione fiscale e del riciclaggio

Fino a poco tempo fa, infatti, le banche svizzere erano tenute a fornire informazioni sui loro correntisti solo su specifiche richieste della magistratura o del fisco, fatto che ha contribuito a fare della Confederazione Elvetica la patria preferita di evasori ed elusori fiscali di tutto il mondo, a partire da tanti italiani. Ma non solo. In Svizzera da sempre transitano affari di tutti i tipi, compresi riciclaggio della criminalità organizzata e corruzione, cosa adesso più difficile. Va specificato che la fine del segreto bancario in Svizzera riguarda i correntisti residenti all'estero e non i cittadini svizzeri.

Cosa cambia

Vediamo quali sono le principali conseguenze dell'accordo sulla fine del segreto bancario in Svizzera, accordo che è diventato operativo dal 1° gennaio 2017, con retroattività alla stessa data.

  • Report semestrali all'Agenzia delle Entrate
  • Andando in Svizzera non ci si nasconde più all'Agenzia delle Entrate italiana.

    Oggi qualunque intermediario finanziario svizzero è tenuto a trasmettere report semestrali all'autorità fiscale elvetica. Quest'ultima invierà i reporti all'Agenzia delle Entrate e alle altre 27 Agenzie dei paesi appartenenti all'area dell'Unione Europea, tra cui, ovviamente quella italiana.

  • Trasmissione dei dati concernenti il cliente
  • Banche, compagnie di assicurazioni sulla vita e altri soggetti sono tenuti a trasmettere al fisco federale svizzero, che poi li invierà al fisco dello Stato di residenza, l'insieme dei dati relativi al cliente e al suo patrimonio. Parliamo dell'importo lordo di interessi e dividendi, compresi quelli da fondi di investimento, saldo del conto bancario (anche nel caso in cui risultassero intestati a società di sede, trusti e fondazioni, con l'obbligo di comunicare anche i nomi di trustees e protectors), introiti da contratti di polizze vita e importo lordo derivante da cessione di attivi finanziari.

  • Nessuna garanzia
  • Relativamente al processo di acquisizione delle informazioni, nel caso in cui il cliente sia un contribuente estero, non si applicano le garanzie previste dalla Convenzione europea sui diritti dell'uomo (riguardo l'equo processo).

San Marino

Dallo scorso anno fine del segreto bancario anche per San Marino, che subisce la stessa sorte della Svizzera riguardo lo scambio di informazioni sui conti correnti di cittadini stranieri. Se volete approfondire l'argomento San Marino vi consigliamo questo articolo scritto un po' di tempo fa sulle tecniche per nascondere affari e capitali nella Repubblica del Titano, attività però adesso più difficile.

Il segreto bancario in Italia

Nella sostanza, da aprile 2016, il segreto bancario in Italia non esiste più. La nuova normativa italiana stabilisce che le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti ad inviare all'Agenzia delle Entrate, con valore retroattivo, i saldi e tutte le informazioni relative a movimentazioni dei conti correnti e dei rapporti finanziari. Il tutto va a finire negli archivi del fisco e quindi incrociato con numerosi altri dati per valutare se il potere di spesa di un soggetto fiscale o meno risulta coerente con gli introiti dichiarati.

Il DL Fisco 2019

Novità importante quella introdotta dal Dl Fisco 2019, ovviamente con l'intento di combattere evasione fiscale e riciclaggio. Adesso la Guardia di Finanza può accedere direttamente alle banche dati fornite dall'Agenzia delle Entrate, con informazioni che arrivano anche dagli istituti di credito. La vera novità è che dal 2019 la Guardia di Finanza non deve più chiedere il permesso al Pubblico Ministero per accedere ai dati dei correntisti italiani, ma può farlo direttamente ed in modo molto facile e veloce. Apertura e chiusura di un conto bancario, saldi, operazioni varie, bonifici, portafogli investimenti e così via. Tutto può essere analizzato dalle Fiamme Gialle nel caso in cui un contribuente puzzi di evasione fiscale. Subito dopo, se i controlli sono positivi, scattano gli accertamenti veri e propri.

Serpico

Degli incroci dei dati, inoltre, si occupa un potente sistema informatico, chiamato Serpico, mirato a gestire tutta una serie di strumenti di lotta all'evasione fiscale. Tra questi troviamo studi di settore, redditometro, spesometro, ed altri che analizzano polizze assicurative, dichiarazione dei redditi, naturalmente, informazioni provenienti dal catasto, dalla motorizzazione e così via.

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