Il Family act e l'assegno unico per i figli

Nel CDM di giugno dello scorso anno il Governo ha approvato il cosiddetto Family Act, vale a dire tutta una serie di misure economiche destinate alle famiglie che hanno trovato una prima conferma con il DDL Bilancio 2021. Dal 1° luglio 2021, infatti, verrà erogato un assegno unico per i figli fino a 21 anni, con un finanziamento di 3 miliardi di euro per il 2021, che diventeranno 5 nel 2022. Parliamo, quindi, ma per il momento c'è solo l'assegno unico, di contributi per i figli fino a 21 anni, la riforma dei congedi parentali, aiuti economici per asili nido e scuole materne, incentivi per le imprese che adottano orari flessibili, bonus per gli studi universitari e altre misure che vedremo nel corso dell'articolo. Diciamolo subito: affinché le misure decise siano concretamente richiedibili saranno necessari alcuni passaggi parlamentari, quindi il tutto ha bisogno di un po' di tempo per essere realtà, oltre che di risorse piuttosto ingenti. In più c'è il problema dell'accorpamento di altri bonus, assegni e contributi alle famiglie con figli, con il rischio che si prenda meno di quanto ricevuto precedentemente. Ma ne parleremo nel corso dell'articolo e vedremo anche come si calcola il valore dell'assegno unico per i figli e quanto spetta a seconda del reddito ISEE dichiarato.

Gli aiuti per i figli

Ancora di più in epoca Covid-19, come ormai possiamo definire gli anni a venire dopo la tragedia Coronavirus, si sente l'esigenza di venire incontro alle famiglie con misure di sostegno economico per affrontare le problematiche a cui dovremo abituarci ogni giorno di più. Per l'elenco dei contributi ai nuclei familiari, già disponibili, vi invitiamo alla lettura del nostro articolo sui Bonus Famiglia 2021. Bene, vediamo quali sono gli aiuti alle famiglie con figli promessi dal Family Act.

L'assegno unico 2021

Si tratta certamente del contributo più atteso e che ha creato anche qualche fibrillazione all'interno della maggioranza di Governo sull'attribuzione di questo aiuto economico, cosa che però poco interessa ai beneficiari di un sostegno alla gestione dei figli. Ricordiamo che esistono già gli Assegni familiari, i cosiddetti ANF, ma con requisiti più stringenti rispetto al contributo universale deciso dal Consiglio dei Ministri e comunque con caratteristiche diverse. Vedremo a breve quali sono le caratteristiche principali di questo sostegno economico e con quali altri contributi per i figli è cumulabile, ma riportiamo intanto la descrizione contenuta nell'articolo 2 del documento rilasciato dal CDM: L'assegno universale costituisce un beneficio economico attribuito a tutti i nuclei familiari con figlie e figli a carico. Come vediamo, il contributo non è destinato solo a particolari soggetti beneficiari, come gli assegni familiari ANF 2021, ma a chiunque ha almeno un figlio. Questa è la novità più importante per il 2021, anche se, per quanto riguarda l'importo, sarà deciso da un sistema misto di calcolo che vedremo a breve. Vediamo come funziona l'assegno unico per i figli 2021.

  • Quanto spetta e reddito ISEE
  • Allo stato attuale, è necessario attendere l'approvazione dei decreti legislativi collegati alla legge delega Famiglia, il valore massimo dell'assegno unico per i figli è previsto in 250 euro al mese. Vedremo comunque alcune stime realizzate dalla Fondazione studi consulenti del lavoro. Nella sostanza, è stato stabilito un importo minimo, uguale per tutti, a cui viene aggiunta una quota che dipende dal reddito ISEE dichiarato, di cui spieghiamo il funzionamento, relativo al 2021, nell'articolo appena linkato, con tutte le agevolazioni disponibili, cos'è la DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica ed i documenti necessari per fare la richiesta di bonus e contributi vari. Vediamo adesso, sulla base delle prime stime, quanto spetta di assegno unico alle famiglie, a seconda del reddito ISEE dichiarato.

    • ISEE fino a 30.000 euro all'anno
    • Per ciascun figlio minorenne spettano 1930 euro all'anno (161 al mese) di assegno unico, che diventano 1.158 (97 al mese) per figli maggiorenni.

    • ISEE da 30.000 a 52.000 euro all'anno
    • Decrescita dell'assegno unico rispetto ai valori precedenti. La Fondazione studi consulenti del lavoro in questo caso non dichiara un valore esatto dell'assegno.

    • Oltre i 52.000 euro
    • 800 euro all'anno (67 al mese) per figli minorenni. Per i maggiorenni l'assegno unico corrisponde a 480 euro all'anno (40 al mese).

  • A chi spetta e famiglie numerose
  • L'assegno unico per i figli 2021, che non partecipa al calcolo del reddito familiare, spetta a tutte le famiglie con almeno un figlio, per il quale si otterrà il contributo fino al diciottesimo anno d'età, estendibile a 21 anni se il figlio per cui si riceve l'assegno unico risulta studente o disoccupato (vedremo l'argomento in dettaglio più avanti). Si comincerà a ricevere questo aiuto economico già al settimo mese di gravidanza. Per i nuclei con 3 o più figli a carico l'assegno sarà più corposo, in quanto verrà maggiorato di un 20% a partire dal terzo figlio. Per chi ha un reddito basso ed è un nucleo familiare numeroso, consigliamo anche la lettura dell'articolo sulla Carta Famiglia 2021, che prevede tutta una serie di sconti in negozi convenzionati, ovviamente per spese di gestione dei figli. Un ulteriore incremento è previsto per chi ha a carico figli con disabilità.

  • Chi ne ha diritto
  • Hanno diritto all'assegno unico per i figli tutti i cittadini italiani, quelli dell'Unione europea e gli extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo che siano residenti in Italia da almeno due anni, anche non continuativi. A differenza di altri precedenti aiuti alle famiglie, l'assegno unico per i figli non spetta solo ai lavoratori dipendenti, pubblici o privati che siano, ma anche a lavoratori autonomi, liberi professionisti e disoccupati. Chi riceve l'assegno deve essere un soggetto fiscale nazionale, quindi paga l'imposta sul reddito in Italia e per tutta la durata dell'assegno deve risiedere nel nostro paese. Insomma, non si può prendere l'assegno unico per i figli e poi andare a vivere all'estero. Nel caso di genitori divorziati, l'assegno viene erogato al genitore affidatario, ripartito tra i due genitori nel caso di affidamento congiunto o condiviso.

  • Assegno unico per figli maggiorenni
  • Abbiamo detto precedentemente che questo contributo economico spetta anche per i figli da 18 a 21 anni, non solo per i minorenni, ma ci sono delle regole. Innanzitutto, una volta compiuta la maggiore età l'assegno viene ridotto ed è vincolato a delle condizioni ben precise. Il figlio maggiorenne per cui si continua a ricevere l'assegno unico deve risultare iscritto all'università oppure ad un corso di formazione scolastica o professionale. Rientrano nella platea dei beneficiari anche coloro che stanno svolgendo il servizio civile universale, un tirocinio oppure un'attività lavorativa con un reddito particolarmente basso, che verrà stabilito nei prossimi mesi. Genericamente, hanno diritto all'assegno unico per i figli anche i genitori di ragazzi disoccupati e in cerca di lavoro. Per figlio a carico si fa riferimento al Testo unico delle imposte sul reddito, che per minori di 21 anni prevede un reddito, del figlio a carico, non superiore ai 4.000 euro all'anno. Inoltre, i figli maggiorenni possono chiedere che l'assegno unico gli venga erogato direttamente, con l'obiettivo di favorire l'autonomia dei giovani dal nucleo familiare.

  • Figli con disabilità
  • Per ogni figlio con disabilità, fino a 21 anni d'età, l'assegno unico verrà maggiorato per un valore tra il 30 ed il 50%, a seconda del grado di disabilità certificato. L'assegno unico per i figli disabili viene riconosciuto anche per chi ha più di 21 anni, ma in questo caso non ci sarà la maggiorazione prevista per chi vive questa condizione.

  • Calcolo dell'assegno unico 2021
  • Tutto va ancora deciso da successive leggi delega, quindi non sono state rilasciate informazioni precise su come si calcola l'entità dell'assegno unico per i figli. Le uniche certezze sono rappresentate dal fatto che il valore dell'assegno dipenderà dall'Isee e terrà conto dell'età dei figli a carico. Inoltre, vista l'esperienza negativa del reddito di cittadinanza, si vuole evitare l'effetto di disincetivo al lavoro per il secondo percettore di reddito del nucleo familiare. L'assegno, che sarà costituito di una parte fissa ed una variabile, si può ricevere direttamente oppure sotto forma di detrazione fiscale, quindi come credito d'imposta.

  • Quando parte l'assegno unico per i figli
  • Dal 1° luglio le famiglie con figli potranno cominciare a ricevere l'assegno unico, ma è necessario attendere le varie leggi delega che stabiliranno i dettagli di questo aiuto alle famiglie che, lo ricordiamo, andrà ad accorpare altri bonus, assegni, detrazioni e contributi già presenti.

  • Concomitanza con altri aiuti alle famiglie
  • L'assegno unico per i figli è cumulabile con reddito e pensione di cittadinanza, quindi ne ha diritto anche chi già riceve questi aiuti. Inoltre, l'assegno può essere cumulato con i vari bonus e contributi per i figli erogati da regioni, province autonome ed enti locali.

Contributi per asilo nido

Nonostante già esistano misure di sostegno all'educazione dei figli, il Family Act è stato pensato per riordinare il settore, mettendo in comunicazione tra loro vari ministeri, da quello dell'Istruzione a quello delle Politiche giovanili e dello sport. Anche in questo caso si parla di tanti intenti, un po' il tratto distintivo del Family Act, senza nessun riferimento a parametri di spesa, fondi disponibili e così via. Vediamo l'elenco delle misure stabilite dal Consiglio dei Ministri, tutte da confermare nel passaggio parlamentare per attuarle nel 2021.

  • Razionalizzazione
  • I vari benefici fiscali già presenti devono essere riordinati e vanno introdotte misure agevolative per la crescita, il mantenimento e l'educazione dei figli.

  • Asili nido ed istruzione in generale
  • Il Family Act prevede per il 2021 l'introduzione di contributi alle famiglie per l'istruzione dei figli, quindi per il pagamento delle rette di asili nido, sia pubblici che privati, scuole dell'infanzia, micronidi ed anche generiche forme di supporto presso la propria abitazione dei bambini sotto i 6 anni d'età.

  • Armonizzazione territoriale
  • Il Governo si impegna a garantire gli stessi livelli di servizi socio-educativi per l'infanzia su tutto il territorio nazionale, così da garantire pari opportunità di accesso a tutte le famiglie.

Bonus per le spese dei figli

Il Family Act promette soldi ed agevolazioni fiscali per il mantenimento dei figli nel 2021, con contributi che vanno a coprire vari costi per le famiglie, dalle cure per il disturbo dell'apprendimento ai corsi di musica, passando per gite scolastiche, abbonamenti per palestre, piscine e associazioni sportive, corsi di lingua e così via. Non manca la cultura, con rimborsi per l'acquisto di biglietti per cinema, teatri, spettacoli dal vivo, musei e simili. Ovviamente, in questo festival del rimborso, non possono mancare i libri per la scuola e i supporti informatici necessari allo studio. L'elenco è veramente lungo, anche troppo, tanto da far pensare ad una pioggia di contributi di qualunque tipo. La domanda è: e i soldi? Comunque, queste agevolazioni dovrebbero essere erogate attraverso un sistema misto di benefici fiscali e quote di denaro vincolate allo scopo. Vedremo.

Per genitori e imprese

I congedi parentali sono già presenti nella legislazione italiana, come abbiamo spiegato nell'articolo sui prestiti e bonus figli attualmente disponibili, potenziati, tra l'altro, per far fronte all'emergenza Coronavirus e non più limitati solo alla nascita di un figlio. Con il Family Act, però, la legislazione viene adeguata ai tempi e potenziata, garantendo più diritti ai genitori. Per il 2021 sono previste regole più flessibili per i datori di lavoro per venire incontro, pur concedendo il congedo parentale, alle esigenze delle famiglie con figli, ma rispettando i contratti collettivi del settore di riferimento. Rivisti anche i permessi per le malattie dei figli. Vediamo quali sono le novità introdotte dal Family Act.

Congedo parentale

Innanzitutto viene stabilito, il tutto però dovrà essere confermato, un periodo minimo di congedo che non potrà essere inferiore ai due mesi, stabiliti per ogni figlio ed esclusivo per uno dei due genitori, senza la possibilità di cederlo al coniuge. Inoltre, il DDL Bilancio 2021 fa salire a 10 giorni il congedo obbligatorio per i papà nei primi mesi dopo la nascita di un figlio. Non sarà possibile subordinare la concessione di questo diritto allo stato civile o di famiglia, così come ad un determinato periodo di anzianità. Il lavoratore che vuole usufruire del congedo parentale 2021 dovrà avvisare il datore di lavoro con un periodo di preavviso ancora non determinato ed inoltre viene stabilita la perfetta equiparazione tra settore pubblico e privato. Viene prevista la possibilità di attuare misure specifiche per determinati settori particolari e anche l'estensione del diritto al congedo parentale per i lavoratori autonomi.

Permessi per malattia dei figli

Allo stato attuale, se un genitore è costretto a stare a casa perché il proprio figlio, o figlia che sia, è malato, può farlo, ma perde la retribuzione. Il Family Act stabilisce per il 2021 il bisogno di prevedere un sistema di retribuzione definito "graduale" per i genitori costretti a stare a casa per un problema di salute dei figli, ma non specifica né come funzionerà, né chi lo paga. Ovviamente, nel caso in cui a pagare fosse il datore di lavoro, si prospettano proteste delle associazioni di categoria, visto che in questo momento, con Covid-19 che ha messo in ginocchio migliaia di aziende, diventa dura pensare che chi ha già problemi possa fare quello che in effetti si chiama Welfare, che deve essere a carico dello Stato, non delle aziende.

Colloqui con i professori

Anche in questo caso viene prevista la retribuzione per le ore perse per i colloqui con gli insegnanti dei propri figli, ovviamente presso la scuola frequentata. Si parla di almeno 5 ore all'anno, ma ancora una volta non viene precisato chi paga e l'aria che tira è che il peso di tutte queste belle cose dovrebbe ricadere sui datori di lavoro, vale a dire le aziende. Ci sentiamo di dire che, a meno di un'erogazione di risorse da parte dello Stato, difficilmente tutte queste belle intenzioni diventeranno realtà, altro che 2021, ma rimarranno sulla carta, come spesso succede con i buoni propositi del Governo di turno bocciati però in fase di conversione parlamentare.

Indennità integrativa per le madri

Con l'obiettivo di incentivare la possibilità per le donne che mettono al mondo un figlio anche di poter lavorare, per il 2021 viene prevista una indennità integrativa allo stipendio, che verrebbe erogata dall'Inps, una volta terminato il periodo di congedo obbligatorio. La cosa, va detto, è parecchio fumosa, come tutto il resto, ma si parla di detrazioni Irpef per colf e babysitter, oppure per chi assiste un familiare assunto con contratto di lavoro subordinato. Nell'articolo linkato, in pratica la nostra guida all'Irpef, trovate tutte le detrazioni disponibili, anche per le famiglie. Il documento che accompagna il Family Act, per quanto riguarda gli sconti fiscali come indennità integrativa per le donne lavoratrici, prevede quote commisurate al reddito Isee, quindi non uguali per tutti. Ricordiamo che, per le donne che mettono al mondo un figlio, esistono sia l'assegno di maternità, erogato dallo Stato e dal Comune di appartenenza, che il Bonus Bebè, tra l'altro rivisto nella sua formulazione. Se siete interessati all'argomento, troverete nei due articoli linkati tutti gli approfondimenti necessari, compreso il requisito essenziale del reddito Isee necessario per fare la domanda di questi contributi alle neo-madri.

Incentivi alle imprese

Il Family Act prevede una serie di incentivi 2021 alle imprese che flessibilizzano orario e modalità di lavoro per venire incontro alle esigenze private dei propri dipendenti. Dovranno, naturalmente, rispettare le norme contenute nei contratti nazionali ed il lavoratore avrà comunque la possibilità di chiedere il ripristino delle condizioni originarie. Insomma, le imprese non potranno obbligare i lavoratori a modalità di lavoro flessibili, ma solo venire incontro alle loro esigenze. Per le nuove startup femminili sono previste misure di sostegno economico per i primi due anni di attività.

Altri aiuti

Tra gli aiuti alle famiglie previsti dal Family Act sono presenti anche agevolazioni per lo studio dei figli e le giovani coppie che vogliono acquistare casa.

Detrazioni per libri e affitti

Inesorabilmente vago e generico, il Governo prevede la possibilità, a suo dire a partire dal 2021, di aiutare le famiglie con figli che studiano all'università sia per l'acquisto di libri che per l'affitto di casa, sotto forma di detrazioni fiscali. Tutto molto vago e senza nessuna indicazione sui parametri di spesa e le risorse disponibili. Visto che ci siamo, forse è meglio, vi consigliamo la lettura del nostro articolo sui prestiti per i libri di scuola, comprese alcune informazioni per evitare di pagare interessi spropositati e costi non richiesti, come spesso avviene per finanziamenti di piccolo taglio.

Agevolazioni acquisto prima casa

Il Family Act si occupa anche di contributi per le giovani coppie che intendono acquistare la loro prima abitazione nel 2021. Inutile cercare di saperne di più, si parla di un intento non meglio specificato. Nel frattempo, se volete approfondire l'argomento, lo trattiamo in dettaglio nella nostra guida alle agevolazioni prima casa, dove parliamo sia dei contributi per chi vuole acquistare, comprese le giovani coppie che possono accedere a mutui agevolati, che per chi ne possiede già una, quindi esenzioni, bonus, detrazioni fiscali e simili.

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