Riforma del catasto e nuovi estimi catastali
E dopo tanto parlare sui nuovi estimi catastali ecco arrivare le prime notizie da parte del Governo: ci sarà la riforma del catasto, con un diverso parametro di valutazione del valore degli immobili, non più i vani ma i metri quadri, oltre ad un maggior equilibrio tra il valore delle abitazioni nei centri città e quelle delle periferie.
Allo stesso tempo il Governo promette che la cosa non si trasformerà in un'ennesima stangata per gli italiani ma invece porterà ad un maggior equilibrio nel pagamento dell'Imu e quindi sarà una misura di equità. Altro annuncio è che potrebbero essere riviste in alcuni casi le aliquote per il pagamento dell'Imu.
Sempre voci provenienti dal Governo affermano che la riforma sarà a costo zero, insomma non servirà allo Stato per fare cassa, almeno così dicono, ma che anzi, una volta adeguati i nuovi valori catastali al mercato reale ci dovrà essere una diminuzione dell'aliquota Imu di conseguenza.
Insomma, via il sistema dei vani, che ormai non rappresenta più il mercato e il valore reale degli immobili, e spazio ai metri quadri e al valore dell'immobile stesso in relazione alla posizione e all'età. Del resto oggi molte abitazioni nei centri città e in palazzi d'epoca, spesso dal costo proibitivo, presentano un valore catastale anche irrisorio rispetto al pregio oggettivo dell'abitazione e questo crea uno squilibrio tra i contribuenti, con gente che abita in zone di periferia costretta a pagare una tassa sull'immobile anche uguale a quella di chi certo presenta una situazione patrimoniale ed economica ben più florida.
La riforma, che potrebbe entrare in vigore anche molto presto, presenta 5 punti base su cui operare. Vediamoli brevemente e sulla base delle poche notizie trapelate, almeno allo stato attuale.
- Creazione di un catasto che valuti allo stesso tempo il reddito medio del proprietario, al netto delle spese di gestione dell'immobile, e il valore patrimoniale dell'abitazione. L'obiettivo è di creare una base imponibile comune su cui poi applicare la tassazione dovuta a seconda del caso.
- Nuova e moderna classificazione dei beni immobiliari.
- Abbandono del sistema attuale vincolato a classi e categorie e realizzazione di un nuovo sistema basato su valutazioni statistiche che leghi il valore dell'immobile alla localizzazione (per esempio centro o periferia) e alle caratteristiche edilizie (quindi differenza tra case popolari, per esempio, e immobili con finiture di pregio).
- Abbandono del parametro "vano" al fine di valutare il valore dell'immobile e adozione del parametro "superficie", vale a dire i metri quadri dell'abitazione, ovviamente anche per immobili destinati ad uso ufficio.
- Infine una rivisitazione del "metodo di stima diretta" per i cosiddetti "immobili speciali".
Ovviamente è ancora presto per trarre conclusioni su una riforma che comunque ci sarà sicuramente. Vedremo nei prossimi giorni, quando ci saranno più notizie sui dettagli dell'operazione, quali potranno essere le conseguenze per la maggior parte dei cittadini, che certo non sono possessori di immobili di pregio, almeno in una buona parte.