Il Decreto del fare e la non pignorabilità della prima casa

Argomento difficile

Il recente Decreto cosiddetto "del fare" interviene su un argomento piuttosto spinoso, quello del pignoramento dell'immobile, nel caso in cui il debitore risulti insolvente. E' banale la considerazione di come il contesto interessi veramente tanti italiani, ormai sempre più in difficoltà, come testimoniato da tutti i dati economici possibili.
Specifichiamo innanzitutto che l'oggetto di cui parliamo può essere solo la prima casa e solo nel caso in cui rappresenti l'unico bene abitativo del contribuente in difficoltà con il Fisco. Inoltre deve rappresentare la residenza anagrafica del soggetto moroso. Insomma, si stabilisce che l'abitazione in cui si vive non può essere toccata, a patto che sia, come abbiamo detto, l'unico bene immobile del debitore.

Le esclusioni

La cosa non vale però per tutti allo stesso modo. Sono escluse le abitazioni considerate di lusso. Per quanto riguarda i criteri che stabiliscono quando un bene di questo tipo è considerato di lusso valgono le caratteristiche espresse nel decreto del Ministro per i lavori pubblici del 2 agosto 1969 e, in ogni caso, quelli che al Catasto risultano inseriti nelle categorie A/8 e A/9.

Quando è possibile l'esproprio

Per quanto riguarda le condizioni che possono portare all'esproprio si stabilisce che questo è possibile quando il credito dovuto supera i 120.000 euro, una soglia ben superiore alle condizioni precedenti. Allo stesso tempo viene previsto anche un tempo minimo, prima che si possa passare all'azione, che deve intercorrere tra l'iscrizione dell'ipoteca e l'avvio dell'atto stesso. Il decreto stabilisce che il tempo minimo tra questi due eventi debba essere non inferiore ai sei mesi.

Una misura necessaria

L'intervento del Governo Letta in materia di non pignorabilità della prima casa era fondamentalmente un atto dovuto. Tutti i dati parlano infatti di una vera e propria esplosione del fenomeno che rischiano di creare veramente una situazione esplosiva, in un contesto già particolarmente difficile, anche e soprattutto dal punto di vista sociale.

Il Presidente del Consiglio

Le fibrillazioni del Governo Letta

Tra le varie misure varate dal Governo, a dir la verità allo stato attuale non tantissime, questa sembra la più concreta e, ci verrebbe da dire, anche la più giusta e necessaria, vista la situazione veramente difficile di tantissime famiglie. Inoltre all'orizzonte, allo stato attuale, non si vedono novità così importanti da determinare un miglioramento delle condizioni economiche del paese. A tutto questo si devono aggiungere le fibrillazioni dell'esecutivo dovute alle problematiche processuali del solito Silvio Berlusconi che rendono la situazione politica e generale sempre più precaria e difficile.

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