Cos'è l'Irpef e come si calcola

L'Imposta sul reddito delle persone fisiche, il cui acronimo è proprio Irpef, è stata istituita nel 1974 a seguito della riforma del sistema tributario. A suo tempo le fasce di reddito su cui questa tassa veniva applicata andavano da 2 a 500 milioni di lire. L'Irpef rappresenta la principale fonte di ingresso per lo Stato italiano, visto che corrisponde a circa un terzo del totale del gettito fiscale. Se siete interessati a conoscere quali sono gli altri oneri obbligatori per chi possiede una partita Iva, compresi contabilità e fatturazione, vi invitiamo a leggere la nostra guida agli adempimenti fiscali. Per quanto riguarda apertura e funzionamento potete leggere l'articolo su che cos'è la Partita Iva e come funziona.

Cos'è l'Irpef

Si tratta di un'imposta diretta, personale e con carattere progressivo. Viene infatti calcolata mediante l'applicazione di aliquote che dipendono dallo scaglione di reddito di appartenenza. Va specificato che questa tassa si applica a tutti i tipi di reddito, compresi quelli realizzati all'estero, naturalmente se si è residenti in Italia. Si possono sottrarre, nel calcolo dell'Irpef, tutta una serie di voci, i cosiddetti oneri deducibili, che vengono annualmente indicati nell'articolo 11 TUIR e che vedremo successivamente nel corso dell'articolo. Prima di procedere all'elenco degli scaglioni e delle aliquote necessarie al calcolo lordo dell'imposta, vediamo quali sono i tipi di reddito soggetti a tassazione Irpef.

  • Fondiari
  • Introiti derivanti da fabbricati e terreni posseduti a titolo di proprietà, usufrutto e enfitèusi (godimento della proprietà, ma obbligo a migliorare il fondo e pagare al proprietario un canone annuo).

  • Di capitale
  • Redditi da rendite finanziarie e da dividendi da partecipazione tassati al lordo delle spese di produzione solo nel momento in cui si incassano gli importi in oggetto (principio di cassa).

  • Di lavoro dipendente
  • Rientrano in questa categoria non solo le prestazioni di lavoro alle dipendenze di altri soggetti, ma anche i lavori a domicilio, le pensioni e gli interessi maturati sui crediti di lavoro.

  • Di lavoro autonomo
  • I redditi di questo tipo sono quelli realizzati per mezzo di attività lavorative diverse da quelle di impresa o di lavoro dipendente (tra cui anche prestazioni occasionali e collaborazione coordinata e continuativa se svolta abitualmente e in forma professionale).

  • Di impresa
  • In questo caso parliamo di reddito conseguente all'attività di imprese di natura commerciale, quindi produzione di beni e servizi, attività di trasporto, allevamento e agricoltura, banche, assicurazioni e così via. Rientrano in questa categoria anche le ditte individuali.

  • Redditi diversi
  • Fondamentalmente tutti i tipi di reddito che non rientrano nelle categorie precedenti, come per esempio le plusvalenze immobiliari, le vincite alle lotterie e i proventi illeciti.

Chi la paga

I soggetti destinatari del pagamento dell'Irpef sono disciplinati dall'articolo 2 D.P.R. n° 917 del 1986. Vediamo chi sono.

  • Residenza in Italia
  • Chiunque produca un reddito sia sul territorio nazionale che all'estero.

  • Residenza all'estero
  • In questo caso l'Irpef viene calcolata solo su introiti derivanti da attività esercitate nel territorio italiano.

  • Soggetti passivi impropri
  • Si intendono con questa denominazione i soci di società di capitali che aderiscono alla cosiddetta "tassazione per trasparenza". È la società che fa la dichiarazione dei redditi, ma sono i soci a pagare l'imposta in proporzione alla quota di partecipazione.

Quando si paga

Innnanzitutto va specificato che l'Irpef si paga quando l'importo complessivo supera la soglia di 51,65 euro. Di norma il pagamento va effettuato entro la scadenza del 30 novembre, ma se l'acconto supera quota 257,52 euro si può dividere il saldo in due rate: la prima va pagata entro il 30 giugno e deve corrispondere al 40% del valore totale. La seconda, del restante 60%, va saldata entro la normale scadenza del 30 novembre.

Il ravvedimento operoso per il mancato pagamento

Nel caso in cui abbiate "dimenticato" di pagare l'Irpef, oppure se ci sono stati degli errori nel calcolo di quanto dovuto, potete accedere all'istituto del ravvedimento operoso. Le sanzioni previste in questo caso sono decisamente più basse di quelle applicate dall'Agenzia delle Entrate in caso di controlli e prevedono un sistema che applica un interesse progressivo man mano che ci si allontana dalla data della scadenza naturale del pagamento Irpef.

Residenza in paradisi fiscali

Lo Stato italiano è tra quelli che deve maggiormente affrontare il problema della fuga di capitali e imposte, anche perchè l'elevata tassazione genera naturalmente una importante e diffusa evasione fiscale. Nel 1999 il legislatore ha stabilito delle norme più stringenti nei confronti di chi ha spostato la propria residenza in un paradiso fiscale o comunque in uno Stato a regime tributario agevolato. Per chi fosse interessato all'argomento consigliamo il nostro articolo su come trasferire la residenza in Svizzera. Comunque, vediamo quali sono le condizioni per dimostrare di essere realmente residenti in un altro paese a trattamento fiscale agevolato.

  • Residenza reale
  • Bisogna dimostrare di risiedere veramente nel paese nella cui anagrafica si risulta iscritti presentando i contratti per la fornitura dei servizi essenziali (acqua, luce, gas, etc.), naturalmente con le ricevute di pagamento che dimostrano un utilizzo reale e continuativo dei suddetti servizi.

  • Attività
  • È necessario consegnare alle competenti autorità italiane la documentazione attestante lo svolgimento di un'attività nel paese in cui si risulta residenti (per esempio un contratto di lavoro, contratti di fornitura di materiali e così via).

  • Trasferimento dei propri interessi
  • Il soggetto che vuole dimostrare di essere realmente residente in un paese a fiscalità privilegiata deve dimostrare di aver realmente trasferito all'estero tutti i propri interessi familiari, sociali ed economici. A questo proposito ricordiamo al lettore che dal 1° gennaio 2017 sono cambiate le norme relative al segreto bancario che fino a poco tempo fa garantiva l'anonimato a chi possedeva risorse depositate in istituti bancari all'estero. Le nuove norme, volute dalle autorità europee, vanno ad intaccare anche il totem delle banche svizzere e di San Marino.

  • Permanenza in Italia
  • Se si è iscritti all'anagrafe italiana per almeno 183 giorni all'anno (184 negli anni bisestili), si è consideranti residenti sul territorio nazionale e questo anche se i 183 giorni non sono continuativi. In alternativa all'iscrizione all'anagrafe viene considerato valido anche il semplice domicilio, oltre naturalmente alla residenza. A questo si deve aggiungere Serpico, il sistema dell'Agenzia delle Entrate che riceve tutti i dati dai nostri conti correnti ed anche la collaborazione di numerosi comuni italiani con la Guardia di Finanza nella ricerca di coloro che risultano residenti all'estero ma che in effetti vivono e lavorano in Italia.

Come si calcola l'Irpef

Bene, dopo aver visto che cos'è l'Irpef, passiamo al calcolo di questa imposta. Cominciamo dal sistema di aliquote e scaglioni di reddito su cui viene calcolato il valore lordo del tributo.

Scaglioni e aliquote

Come abbiamo detto in precedenza, l'Irpef è un'imposta applicata mediante aliquote progressive a seconda della fascia di reddito di appartenenza, tutto al netto degli oneri deducibili e delle deduzioni spettanti. Vediamo quali sono le aliquote applicate a seconda del reddito dichiarato.

ScaglioneAliquotaIrpef
0 - 15.0002323% (sulla parte che eccede la no tax area)
15.000,01 - 28.000273.450 + 27% quota eccedente i 15.000 euro
28.000,01 - 55.000386.960 + 38% quota eccedente 28.000
55.000,01 - 75.0004117.220 + 41% quota eccedente 55.000
Da 75.000,01 in poi4325.420 + 43% quota eccedente 75.000

Calcolo della base imponibile

L'Irpef viene applicata sul computo del reddito complessivo del soggetto contribuente, al netto sia degli oneri deducibili (che vedremo in seguito) che delle deduzioni spettanti. Vengono esclusi dal calcolo della base imponibili le voci seguenti:

  • Tutti i redditi esenti dall'imposta e quelli in cui la ritenuta venga applicata alla fonte.
  • Assegni per il mantenimento dei figli.
  • Il totale degli assegni familiari e degli emolumenti per carichi di famiglia.
  • La maggiorazione sociale dei trattamenti pensionistici.
  • Le borse di studio corrisposte a cittadini stranieri dal Governo italiano.

Oneri deducibili e detrazioni fiscali

Con l'articolo n° 10 del 22 dicembre 1986 il legislatore ha previsto una serie di spese deducibili dal reddito complessivo su cui viene calcolata l'imposta, spese che devono essere state effettivamente già sostenute, vale a dire pagate dal contribuente e la cui documentazione va conservata per 5 anni, come previsto per legge. Vediamo quali sono le deduzioni che ci permettono di diminuire la base imponibile su cui calcolare l'Irpef e le detrazioni. La differenza principale tra deduzioni e detrazioni è che le prime si applicano sul reddito che andrà a costituire la base imponibile su cui calcolare l'imposta, mentre le detrazioni si applicano sul valore lordo dell'Irpef.

  • Oneri sui redditi degli immobili
  • Nel calcolare l'Irpef si può detrarre tutto ciò che grava sui redditi degli immobili, vale a dire canoni, censi, livelli e simili. A questi si aggiungono i contributi ai consorzi come stabilito dagli obblighi di legge. Sono esclusi dalle detrazioni i contributi agricoli unificati.

  • Impianti fotovoltaici, termici e termodinamici
  • La detrazione Irpef del 50% per la realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2019. La detrazione si applica su una spesa massima di 96.000 euro e viene scontata nell'arco di 10 anni. L'impianto deve avere una potenza massima di 20kW. L'incentivo della detrazione fiscale vale anche per il solare termodinamico Ohikia, un'importante innovazione nel settore delle energie rinnovabili e naturalmente per il normale solare termodinamico domestico.

  • Risparmio energetico
  • La legge di bilancio 2019 ha confermato tutta una serie di incentivi per favorire un miglior sfruttamento dell'energia e procedere sempre più sulla strada del risparmio energetico. Abbiamo scritto vari articoli al riguardo, con informazioni dettagliate sulle detrazioni Irpef disponibili. Se siete interessati, vi rimandiamo quindi agli articoli sugli ecobonus 2019, con agevolazioni fiscali fino al 75% sulle spese sostenute, le caldaie a condensazione, con un'esamina del loro funzionamento, le normative da rispettare e naturalmente il sistema di detrazione, ed infine anche l'articolo sugli incentivi del conto termico 2.0, con le novità per il 2019, i requisiti per accedere e la documentazione necessaria. Va anche aggiunta la detrazione prevista per l'installazione delle valvole termostatiche, ormai obbligatorie come stabilito per legge e quindi l'articolo specifico sulle detrazioni fiscali sostituzione caldaia. Infine, ne parliamo in un articolo dedicato vista l'ampia diffusione in Italia, si può detrarre dall'Irpef il 50 o il 65% della spesa sostenuta per l'acquisto di una stufa a pellet, che può essere utilizzata sia per riscaldare un piccolo ambiente che per la produzione di acqua calda.

  • Ristrutturazioni
  • Con la nuova legge di bilancio 2019 il cosiddetto Bonus ristrutturazioni è stato prorogato per un altro anno. Si tratta di una detrazione fiscale del 50% della spesa sostenuta ed è prevista anche l'estensione degli sgravi fiscali, sempre del 50%, per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici. Ricordiamo che le detrazioni Irpef per le ristrutturazioni valgono anche per il convivente di fatto (di qualsiasi sesso), quindi anche per le unioni civili.

  • Detrazioni mutuo fondiario
  • Come abbiamo spiegato nel nostro articolo di approfondimento sul mutuo fondiario, per chi è alla ricerca di un finanziamento per l'acquisto della prima casa, questa è certamente una delle soluzioni più convenienti, anche perché si possono detrarre dall'Irpef sia gli interessi passivi che oneri e spese di gestione. Le agevolazioni fiscali ed in genere interessi più bassi dei normali mutui ipotecari rendono il mutuo fondiario particolarmente vantaggioso.

  • Spese sanitarie
  • Si possono detrarre le spese mediche e di assistenza sostenute da chi risulta portatore di handicap ed è soggetto a invalidità o menomazione, ma solo nel caso in cui queste ultime risultino gravi e permanenti.

  • Assegni di separazione e altri tipi
  • Nel calcolo dell'Irpef sono considerati oneri deducibili gli assegni corrisposti all'ex coniuge. Per quanto riguarda gli assegni di mantenimento dei figli, questi non sono deducibili. Si possono detrarre anche le cifre corrisposte in forza di testamento o di donazione modale, gli assegni ai genitori, a sorelle e fratelli o altre figure famigliari, come suoceri e generi.

  • Investimento su PMI innovative
  • La Legge di stabilità dell'anno scorso ha stabilito uno sconto Irpef del 30% per chi investe su società dal carattere fortemente innovativo. Si tratta di una misura mirata a favorire gli investimenti sull'innovazione, come abbiamo visto nell'articolo dedicato ai Pir, i Piani individuali di risparmio.

  • Restituzione
  • Nel caso in cui si restituiscano ad un soggetto somme sottoposte a tassazione che hanno contribuito a formare il reddito in anni precedenti, allora suddette somme possono essere considerate oneri deducibili.

  • Contributi
  • Quando si calcola l'Irpef si possono detrarre tutti i contributi previdenziali ed assistenziali, sia quelli previsti per legge che quelli versati volontariamente. Vengono compresi anche i contributi per la ricongiunzione di periodi assicurativi, quelli alle forme pensionistiche complementari, ai fondi integrativi del Servizio Sanitario Nazionale e i premi versati alle forme pensionistiche individuali, a condizione che il tutto non superi il 12% del reddito complessivo, in ogni caso non oltre i 5.164,57 euro.

  • Funzioni di dipendenti in uffici elettorali
  • Sono considerati oneri deducibili anche le somme eventualmente corrisposte a propri dipendenti che hanno dovuto adempiere a funzioni presso gli uffici elettorali.

  • Donazioni
  • Si possono dedurre dalla base di reddito funzionale al calcolo dell'Irpef le donazioni in favore di paesi in via di sviluppo, ma l'importo totale non deve superare il 2% del reddito complessivo. Vengono comprese anche le donazioni ad enti religiosi, fino ad un massimo di 1.032,91 euro (ma vale solo per varie professioni cristiane e per l'Unione delle Comunità Ebraiche italiane). Si possono dedurre anche le erogazioni in denaro a favore di istituti e fondazioni universitarie, enti di ricerca, prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro e gli enti parco.

  • Indennità per perdita dell'avviamento
  • In caso di termine della locazione di immobili urbani, se non utilizzati come abitazione, vengono considerati oneri deducibili dal calcolo dell'Irpef le indennità per perdita dell'avviamento corrisposte dall'inquilino.

  • Spese per adozione
  • Possono essere detratte il 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per le procedure necessarie a portare a termine il percorso di adozione di minori stranieri.

  • Oneri difensivi
  • Si considerano spese deducibili anche le erogazioni in denaro per il pagamento degli oneri difensivi nei confronti di soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato.

  • Abitazione principale
  • Nel calcolare il valore dell'Irpef si può detrarre l'abitazione principale, se contribuisce al reddito complessivo. L'entità della detrazione corrisponde al valore catastale dell'immobile, comprese eventuali pertinenze, relativo al periodo dell'anno a cui corrisponde l'uso come abitazione principale e in una proporzione equivalente alla quota di possesso.

  • Detrazioni per i cibi a fini medici
  • Per il 2019 è prevista la detrazione per gli alimenti "a fini medici speciali", necessari per chi soffre di patologie metaboliche congenite. Parliamo quindi di aliementazione per diabetici, celiaci ed in genere di chi è vittima di allergie alimentari gravi che comportino la necessità di seguire una dieta speciale. La detrazione prevista è del 19%.

Regimi speciali

Bene, dopo aver visto cos'è l'Irpef, chi la paga e come si calcola, vediamo alcune variazioni sul tema, chiamiamole pure così. Oltre al sistema di aliquote legate agli scaglioni esistono altre due alternative, una che va a sostituire nella sostanza il regime dei minimi ed un'altra che rappresenta una vera e propria "no tax area".

Il regime forfettario agevolato

Il sostituto dell'ex regime dei minimi è una forma di fiscalità agevolata per venire incontro ad autonomi e freelance che fatturano fino a una determinata quota di euro all'anno, con il regime forfetario dipendente dalla categoria professionale di appartenenza. Rispetto ad una normale partita Iva si paga solo il 15% di Irpef, che diventa addirittura il 5% nel caso di una startup, vale a dire una nuova attività d'impresa. Rispetto al vecchio regime dei minimi non esiste più nessun limite d'età e di tempo, si può continuare a godere di un regime fiscale agevolato fin quando si rispetta la soglia prevista dalla normativa tra spese e ricavi, anche se le spese deducibili sono veramente ridotte al minimo. Rimane invece la semplificazione contabile, con il solo obbligo di emettere fattura, dove richiesto, senza Iva e di conservarla naturalmente, anche se non è necessario adempiere a tutti gli obblighi contabili previsti nel caso di un normale regime fiscale (quest'ultimo link tratta l'argomento contabilità semplificata per cassa per le imprese minori e i professionisti).

No tax area (esenzione dall'Irpef)

Esiste una soglia sotto la quale il contribuente è nella sostanza esente dall'imposizione fiscale. Questa soglia viene chiamata no tax area (deduzioni da lavoro e da pensione) ed il suo valore dipende ovviamente dalle caratteristiche, di età ed attività lavorativa, del soggetto in questione. Il calcolo della no tax area non è cosa semplice ed immediata e prevede l'utilizzo di alcuni coefficienti di conversione. Ad ogni legge finanziaria, naturalmente, ci sono delle variazioni alla quota sotto la quale scatta l'esenzione ed un allargamento o meno a vari soggetti contribuenti. Per quanto riguarda il 2019, la no tax area è stata ampliata a tutti i pensionati oltre i 75 anni d'età e ai lavoratori dipendenti che risultino beneficiari di un reddito complessivo non superiore agli 8.000 euro. Allo stato attuale, cercheremo di aggiornare la situazione man mano che ci saranno variazioni, il meccanismo di esenzione dall'Irpef prevede le seguenti condizioni:

  • Tutti i contribuenti per una quota pari a 3.000 euro
  • Lavoratori dipendenti
  • Vanno moltiplicati 4.500 euro per il numero di giorni di lavoro e si divide successivamente il totale ottenuto per il numero di giorni dell'anno di imposta.

  • Pensionati
  • In questo caso si moltiplica 4.000 euro per il numero di giorni dell'anno d'imposta.

  • Lavoratori autonomi
  • Per questa categoria di contribuenti si considera la quota di 1.500 euro.

Calcolo dell'Irpef

Bene, adesso vediamo come si calcola il reddito imponibile per l'applicazione dell'Irpef a seconda delle condizioni viste precedentemente.

  • Determinazione del reddito complessivo
  • Allo stipendio mensile lordo si detraggono le ritenute previdenziali e assistenziali e quindi si moltiplica il valore ottenuto per il numero di mensilità percepite.

  • Deduzione
  • A seconda del valore del reddito complessivo calcolato come spiegato precedentemente, si applica una deduzione che va da zero a 7.500 euro, ottenendo in questo modo il reddito imponibile reale. Nella sostanza se il reddito complessivo supera i 33.500 euro, non si ha diritto a nessuna esenzione dalla tassazione, mentre fino a 7.500 euro la deduzione azzera completamente il reddito imponibile e quindi si è esenti dal pagamento dell'Irpef.

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