E' italiano il primo pannello fotovoltaico termodinamico
Ripetiamo spesso quanto noi italiani sappiamo essere inventivi e geniali, ma anche quanto l'assenza di un vero sistema paese moderno ed efficiente impedisca alle nostre idee di diventare patrimonio industriale ed economico del paese e vada invece, spesso e volentieri, ad alimentare la ricchezza altrui.
Ogni tanto però, soprattutto il settore delle energie rinnovabili, comincia a regalarci qualche soddisfazione e fa piacere vedere che un'ottima idea, di cui parleremo fra un po', viene supportata da un gruppo di investitori e diventa realtà.
Parliamo di una start up, Ohikia, che, a dispetto del nome greco, è tutta italiana e nasce dall'intuizione di Francesco Negrisolo, un ex progettista di amplificatori ottici.
L'idea è geniale: sfruttare un difetto dei pannelli fotovoltaici, il calore generato, per fare caldo, freddo o energia e aumentare quindi l'efficienza del sistema. Vediamo di che si tratta.
Incentiva e raccoglie il calore
Il pannello fotovoltaico, come sappiamo, è ormai una realtà che sta prendendo piede in modo importantissimo nel nostro paese e non solo. La continua ricerca porta a pannelli sempre più performanti e a costi sempre più bassi, ma il pannello fotovoltaico ha un limite, un difetto se vogliamo, che ne limita l'efficienza e ancora di più la durata nel tempo: il calore prodotto.
L'idea di Negrisolo è geniale. Visto che il pannello fotovoltaico produce calore, perchè non sfruttarlo e magari anche incentivarlo, per produrre altra energia, acqua calda e condizionamento?
E' così, da quest'idea che sembra semplice e banale ma che ha richiesto alcune originali e geniali innovazioni, che è nato quello che possiamo definire il primo pannello fotovoltaico termodinamico.
Dallo stesso pannello caldo, freddo ed energia
Nella sostanza il sistema si basa su un normale pannello fotovoltaico inserito all'interno di un sistema solare termodinamico, che di solito riscalda una miscela di acqua fino a circa 100°, mentre in questo caso ad un particolare liquido viene fatta raggiungere la temperatura di circa 250° centigradi.
Il segreto sta in un sistema dio specchi, ma non solo, che reindirizza la luce da qualunque direzione provenga senza bisogno di costosi sistemi meccanici utilizzati per far muovere l'impianto in modo da catturare il massimo della luce disponibile. Inoltre il pannello, quello termico, è in grado di raccogliere anche quella che è definita energia diffusa, vale a dire la luce comunque presente anche nelle giornate nuvolose, aumentando quindi in modo sostanziale la resa dell'impianto.
Il nuovo pannello così costituito, chiamato "collettore solare" raccoglie di conseguenza, grazie all'altissima temperatura raggiunta dal liquido interno, una grande quantità di calore che viene immagazzinato in una batteria cosiddetta "termica". Le batterie termiche non sono una novità, ma Negrisolo ha realizzato un liquido che permette alle batterie di funzionare in modo efficiente tra i 100 e i 200° C.
Una volta immagazzinato il calore può essere ampiamente sfruttato per il riscaldamento oppure inviato ad un "chiller", un sistema che trasforma il calore in aria fredda, che può essere ovviamente utilizzata durante l'estate per il condizionamento oppure per alimentare apparecchi per la refrigerazione, sia in un'abitazione che in un negozio di alimentari o in supermercato, per esempio. Ovviamente si può utilizzare il calore raccolto anche per produrre energia.
I punti a favore di un simile impianto sono diversi. L'impianto è modulare e può essere adattato ad ogni esigenza, anche nel tempo, e, nonostante sembri una cosa complessa, e quindi costosa, in effetti, grazie ad alcune importanti innovazioni e all'altissima resa, abbatte il costo per chilowatt prodotto a 13 centesimi, praticamente la metà di un impianto fotovoltaico tradizionale.