Il Decreto del fare e la non pignorabilità della prima casa

Il Decreto del fare

Il recente cosiddetto Decreto "del fare" del Governo Letta è intervenuto su un argomento piuttosto spinoso, quello del pignoramento dell'immobile, nel caso in cui il debitore risulti insolvente. E' banale la considerazione di come il contesto interessi veramente tanti italiani, ormai sempre più in difficoltà, come testimoniato da tutti i dati economici possibili.

Solo per la prima casa

Specifichiamo innanzitutto che l'immobile non pignorabile può essere solo una prima casa e solo nel caso in cui rappresenti l'unico bene immobile del contribuente in difficoltà con il Fisco. Inoltre l'immobile in oggetto deve rappresentare la residenza anagrafica del contribuente moroso. Insomma, il Decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, questo è il nome "burocratico" del cosiddetto decreto del fare, stabilisce che la casa in cui si vive non può essere pignorata dal Fisco, a patto che sia, come abbiamo detto, l'unico bene immobile del debitore.

Le esclusioni

La cosa non vale però per tutti allo stesso modo. Sono escluse dall'impossibilità del pignoramento le case considerate di lusso. Per quanto riguarda i criteri che stabiliscono quando un'abitazione è considerata di lusso valgono le caratteristiche espresse nel decreto del Ministro per i lavori pubblici del 2 agosto 1969 e, in ogni caso, le abitazioni che al Catasto risultano inserite nelle categorie A/8 e A/9.

La prima casa non è più pignorabile dal Fisco

Ricordiamo che la categoria catastale A/8 è quella delle ville, mentre la A/9 è quella che comprende castelli e palazzi considerati di eminente pregio.

Quando è possibile l'esproprio

Per quanto riguarda le condizioni che possono portare all'esproprio dell'immobile il Decreto del fare stabilisce che questo è possibile quando il credito dovuto supera i 120.000 euro, una soglia ben superiore alle condizioni precedenti al decreto stesso.
Allo stesso tempo viene previsto anche un tempo minimo, prima che si possa passare all'esproprio, che deve intercorrere tra l'iscrizione dell'ipoteca e l'avvio dell'atto stesso dell'esproprio. Il decreto stabilisce che il tempo minimo tra questi due eventi debba essere non inferiore ai sei mesi.

Una misura necessaria

L'intervento del Governo Letta in materia di non pignorabilità della prima abitazione era fondamentalmente un atto dovuto. Tutti i dati parlano infatti di una vera e propria esplosione di atti di esproprio della prima casa che rischiano di creare veramente una situazione esplosiva, in un contesto già particolarmente difficile, anche e soprattutto dal punto di vista sociale.

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta

Le fibrillazioni del Governo Letta

Tra le varie misure varate dal Governo presieduto da Enrico Letta, a dir la verità allo stato attuale non tantissime, questa sembra la più concreta e, ci verrebbe da dire, anche la più giusta e necessaria, vista la situazione veramente difficile di tantissime famiglie italiane. Inoltre all'orizzonte, allo stato attuale, non si vedono novità così importanti da determinare un miglioramento delle condizioni economiche del paese. A tutto questo si devono aggiungere le fibrillazioni dell'esecutivo Letta dovute alla situazione processuale del solito Silvio Berlusconi che rendono la situazione politica e generale del paese sempre più precaria e difficile.