Novità per il contribuente minimo

* Al termine dell'articolo vengono elencate le decisioni definitive del decreto legge 98/2011.

Come ha funzionato fino ad oggi

Molti piccoli lavoratori autonomi conoscono il regime del contribuente minimo. La misura, introdotta nel 2008, permetteva a chi aveva una partita Iva e un incasso inferiore ai 30.000 Euro l'anno di adempire agli oneri tributari secondo una serie di modalità di indubbio vantaggio.

I vantaggi

Innanzitutto l'aliquota era fissa al 20% e comprendeva sia l'Irpef che i contributi locali. Inoltre non era necessario aderire agli studi di settore e venivano eliminate anche Iva e Irap. Se consideriamo la massa della pressione fiscale in Italia capiamo come una simile semplificazione delle cose rappresenta un vero vantaggio per chi ha deciso di aderire, ovviamente tutti coloro in possesso dei requisiti necessari.

Adesso le cose cambiano

Con il nuovo decreto Tremonti in questi giorni in discussione tutto cambia, o almeno così sembra al momento. Sappiamo che tutto ciò che è in discussione in Parlamento poi può completamente essere cambiato in corso d'opera come spesso succede.

Le novità più significative

Le due novità più importanti sono la diminuzione dell'aliquota al 5% e il limite massimo di 5 anni di vita della partita Iva per poter aderire. Inizialmente si prevedeva anche il limite dei 35 anni di atà del contribuente ma poi questa misura è stata fortunatamente eliminata.

La protesta di Rete Imprese Italia

Il problema, secondo gli artigiani di Rete Imprese Italia, è che questo creerà un piccolo esercito di lavoratori autonomi che fino ad oggi ha goduto di questa agevolazione e che ora non lo potrà più fare. Ovviamente la misura andrà a colpire i lavoratori autonomi, già in grande difficoltà, che hanno un reddito molto basso e che si vedranno aumentare la pressione fiscale di colpo, intorno ai 9 punti percentuale, e dovranno sottostare a varie lungaggini burocratiche che contrastano con la tanto sbandierata semplificazione nel lavoro d'impresa.

L'elenco delle nuove regole

E veniamo alle decisioni definitive decise dal decreto legge 98/2011 a cui è stato aggiunto il comma 1 lettera B che cambia un po' tutto.

  • L'aliquota dell'imposta sostitutiva, il famoso forfettone, viene ridotto dal 20 al 5%.
  • Entrata in vigore del nuovo regime da Gennaio 2012.
  • La durata massima è di 5 anni, compresi quelli che hanno aderito dal 2008 in poi.
  • Per chi ha meno di 35 anni non c'è il limite massimo dei 5 anni.

Le agevolazioni di chi starà fuori con le nuove regole

Per coloro che con le vecchie regole usufruivano del regime agevolato ma che ora, perchè hanno iniziato l'attività prima del 2008, non ne possono più usufruire, si calcolerà il reddito attraverso gli scaglioni delle aliquote IRPEF, cioè normalmente, ma godranno comunque di alcune agevolazioni.

  • Esenzione dalla tenuta della scrittura contabile.
  • Esenzione dall'IVA.
  • Esenzione dall'IRAP.

Argomenti generici

  • Chiarezza sul nuovo regime minimo

    Le novità sono molte e cambiano il contesto generale, per come era strutturato il discorso. Alla fine dei conti le agevolazioni aumentano ma diminuisce il numero di coloro che possono usufruirne.

  • La convenienza del mutuo a tasso variabile

    La continua discesa segli indici Euribor ha reso questa soluzione particolarmente conveniente. Almeno per un paio di anni gli Euribor dovrebbero rimanere sotto l'1 per cento. Il 2 entro il 2016.

  • La giornata in Borsa certifica le difficoltà francesi

    La giornata di ieri è stata durissima per lo Spread di tanti paesi europei fino a qualche giorno fa considerati molto sicuri, come la Francia. Il differenziale tra i titoli francesi e quelli tedeschi ha toccato il record storico di 191 punti.

  • Sale la spesa per le pensioni, ma non la qualità

    I dati dell'Inps e dell'Istat dimostrano come si proceda verso una continua decrescita del valore degli assegni. Preoccupa, naturalmente, il futuro di tanti che vedranno crollare il loro potere d'acquisto nonostante tanti anni di contributi.

  • Piano casa e patrimoniale nei programmi del Governo

    Dalle prime indiscrezioni sulle azioni che a breve verranno messe in atto dal Governo sembra che la casa, sia la prima che l'intero eventuale patrimonio immobiliare posseduto, sarà oggetto delle attenzioni dell'esecutivo.

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