Come risparmiare sul prezzo dei carburanti

L'eterno scaricabarile

Sappiamo tutti che il prezzo dei carburanti in Italia è determinato da una quota fiscale assai importante, costituita a sua volta da un percentuale di accise e dall'Iva, che tra l'altro grava sulle stesse accise. Più volte le aziende del settore, che certo non sono degli angioletti, hanno denunciato questo stato delle cose, cercando, non senza ragioni, va detto, di spostare il peso delle responsabilità sullo Stato. Certo, un certo impegno nel farci la cresta, come si suol dire, si nota spesso e volentieri, basta guardare cosa succede ogni volta che arrivano le vacanze, soprattutto di Natale. Nei giorni delle partenze i poveri automobilisti assistono ad improvvisi aumenti, sempre naturalmente con il classico scaricabarile che tanto rappresenta lo stato delle cose nel nostro paese.
Comunque, diamo un'occhiata alla struttura dei prezzi dei carburanti, basandoci sui dati rilasciati in tempo reale dall'Up, l'Unione petrolifera. I dati che riporteremo si riferiscono a fine 2016, ma fanno ben capire il peso delle tasse sul prezzo finale di un bene, va ricordato, che incide moltissimo sul costo della vita.

Analizziamo i costi

Bene. Osserviamo le immagini sottostanti, che schematizzano la situazione. Passeremo successivamente ad un'analisi dei dettagli in modo da farci un'idea generale della questione. Conoscere e capire come si struttura il prezzo è il modo migliore per passare successivamente alle azioni da mettere in atto per risparmiare sul prezzo dei carburanti, che è il vero obiettivo del nostro articolo. Come abbiamo detto i dati si riferiscono a fine 2016, precisamente a novembre. Parliamo quindi di un costo medio della benzina di 1.474 euro al litro e del gasolio di 1.323 euro al litro. Nei riquadri arancioni evidenzieremo la quota fisco, mentre in quelli verdi i costi industriali, rappresentati in buona parte dal prezzo della materia prima, e il margine di guadagno delle aziende del settore.

  • Benzina
  • Componenti del prezzo della benzina.
  • Gasolio
  • Componenti del prezzo del diesel.

Pesano fisco e Iva sulle accise

Come mostrano chiaramente le immagini, il peso del fisco sul costo dei carburanti in Italia è veramente importante, nella sostanza i 2/3, più o meno, del prezzo alla pompa. L'Iva al 22%, che come abbiamo detto grava sulle stesse accise, il piatto grosso della situazione, rende la richiesta fiscale ancora più pesante.
Allo stesso tempo il costo industriale, che si riferisce alla quotazione Platts sul mercato internazionale più una quota per il biodiesel, rappresenta solo una parte minoritaria del costo finale, cosa che spiega perchè quando il prezzo al barile diminuisce non si vedono stravolgimenti alla pompa. Il margine per le aziende del settore, come possiamo vedere, non è certo straordinario, ed inoltre va considerato che su quel ricavo vanno pagate tasse locali e portuali e, naturalmente, i vari passaggi della filiera.

Le soluzioni possibili

Va da sé che, dato l'alto peso del fisco sul costo finale, le mosse che si possono mettere in atto per risparmiare sul prezzo del carburante non permettono di intervenire in modo significativo sull'esborso unitario quando andiamo a fare benzina o gasolio, ma nell'insieme, visto che l'operazione la ripetiamo varie volte al mese, la conoscenza approfondita del settore può comportare un risparmio anche piuttosto sensibile per un costo fisso che, in molti casi, interviene pesantemente sull'economia familiare.
Bene, vediamo quali possono essere le soluzioni possibili per risparmiare sul prezzo della benzina e del diesel.

La legge ci viene in aiuto

Cartellone con le indicazioni sui costi dei carburanti.

Nonostante l'impressione generale nel nostro paese sia quella di una politica continuamente asservita alle lobby del settore, dall'energia alle telecomunicazioni, dalle assicurazioni alle banche e così via, ogni tanto il nostro Parlamento si ricorda di noi e legifera bene.
Per troppo tempo si è assistito ad una vera e propria jungla dell'esposizione dei prezzi da parte degli esercenti, anche con veri e propri specchietti per le allodole il cui unico obiettivo era quello di far fermare l'automobilista di turno. A questo proposito, con un Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico il 17 gennaio 2013, il legislatore ha stabilito alcune regole che le aziende del settore devono rispettare nell'esposizione dei prezzi dei carburanti sulla cartellonistica visibile dalla carreggiata stradale. Diamo un'occhiata ad una sintesi di queste regole, volte a dare al consumatore una maggiore consapevolezza dell'effettivo costo finale.

  • Stop a sconti e promozioni
  • Nella sostanza è stato introdotto il divieto di esporre prezzi sotto forma di sconti o frutto di campagne promozionali, spesso riservate solo a pochi soggetti, ma utili, come abbiamo detto, a fermare l'automobilista di turno. Le campagne promozionali, molto gradite da tanti automobilisti, possono essere uno strumento efficace per risparmiare sul prezzo dei carburanti, ma era ormai diventata un'abitudine diffusa quella di promuovere sui cartelloni il costo al litro facendo credere che era per tutti, mentre in realtà si riferiva solo a consumatori che avevano aderito ad una campagna promozionale o ad altre forme di affiliazione.

  • Obbligo della minore evidenza della terza cifra decimale
  • Questa norma ha suscitato diverse polemiche, in quanto il possibile effetto controproducente è dietro l'angolo, come è facile immaginare. L'obiettivo è, naturalmente, quello di dare maggiore incidenza al prezzo calcolato con i centesimi, ma i millesimi finali possono fare la differenza, nell'insieme. La proposta avanzata da alcune parti di eliminare del tutto i millesimi finali non è risultata praticabile, in quanto avrebbe da un lato portato ad un effetto inflattivo di arrotondamento al centesimo superiore, e dall'altro avrebbe lasciato meno spazio alla naturale competizione tra le aziende.

  • Ordine dei prezzi
  • Il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito anche l'obbligatorietà di un ordine prestabilito dei prezzi, a seconda del tipo di carburante, dall'alto verso il basso: gasolio, benzina, GPL e metano. L'obiettivo è, naturalmente, quello di creare uno standard visivo che permetta al consumatore di farsi un'idea al volo del costo reale del carburante di suo interesse. La legge stabilisce anche una grandezza minima dei caratteri (almeno 12 centimetri) cosiddetti significativi, vale a dire quelli relativi a euro e centesimi.

  • Va indicato il costo del self service
  • Se presente, ovviamente, va indicato anche il prezzo del carburante in modalità self service, ma con regole ben precise e orientate ad evitare che l'automobilista venga confuso. In pratica, la grafica, in questo caso, deve essere diversa dalle indicazioni generiche del prezzo dei carburanti.

Aiutiamoci con le app

Negli ultimi anni, e non poteva essere diversamente, sono nate diverse app per aiutarci a trovare il prezzo migliore del carburante per la nostra automobile, ma naturalmente il discorso vale anche per le moto. Alcune di queste applicazioni sono state realizzate da singoli programmatori, o aziende specializzate, altre da istituzioni ufficiali o associazioni dei consumatori. Bene, diamo un'occhiata alle app più interessanti presenti sul mercato.

  • Prezzi Benzina - GPL e Metano
  • Disponibile per Android, iOS, Windows Phone e BlackBarry 10, e realizzata con il contributo di Federconsumatori, Adusbef, Adiconsum e PrezziBenzina.it, permette di trovare al volo il distributore più vicino alla propria posizione che offre le condizioni migliori a seconda del tipo di carburante scelto, accedendo ad una banca dati che tiene in considerazione sia le compagnie più conosciute che i distributori indipendenti, come "Pompe Bianche" o "No Logo". Una volta trovato il distributore più economico si verrà automaticamente indirizzati al software di navigazione preferito. Ogni utente può collaborare attivamente per segnalare i prezzi migliori, migliorando quindi il servizio.

  • OsservaPrezzi
  • Realizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico, e disponibile sia per Android che per iOS, anche nella versione tablet, l'app è completamente gratuita, permette di individuare a vista i distributori più economici semplicemente osservandone il colore, che varia dal verde del più conveniente al rosso del più caro. E' presente anche una mappa, con la possibilità di impostare il percorso più vantaggioso per raggiungere il distributore migliore per le proprie esigenze. Interessante la possibilità per l'utente di avvisare le autorità competenti in caso di informazioni errate rilasciate dall'esercente, che in questo caso potrà essere sanzionato con una multa che va da 500 a più di 3.000 euro.

  • iNeedFuel
  • Specifica per iPhone permette di fare la ricerca sulla base di due criteri base: il distributore più vicino e quello più economico. Una volta trovato l'oggetto del desiderio, chiamiamolo così, si potranno visualizzare tutte le informazioni del caso e quindi calcolare il percorso migliore per raggiungerlo. Anche in questo caso è possibile dare un contributo personale con l'obiettivo di tenere i prezzi sempre aggiornati.

  • Autostrade Italia
  • Calcola il pedaggio da casello a casello e mette a disposizione la lista completa di tutte le stazioni di servizio presenti sulla rete autostradale nazionale. I prezzi vengono aggiornati costantemente.

Ma non è tutto oro quello che luccica

Come vediamo le soluzioni per risparmiare sul prezzo di benzina, diesel e GPL esistono ma, come denunciato più volte dal Codacons, la situazione in Italia, quando si parla di carburanti, presenta delle forti criticità. Non sono poche le associazioni dei consumatori che denunciano quello che in molti casi sembra veramente evidente: il cartello dei prezzi tra le aziende del settore. Va da sé che, se si analizzano le cose da questo punto di vista, anche le leggi e le app per risparmiare lasciano il tempo che trovano.

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