Calcolo dell'addizionale Irpef in due casi limite
Ormai è tempo di calcoli vari e uno degli interessi maggiori degli italiani è sapere quanto dovranno versare di addizionale regionale Irpef sulla base delle decisioni prese dalle varie manovre che si sono succedute e dalle regole stabilite dagli ultimi due governi.
Vedremo alcuni esempi pratici che riguardano aree geografiche anche lontane tra di loro e che dimostrano come l'efficienza o meno della Pubblica Amministrazione incida in modo sostanziale nella quota di Irpef da pagare, ma parleremo anche di come ci sia un effettivo aumento dell'Irpef regionale, e molto probabilmente sarà così anche per quella comunale, e di come i più colpiti siano i redditi più bassi.
A questo si aggiunge che il Decreto Salva-Italia ha introdotto la retroattività del pagamento Irpef a cui ha aggiunto un aumento generalizzato dello 0,33% dell'aliquota base dell'addizionale su cui poi le regioni, soprattutto quelle che presentano un deficit, ma non solo, possono applicare le loro maggiorazioni.
Tutto questo genera grandi differenze nel pagamento Irpef, ben sintetizzati da un esempio che confronta il pagamento dell'addizionale Irpef di un cittadino che vive a Bolzano e di uno che vive a Cosenza, entrambi con un reddito di 35.000 euro.
Consideriamo che le norme, fino ad un reddito di 70.000 euro, stabiliscono una detrazione di 252 euro a figlio. Vediamo.
- Bolzano
Chi abita a Bolzano e presenta un reddito di 35.000 euro all'anno deve versare 430 euro di Irpef che diventano 178 se si ha un figlio a carico e si azzerano se i figli a carico sono due o più.
- Cosenza
Nel caso del cittadino calabrese che vive a Cosenza, la regione, che per inciso presenta uno dei più elevati numeri al mondo di forestali, giusto per dirne una, chiede 710 euro, che con un figlio a carico diventano 458 e con due figli a carico si riducono a 206. Come vediamo, nessun azzeramento.
La buona amministrazione ti fa pagare meno Irpef
Insomma, quello che a qualcuno potrebbe sembrare un'ingiustizia, e cioè che, a parità di reddito, chi vive in un'area più povera paga di più, è in effetti frutto di una cattiva amministrazione della cosa pubblica. La speranza è che questo porti i cittadini a votare con più criterio, ma anche, soprattutto con questa legge elettorale, i partiti a presentare candidati più efficienti e in molti casi anche più seri ed onesti.
Comunque l'aumento c'è e punisce i redditi più bassi
Fatto l'esempio dei due casi limite di Bolzano e Cosenza, va detto che comunque la manovra Salva-Italia crea un aumento generalizzato dell'addizionale Irpef, almeno del 25-30%. Inoltre in diverse regioni, come per esempio Lombardia e Puglia, ma anche Emilia Romagna, l'addizionale Irpef varia a seconda del reddito.
Ovviamente, più il reddito sale, più sale la richiesta della regione. Ma l'aumento della base dell'aliquota, imposta dal decreto Salva-Italia, dello 0,33% è uguale per tutti e non fa differenze, quindi quest'ultima decisione è senza dubbio più punitiva nei confronti dei redditi più bassi, che in percentuale subiscono di più l'effetto dell'aumento.
Ma non sono soldi che vanno alle regioni
Un ulteriore aspetto negativo dell'aumento indifferenziato dell'aliquota Irpef è che la differenza, o sarebbe meglio dire l'aggravio di costo per il cittadino, non andrà a sommarsi alle risorse disponibili in regione in quanto il Governo ha stabilito un taglio delle risorse verso le regioni di valore equivalente, vale a dire circa 2 miliardi.
Certo, diversi amministratori al momento della manovra hanno voluto fare la bella figura con i loro cittadini dicendo che non avrebbero applicato le aliquote massime, agendo quindi con un taglio che avrebbe azzerato l'aumento deciso dal Governo, ma ad oggi non l'ha fatto praticamente nessuno, se non poca cosa, e assolutamente non significativa, fatta da qualcuno, per esempio in Lombardia.