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Valutare il rischio di un titolo obbligazionario

07/01/2012

Le preoccupazioni del piccolo investitore

In un momento come questo, in cui i mercati conoscono crolli azionari giornalieri e anche improvvisi, come sta accadendo per esempio con Unicredit, molti risparmiatori, dai più piccoli ai più grandi, vivono una situazione di incertezza e preoccupazione costante. E sono soprattutto i piccoli risparmiatori quelli più preoccupati, perchè meno protetti da fondi vari, ma anche dalla garanzia degli stati, e perchè con minori possibilità di conoscere "il dietro le quinte". Insomma, il piccolo risparmiatore si sente esposto e chi ha investito, ormai quotidianamente, si chiede: ma quanto sono sicuri i miei investimenti? Che per inciso per molti sono anche i risparmi di una vita.
Un tempo il titolo obbligazionario, pur essendo comunque un investimento con una certa percentuale di rischio, preoccupava in modo piuttosto relativo l'investitore. Oggi non è così. Chi ha investito in bond le domande su quanto sono sicuri i suoi titoli se le fa eccome.
Bene, vediamo di stabilire quali possono essere le misure base da mettere in atto per valutare, per quanto possibile, il grado di rischio di un titolo obbligazionario, in modo da poter prendere misure adeguate in tempo e proteggere così il proprio investimento.

Confronto con i Titoli di Stato

Il primo strumento per una valutazione generale sul grado di rischio del nostro titolo può essere il confronto con il rendimento offerto da un Titolo di Stato di scadenza equivalente. E' ovvio che se il rendimento è simile allora il titolo gode di una buona credibilità sul mercato, mentre se il rendimento è molto maggiore allora vuol dire che la percentuale di rischio stimata dal mercato sul nostro titolo in portafoglio è sensibilmente superiore e quindi è giusto porsi la domanda su cosa fare del nostro titolo andando ad analizzare la situazione più nel dettaglio.
Fino a poco tempo fa lo strumento principe per analizzare la credibilità di un emittente di titoli obbligazionari era il giudizio delle agenzie di rating, ma tante vicende che si sono succedute nel tempo hanno minato la credibilità delle agenzie stesse, per cui l'insieme degli investitori è andato alla ricerca di strumenti più significativi delle agenzie per valutare il grado di rischio o meno di un titolo.

L'indicatore Credit default swap

E' così che si è fatta strada la fiducia, come indicatori di credibilità, chiamiamoli così, dei Cds, vale a dire dei "Credit default swap". I Cds non sono altro che polizze assicurative contro il rischio di insolvenza di un emittente obbligazionario. Ovviamente, più, secondo gli analisti, è alto il rischio di insolvenza, più è alto il costo della polizza, quindi del Cds.
Ed ecco quindi che il credit default swap diventa un indice importante e significativo per stabilire quante garanzie offre il nostro bond, e il suo andamento, positivo o negativo a seconda del caso, ci può dare informazioni importantissime sulla strada da seguire. Insomma, se avere ancora fiducia nel nostro titolo o sbarazzarcene nel più breve tempo possibile.