Il risarcimento diretto per la liquidazione danni

Le cose sono cambiate

Chi non è proprio un giovanissimo ricorda la trafila a cui si doveva sottostare fino a qualche anno fa in caso di incidente stradale. Il risarcimento, infatti, era compito della compagnia assicuratrice del soggetto dalla parte del torto e i tempi di rimborso erano anche piuttosto lunghi. Il risarcimento diretto ha cambiato le cose e reso tutto molto più facile e veloce. Bene, vediamo come funziona il discorso.

Cos'è il risarcimento diretto

In breve, la disciplina del risarcimento diretto permette al soggetto che risulta parte lesa in un incidente stradale di ottenere il rimborso dei danni subiti direttamente dalla propria compagnia, che poi tratterà il caso, in sede separata, con l'assicurazione della parte responsabile del sinistro. Il rimborso può essere sia totale che parziale, a seconda del grado di responsabilità dei soggetti coinvolti, vale a dire se c'è un concorso di colpa o meno.

Entrata in vigore e normativa

Il 1° febbraio 2007 è la data di riferimento, relativamente all'entrata in vigore, della disciplina del risarcimento diretto. Va precisato che la giurisprudenza, al riguardo, è molto chiara. Tutti gli assicurati possono usufruire della procedura, ma solo se la loro compagnia aderisce alla CARD (Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto), insomma, la cosa non è obbligatoria. Tale convenzione obbliga le aziende del settore che vogliono aderire al servizio di istituire uno specifico ufficio detto SARC, che sta per Servizio Aziendale Riferimento Convenzioni. Questo ufficio si occupa di gestire i rapporti tra le compagnie assicuratrici relativamente al disbrigo delle pratiche necessarie.

Cosa viene rimborsato

Riassumiamo brevemente i casi compresi nella disciplina del risarcimento diretto. Approfondiremo gli argomenti elencati nel corso dell'articolo.

  • Veicolo
  • Vengono rimborsati i danni al mezzo sinistrato più il "fermo tecnico", vale a dire i danni derivanti dall'impossibilità di utilizzare il mezzo coinvolto nell'incidente per tutto il periodo di riparazione, così come le spese sostenute per il traino e simili.

  • Lesioni
  • Il rimborso delle lesioni subite dal conducente avviene solo nel caso in cui non ci sia come conseguenza all'incidente una invalidità permanente superiore al 9%, ma vedremo meglio il discorso più avanti.

  • Cose
  • Anche eventuali danni a cose trasportate appartenenti al conducente, o al proprietario, vengono rimborsate.

Quando si applica e quando no

Naturalmente, per poter accedere al risarcimento diretto è necessario che sussistano dei presupposti, dei requisiti necessari, così come esistono dei casi che generano un'esclusione dalla procedura.

Requisiti per ottenere il risarcimento diretto

Bene, vediamo quali sono i cosiddetti "presupposti applicativi" affinchè si possa chiedere alla propria compagni il risarcimento diretto dei danni subiti in un incidente stradale, come abbiamo detto, totale o parziale a seconda del grado di responsabilità.

  • Immatricolazione
  • Entrambi i veicoli coinvolti nel sinistro devono essere stati immatricolati in Italia, nella Repubblica di San Marino o nello Stato della Città del Vaticano. Nel caso, quindi, in cui uno dei due veicoli risulti straniero, nel senso di immatricolato all'estero, la procedura del risarcimento diretto non può essere avviata.

  • Numero di soggetti
  • Tra i presupposti applicativi è presente la clausola che stabilisce in due il numero massimo di veicoli interessati dal sinistro. Nel caso di più veicoli coinvolti la procedura non è possibile.

  • Identificazione e assicurazione regolare
  • Nel caso in cui almeno uno dei due soggetti non sia provvisto di copertura assicurativa, oppure non sia stato identificato, il risarcimento diretto non è possibile. Se siete interessati a conoscere quali sono le sanzioni previste nel caso in cui si sia alla guida di un mezzo con RCA scaduta seguite il link precedente (nell'articolo abbiamo parlato anche del sistema di telecamere che aiuta le forze dell'ordine ad individuare automaticamente i trasgressori).

  • Residenza
  • Le controparti devono risultare residenti in Italia.

Esclusioni

Veniamo alle condizioni che rendono inapplicabile la disciplina del risarcimento diretto e non permettono, quindi, di chiedere il rimborso dei danni subiti alla propria compagnia assicurativa.

  • Incidente all'estero
  • Nel caso in cui il sinistro avvenga fuori dai confini nazionali non si può accedere al risarcimento diretto.

  • Veicolo estero
  • Se uno dei due veicoli coinvolti nell'incidente è stato immatricolato all'estero si segue il normale iter stabilito per gli incidenti stradali.

  • Più di due veicoli
  • Come abbiamo visto precedentemente, nel caso in cui il sinistro coinvolga più di 2 veicoli, come, per esempio, in un tamponamento a catena, il risarcimento diretto non è applicabile.

  • Motociclo senza nuova targa
  • Se nel sinistro è coinvolto un ciclomotore privo della "nuova targa", introdotta dal DPR del 6 marzo 2006 n° 153, è esclusa la possibilità di chiedere il rimborso danni alla propria compagnia.

  • Danno biologico
  • Questo è un aspetto della normativa molto importante, ovviamente. Le lesioni del conducente di uno dei due autoveicoli, o motociclo che sia, non devono superare il 9% di invalidità permanente. Nella sostanza, nel caso in cui l'incidente abbia causato dei feriti, i danni fisici non devono essere particolarmente gravi. Va detto, però, che in questi casi la propria compagnia potrà comunque risarcire in modo diretto i danni al mezzo, ma per quanto riguarda eventuali lesioni permanenti queste saranno a carico della compagnia del soggetto con le maggiori responsabilità.

  • Mancato urto
  • Se i due veicoli non sono venuti a contatto la disciplina del risarcimento diretto non è applicabile. Per esempio, se si viene colpiti da un oggetto caduto da un altro mezzo, oppure se per evitare l'incidente si colpisce un cosiddetto "ostacolo fisso", come possono essere guard rail, piloni, oppure un veicolo parcheggiato o fermo in sosta. Insomma, deve esserci il contatto tra i due mezzi interessati al sinistro.

  • Altri mezzi
  • Un motivo di esclusione è anche l'incidente con un veicolo speciale o con macchine agricole.

Differenze con l'indennizzo diretto (CID)

Anche se le due denominazioni sembrano equivalenti esistono delle differenze sostanziali tra il risarcimento diretto e la vecchia "Convenzione Indennizzo Diretto". Vediamo in che cosa consistono queste differenze.

  • Obbligatorietà
  • Anche se la giurisprudenza sul caso, come spesso avviene in Italia, è piuttosto fumosa e certezze assolute sembrano non esistere, il risarcimento diretto è previsto obbligatoriamente, secondo la legge, nella fase stragiudiziale, in pratica pre causa. In caso di procedimento giudiziario, invece, la cosa è facoltativa, quindi il danneggiato può decidere se chiedere il rimborso dei danni subiti in seguito ad un incidente stradale alla sua compagnia o bloccare la procedura di risarcimento diretto e rivolgersi a quella del soggetto responsabile.

  • Firma congiunta
  • Non è più necessaria la constatazione amichevole, quindi che sia presente la firma di entrambi i soggetti coinvolti nel sinistro sul cosiddetto modulo blu. Naturalmente, ai fini di ottenere più facilmente e velocemente il risarcimento diretto dei danni subiti, è preferibile comunque documentare in qualche modo le condizioni che hanno comportato il sinistro, in modo da evitare eventuali contenziosi che potrebbero bloccare la procedura di rimborso.

  • Patrocinatore
  • Se il danneggiato richiede l'intervento di un patrocinatore la procedura non viene più interrotta o inibita, a differenza di quanto avveniva precedentemente.

Normativa per il terzo trasportato (art. n° 141)

Tra il 2005 e il 2006 è stata introdotta nella normativa italiana una particolare tutela per il passeggero di un mezzo coinvolto in un sinistro. La misura messa in atto si è resa necessaria per coprire quello che era un vuoto della legislazione italiana in materia. L'articolo 141 del decreto legislativo 209 del 7 settembre 2005 (codice delle assicurazioni private), entrato in vigore il 1° marzo 2006, è quindi il punto di riferimento normativo nel caso in cui in un incidente stradale venga coinvolto anche un passeggero. Vediamo come funziona.

  • Risarcimento
  • Il pagamento degli eventuali danni ad un terzo trasportato spetta sempre alla compagnia del "vettore", vale a dire del mezzo su cui viaggiava il passeggero.

  • Rivalsa
  • La compagnia che paga il danno al terzo trasportato potrà rivalersi sul vettore, vale a dire il proprio assicurato, se la responsabilità del sinistro sarà del medesimo, attraverso l'aumento del malus, oppure sulla compagnia dell'altro automobilista nel caso in cui la responsabilità dell'incidente sia ascrivibile alla condotta di quest'ultimo.

  • Mancato o insufficiente pagamento
  • Nel caso in cui il terzo trasportato non venga risarcito per il danno subito, o reputi il risarcimento insufficiente, lo stesso avrà il diritto di adire alle vie legali, con la possibilità di scegliere sia il giudice di pace che l'azione in Tribunale, citando in giudizio sia la compagnia del vettore che il vettore stesso. Va specificato che questa procedura è facoltativa, non obbligatoria.

Come funziona il risarcimento diretto

Bene, adesso vediamo quali sono i passi giusti da compiere per ottenere velocemente il rimborso dei danni subiti direttamente dalla nostra compagnia assicurativa.

Denuncia del sinistro

La prima cosa da fare è quella di inviare alla nostra assicurazione la denuncia del sinistro. Compiliamo quindi il modulo CAI (constatazione amichevole d'incidente), detto più volgarmente "modulo blu". Non fatevi prendere dalla fretta e cercate di compilare il modulo in tutte le sue parti e con indicazioni il più precise possibili. Dai dati contenuti in questo documento dipende molto delle decisioni che la vostra compagnia prenderà riguardo al grado di responsabilità nel sinistro. Quindi, calma e sangue freddo.

Richiesta formale di risarcimento

Va inviata, preferibilmente dal proprio avvocato, allegando più elementi possibili per evitare contenziosi successivi. Inoltre, è preferibile allegare anche un preventivo di riparazione e, nel caso in cui si siano subiti danni fisici, anche il referto di pronto soccorso e la documentazione medica attestante il danno subito, se si è già in possesso di tale documentazione. In caso contrario ci si può riservare il diritto di inviare il tutto successivamente. Includete nel documento anche i dati riguardanti eventuali testimoni, oppure l'intervento di vigili urbani e così via. Non tralasciate niente, inserite tutto quello che può servire a far valere le vostre ragioni e l'entità del risarcimento al veicolo, ad eventuali cose o a persone.

Tempi

Una volta stabiliti ragioni e torti la compagnia è tenuta per legge a proporre un risarcimento entro 30 giorni, parliamo dei danni al veicolo e ad eventuali cose trasportate. Tutto questo però se sul modulo di constatazione amichevole, il modulo blu, è presente anche la firma della controparte. In caso contrario i tempi si allungano a 60 giorni. Nel caso di danni alla persona la compagnia può proporre l'entità del risarcimento entro 3 mesi. Una volta accettata l'offerta ricevuta il saldo del pagamento deve avvenire entro 15 giorni. Se, invece, contestiamo l'offerta della compagnia allora si apre la strada del contenzioso legale, ma tenete presente che scaduti due anni dal sinistro si perde il diritto al risarcimento. Meglio cercare di mettersi daccordo.

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