Come funzionano le polizze assicurative sulla vita

Come vedremo nel corso dell'articolo esistono vari tipi di polizze vita, ma di gran lunga quelle più diffuse possono essere tranquillamente assimilate ad un prodotto di risparmio gestito, in quanto sono contraddistinte da una spiccata natura finanziaria. Nella sostanza vanno viste non solo come una forma di copertura delle esigenze dei propri congiunti in caso di morte, grave infortunio, disabilità e così via del soggetto assicurato, ma anche come un vero e proprio investimento che dà diritto ad un rendimento annuale. Le assicurazioni sulla vita possono prevedere anche il pagamento di quanto interamente accumulato fino al momento in cui è sopraggiunto il decesso, ma di solito prevedono comunque un minimo garantito del capitale versato o in ottica tasso di interesse.

Di solito esistono due condizioni diverse per quanto riguarda la liquidazione del corrispettivo della polizza sulla vita: un cosiddetto "premio unico", con un versamento una tantum, oppure in alternativa i "premi ricorrenti, che prevedono pagamenti una volta l'anno, ma ne parleremo in modo più approfondito in seguito. Ovviamente questo genere di polizze assicurative prevedono durate molto lunghe del contratto e terminano o con la morte del contraente o quando quest'ultimo smette di pagare il premio.

Per capire se conviene stipulare un'assicurazione sulla vita e qual'è la migliore a seconda delle proprie esigenze, quale conviene di più nella sostanza, è necessario capire come funzionano le polizze di questo tipo e quali sono le cose da sapere per non andare incontro a brutte sorprese. Bene, vediamo cos'è una polizza vita, come funziona e quale scegliere. Nel corso dell'articolo parleremo anche della detraibilità delle assicurazioni sulla vita e daremo tutte le informazioni necessarie sulle operazioni relative al riscatto, all'eredità e così via. Vediamo quindi una breve lista degli argomenti che affronteremo nel corso dell'articolo.

  • Cos'è una polizza vita
  • Come funzionano le assicurazioni sulla vita
  • Tipologie
  • Caratteristiche dei contratti
  • Forme di pagamento del premio
  • Tassazione delle polizze assicurative vita
  • Detraibilità e inserimento nel 730
  • Revoca, recesso e disdetta
  • Come si riscatta il capitale investito

Come funziona la polizza vita

Per capire cos'è e come funziona l'assicurazione vita è necessario partire dalle parti in causa, vale a dire coloro che risultano coinvolti in fase contrattuale. Fondamentalmente sono presenti 4 soggetti:

  • Contraente
  • Colui che si impegna a versare alla compagnia assicurativa il premio previsto dal contratto dell'assicurazione sulla vita. Naturalmente il soggetto contraente può coincidere anche con altri due attori in gioco, vale a dire l'assicurato e il beneficiario.

  • Assicurato
  • È il soggetto su cui si fanno i cosiddetti "calcoli attuariali" sull'aspettativa di vita. Questi calcoli sono necessari a stabilire l'entità del premio da pagare e della rendita o capitale previsti. L'assicurato è tenuto a firmare il contratto assieme al contraente. Nel contratto della polizza sarà presente un questionario che riguarda le condizioni di salute generale e altre informazioni che hanno a che fare proprio con questo soggetto, vale a dire colui a cui si riferisce il rischio dal punto di vista della compagnia assicurativa.

  • Beneficiario
  • Nel caso in cui si verifichino le condizioni previste in fase contrattuale, la compagnia assicurativa sarà tenuta a versare quanto dovuto ad un soggetto beneficiario della polizza vita. In genere si tratta di figli o coniugi, ma si possono stipulare assicurazioni vita anche nei confronti di soggetti che non risultano familiari del contraente. Il beneficiario può esserlo anche a sua insaputa, nella sostanza non è prevista la necessità della sua firma sul contratto. Può essere dichiarato immediatamente, al momento della stipula della polizza, oppure deciso in seconda istanza mediante testamento.

  • Compagnia assicurativa
  • In cambio del premio ricevuto l'azienda si assume il rischio stabilito con la stipula del contratto, vale a dire quello causato da un evento futuro e incerto che possa arrecare danno all'assicurato. Nel caso della polizza vita, la compagnia assicurativa si impegna a versare al benficiario, o ai beneficiari, un capitale in seguito ad un evento relativo alla vita dell'assicurato. Il capitale potrà essere versato in un'unica soluzione oppure sotto forma di rendita, a seconda di quanto deciso in fase contrattuale.

È anche una pensione integrativa

Un'assicurazione sulla vita viene in genere stipulata da chi concorre in maniera determinante al reddito familiare e vuole mettere in sicurezza i suoi congiunti in caso di morte o di evento particolarmente debilitante. La natura di prodotto di risparmio, come abbiamo detto all'inizio dell'articolo, rende la polizza vita anche un equivalente della pensione integrativa. Con un buon grado di sicurezza ci si può garantire un'integrazione alla propria pensione, soprattutto se si prevede di non riscuotere un assegno corrispondente all'ultimo stipendio percepito, come ormai è chiaro in tanti dobbiamo aspettarci. Per chi fosse interessato all'argomento pensione integrativa consigliamo due nostri articoli su un paio di prodotti di Assicurazioni Generali: Valore Pensione e Pensionline, entrambi inseribili nel contesto previdenza complementare, ma con alcune differenze fondamentali che possono renderli più o meno adatti alle esigenze di ognuno.

Cosa copre una polizza vita

Una delle domande che ci si pone nel momento in cui si ha intenzione di stipulare un contratto per un'assicurazione sulla vita è la seguente: parlando di eventi certo non piacevoli, cosa comprende una polizza assicurativa di questo tipo? Insomma, quali eventi sono coperti? La risposta a questa domanda non può essere definitiva, nel senso che oltre al rischio morte, ovviamente, questo genere di prodotti può contemplare il pagamento di un capitale o di una rendita in conseguenza di un numero relativamente ampio di eventi possibili, a seconda di quanto stabilito in fase contrattuale. Come vedremo nel corso dell'articolo, esistono diversi tipi di polizze vita. Naturalmente quelle cosiddette "Caso morte" sono le più diffuse, ma ci sono assicurazioni sulla vita che possono coprire un incidente molto grave che causa una disabilità permanente o la non autosufficienza, così come una malattia improvvisa che rende impossibile la continuazione della propria attività lavorativa. Il ventaglio di eventi che possono essere compresi in un'assicurazione vita sono vari, ma naturalmente vanno ben individuati ed espressi chiaramente nel contratto.

Tipologie di assicurazioni sulla vita

Chi ha intenzione di stipulare una polizza che salvaguardi da eventi improvvisi che possono sempre accadere si sarà accorto che il mercato assicurativo propone una certa varietà di prodotti adatti allo scopo, ma con alcune importanti differenze mirate a venire incontro alle caratteristiche e necessità di ognuno. Fondamentalmente, esistono tre tipi diversi di polizze vita, che andremo adesso ad analizzare, così da poter scegliere la soluzione più conveniente per ognuno. Vediamo quali sono le varie forma di assicurazione disponibili.

Polizza vita Caso morte

Certamente l'assicurazione di questo tipo più conosciuta ed utilizzata. Questa formula prevede l'obbligo per la compagnia assicurativa di versare un capitale ad uno o più beneficiari, sulla base naturalmente di quanto previsto in fase contrattuale, sia per ciò che riguarda i beneficiari che l'entità del capitale da versare. Ovviamente tutto questo in caso di decesso dell'assicurato, ma anche in presenza di un infortunio o incidente grave. Esistono due tipologie di assicurazione sulla vita Caso morte.

  • Temporanea
  • In questo caso la compagnia assicurativa è tenuta a versare il capitale previsto dal contratto nel caso in cui la morte dell'assicurato sopraggiunga mentre la polizza è ancora in corso.

  • A vita intera
  • L'assicurazione sulla vita Caso morte a vita intera dà diritto invece ad un corrispettivo dopo la morte dell'assicurato al di là della condizione di esistenza o meno della polizza, quindi anche quando questa non è più attiva.

Assicurazione Caso vita

È questa la tipologia più assimilabile alla pensione integrativa di cui abbiamo parlato precedentemente. La polizza Caso vita prevede infatti una rendita vitalizia utile ad affrontare spese impreviste, un momento di difficoltà dovuto a problemi di salute o semplicemente da considerare come una vera e propria previdenza complementare. Va specificato che, trattandosi di prodotti assimilabili al contesto risparmio gestito, l'entità della rendita può naturalmente variare o essere addirittura assente, ma in genere in questo tipo di contratti viene stabilito un minimo spettante di diritto. Questo genere di assicurazioni vita non prevede nessuna copertura in caso di morte dell'assicurato, ma se un evento di questo tipo si dovesse verificare durante il periodo di validità della polizza vita, la compagnia provvederà a versare agli eredi del defunto il totale del capitale versato rivalutato di eventuali interessi accumulati. Nella categoria di queste polizze vita rientrano anche le cosiddette "Unit Linked", prodotti ad elevato contenuto finanziario e ormai considerati, anche dal legislatore, puri strumenti di investimento più che polizze assicurative. Comunque, anche per le Caso vita esistono due condizioni diverse riguardo al pagamento della rendita prevista, derivante dal capitale accumulato e comprensivo degli interessi maturati nel periodo contrattuale. Vediamo i due tipi di versamento della rendita spettante al beneficiario.

  • Rendita immediata
  • Questa formula prevede da parte della compagnia assicurativa il versamento di una rendita praticamente in tempo reale, subito dopo la stipula del contratto. Si tratta di un puro prodotto da investimento, nella sostanza.

  • Differita
  • In questo caso la data che dà diritto a percepire una rendita da parte della compagnia assicurativa viene stabilita in fase contrattuale, ma è in ogni caso successiva al momento della sottoscrizione e prevede un periodo, più o meno lungo, in cui va accumulato un capitale versato dal contraente.

Mista

Come fa intendere il nome stesso, la polizza vita Mista garantisce l'assicurato in caso di morte, infortunio o grave incidente, quindi anche rischio vita. Con questa formula vengono previsti un capitale oppure una rendita, a seconda dei due eventi possibili. Se alla scadenza del contratto l'assicurato risulta ancora in vita, é previsto sia il versamento in unica soluzione del capitale spettante che l'erogazione di una rendita vitalizia.

Il contratto

Dopo aver visto cos'è un'assicurazione sulla vita, come funziona e quali sono i vari tipi di polizze disponibili, diamo un'occhiata al contratto che chi decide di intraprendere questa strada si troverà a dover sottoscrivere. Partiamo dall'elenco delle voci contenute all'interno di un contratto standard per una polizza assicurativa sulla vita.

  • Tipo di polizza
  • Dati anagrafici di contraente, assicurato e beneficiario
  • Durata del contratto
  • Premio previsto dalla polizza vita
  • Modalità di pagamento
  • Quantità del capitale che si intende assicurare
  • Questionario sull'assicurato

Il questionario

Qualunque compagnia assicurativa prevede al momento della stesura del contratto per un'assicurazione vita una serie di domande che riguardano le condizioni di salute dell'assicurato, quali sono le sue attività lavorative, sportive o di altro tipo ed una serie di domande atte a stabilire, nella sostanza, il grado di rischio che la compagnia si assume nel momento in cui stipula un contratto polizza vita con un cliente. Non è infrequente la richiesta di una visita medica per accertare le condizioni di salute dell'assicurato. Ovviamente una condizione di benessere generale del soggetto da coprire con un'assicurazione sulla vita non può che prevedere una maggiore riuscita della domanda atta ad ottenere un responso positivo da parte dell'impresa a cui ci si rivolge. La polizza vita non è infatti un processo automatico, ma prevede il responso positivo da parte della compagnia assicurativa.

Regole sui beneficiari

In un contratto per un'assicurazione sulla vita non è obbligatorio indicare immediatamente chi sarà il beneficiario. È possibile indicarlo, o indicarli nel caso in cui si tratti di più soggetti, anche in un secondo momento oppure direttamente nel testamento. Può capitare quindi che eventuali beneficiari di polizze vita caso morte non siano al corrente di avere diritto a ricevere il premio previsto. In questi casi in genere è la compagnia assicurativa che si fa carico di avvisare gli aventi diritto, ma comunque è possibile utilizzare il servizio ricerca coperture assicurative vita previsto dall'Ania, l'Associazione Nazionale per le Imprese Assicurative, proprio allo scopo. Nel caso in cui il contrante voglia indicare o cambiare i beneficiari successivamente alla stipula del contratto, deve inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla compagnia assicurativa. Nel caso in cui si voglia indicare come beneficiari gli eredi, si può stabilire direttamente anche la quota relativa ad ognuno degli eredi indicati.

Pignorabilità ed eredità

Le polizze assicurazione vita sono impignorabili, non possono essere sequestrate e non rientrano nell'asse ereditario, quindi non cadono in successione, come si dice in termine tecnico. Di conseguenza il contraente non è tenuto a rispettare le regole stabilite dal Codice Civile riguardo agli asset ereditari, ma può decidere liberamente chi sarà il beneficiario del capitale previsto dalla polizza vita. Va da sé che il capitale ricevuto da una compagnia assicurativa per una polizza vita non è soggetto ad imposta di successione, non rientrando nell'asse ereditario. Ci possono essere però dei casi specifici in cui, come al solito, la giurisprudenza diventa materia particolarmente ingarbugliata. Per esempio, se il soggetto deceduto contraente e assicurato della polizza vita ha designato come beneficiari della somma prevista dalla polizza vita solo due di tre figli, allora il figlio escluso può pensare di far valere il suo diritto di ottenere una quota del capitale. In effetti quì le cose non sono molto chiare ed in questi casi è meglio rivolgersi ad un avvocato certo più esperto in materia rispetto a noi. Comunque, L'articolo 741 del Codice Civile stabilisce quanto segue:
"È soggetto a collazione ciò che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per assegnazioni fatte a causa di matrimonio, per avviarli all'esercizio di una attività produttiva o professionale, per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a loro favore o per pagare i loro debiti".
Sul significato di collazione vi rimandiamo ad una ricerca su internet in quanto questo non è l'ambito più appropriato per approfondire questi concetti.

Pagamento del premio delle polizze vita

Le variabili previste dalle compagnie assicurative per stabilire l'entità del premio a loro dovuto possono variare sulla base di numerosi fattori, a partire naturalmente dal tipo di assicurazione sulla vita che si è deciso di attivare. Vediamo una breve lista dei parametri che intervengono nel momento in cui si valuta l'entità e la modalità di pagamento del premio per una polizza sulla vita. Ovviamente questa lista è solo indicativa, in quanto ogni compagnia assicurativa può personalizzare gli elementi di cui tiene conto per valutare il fattore di rischio a cui va incontro stipulando contratti di questo genere.

  • Tipologia di assicurazione vita
  • Tipo di prestazioni previste
  • Durata del contratto
  • Valore del capitale o della rendita finanziaria prevista
  • Caratteristiche dell'assicurato (età, condizioni di salute, professione, stile di vita)

Come si effettua il pagamento del premio

Fondamentalmente esistono tre diverse modalità di pagamento del premio di una polizza assicurativa vita. Attenzione ad alcuni aspetti che qualcuno tralascia al momento della firma del contratto. È sempre bene informarsi se il premio da pagare si intende al netto o al lordo delle imposte e se ci sono eventuali spese accessorie da aggiungere al pagamento. Come molti dei nostri lettori sapranno, spesso sono le postille a fare la differenza, quindi chiedete sempre di conoscere l'entità del pagamento del premio comprensivo di tutte le spese quando stipulate un contratto per un'assicurazione sulla vita. Per quanto riguarda la forma di pagamento, in genere si può effettuare con bonifici bancari, RID, assegni, carte di credito e bollettini postali. Ovviamente non sono possibili versamenti di soldi in contanti. Bene, vediamo quali sono le diverse tipologie di pagamento del premio per una polizza vita.

  • Ricorrente
  • In questo caso il premio per il pagamento di un'assicurazione sulla vita viene versato annualmente, quindi con cadenza ciclica.

  • Unico
  • Al momento della stipula del contratto si versa l'intera somma prevista per l'attivazione della polizza, sulla base naturalmente del capitale o della rendita che si vuole realizzare.

  • Unico ricorrente
  • Il versamento da parte del contraente avviene secondo una cadenza mensile oppure anche di 3 o 6 mesi. Se si decide di utilizzare questa formula per il pagamento del premio di un'assicurazione vita, bisognerà mettere in conto la cosiddetta "addizionale di frazionamento", che andrà a generare un incremento di quanto dovuto.

Capitale e rendita : funzionamento, tassazione e detraibilità

Completiamo il nostro articolo con alcune considerazioni sull'erogazione del capitale e della rendita al beneficiario da parte della compagnia assicurativa. Fondamentalmente, come abbiamo visto, esistono due possibili condizioni: al momento della stipula del contratto per una polizza vita si sceglie una tipologia di assicurazione che può erogare un capitale unico al termine del contratto stesso, oppure una rendita, come abbiamo detto equivalente per esempio ad una pensione integrativa. Questo vero e proprio vitalizio può essere erogato fino al termine dell'esistenza dell'assicurato oppure solo per un determinato periodo, a seconda della scelta effettuata in fase contrattuale.

Conviene il capitale o la rendita?

Molti si fanno proprio questa domanda: nel momento in cui decido di stipulare una polizza assicurativa sulla vita, mi conviene di più puntare a realizzare un capitale erogato in una soluzione unica, naturalmente maggiorato degli interessi maturati, o scegliere la formula che mi permette di ottenere una rendita vitalizia? Non esiste naturalmente una risposta univoca a questa domanda. Oltre ai tanti parametri in gioco, che possono rendere una soluzione più conveniente dell'altra a seconda di tanti fattori diversi, ognuno può avere le sue esigenze e preferire un'opzione o l'altra a seconda delle proprie necessità. Spesso, quando si decide di stipulare una polizza vita, si sceglie una delle due formule possibili più per ragioni fiscali che altro, in quanto esistono delle differenze a livello di tassazione tra la soluzione con pagamento unico di un capitale e quella che eroga una rendita vitalizia. Vediamo come funziona il discorso.

Tassazione delle polizze vita

I prodotti assicurativi di questo tipo sono soggetti a tassazione variabile a seconda della natura dell'investimento che genera la rendita netta, perché in effetti questo sono, prodotti di risparmio gestito che generano un utile derivante dalla differenza tra il capitale versato e quello maturato, insomma degli interessi. L'imposta fiscale viene pagata al momento dell'incasso del capitale, a cui si deve aggiungere un'imposta di bollo dello 0,20% applicata al valore dell'utile generato. Va detto che questa imposta di bollo non viene applicata ai prodotti Ramo I, che poi sono quelli che investono nelle Gestioni Separate. Quando il contraente è una persona fisica la compagnia assicurativa funge da sostituto d'imposta, quindi calcola le tasse dovute, le trattiene dall'utile generato dal capitale del cliente e le versa all'erario. Come molti dei nostri lettori sapranno, le plusvalenze generate da un investimento pagano un'imposta del 26%, che però è del 12,5% sui titoli del debito pubblico. Questo significa che ogni anno la Compagnia assicurativa deve calcolare la quota di rendimenti generata da asset generici e quella invece ottenuta con investimenti sui titoli del debito pubblico italiano (l'articolo appena linkato è una guida ai Titoli del debito pubblico italiano, per chi fosse interessato, con alcune valutazioni su quali sono i più interessanti per un investimento dal punto di vista del piccolo risparmiatore.).

Capitale

Per quanto riguarda il capitale erogato al beneficiario, questo è esente da dichiarazione Irpef, (cliccate sul link se siete interessati ad approfondimenti su questa imposta, comprese detrazioni e oneri deducibili), mentre quello erogato in caso di premorienza è soggetto alla normale tassazione prevista. Attenzione, perché il concetto di "premorienza", vale a dire di morte sopraggiunta prima del previsto, nella sostanza, nella giurisprudenza associata al settore delle assicurazioni, quindi anche e soprattutto delle polizze vita, è decisiva dal punto di vista della tassazione a cui si deve sottostare. Allo stesso tempo va considerato che i capitali erogati a fronte del cosiddetto "rischio di mortalità" non sono invece sottoposti alla normale tassazione. Per quanto riguarda l'imposta di successione, come abbiamo detto in precedenza, non è dovuta per le assicurazioni sulla vita, in quanto questa tipologia di prodotti non forma l'attivo ereditario, quindi gli eredi non pagano nessuna imposta di successione.

Rendita

Anche la rendita liquidata dalla Compagnia assicurativa non è soggetta ad Irpef, ma verranno pagate le imposte sull'utile del capitale investito e sul quale viene generato un attivo, esattamente come nel caso precedente. Per quanto riguarda la rivalutazione annua della rendita erogata, questa viene tassata al 26% in quanto considerata capital gain, mentre la quota riconducibile a titoli del debito pubblico paga un'imposta del 12,5%.

Evasione fiscale e Isee

Prima di procedere è bene chiarire alcuni aspetti delle polizze vita che hanno a che fare con il problema evasione fiscale e dichiarazione Isee. Innanzitutto, come abbiamo spiegato nell'articolo sul redditometro, la spesa sostenuta per il pagamento dei premi di un'assicurazione sulla vita va a finire nel database utilizzato dall'Agenzia delle Entrate per verificare la congruenza tra stile di vita e quanto presente nella nostra dichiarazione dei redditi. Quindi, se risulta che guadagnamo molto poco oppure che siamo addirittura in perdita, ma paghiamo ogni mese un sostanzioso premio per una polizza sulla vita, è sicuro che verremo chiamati dall'Agenzia delle Entrate per dare spiegazioni in merito. Altra questione non da poco è quella del segreto bancario in Svizzera, ormai non più granitico come in passato. In base ai nuovi accordi le compagnie assicurative svizzere devono dichiarare i dati relativi ai loro clienti, anche stranieri naturalmente, dati che poi verranno girati alle autorità fiscali italiane. Quindi se avete stipulato una polizza vita con una Compagnia elvetica, aspettatevi che il fisco italiano lo venga a sapere al più presto, se già non ne è a conoscenza. Infine la questione Isee, anche in questo caso legata all'evasione fiscale. Tra i documenti che vanno presentati per ottenere la certificazione del reddito familiare è presente anche l'obbligo di dichiarare il possesso di eventuali polizze assicurative, comprese ovviamente quelle sulla vita.

Detraibilità

Il legislatore ha previsto la possibilità di detrarre il 19% delle spese sostenute per pagare i premi di contratti aventi come oggetto il rischio morte, l'invalidità permanente non inferiore al 5% e il venir meno dell'autosufficienza. Ci sono naturalmente dei limiti alle detrazioni disponibili: 530 euro per i primi due rischi (morte e invalidità permanente), 1.291 euro per il rischio di non autosufficienza. Questo significa che la detraibilità massima di un premio pagato per una polizza vita caso morte, per esempio, è di 100,70 euro, vale dire il 19% di 530 euro.

Dove inserire la detrazione nel 730

Nel caso in cui non si utilizzi il modello precompilato, bisogna fare attenzione ad inserire la quota di premio versata per l'assicurazione vita nelle righe giuste, ovviamente rispettando i limiti di detrazioni di cui abbiamo parlato precedentemente. Nel nostro 730 individueremo le righe che vanno da E8 a E12, ovviamente del riquadro E. Per quanto riguarda il rischio morte e invalidità permanente si utilizza il codice 37, mentre per Caso vita e infortuni il codice 36 è quello di riferimento. Se invece utilizziamo il modello precompilato, le righe che ci interessano sono quelle che vanno da RP8 a RP14, sempre con gli stessi codici visti in precendenza, quindi 36 e 37.

Revoca, recesso, disdetta e riscatto

Esattamente come per qualunque altro contratto, anche una polizza assicurativa sulla vita può essere revocata, si può recedere dal contratto stesso, disdirla e chiedere, nel caso delle assicurazioni sulla vita, il riscatto del capitale versato fino ad un dato momento, a condizione però di inserire all'interno della richiesta tutti gli elementi necessari, pena la possibilità di vedersi respingere la domanda da parte della Compagnia assicurativa.

Revoca

Il cosiddetto "diritto alla revoca della proposta" può essere esercitato quando è stato firmato solo il documento con il quale il contraente chiede alla Compagnia assicurativa di stipulare un'assicurazione sulla vita e non il contratto vero e proprio. In pratica si attende l'esito positivo della richiesta, ecco perché si chiama proposta. Per la revoca va inviata una raccomandata con ricevuta di ritorno e si ha diritto alla restituzione di eventuali somme già pagate entro 30 giorni dal ricevimento, da parte dell'impresa interessata, della raccomandata (pena il pagamento al contraente degli interessi legali stabiliti per legge). Dal rimborso sono escluse le spese sostenute dall'azienda per l'emissione del contratto, ma solo se le stesse sono state ben individuate e quantificate nella proposta precedentemente firmata.

Recesso

Può essere esercitato, come stabilito per legge, entro 30 giorni dal momento della firma del contratto della polizza vita vera e propria. Anche in questo caso va inviata una raccomandata con ricevuta di ritorno e le somme eventualmente già pagate vanno restituite entro 30 giorni dalla notifica del recesso, ma al netto del periodo di effettiva validità del contratto, quindi un mese in pratica. Vanno detratte dal rimborso anche le spese sostenute dalla Compagnia assicurativa per l'emissione del contratto, sempre che siano state ben quantificate al momento della firma.

Disdetta

Per disdire una polizza vita ci si può avvalere del modulo predisposto scaricabile dal sito dell'azienda che ha stipulato il contratto, ma anche semplicemente inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno. Vanno inseriti i dati del contraente, naturalmente quelli dichiarati precedentemente nel contratto, quelli della Compagnia assicurativa e il numero della polizza stipulata.

Riscatto

Regolato dalle condizioni contrattuali, il riscatto prevede il diritto del contraente un'assicurazione sulla vita di interrompere anticipatamente il rapporto che intercorre tra se medesimo e la Compagnia e di ottenere un capitale dall'impresa assicurativa. Nel caso di pagamento del premio con la formula annua, il riscatto è possibile al termine del periodo stabilito durante la fase contrattuale, mentre nel caso di premio unico, quindi pagato in una sola soluzione, il diritto al riscatto può essere esercitato passati 12 mesi dal momento della sottoscrizione della polizza vita. In certi casi, ma dipende dalla Compagnia, è possibile anche il cosiddetto "riscatto parziale". Il valore del capitale che si ha diritto a ricevere non è fisso, ma viene stabilito dalle condizioni previste dal contratto, che quindi vanno lette e ponderate con attenzione. Per quanto riguarda la liquidazione del capitale spettante in caso di riscatto, dal momento della domanda a quello in cui effettivamente si ricevono i soldi devono passare non più di 30 giorni, pena il pagamento degli interessi stabiliti per legge. Attenzione però, anche da questo punto di vista, a leggere con attenzione le condizioni inserite nelle note informative in genere allegate alle polizze vita.

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